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venerdì 5 giugno 2026

Riflessioni di un “civile di nazioni alleate”, ai tempi della guerra cognitiva

IN ATTESA DI UNA NUOVA YALTA DIGITALE: TRA L’IMPERO DELL’ALGORITMO E IL DESTINO DELL’UMANITÀ

Essere oggi un cittadino occidentale, un “civile abitante di nazioni alleate”,  comporta un carico di responsabilità intellettuale e morale non indifferente. 

Significa trovarsi nel baricentro di una transizione d’Epoca dove i concetti di sovranità, democrazia, verità e identità vengono riscritti da algoritmi e flussi di capitale immateriale. 

In questo mosaico, l’azione politica e filosofica non è più rimandabile: esistono delle priorità sistemiche, e la scelta di privilegiare l’una o l’altra non è un semplice esercizio di stile, ma una decisione che “connota” radicalmente chi la compie, definendone la postura etica e la visione del futuro...

venerdì 15 maggio 2026

L’etica dei principi vs. l’etica della responsabilità


In una conferenza ormai famosa tenuta nel 1919, dal titolo "La politica come professione", Max Weber distingue due modi di agire nella pratica politica: l'etica dei principi e l'etica della responsabilità.

Nella sostanza, chi si comporta secondo l'etica dei principi non tiene conto delle conseguenze delle proprie idee.

Cioè, fa delle scelte secondo i suoi ideali, agisce in un modo che ritiene giusto, e questo può bastare: le conseguenze che derivano da ciò che è stato fatto non interessano. Non riguardano colui che agisce; riguardano, dice Weber, il mondo, quindi, gli altri.

Chi agisce secondo l'etica dei principi non si occupa del fatto che a seguito di una decisione giusta le circostanze possano peggiorare lo stato dei fatti; l'importante è aver preso la decisione giusta, in sintonia con i propri ideali.

L'etica della responsabilità, invece, per ogni decisione da prendere tiene conto delle conseguenze prevedibili.
Ingloba, nell'idea di giustizia, anche le conseguenze...

sabato 4 aprile 2026

Quando studiare per comprendere diventa uno sforzo sovrumano

Nel rumore continuo dell’informazione globale, le guerre sembrano scorrere davanti ai nostri occhi come sequenze inevitabili, quasi naturali. 

Eppure, a ben guardare, ogni conflitto porta con sé una trama complessa di interessi, paure e narrazioni costruite, dove la distinzione tra difesa e aggressione, tra sicurezza e potere, tende a sfumare fino a diventare opaca. 

È in questa opacità che si forma gran parte della percezione pubblica, spesso più orientata da linguaggi e simboli che da fatti verificabili.

Il Medio Oriente rappresenta oggi uno dei punti più concentrati di questa dinamica. 

Le tensioni non nascono mai nel momento in cui vengono raccontate come emergenze, ma affondano radici profonde, stratificate nel tempo, alimentate da equilibri fragili e da aspirazioni divergenti. 
Quando queste tensioni esplodono, il racconto che ne deriva raramente ne restituisce la complessità: prevalgono semplificazioni, schieramenti, etichette morali immediate. 

Questa riduzione rassicura, ma rischia di oscurare proprio ciò che sarebbe necessario comprendere...

martedì 31 marzo 2026

Palantir e stato di diritto: il potere dei dati tra sicurezza e libertà

 di Francesco Mancini

Il controllo massivo e intrusivo dei dati tra i vantaggi per la sicurezza dei cittadini e le minacce alle loro libertà democratiche.

Abstract: Nel dibattito contemporaneo su sicurezza, innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali, il nome Palantir Technologies occupa una posizione centrale e controversa. Fondata negli Stati Uniti nel 2003, la società è oggi uno dei principali attori globali nello sviluppo di piattaforme di analisi avanzata dei dati utilizzate da governi, forze dell’ordine, apparati di sicurezza e grandi organizzazioni pubbliche e private. 

La sua crescente diffusione solleva interrogativi che vanno ben oltre il piano tecnologico, toccando temi cruciali per la democrazia costituzionale, quali il controllo del potere pubblico, la trasparenza amministrativa e la protezione dei diritti individuali. 

