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martedì 31 marzo 2026

Palantir e stato di diritto: il potere dei dati tra sicurezza e libertà

 di Francesco Mancini

Il controllo massivo e intrusivo dei dati tra i vantaggi per la sicurezza dei cittadini e le minacce alle loro libertà democratiche.

Abstract: Nel dibattito contemporaneo su sicurezza, innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali, il nome Palantir Technologies occupa una posizione centrale e controversa. Fondata negli Stati Uniti nel 2003, la società è oggi uno dei principali attori globali nello sviluppo di piattaforme di analisi avanzata dei dati utilizzate da governi, forze dell’ordine, apparati di sicurezza e grandi organizzazioni pubbliche e private. 

La sua crescente diffusione solleva interrogativi che vanno ben oltre il piano tecnologico, toccando temi cruciali per la democrazia costituzionale, quali il controllo del potere pubblico, la trasparenza amministrativa e la protezione dei diritti individuali. 

È quindi necessario e urgente normare per governare l’uso degli algoritmi nel rispetto dei principi di legalità, proporzionalità e controllo democratico, affinché l’innovazione tecnologica non comprometta lo Stato di diritto...

sabato 28 giugno 2025

Il Genio è uscito dalla bottiglia. Ora cosa ne facciamo?

Fidatevi dell'Intelligenza Artificiale!

Dal 2015, l’AIEA si è affidata alla piattaforma Mosaic AI di Palantir, che analizza milioni di dati, tra cui immagini satellitari, social media e file personali, per prevedere le minacce nucleari.

Invece di prove concrete, il sistema ha mostrato “anomalie” nei siti iraniani di Fordow e Lavisan-Shian, ripetendo così anni di reclami diffusi.

Il sistema ha analizzato il comportamento e i metadati e ha poi formulato ipotesi, o meglio, supposizioni, sulle intenzioni dell’Iran.
Le analisi algoritmiche di Mosaic hanno sostituito l’intelligence convenzionale e hanno trasformato correlazioni di dati probabilmente senza rischi in un semaforo verde per la guerra.

Il 12 giugno, l’Iran ha fatto trapelare documenti che dimostrano che il direttore dell’AIEA Rafael Grossi ha passato i dati di Mosaic a Israele, trasformando l’agenzia in uno “strumento di aggressione”.
RISULTATO? Beh, è quello che abbiamo visto ...

mercoledì 20 luglio 2022

L'ignoranza è speranza

Nel cosmo immaginario de Il Signore degli anelli, il capolavoro narrativo di John R. R. Tolkien pubblicato tra il 1954 e il 1955, i palantíri sono sfere di cristallo fabbricate dagli Elfi di Valinor «in giorni così lontani che il tempo non può misurarsi in anni» per osservare e comunicare a distanza. 

Le sfere potevano collegarsi tra di loro (esisteva anche un «server» centrale che le controllava tutte, il palantír custodito nella Cupola di Stelle, a Osgiliath) e persino mostrare eventi lontani nello spazio e nel tempo, da cui il loro appellativo di «Pietre Veggenti». 
Dei molti esemplari realizzati e poi perduti o distrutti nel corso dei secoli, all’epoca in cui si svolgono i fatti narrati ne risultavano attivi soltanto tre, rispettivamente al servizio di Sauron, lo spirito malvagio che minaccia i popoli liberi della Terra di Mezzo, lo stregone Saruman e l’umano Denethor, sovrintendente del regno di Gondor. 

Tra gli oggetti magici che appaiono nel racconto, i palantíri occupano un ruolo preminente nello sviluppo narrativo. È proprio dopo avere scrutato in una di queste pietre che il saggio Saruman si allea con l’Oscuro Signore e il valente Denethor rinuncia a combattere contro le truppe del male, finendo suicida.

Il palantír è anche letteralmente una televisione ...