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lunedì 1 maggio 2023

Batteri resistenti agli antibiotici trovati nelle nuvole

 
Batteri resistenti agli antibiotici sono stati scoperti anche tra le nuvole, viaggiano con il vento, a volte su distanze molto lunghe, lo rivela uno studio franco-canadese.

Foto: le Puy de Dôme - 1464m

"Questi batteri di solito vivono sulle foglie o nel terreno", spiega Florent Rossi, autore principale dello studio, in un'intervista telefonica con AFP (Agence France Presse).

"Abbiamo scoperto che erano trasportati dal vento nell'atmosfera e potevano percorrere lunghe distanze e persino attraversare il globo ad alta quota grazie alle nuvole", aggiunge.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori della Laval University in Québec e della Université Clermont Auvergne (UCA) in Francia, tramite un certo tipo di "aspirapolvere" di alta portata, hanno prelevato dei campioni dalle nuvole che si formano sopra il Puy de Dôme, un vulcano dormiente nella Francia centrale, tra settembre 2019 e ottobre 2021 ...

domenica 7 marzo 2021

Latte - per sapere che cosa beviamo

Dalle nostre scelte, anche alimentari, dipende il futuro nostro e di tutta l'umanità.
“Solo la pluralità delle informazioni ci permetterà di avvicinarci il più possibile alla verità”.


La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari. Generalmente sono condotti a temperature variabili da 54 a 70 °C e per tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi "flash" riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi. 

In questo modo si distruggono i batteri patogeni e si ritarda lo sviluppo di altri batteri. Comunque secondo lo scienziato Norman Walker, si richiedono temperature da 87 a 110 °C per uccidere i microrganismi patogeni, come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.

Il calore della pastorizzazione è sufficiente però per distruggere i batteri lattici come il Lactobacillus acidophilus, che contribuiscono a sintetizzare la vitamina B nel colon. Acidificando il latte che poi coagula, i batteri lattici tengono i batteri della putrefazione sotto controllo. Il latte pastorizzato, non avendo questa protezione, si potrà alterare.

L'ironia della pastorizzazione è che distrugge le proprietà battericide del latte ...

domenica 2 agosto 2020

Antibiotico-resistenza: un problema di Mercato

Le logiche del profitto dietro l’abuso e la mancata ricerca farmaceutica. 

di Giovanna Baer

Come vedremo, è interessante notare come alla base del problema dell’antibiotico-resistenza ci siano le logiche tipiche dell’economia di mercato.
La questione diventa più chiara quando si cercano le soluzioni al problema: logica vorrebbe infatti che, se i 'batteri killer' sono resistenti a tutti gli antibiotici conosciuti, se ne ricercassero di nuovi.

Invece la maggior parte delle molecole in circolazione risale agli anni ’70, perché l’antibiotico è un prodotto poco remunerativo: si usa (o si dovrebbe usare) per un periodo di tempo limitato e il prezzo è relativamente basso, mentre i costi di ricerca e sviluppo di un nuovo principio attivo sono talmente elevati che le società farmaceutiche investono ormai solo nella cura delle malattie croniche (i cui malati consumano il farmaco per tutta la vita), oppure per i chemioterapici e gli antiretrovirali (che hanno un prezzo elevatissimo).

Le logiche di mercato appaiono dunque essere non solo la causa principale del problema (in quanto responsabili del consumo scriteriato di antibiotici…), ma anche il principale ostacolo alla sua soluzione.

Vi sono vari progetti di ricerca che mirano a sostenere la messa a punto di antimicrobici, tra cui prove cliniche su antibiotici non brevettati, sono finanziati dalla comunità europea, ma continuano a mancare gli investimenti industriali per mettere a punto questi nuovi antibiotici.
Le società farmaceutiche cioè si tirano indietro anche quando si parla del solo sviluppo...

martedì 25 giugno 2013

La Catena alimentare Italiana D.O.C oramai inesistente

Renato Ventura
Bioterapeuta Contattologo Iridologo Ottico

Abbiamo incominciato verso l’inizio degli anni ’80: fase di avvio del regime delle quote latte all’interno di uno scenario caratterizzato da una Politica Agricola Comunitaria orientata alla smobilitazione parziale e graduale della garanzia dei prezzi, nata dall’esigenza di contenere e controllare la spesa agricola attraverso la riduzione della produzione. Pur credendo e pensando di fare cosa giusta, questa tipologia di politica ha rovinato completamente il mercato alimentare Italiano soprattutto a livello qualitativo, per combattere la concorrenza i produttori (loro malgrado) si vedono costretti a effettuare la lavorazione della materia prima in qualità-prezzo, ovviamente questo comporta di conseguenza una scarsissima qualità degli alimenti. Ormai dall’estero arriva di tutto, questo incide anche sulla salute del consumatore (nel tempo) con un continuo aumento di patologie di ogni genere, comprese quelle che si pensavano oramai debellate da tempo (Esempio TBC).

Prodotti come latte, affettati, precotti conservati in aceto e salamoia (importati spesso e volentieri dall’estero), il bestiame destinato al consumo umano viene spesso allevato in questi paesi e poi importati in Italia per essere macellati e lavorati con la conseguenza di avere (la legge lo consente) il marchio finale made in Italy.

l’80% di latte e di provenienza ESTERA e comporta ad avere patologie dimenticate, patologie come morbo di Crohn, problemi gastrici, neoplasie gastriche, e per ultima, che tentano in tutti i modi di nascondere: LA TUBERCOLOSI...