È quindi necessario e urgente normare per governare l’uso degli algoritmi nel rispetto dei principi di legalità, proporzionalità e controllo democratico, affinché l’innovazione tecnologica non comprometta lo Stato di diritto...

venerdì 2 maggio 2025

Lasciarci alle spalle la vicenda pandemica?

 di Andrea Zhok

Negli ultimi giorni, su pagine di cui ho stima, sono comparsi alcuni testi il cui senso di fondo – senza rendere giustizia delle argomentazioni differenti – può essere riassunto in questi termini:

“Lasciamoci la vicenda pandemica alle spalle una volta per tutte. Sono stati commessi errori, certo, ma continuare ad ogni pie sospinto a tornarvi sopra finisce per nutrire il settarismo dogmatico di una minoranza, e ciò rende difficile occuparsi di altri temi, più urgenti e importanti.”

Vorrei di seguito spiegare, nel modo più conciso possibile, perché credo che questo appello, per quanto comprensibile, sia sbagliato.

Parto dal perché lo ritengo comprensibile ... 

martedì 22 aprile 2025

Liberi di obbedire

Dopo quasi cent’anni di democrazia, finalmente ci siamo accorti che alla maggioranza delle persone non importa affatto essere libera. 
Anzi, quel che desiderano è esattamente il contrario.


di Stefano Re

Desiderano che qualcuno gli dica che cosa fare e come farlo. E che obblighi chiunque a fare lo stesso.

Desiderano che qualcuno gli venga presentato come “esperto” per potergli ubbidire sentendo di stare facendo “la cosa giusta”.

E istintivamente indirizzano le proprie frustrazioni ed angosce contro chiunque non si allinei, contro chiunque dissenta o metta in discussione gli ordini dell’esperto cui essi vogliono obbedire.

Poco importa se l’esperto non ne sappia in effetti più di loro: la sua funzione non è realmente quella di aiutare ad analizzare, affrontare o persino risolvere un problema, bensì soltanto quella di scrollare di dosso alla massa la responsabilità di decidere.

Fornire ai molti l’alibi per ubbidire, sentendosi anche tanto, tanto intelligenti.
E soprattutto, sentendosi “liberi” ...

lunedì 23 settembre 2024

L'osservatore modifica la realtà

"Mi piace pensare che la luna è lì, anche se io non guardo."
- Albert Einstein -


Secondo la fisica quantistica potenzialmente coesistono infinite possibilità. Tutto può accadere. La probabilità che qualcosa avvenga (in termini tecnici quando avviene il collasso della funzione d’onda) è strettamente legata all’atto di osservazione che diventa coerente con ciò che prevediamo di vedere. 

Quando osserviamo e “scegliamo” uno specifico risultato, tutte le altre possibilità diventano incoerenti rispetto a ciò che vediamo e si auto-escludono. Siamo noi a determinare ciò che si verificherà e sperimenteremo nella nostra vita sulla base del nostro punto di osservazione. Quando iniziamo a guardare il mondo da molti più punti di visti che vanno oltre le credenze limitanti, iniziano a manifestarsi nuovi eventi, situazioni e sincronismi.

Solo perché crediamo che qualcosa sia possibile, ci apriamo a quella possibilità nella nostra vita.

Newton credeva che la luce consistesse di un flusso di piccoli frammenti di materia fisica, o particelle.
Ma nel 1803 con il famoso esperimento della doppia fenditura, Thomas Young scoprì che la luce si comporta come onde che possono urtarsi o interferire l’una con l’altra.
Nel suo esperimento, Young mise due schermi, uno dietro l’altro davanti a una luce...

mercoledì 21 agosto 2024

Le situazioni facili non aiutano a saper vivere

Viviamo in un’epoca che esalta l’immediatezza e la facilità, dove il risultato senza sforzo è diventato un imperativo. Dalle applicazioni che ci consegnano il cibo a domicilio, ai corsi online che promettono miracoli in poche settimane, la tentazione di evitare la fatica è sempre più pervasiva. 

