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giovedì 4 settembre 2025

Come i genitori Inuit insegnano ai figli a controllare la rabbia

Negli anni '60, una giovane studentessa laureata di Harvard fece una scoperta fondamentale sulla natura della rabbia umana.

A 34 anni, decise di avventurarsi oltre il Circolo Polare Artico e vivere per 17 mesi nella tundra.
Niente strade. Niente riscaldamento. Niente supermercati. E inverni in cui la temperatura scendevano fino a -40 °C.

Riuscì a convincere una famiglia Inuit ad "adottarla" per poter osservare la loro vita quotidiana nei suoi ritmi naturali.

Briggs si rese subito conto che in queste famiglie stava accadendo qualcosa di straordinario: gli adulti avevano una straordinaria capacità di controllare la rabbia...

mercoledì 17 gennaio 2024

La Via degli Scaltri

Domanda: Sento che mi sto spostando dalla rabbia alla tristezza. Sarebbe meglio se esprimessi la rabbia o devo lasciare solo che esploda dentro di me?

La tristezza e la rabbia sono la stessa cosa. La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se la tristezza è più facile, la rabbia sembra difficile - vuol dire che sei troppo focalizzato sul passivo.
 
Per una persona triste è difficile essere arrabbiata. Se riesci a far arrabbiare una persona triste, la sua tristezza svanirà subito. È molto difficile che una persona arrabbiata sia triste. Se riesci a farla diventare triste, la rabbia scomparirà immediatamente.

In tutte le nostre emozioni continua la polarità fondamentale: uomo e donna, yin e yang, maschile e femminile. Quindi se sei sintonizzato sulla tristezza, ti sarà difficile muoverti verso la rabbia, ma vorrei che lo facessi comunque. Una semplice esplosione non basterà perché allora starai ancora cercando un modo di essere passivo. No, falla uscire, esprimila nelle tue azioni. Anche se ti sembra senza senso, fallo lo stesso. Appari pure come un pagliaccio ai tuoi stessi occhi, ma esprimila comunque.

Se puoi oscillare tra rabbia e tristezza, diventeranno entrambe facili, allo stesso modo. La tua sarà una trascendenza e a quel punto sarai in grado di osservare. Potrai rimanere al di là dello schermo e guardare questi giochi, e potrai andare al di là di entrambe. Ma prima dovrai riuscire a muoverti facilmente dall'una all'altra, altrimenti tenderai a essere triste e quando ti senti così pesante, la trascendenza è difficile ...

sabato 5 agosto 2023

Imparare a ridere di se stessi

 
L’autoironia è l’arte di saper ridere di se stessi e contiene, probabilmente, le chiavi per una serenità interiore altrimenti non raggiungibile. 

Lo stesso psicoanalista Sigmund Freud disse che l’umorismo è il più potente meccanismo di difesa, ma non solo, aggiunse che è proprio l’autoironia, ovvero l’umorismo rivolto verso se stessi, che custodirebbe il segreto della felicità. 
  
Ma allora.. perché le persone non riescono a praticare l’autoironia, ovvero, non riescono a ridere di se stesse?

La verità è che la gente è diventata troppo severa e rigida con se stessa in un mondo fatto di tanta apparenza, e non si concede più la possibilità di sbagliare. Si vive con la percezione di avere una lente d’ingrandimento puntata addosso, in pratica non riusciamo più a ridere di noi stessi perché inconsciamente diamo troppa importanza a quello che è il nostro ego e vogliamo tutelare l’immagine che gli altri hanno di noi. 

Per questa ragione dobbiamo a tutti i costi dimostrare la nostra perfezione e questo, naturalmente, ci porta a sentirci feriti ogni qualvolta siamo sottoposti a una critica o a sentirci in colpa per non essere come gli altri ci vorrebbero ...

giovedì 6 luglio 2023

Sulla demopatia e sulla patocrazia…

Significato di demopatia e patocrazia in termini semplici

Negli ultimi tempi si è discusso tanto in Italia di demopatia, ovvero della patologia del popolo, delle masse

Non altrettanto invece e non sufficientemente si è discusso di patocrazia, termine coniato da Łobaczewski, per indicare il potere gestito da leader disturbati mentalmente, nello specifico narcisisti, affetti da disturbo antisociale, se non veri o propri psicopatici, come Hitler e Stalin, che erano sia sadici che necrofili, secondo le perizie psichiatriche. 

