L'unione fiscale nel senso inteso da Draghi è solo un palliativo. Da qui si comprende come e perché la retorica della guerra e la stretta autoritaria intorno al collo del contribuente/risparmiatore europeo si stiano facendo più incessanti: esso deve cedere psicologicamente affinché accetti senza discutere e dia il suo consenso ai dettami che vengono dall'alto.
È la stessa cosa accaduta in Inghilterra sin dalla Brexit: la “Little Britain” è stata punita, e continua a essere punita, sistematicamente per aver osato andare contro i piani europei di integrazione, al punto che se potesse voterebbe in senso opposto adesso.
I tempi del disfacimento europeo stanno accelerando a questo punto e la mia previsione di un suo accadimento entro i prossimi 5 anni era “pessimistica”.
La spasmodica retorica di guerra dell'UE serve a scatenare un conflitto con cui avere una scusa credibile (l'opzione fregare gli USA è sfumata) per andare in default sui debiti esistenti, ristrutturare l'euro e ricominciare daccapo con unione fiscale/obbligazionaria. Non c'è altro motivo credibile che spieghi il suicidio economico/politico/energetico/industriale dell'UE.
L'oppressione burocratica, poi, serve sostanzialmente a portare allo sfinimento i contribuenti affinché accettino questa realtà...


