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martedì 6 giugno 2023

Gli ostacoli alla libertà possono essere essi stessi la via verso la libertà

di Barry Brownstein

Nelle sue Meditazioni, Marco Aurelio scrisse: “L'impedimento all'azione fa avanzare l'azione. Ciò che è l'ostacolo, diventa la via”. 

Lo scrittore contemporaneo Ryan Holiday la mette così: l'ostacolo è la via.

Le Meditazioni erano una sorta di diario personale: Marco Aurelio scriveva a sé stesso ciò che imparava dalla sua esperienza di vita. Non avrebbe mai sognato che migliaia di anni dopo, milioni di persone avrebbero trovato ispirazione nelle sue parole. Di fronte alle sfide, Aurelio ricordava a sé stesso di “adattare e convertire ai [suoi] scopi l'ostacolo, in modo da agire”. La sua scelta dello scopo non controllava le circostanze del mondo, ma determinava la sua reazione agli eventi.

Marco Aurelio si rese conto che quando non riusciva a soddisfare i suoi standard, in un momento successivo avrebbe potuto ancora optare per un'altra scelta ed essere guidato dal suo scopo precedente. Si spronava a “non sentirsi esasperato, o sconfitto, o abbattuto perché le giornate non sono piene di azioni sagge e morali; ma rialzarsi quando si fallisce, celebrare il comportamento umano, per quanto imperfetto, e abbracciare pienamente la ricerca intrapresa”.

Leggiamo Marco Aurelio per risvegliare in noi stessi la scelta quando ci tocca affrontare un ostacolo. Nella frustrazione possiamo incolpare le forze esterne e le azioni degli altri per esserci d'intralcio; rispondendo con rabbia, potremmo intraprendere azioni di cui in seguito ci potremmo pentire ...

giovedì 18 maggio 2023

Accettazione radicale: la tecnica per alleviare la sofferenza

 
Immagina per un momento di aver cercato un appartamento per mesi e di trovare finalmente quello dei tuoi sogni. Parli con il proprietario e ti dice che ti farà sapere non appena gli inquilini lasceranno la casa. 
Aspetti una settimana, un altra e un altra ancora, finché non decidi di tornare sul posto per scoprire cosa succede. 
In quel momento trovi il proprietario che sta firmando un contratto di locazione con un’altra coppia. Ti arrabbi e glielo dici, ma lui alza le spalle ignorando la situazione. 

Pensi che questo non dovrebbe accadere. Non è giusto! Ma è successo, e non importa quanto ti arrabbi, non puoi cambiarlo.

Senza dubbio, è difficile accettare qualcosa che non va come vorresti, ma è ancor più difficile non accettarlo
Non accettare il dolore causa una sofferenza maggiore perché non è altro che l’interpretazione che diamo al dolore e alle circostanze che lo producono. 
In situazioni di questo tipo è molto più utile praticare l’accettazione radicale ...

martedì 17 gennaio 2023

Adam Smith: sulla più grande debolezza dell'umanità

 
di Barry Brownstein

Gli elenchi dei bestseller di saggistica contengono uno o più libri di auto-miglioramento che promettono tecniche specifiche che si possono utilizzare per essere più sani, più produttivi, più felici.

Dal momento che quasi tutte le tecniche funzioneranno su alcune persone, un libro di auto-miglioramento ben scritto può reclutare rapidamente un esercito di evangelici per tesserne lodi. Poiché è anche vero che nessuna tecnica funzionerà sempre su tutte le persone, c'è una grande richiesta per il prossimo e nuovo "modo migliore", che, dopo la sua giornata sotto i riflettori, svanirà nell'oblio. Eppure, come ha scritto GK Chesterton: “Non è che non riescano a vedere la soluzione, non riescono a vedere il problema. Le tecniche sono solo bende, non affrontano i nostri problemi più profondi”.

I grandi filosofi morali ci hanno sempre incoraggiato a guardarci allo specchio per vedere i nostri problemi, invece di guardare al di fuori di noi stessi. I problemi che diagnostichiamo spesso riguardano il mondo, un'altra persona o un gruppo. Siamo sicuri che la fonte del nostro turbamento provenga da ciò che qualcun altro ha detto o fatto; non ci accorgiamo mai che mentre i caratteri della nostra vita possono cambiare, noi siamo il filo conduttore di tutti i nostri problemi.

Nel suo, The Theory of Moral Sentiments, Adam Smith ci indicò il problema di fondo: "l'autoinganno" è la "debolezza fatale dell'umanità" e "la fonte della metà dei disordini della vita umana"...

mercoledì 2 novembre 2022

Le persone negative non chiedono scusa e non ammettono i propri errori

 
L’attuale società continua a passarci sempre più modelli di “infallibilità” tanto da condurre le persone a una grande difficoltà nell’ammettere i propri errori. 

Si attribuisce spesso il concetto di fallibilità a quello di “debolezza”, ma non è affatto così.

Tutti coloro in grado di stare e affrontare il fallimento sono realmente i cosiddetti “forti”.

Alexander Pope a tal proposito affermava: “Se errare è umano, ammettere l’errore e chiedere scusa dovrebbe renderci divini”. 

Ma sono sempre più le persone che faticano ad ammettere i propri errori. Partendo dalla politica, fino ad arrivare allo sport, alle relazioni sentimentali. 

Nessuno è più in grado di prendersi le proprie responsabilità ...