È molto più facile trattare di demopatia che di patocrazia, perché i potenti devono essere sempre lisciati per il verso giusto, perché è meno scomodo e crea meno problemi prendersela con il popolo. 
È molto più conveniente arruffianarsi con un potente che essergli contro. I potenti potrebbero sempre vendicarsi o attuare delle ritorsioni, emarginare oppure, se va bene, ostracizzare chi dà loro del folle. 

Un dittatore può uccidere i dissidenti o incarcerarli: non è solo storia, è ancora cronaca oggi. A volte non si può dare del pazzo a dittatori stranieri, anche quando ci sarebbero tutte le premesse, per non creare casi diplomatici e per non eliminare le tenui speranze di trattative, compromessi, negoziati, armistizi ...

martedì 6 giugno 2023

Gli ostacoli alla libertà possono essere essi stessi la via verso la libertà

di Barry Brownstein

Nelle sue Meditazioni, Marco Aurelio scrisse: “L'impedimento all'azione fa avanzare l'azione. Ciò che è l'ostacolo, diventa la via”. 

Lo scrittore contemporaneo Ryan Holiday la mette così: l'ostacolo è la via.

Le Meditazioni erano una sorta di diario personale: Marco Aurelio scriveva a sé stesso ciò che imparava dalla sua esperienza di vita. Non avrebbe mai sognato che migliaia di anni dopo, milioni di persone avrebbero trovato ispirazione nelle sue parole. Di fronte alle sfide, Aurelio ricordava a sé stesso di “adattare e convertire ai [suoi] scopi l'ostacolo, in modo da agire”. La sua scelta dello scopo non controllava le circostanze del mondo, ma determinava la sua reazione agli eventi.

Marco Aurelio si rese conto che quando non riusciva a soddisfare i suoi standard, in un momento successivo avrebbe potuto ancora optare per un'altra scelta ed essere guidato dal suo scopo precedente. Si spronava a “non sentirsi esasperato, o sconfitto, o abbattuto perché le giornate non sono piene di azioni sagge e morali; ma rialzarsi quando si fallisce, celebrare il comportamento umano, per quanto imperfetto, e abbracciare pienamente la ricerca intrapresa”.

Leggiamo Marco Aurelio per risvegliare in noi stessi la scelta quando ci tocca affrontare un ostacolo. Nella frustrazione possiamo incolpare le forze esterne e le azioni degli altri per esserci d'intralcio; rispondendo con rabbia, potremmo intraprendere azioni di cui in seguito ci potremmo pentire ...

giovedì 18 maggio 2023

Accettazione radicale: la tecnica per alleviare la sofferenza

 
Immagina per un momento di aver cercato un appartamento per mesi e di trovare finalmente quello dei tuoi sogni. Parli con il proprietario e ti dice che ti farà sapere non appena gli inquilini lasceranno la casa. 
Aspetti una settimana, un altra e un altra ancora, finché non decidi di tornare sul posto per scoprire cosa succede. 
In quel momento trovi il proprietario che sta firmando un contratto di locazione con un’altra coppia. Ti arrabbi e glielo dici, ma lui alza le spalle ignorando la situazione. 

Pensi che questo non dovrebbe accadere. Non è giusto! Ma è successo, e non importa quanto ti arrabbi, non puoi cambiarlo.

Senza dubbio, è difficile accettare qualcosa che non va come vorresti, ma è ancor più difficile non accettarlo
Non accettare il dolore causa una sofferenza maggiore perché non è altro che l’interpretazione che diamo al dolore e alle circostanze che lo producono. 
In situazioni di questo tipo è molto più utile praticare l’accettazione radicale ...

sabato 4 marzo 2023

Modelli di pensiero impulsivi e superficiali

La massa è primitiva

Il comportamento della massa è guidato dall'istinto e dall'emotività piuttosto che dalla logica e dalla ragione.
La folla agisce sulla base dei sentimenti più primitivi, quelli che dal punto di vista dell'evoluzione costituiscono le prime tappe dello sviluppo dell'umanità, come la paura, la rabbia, l’esaltazione e l’appartenenza ad un gruppo.
Istinti molto semplici da controllare e manipolare, mentre in questi raggruppamenti ciò che va smarrita è la più grande conquista degli uomini moderni, ovvero la razionalità e l'uso delle superiori capacità intellettive.

