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mercoledì 26 febbraio 2025

L'umiliazione dell'Unione Europea


Nel contesto delle attuali dinamiche geopolitiche stiamo assistendo alla marginalizzazione dell'UE, in particolare riguardo al conflitto in Ucraina e alle relazioni transatlantiche.

Mentre i ministri e i leader europei sono impegnati a tenere riunioni e rilasciare dichiarazioni fantasiose, gli Stati Uniti relegano l'UE ai margini della storia. L'analista geopolitico Alexandre Regnaud cerca di capire come e soprattutto perché.

Recentemente, mentre il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, interveniva alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, partecipava a una riunione del gruppo di contatto sull'Ucraina a Bruxelles, l'Unione Europea è stata informata della sua esclusione dai colloqui di pace sull'Ucraina in Arabia Saudita. Questo episodio rappresenta un'ulteriore umiliazione per un'entità i cui rapporti con gli Stati Uniti sono sempre stati ambigui, ma che l'amministrazione Trump sembra intenzionata a subordinare e mettere sotto pressione, con profondo disprezzo.

L'attuale amministrazione statunitense è composta da individui con forti convinzioni politiche e religiose che influenzano le loro azioni. 

Per loro, l'Unione Europea non è un'entità rappresentativa ...

lunedì 18 marzo 2024

Washington è la capitale della guerra

 
 di David Stockman

Immaginate se Washington scoprisse che la Russia, o la Cina, avesse piazzato 12 stazioni di spionaggio al confine con il Texas. 
I politici, già con la bava alla bocca riguardo alle presunte orde di nigeriani, albanesi, cinesi e agenti comunisti di Cuba che già fanno irruzione attraverso i confini dell'America, si straccerebbero le vesti o addirittura soffrirebbero di arresti cardiaci seriali.

E questo per non parlare dell’innesco di una potenziale resa dei conti nucleare, come quella quando Krusciov fece marcia indietro davanti all’insistenza del presidente Kennedy nell’ottobre 1962 affinché i missili sovietici fossero rimossi da Cuba. In quell’occasione l’umanità sfuggì per un pelo all’incenerimento, ma da quel momento in poi almeno fu stabilita una regola d'ingaggio per l’era nucleare.

Vale a dire, non si mettono armi e forze minacciose davanti alla porta del proprio rivale nucleare; è vietato dalle esigenze della sopravvivenza umana e dal buon senso.

Ecco perché è accaduta anche la parte spesso dimenticata della crisi missilistica cubana: JFK accettò di rimuovere 15 missili Jupiter dotati di testate nucleari dalla Turchia in cambio dello smantellamento dei missili sovietici a Cuba, anche se questa parte dell’accordo non fu mai riconosciuta pubblicamente da Washington ...

domenica 7 maggio 2023

E' ora di toccare gli intoccabili!

Ma è mai possibile che nessuno, dico nessuno, metta mai in discussione le spese in armamenti? 
Pare un dogma di fede, non se ne può neppure discutere. 

Riprendo questo vecchio articolo del 2011 per poter confrontare i dati con l'attuale situazione e misurare i "progressi" fatti in quel senso (sigh ..).
(Alcuni link di riferimenti potrebbero non essere più funzionanti) - Catherine

E infatti nessun partito ne ha fatto cenno, di fronte ad una finanziaria che calpesta i diritti di tutti e sacrifica i beni comuni pur di salvaguardare i privilegi di pochi potenti intoccabili. 
Solo il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la campagna Sbilanciamoci e la Tavola della pace, con padre Alex Zanotelli lo hanno denunciato con il coraggio e la lucidità che li contraddistinguono! 