Immagine AI-generated

Un clic e abbiamo tutto a portata di mano: informazioni, cibo, intrattenimento, relazioni. Un tutorial e sappiamo (o crediamo di sapere) fare qualsiasi cosa. Ma questa immediata gratificazione, questa illusione di un mondo senza fatica sta inaridendo la nostra capacità di affrontare le sfide, di resistere alla frustrazione e di crescere umanamente. La ricerca spasmodica della semplificazione, infatti, rischia di impoverire la nostra esistenza e quella della società nel suo complesso.

Il titolo che ho scelto – “le situazioni facili non aiutano a saper vivere” – a mio avviso racchiude in sé una profonda verità. Affrontare sfide complesse ci insegna a essere più creativi nella ricerca di soluzioni, a gestire l’incertezza con maggiore consapevolezza e a imparare dagli errori in modo costruttivo. Queste abilità sono essenziali in un mondo in continua evoluzione, dove le informazioni e le istruzioni diventano obsolete in meno di 24h. Ciò che è valido oggi potrebbe non esserlo domani ...

venerdì 21 giugno 2024

La responsabilità

"Nell'eredità filosofica europea il concetto di "persona" ha una lunga tradizione; insieme ad esso si è sviluppata in Europa una nozione forte di coscienza individuale. 
Al contrario nel pensiero cinese, non troviamo un concetto di "persona" così delineato. 

Naturalmente esiste una nozione come quella di "coscienza", ma il concetto di "persona", questo tipo peculiare di "coscienza", in Asia non si riscontra negli stessi termini della tradizione europea. 

D'altro canto, i filosofi cinesi hanno elaborato una nozione molto forte di coscienza morale, traducibile con il termine "responsabilità", da cui deriva un altro concetto, quello di "intersoggettività", che ha operato incisivamente sia in Cina che in Giappone.
Nella filosofia europea, invece, per lungo tempo, si è fatto a meno del concetto di "responsabilità". 

Nozioni del genere si sono formate solo nella seconda metà del '700, allorché, ad esempio in area anglosassone, alcuni autori cominciarono a parlare di responsibility ...

mercoledì 17 aprile 2024

Il mondo fino a ieri

 di Eduardo Zarello

Il libro dell’antropologo premio Pulitzer Jared Diamond già dal titolo, "Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali", si pone a confronto con la modernità.
 
Nelle isole del Pacifico e dalle testimonianze sugli Inuit, sugli Indios dell'Amazzonia, sui San del Kalahari, sui Nuer o sugli Andamani e molti altri popoli, emerge il mondo di ieri e qui, fuori da una scontata nostalgia, torna per confrontarsi con la verità stessa della vita, che – ereticamente, per i contemporanei – non è fatta di desideri individuali da trasformare in diritti.

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall'alfabetizzazione all'obesità, la maggior parte di noi dà per scontate le caratteristiche della modernità, ma la società umana, per la quasi interezza dei suoi svariati milioni di anni di vita, non ha conosciuto nulla di tutto ciò. 

E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un'idea di com'era il nostro antico stile di vita. 

Insieme alla consuetudine di trasmettere usi e costumi (tradizioni), l’uomo aveva saggezza di vita, misura, capacità di adattamento e sopravvivenza senza violare gli equilibri naturali... 

domenica 18 febbraio 2024

I bambini hanno bisogno di essere felici, non di essere i migliori

 Viviamo in una società altamente competitiva, in cui sembra che nulla è abbastanza e abbiamo la sensazione che, se non ci aggiorniamo costantemente, resteremo indietro superati dalla modernità.

Pertanto, non è sorprendente che negli ultimi decenni molti genitori abbiano assunto un modello educativo basato nella iper-genitorialità. Si tratta di genitori che vogliono che i loro figli siano preparati per la vita, ma non nel senso più ampio del termine, ma nel più limitato: vogliono che i loro figli abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per diventare un buon professionista, ottenere un buon lavoro e guadagnare abbastanza, nulla di più di questo.