Stimolare modelli istintivi 

Per favorire quindi le dinamiche primitive delle masse e poterle controllare, è indispensabile proporre e stimolare il più possibile, modelli di pensiero, elementari e impulsivicome quelli che vediamo nelle grida in TV. Crisi isteriche e pianti. Una vetrina dove tutti sono contro tutti nell’esprimere la parte più bassa dell’emotività umana, come la rabbia, l’aggressività e l’invidia, con i metodi del branco, dell’arena o del linciaggio in diretta ...

giovedì 2 marzo 2023

Il male nascosto - l'utilità dell'ansia e i pericoli dell'inautenticità

Voglio vedere le persone stanche, stressate, che si lamentano, frustrate, voglio vedere quelle cosiddette ‘emozioni oscure’ all’opera perché so cosa sono, quelle emozioni oscure. Quelle emozioni oscure che odiate, e che credete siano ‘odio’, ‘rabbia’, ‘solitudine’ e ‘paura’, questi sono semplicemente termini che hanno bloccato il vostro Sé più elevato. 
Il Sé più elevato sta facendo gli straordinari per svegliarvi dal vostro delirio. 
Siete intrappolati nei ruoli, siete intrappolati in quegli scafandri, siete intrappolati nella gabbia della vita non-autentica.

(Michael Tsarion)

Siete distanti km dal vostro Dharma quando vivete le vostre vite inautentiche, tutti, dai vostri genitori ai vostri compagni e cosiddetti amici, insegnanti, politici e… e preti, e il mondo intero, hanno cancellato la vostra individualità. Quindi è chiaro che state urlando dentro, io non voglio medicarvi, non voglio creare un culto New Age tramite il quale liberarvi dalle vostre ansie, voglio introdurvi alle vostre ansie! Quelle ansie… cosa diceva Nietzsche? “Guardatevi dallo scacciare i vostri demoni, potreste scacciare la parte migliore di voi stessi”.

La gente pensava fosse satanico, pazzo? No, era un filosofo che comprendeva… Speriamo, piuttosto, che quelle forze oscure che stanno bussando alle vostre porte entrino.

E’ una forma di catarsi, una sorta di esorcismo. Potreste essere, individualmente, così traumatizzati da morire per lo shock, se effettivamente si manifestassero, beh, peccato, è il prezzo che dovreste essere disposti a pagare. Ma in realtà non vi stanno uccidendo, siete voi che state uccidendo voi stessi a causa della paura di un’ombra che non comprendete. Vedi, l’inconscio riflette sempre il volto che lo osserva. Ecco perché il simbolo più importante dell’inconscio è lo Specchio. Perché il volto che l’inconscio fa proprio… o meglio, più nello specifico, il volto che il contenuto dell’inconscio acquista, quando si manifesta nella coscienza, è profondamente connesso alle difese del vostro stesso Ego. Ovvero, ciò che osservate – è come la questione del livello atomico di cui discutevamo poco fa – questo volto che si affaccia sull’inconscio viene riflesso. Per cui, se il volto che sta osservando l’inconscio è timoroso, patologico, tossico, impaurito ecc.. il contenuto espresso dal volto assumerà questa forma.

E cosa vedranno quando arriveranno fino in fondo? ..

sabato 7 gennaio 2023

Obbedienza?

 
 di Rita Riboni 

Condizionati all'obbedienza: perché spesso agiamo contro il nostro proprio sentire.

E’ possibile che, pur “in possesso delle capacità di intendere e volere” (cosa significa questa definizione? E tutti i condizionamenti e tutto il sub-conscio dove li mettiamo?) e forniti di una sana coscienza etica, potremmo, in seguito ad un ordine che ci viene impartito da qualcuno in cui crediamo o al quale ci conviene obbedire, prendere decisioni ed agire in modo contrario alla nostra naturale propensione?
La scomoda risposta è: sì… e ancora sì… e ancora sì.