La lobby delle armi, evidentemente, deve essere davvero convincente se riesce ogni volta a scomparire al momento opportuno come nessun bambino al mondo riesce a fare giocando a nascondino ...

sabato 19 maggio 2012

Forze armate - spese folli

Gianni Lannes 

L’Italia già in guerra dalla metà degli anni ’90 per smembrare e distruggere la Jugoslavia (grazie anche a Prodi, D’Alema e Berlusconi) – calpestando la Costituzione – ai giorni nostri vanta più militari (178.600) di Germania, Inghilterra e Spagna. 
Abbiamo già pagato 13 miliardi di euro per gli Eurofighter ed il premier antidemocratico Monti Mario conta di spenderne altri 9 per sommergibili e navi sottraendoli al popolo italiano già stremato e in preda ai suicidi. Ecco i conti bucati della nostra Difesa, mentre la popolazione sborsa sempre più tasse senza ribellarsi.

Caccia- F-35: l’Italia ha in piedi una commessa da 15 miliardi di euro per l’acquisto dalla Lockheed Martin (Usa) di 135 aerei dal costo unitario di 124 milioni di euro (salvo ulteriori lievitazioni).

Eurofighter: l’ultima tranche del programma costerà ai contribuenti (fessi) del Belpaese altri 5 miliardi di euro, dopo i 13 già sborsati.

Aerei senza pilota (Uav): il governo abusivo Monti intende acquistarne otto dal costo complessivo (per ora) di 1,3 miliardi di euro.

Elicotteri: lo Stato tricolore ha appena comprato 116 (+1 in opzione) nuovi velivoli NH 90 per la modica cifra di 3,2 miliardi di euro.

Navi da guerra: l’Italia ha acquistato 10 fregate “Fremm” per una spesa di 5 miliardi di euro.

Sommergibili: l’Italia ha comprato altri 2 sommergibili bellici per 1 miliardo di euro.

Sistemi digitali per l’Esercito: il progetto “Forza Nec” serve a dotare le unità di terra e da sbarco di un sofisticato sistema tecnologico per ammazzare facilmente il nemico. Solo la progettazione in atto ci è già costata 650 milioni di euro. La stima di spesa complessiva si aggira per il momento sui 12 miliardi di euro. L’anno prossimo saranno acquistati dal ministero della Difesa ben 249 blindati “Freccia” per una spesa di 1,6 miliardi di euro. Nel 2015, due fregate antiaeree “Orizzonte” per altri 1,4 miliardi di euro...

giovedì 26 aprile 2012

Nuovo record della spesa bellica

Lawrence S. Wittner

Il 17 aprile 2012, mentre milioni di statunitensi depositavano le loro dichiarazioni dei redditi, l’altamente rispettato Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace (SIPRI) di Stoccolma ha pubblicato il suo più recente studio sulla spesa militare mondiale. 

Nel caso gli statunitensi si chiedessero dove sono andati a finire i soldi delle loro tasse dell’anno scorso – e i soldi delle tasse di altre nazioni – la risposta del SIPRI è stata chiara: alla guerra e alla preparazione per la guerra.

La spesa militare mondiale ha toccato un record di 1.738 miliardi di dollari nel 2011, con un aumento di 138 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti rappresentano il 41 per cento di tale cifra, ovvero 711 miliardi di dollari.

Alcuni articoli di stampa hanno evidenziato che, dal punto di vista della riduzione della dipendenza dalla potenza militare, ciò in realtà rappresenta un progresso. Dopotutto l’aumento della spesa militare globale “reale” – cioè la spesa al netto dell’inflazione e dei rapporti di cambio – è stato solo dello 0,3 per cento. E ciò contrasta con gli aumenti significativamente più elevati nel precedenti tredici anni.

Ma perché le spese militari continuano a crescere – in realtà, per non stanno diminuendo significativamente – considerate le misure governative d’austerità degli anni recenti? In mezzo alla crisi economica iniziata a fine 2008 (e che continua sino ai giorni nostri) la maggior parte dei governi ha tagliato in misura spettacolare la spesa per l’istruzione, l’assistenza sanitaria, l’edilizia popolare, i parchi e altri servizi sociali vitali. Tuttavia non ci sono stati tagli corrispondenti ai bilanci militari...