Questi genitori hanno un solo obiettivo: vogliono che i loro figli siano i migliori. Per raggiungere questo obiettivo non esitano a iscriverli a diverse attività extrascolastiche, spianare loro la strada oltre ogni limite e, naturalmente, spingerli al successo ad ogni costo. E la cosa peggiore è credono di farlo “per il loro bene”.

Il problema principale di questo modello educativo è che aggiunge inutile pressione sui bambini, finendo per togliere loro l’infanzia e creando degli adulti emotivamente disastrati ...

giovedì 18 gennaio 2024

Quest'anno, lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti

di Brianna Wiest 
(- 2018 - aggiornato il 12 gennaio 2024 - testo erroneamente attribuito a Anthony Hopkins) 

È la cosa più difficile che dovrai mai fare, e sarà anche la più importante: smettila di dare il tuo amore a coloro che non sono pronti ad amarti.

Smettila di avere conversazioni difficili con persone che non intendono cambiare. Smettila di presentarti alla gente che non è interessata a te. Smettila di dare priorità alle persone che vedono in te un'opzione. Smettila di amare le persone che non sono pronte ad amarti.

So che il tuo istinto è quello di fare tutto il possibile per entrare nelle grazie tutti quelli che puoi, ma è anche un impulso che ti ruba tempo, energia e salute mentale.

Quando inizi a vivere la tua vita in modo intero e completo, con gioia, interesse e impegno, a quel punto non tutti saranno pronti per te.

Ciò non significa che devi cambiare quello che sei. 
Significa che devi smettere di amare le persone che non sono pronte ad amarti ...

lunedì 26 giugno 2023

In che modo l'arroganza rappresenta una minaccia per la libertà

Uno dei migliori esempi di arroganza che abbiamo oggigiorno è rappresentato dalla setta ambientalista. 

Quella che covano è di tale portata da farli arrivare a dire che l'essere umano è addirittura un cancro per il pianeta. Questa è una metrica palesemente anti-umana e un ovvio pretesto per future atrocità. 

Da quando esistono, gli stati hanno usato come giustificazione tutte quelle ideologie che avrebbero permesso loro di raggiungere maggiore potere. La tesi di aumentare i poteri del ramo esecutivo del governo, ad esempio, non fa gola all'apparato burocratico per le sue acute argomentazioni, ma perché gli permette di agguantare più potere. 
Lo stesso lo si può dire per il keynesismo e ora per l'ambientalismo. Negli ultimi decenni questa setta ha intrapreso una campagna rivolta principalmente ai giovani: terrorizzare la popolazione affinché cedesse il controllo socioeconomico e si potesse quindi respingere un'(eco)apocalisse causata dal cambiamento climatico. 
E la setta ha lavorato duramente per creare un alto costo sociale per qualsiasi tipo di disaccordo. Inoltre il “cambiamento dello stile di vita” richiesto è la de-industrializzazione del mondo sviluppato unita all'arresto dell'industrializzazione del Terzo Mondo. 
C'è un malinteso comune: la prossima grande ideologia malvagia che vorrà spazzare via il nostro mondo sarà facilmente identificata sin dall'inizio. Ma non è vero: il prossimo grande male si svilupperà come tutti quelli passati. 
A molti sembrerà sensato, sarà popolare e ci sarà una pressione sociale verso la conformazione. Ma sotto le belle parole ci sarà un rifiuto dell'umanità ed esso pianterà il seme per future atrocità. L'ambientalismo ha tutti i tratti di una tale ideologia: non merita l'altura morale da cui sbrodola i propri dogmi. Un ambiente sano, pulito e prospero per gli esseri umani è ciò che la nostra specie ha costruito per migliaia di anni. 
Non cadete nei tranelli di coloro che vogliono fermare o invertire tal progresso, e non sostenete mai un movimento che pensa che il mondo starebbe meglio senza di voi ...

martedì 6 giugno 2023

Gli ostacoli alla libertà possono essere essi stessi la via verso la libertà

di Barry Brownstein

Nelle sue Meditazioni, Marco Aurelio scrisse: “L'impedimento all'azione fa avanzare l'azione. Ciò che è l'ostacolo, diventa la via”. 

