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lunedì 27 giugno 2022

Io non voglio il lavoro!

Il primo articolo della Costituzione Italiana dice che: "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro".

Questo "fondata sul lavoro" è un compromesso tra chi scrisse la Carta Costituzionale, una sintesi ideologica riuscita male tra socialisti, comunisti e democristiani di allora.

Non sarebbe meglio, almeno sulla carta, avere una "Repubblica democratica fondata sulla felicità, la bellezza o l'amore per la vita"?

Se in alcuni casi il lavoro è stato uno strumento che ha migliorato l’uomo, oggi bisogna chiedersi invece se sia proprio il lavoro (e il modo in cui si lavora) a mortificare e ad abbruttire l’essere umano. 
In tempi di crisi ringraziamo chi ci dà il lavoro, ce lo teniamo ben stretto, e siamo ritornati, come ai tempi della mezzadria, a toglierci il cappello e a baciare le mani a chi ci ruba il tempo e la vita.

Una prigione, anche se ha le sbarre d’oro, rimane una prigione ...

domenica 4 settembre 2016

Moltitudine Inarrestabile (Benedetta Irrequietezza)


(Recensione di "Moltitudine Inarrestabile" di Paul Hawken)

ATTIVISMO E PARADOSSI DELL’ERA CONTEMPORANEA

Diritti umani e giustizia sociale, decrescita e sostenibilità ambientale, sarà capitato a tutti noi, almeno una volta, di chiedersi se l’impegno che mettiamo nel diffondere e difendere questi principi possa ottenere risultati tangibili e duraturi.

Confrontandosi con i nostri stessi più cari amici e familiari, quanti di loro si mostrano del tutto refrattari ad un qualsiasi cambio di atteggiamento non conforme ai disvalori standardizzati e globalizzati dell’apparire, del consumo e della crescita materiale ad ogni costo?

Quante volte, ci siamo sentiti una goccia solitaria ed alla deriva in un mare troppo grande? Quante volte, confusi e disorientati, senza certezze, in questo magma contemporaneo di eventi ed informazioni contrastanti e parcellizzate che quotidianamente irrompono nelle nostre coscienze?

La storia della specie ha subito negli ultimi secoli una accelerazione logaritmica. Oggi una sola generazione è stata testimone di un esplosione demografica e produttiva senza precedenti. L’applicazione delle tecnologie ha creato oggetti e servizi che hanno rivoluzionato in brevissimo tempo gli usi ed i costumi dei singoli e delle masse. Abbiamo assistito alla globalizzazione delle idee e delle merci, all’avvento della mobilità individuale su scala planetaria, alla fine della guerra fredda ed al crollo di tutte le ideologie politiche che fino a pochi anni dominavano il mondo.

Se tutto ciò ha portato grandi speranze, i neofondamentalismi economici e religiosi, la crisi degli ecosistemi, il progressivo impoverimento delle risorse naturali, l’instabilità climatica, lo sfruttamento neocoloniale di buona parte del pianeta, il genocidio, non solo culturale, delle diversità, ci hanno instillato d’altra parte enormi preoccupazioni ed interrogativi ...