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giovedì 13 agosto 2026

Terra della confusione: il Grande Reset in movimento

 
 di Colin Todhunter

Le crisi mondiali a cui abbiamo assistito negli ultimi anni vengono spesso presentate come una sequenza caotica di eventi: una “pandemia”, l'inflazione, la carenza di energia e la guerra.
Non c'è da stupirsi se la maggior parte delle persone sia confusa. 

Tuttavia, un'analisi strutturale rivela una demolizione controllata e deliberata del contratto sociale del XX secolo.

Stiamo assistendo a una transizione da un modello capitalistico produttivo, che richiedeva una forza lavoro di massa numerosa e in salute, a quello che Yanis Varoufakis definisce un ordine tecnofeudale.

Il motore di questa transizione è stata una disperata strategia di stabilizzazione finanziaria attuata sfruttando un evento di salute pubblica. Come evidenziato dal professor Fabio Vighi, il sistema finanziario mondiale ha raggiunto un punto di instabilità terminale alla fine del 2019, come dimostrato dal crollo del mercato repo statunitense (dove le banche si prestano denaro a vicenda).

Congelando l'economia reale attraverso i lockdown, le banche centrali hanno effettuato massicce iniezioni di liquidità per salvare il settore bancario e finanziario...

mercoledì 12 novembre 2025

Christine Lagarde e la privatizzazione della moneta

I grandi cambiamenti fanno fatica a essere introdotti nella storia, e la demolizione controllata dell'UE non fa eccezioni. 

L'unione fiscale nel senso inteso da Draghi è solo un palliativo. Da qui si comprende come e perché la retorica della guerra e la stretta autoritaria intorno al collo del contribuente/risparmiatore europeo si stiano facendo più incessanti: esso deve cedere psicologicamente affinché accetti senza discutere e dia il suo consenso ai dettami che vengono dall'alto. 

È la stessa cosa accaduta in Inghilterra sin dalla Brexit: la “Little Britain” è stata punita, e continua a essere punita, sistematicamente per aver osato andare contro i piani europei di integrazione, al punto che se potesse voterebbe in senso opposto adesso. 
I tempi del disfacimento europeo stanno accelerando a questo punto e la mia previsione di un suo accadimento entro i prossimi 5 anni era “pessimistica”. 
La spasmodica retorica di guerra dell'UE serve a scatenare un conflitto con cui avere una scusa credibile (l'opzione fregare gli USA è sfumata) per andare in default sui debiti esistenti, ristrutturare l'euro e ricominciare daccapo con unione fiscale/obbligazionaria. Non c'è altro motivo credibile che spieghi il suicidio economico/politico/energetico/industriale dell'UE. 
L'oppressione burocratica, poi, serve sostanzialmente a portare allo sfinimento i contribuenti affinché accettino questa realtà...

giovedì 11 settembre 2025

11 settembre 2001: dove sono finite le torri? La tesi della Dott.ssa Judy Wood

Judy Wood è una ricercatrice che porta altre indizi sull’evento dell’11 settembre 2001, un “attacco alla coscienza umana”, quando 3 grattacieli e altri edifici del WTC sono stati polverizzati in mondovisione.

La domanda che Judy pone nel suo libro è: "Where Did the Towers Go?" (dove sono finite le torri?)

Il libro è composto da 1000 pagine di prove e dati provenienti da fonti governative e di agenzie che supportano la sua teoria su ciò che è accaduto quel giorno.

La teoria della demolizione controllata, che è la seconda teoria migliore, semplicemente non basta a spiegare come ciò sia accaduto nel modo in cui è accaduto, e non spiega la montagna di anomalie riscontrate quel giorno, di cui la maggior parte delle persone non è assolutamente a conoscenza...

giovedì 14 settembre 2017

11/9: la fiaba della terza torre, quella che crollò da sola

Scritto il 11/9/13

«Se chiedete al primo che vi capita, di età superiore ai 20 anni, quante furono le torri crollate l’11 Settembre, avrete quasi sempre la stessa, stranita risposta: due, ovviamente. Due aerei, due torri: dunque furono gli aerei ad abbattere le Twin Towers». 

Invece, no, le torri abbattute furono tre

E questo provoca ancora adesso molti mal di testa a chi vuole sostenere la versione ufficiale». Alla conta, infatti, “manca” sempre la terza torre del World Trade Center, denominata WTC-7, che crollò alle 17.20 del “giorno maledetto”, senza esser stata colpita da nessun aereo. 

Per Giulietto Chiesa, quel crollo-fantasma è un po’ il simbolo dell’atto terroristico più misterioso e devastante della nostra storia recente, destinato ad aprire l’incubo della “guerra infinita”: Iraq e Afghanistan, Libia e Siria, e domani l’Iran. Data fatidica, per il “grande alibi” dell’impero pericolante: occupare, militarmente, un mondo ormai multipolare, progressivamente egemonizzato da nuovi protagonisti, in pole position la Cina – che, secondo i neocon al potere l’11 Settembre, entrerà in rotta di collisione con la “sicurezza Usa” entro il 2017, cioè domani...