Lo scrittore contemporaneo Ryan Holiday la mette così: l'ostacolo è la via.

Le Meditazioni erano una sorta di diario personale: Marco Aurelio scriveva a sé stesso ciò che imparava dalla sua esperienza di vita. Non avrebbe mai sognato che migliaia di anni dopo, milioni di persone avrebbero trovato ispirazione nelle sue parole. Di fronte alle sfide, Aurelio ricordava a sé stesso di “adattare e convertire ai [suoi] scopi l'ostacolo, in modo da agire”. La sua scelta dello scopo non controllava le circostanze del mondo, ma determinava la sua reazione agli eventi.

Marco Aurelio si rese conto che quando non riusciva a soddisfare i suoi standard, in un momento successivo avrebbe potuto ancora optare per un'altra scelta ed essere guidato dal suo scopo precedente. Si spronava a “non sentirsi esasperato, o sconfitto, o abbattuto perché le giornate non sono piene di azioni sagge e morali; ma rialzarsi quando si fallisce, celebrare il comportamento umano, per quanto imperfetto, e abbracciare pienamente la ricerca intrapresa”.

Leggiamo Marco Aurelio per risvegliare in noi stessi la scelta quando ci tocca affrontare un ostacolo. Nella frustrazione possiamo incolpare le forze esterne e le azioni degli altri per esserci d'intralcio; rispondendo con rabbia, potremmo intraprendere azioni di cui in seguito ci potremmo pentire ...

giovedì 29 dicembre 2022

il Momento Evolutivo

di Stefano Re

Sono giunto alla conclusione che tutto ciò che stiamo vivendo, comunque lo si voglia interpretare nel dettaglio, non è altro che l’insieme dei prodromi di un epocale momento evolutivo della nostra specie. 
Già in molti hanno parlato di “speciazione”, ed è certamente corretto, ma a mio vedere resta una definizione ancora troppo timida e parziale del processo in corso. La speciazione vede un ramo di una specie differenziarsi ed evolvere per suo conto. 
Io ritengo che ciò cui stiamo avviandoci oggi sia un momento evolutivo collettivo di tutta la nostra specie, non l’evoluzione casuale di un singolo ramo distinto.

Il Grande Bivio

La divisione, quel che ho definito Great Divide o Grande Bivio, è semplicemente la presa di posizione di una parte dell’umanità che inconsapevolmente ma collettivamente rifiuta questo passaggio evolutivo, a fronte di quell’altra parte che invece lo accetta e lo abbraccia, avviandosi a percorrerlo. 
Non ho idea di quanto esso durerà né delle effettive modifiche, certamente mentali e sociali, forse anche biologiche, che produrrà, ma ritengo che sia un passaggio paragonabile soltanto alla acquisizione della autocoscienza. Quel momento critico che ha visto un essere che viveva sull’istinto e sulla reazione all’ambiente sviluppare consapevolezza della propria individualità, identità e visione prospettica. Ciò che ci ha trasformato da animali in esseri umani ...

venerdì 9 dicembre 2022

Agamben: "Dopo questi 2 anni metto in discussione la medicina stessa"

"Se non si ripensa da capo che cosa è progressivamente diventata la medicina non si potrà in alcun modo sperare di arrestarne la corsa letale.

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sulla situazione politica estrema che abbiamo vissuto e dalla quale sarebbe ingenuo credere di essere usciti o anche soltanto di poter uscire. Credo che anche fra di noi non tutti si siano resi conto che quel che abbiamo di fronte è più e altro di un flagrante abuso nell’esercizio del potere o di un pervertimento – per quanto grave – dei principi del diritto e delle istituzioni pubbliche. 

Credo che ci troviamo piuttosto di fronte una linea d’ombra che, a differenza di quella del romanzo di Conrad, nessuna generazione può credere di poter impunemente scavalcare. E se un giorno gli storici indagheranno su quello che è successo sotto la copertura della pandemia, risulterà, io credo, che la nostra società non aveva forse mai raggiunto un grado così estremo di efferatezza, di irresponsabilità e, insieme, di disfacimento" ...

mercoledì 2 novembre 2022

Le persone negative non chiedono scusa e non ammettono i propri errori

 
L’attuale società continua a passarci sempre più modelli di “infallibilità” tanto da condurre le persone a una grande difficoltà nell’ammettere i propri errori. 

