di Gianni Tirelli
Il pane è cibo primordiale. E’ il nutrimento per eccellenza e vita esso stesso. Il suo significato non si può limitare al solo valore alimentare, ma va ben oltre, toccando tutti i momenti più importanti della vita dell’individuo e della comunità, fino a diventare simbolo di fede o mezzo magico, per evocare i fantasmi e le paure, l’angoscia e la solitudine dell’umanità. E solo mangiandolo l’uomo può lenire la propria sofferenza!
Il famoso detto “pane al pane e vino al vino” è un’ espressione con la quale si vuole evidenziare il lodevole comportamento di chi, in ogni circostanza, sa esprimere, con franchezza e senza timori reverenziali verso qualcuno, il proprio parere positivo o negativo.
“Pane al pane e vino al vino”, sono parole fondamentali, dotate di una potente carica semantica, utilizzate come metafore e figure letterarie, come modelli delle verità più immediate, dei significati più profondi e più elementari. Per il fatto di essere tra i più antichi segni umani della terra, il pane e il vino diventano simboli della nostra stessa identità.” Così, il prof. Cusumano ha spiegato come questi frutti di una storia e di una cultura millenaria siano congiunti alla radice sia sul piano alimentare che su quello linguistico e ha riportato ampie e interessanti esemplificazioni documentate nella letteratura orale e popolare e nei riti e negli usi tradizionali.
Per tutto questo, diciamo ancora «pane al pane e vino al vino», per chiamare le cose con il loro nome, per restituire, in un tempo difficile e confuso, significato e valore alle parole, per ritrovare il senso vero e profondo della realtà che rischiamo di perdere, abbagliati dallo sfavillio dell’effimero che oggi abita le nostre vite ..