Sì, potremmo assumere comportamenti contrari al nostro sentire, al nostro volere e alle nostre convinzioni, contrari persino a quella che crediamo essere la nostra morale, la nostra Coscienza.
Da più di un secolo e mezzo l’Umanità ha dovuto confrontarsi con l’idea che gli esseri umani (e non solo, perché è così anche nel caso di animali complessi) vivono, agiscono e progettano basandosi su una percentuale minima di consapevolezza di sé ...

martedì 11 maggio 2021

L'uomo è una folla

 Osho Rajneesh

L’uomo normalmente è una folla.

Nessuna persona di solito è una: è tanti. 

Ecco perché all’interno c’è tanto rumore – tante voci, tanti volti – e una lotta costante.

Una parte vuole fare una cosa, un’altra parte è contraria e vuole fare qualcos’altro.

È un miracolo che riusciamo a tenerci in qualche modo insieme, senza andare in pezzi.

Non c’è un centro, il padrone di casa manca.

Ci sono solo i servi, e ognuno di loro cerca di diventare il padrone. 
Ogni servo siede sul trono per un attimo, proclama di essere il padrone, ma presto se ne va.

È una scena che cambia in continuazione ...

martedì 5 gennaio 2021

Quando la dipendenza dall'effimero si antepone ai bisogni primari

di Gianni Tirelli

Il pane è cibo primordiale. E’ il nutrimento per eccellenza e vita esso stesso. Il suo significato non si può limitare al solo valore alimentare, ma va ben oltre, toccando tutti i momenti più importanti della vita dell’individuo e della comunità, fino a diventare simbolo di fede o mezzo magico, per evocare i fantasmi e le paure, l’angoscia e la solitudine dell’umanità. E solo mangiandolo l’uomo può lenire la propria sofferenza!

Il famoso detto “pane al pane e vino al vino” è un’ espressione con la quale si vuole evidenziare il lodevole comportamento di chi, in ogni circostanza, sa esprimere, con franchezza e senza timori reverenziali verso qualcuno, il proprio parere positivo o negativo.

“Pane al pane e vino al vino”, sono parole fondamentali, dotate di una potente carica semantica, utilizzate come metafore e figure letterarie, come modelli delle verità più immediate, dei significati più profondi e più elementari. Per il fatto di essere tra i più antichi segni umani della terra, il pane e il vino diventano simboli della nostra stessa identità.” Così, il prof. Cusumano ha spiegato come questi frutti di una storia e di una cultura millenaria siano congiunti alla radice sia sul piano alimentare che su quello linguistico e ha riportato ampie e interessanti esemplificazioni documentate nella letteratura orale e popolare e nei riti e negli usi tradizionali.

Per tutto questo, diciamo ancora «pane al pane e vino al vino», per chiamare le cose con il loro nome, per restituire, in un tempo difficile e confuso, significato e valore alle parole, per ritrovare il senso vero e profondo della realtà che rischiamo di perdere, abbagliati dallo sfavillio dell’effimero che oggi abita le nostre vite ..

sabato 17 ottobre 2020

Il bisogno di essere speciali


"Mi sento depressa e mi giudico molto, ma senza sapere perché …"

Questo è un modo per non cambiare, un trucco della mente. 

Invece di essere usata per comprendere, l’energia va nel giudizio, nella condanna. 
Ma un cambiamento può avvenire solo tramite la comprensione, non la condanna. 

La mente è molto astuta; appena nota dei fatti, ci salta subito sopra e inizia a condannarli. Ora tutta l’energia diventa giudizio, quindi la comprensione viene messa da parte … e il giudizio non può aiutarti.

Ti può deprimere, ti può far infuriare, ma depressa e infuriata non potrai mai cambiare. Rimarrai la stessa e continuerai a girare in tondo, in un circolo vizioso.

La comprensione libera. Quindi, appena noti un certo fatto, non devi né condannarlo né preoccupartene ...