Si attribuisce spesso il concetto di fallibilità a quello di “debolezza”, ma non è affatto così.

Tutti coloro in grado di stare e affrontare il fallimento sono realmente i cosiddetti “forti”.

Alexander Pope a tal proposito affermava: “Se errare è umano, ammettere l’errore e chiedere scusa dovrebbe renderci divini”. 

Ma sono sempre più le persone che faticano ad ammettere i propri errori. Partendo dalla politica, fino ad arrivare allo sport, alle relazioni sentimentali. 

Nessuno è più in grado di prendersi le proprie responsabilità ...

mercoledì 21 settembre 2022

Il Vero Inferno

 Un vecchio scritto del 2017 ...

Sappiamo ormai che l'inferno non è affatto quello descritto nei testi "Sacri". E' una di quelle geniali trovate che hanno fatto - e fanno ancora - comodo a certe istituzioni religiose, e non solo.


(Foto: Claudia Rogge, Inferno I, 2011)

Dall'inizio dei Tempi la paura, oltre alla naturale paura della morte che caratterizza gli esseri "coscienti" come gli umani, è sempre stata uno strumento di controllo copiosamente adoperato da chi detiene il maggior potere su questo pianeta. 

Se a questa paura viene aggiunto anche il castigo eterno, siamo a posto..

Oggi, come anche nel passato - ma allora la diffusione delle idee, soprattutto quelle che venivano dai ceti bassi della popolazione, era più lenta - si assiste a un rinnovato tentativo di ribellione nei confronti dei dogmi finora indiscussi e ben protetti. E ben venga!

Infatti le "idee" invadono web e social network come una valanga e il risultato è che molti si sono creati le proprie credenze, ad personam...

lunedì 27 giugno 2022

Io non voglio il lavoro!

Il primo articolo della Costituzione Italiana dice che: "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro".

Questo "fondata sul lavoro" è un compromesso tra chi scrisse la Carta Costituzionale, una sintesi ideologica riuscita male tra socialisti, comunisti e democristiani di allora.

Non sarebbe meglio, almeno sulla carta, avere una "Repubblica democratica fondata sulla felicità, la bellezza o l'amore per la vita"?

Se in alcuni casi il lavoro è stato uno strumento che ha migliorato l’uomo, oggi bisogna chiedersi invece se sia proprio il lavoro (e il modo in cui si lavora) a mortificare e ad abbruttire l’essere umano. 
In tempi di crisi ringraziamo chi ci dà il lavoro, ce lo teniamo ben stretto, e siamo ritornati, come ai tempi della mezzadria, a toglierci il cappello e a baciare le mani a chi ci ruba il tempo e la vita.

Una prigione, anche se ha le sbarre d’oro, rimane una prigione ...

martedì 14 giugno 2022

“La caccia è la causa della proliferazione dei cinghiali”. Intervista a Katia Impellittiere

 
Soprattutto nei nostri territori tutti si lamentano dei cinghiali visti come “devastanti” e “pericolosi”, portando la popolazione a dare consenso a ingenti mattanze. 

Nessuno però vuole indagare le radici di questa “emergenza”, che in realtà è il risultato “strutturale” di una gestione sbagliata, antiscientifica e per niente ecologica. 
Di questo ne abbiamo parlato con Katia Impellittiere, Presidente della Lega Abolizione Caccia Brescia.

Quando nasce la cosiddetta “emergenza cinghiali”? Chi furono i responsabili?

La popolazione di cinghiali secondo alcune amministrazioni è arrivata ad un numero “troppo elevato”, ovviamente secondo parametri esclusivamente umani, perché in natura, la popolazione di fauna selvatica si regolerebbe da sola in un sistema che prevede un numero di nascite congruo rispetto alle risorse disponibili in termini di cibo, prede e predatori. 
Questo se non ci fosse l’intervento dell’uomo a squilibrare il tutto ...