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martedì 6 giugno 2023

Gli ostacoli alla libertà possono essere essi stessi la via verso la libertà

di Barry Brownstein

Nelle sue Meditazioni, Marco Aurelio scrisse: “L'impedimento all'azione fa avanzare l'azione. Ciò che è l'ostacolo, diventa la via”. 

Lo scrittore contemporaneo Ryan Holiday la mette così: l'ostacolo è la via.

Le Meditazioni erano una sorta di diario personale: Marco Aurelio scriveva a sé stesso ciò che imparava dalla sua esperienza di vita. Non avrebbe mai sognato che migliaia di anni dopo, milioni di persone avrebbero trovato ispirazione nelle sue parole. Di fronte alle sfide, Aurelio ricordava a sé stesso di “adattare e convertire ai [suoi] scopi l'ostacolo, in modo da agire”. La sua scelta dello scopo non controllava le circostanze del mondo, ma determinava la sua reazione agli eventi.

Marco Aurelio si rese conto che quando non riusciva a soddisfare i suoi standard, in un momento successivo avrebbe potuto ancora optare per un'altra scelta ed essere guidato dal suo scopo precedente. Si spronava a “non sentirsi esasperato, o sconfitto, o abbattuto perché le giornate non sono piene di azioni sagge e morali; ma rialzarsi quando si fallisce, celebrare il comportamento umano, per quanto imperfetto, e abbracciare pienamente la ricerca intrapresa”.

Leggiamo Marco Aurelio per risvegliare in noi stessi la scelta quando ci tocca affrontare un ostacolo. Nella frustrazione possiamo incolpare le forze esterne e le azioni degli altri per esserci d'intralcio; rispondendo con rabbia, potremmo intraprendere azioni di cui in seguito ci potremmo pentire ...

mercoledì 24 aprile 2019

Umiltà… la forza dei giganti: vera e propria comunicazione

Sembra un paradosso, una dicotomia, quasi un ossimoro. Invece è proprio così, solo un gigante con una forza enorme può permettersi di essere umile in questo mondo.

Nel pensiero comune, l’umile è una persona che si piega al volere di un altro, è una persona che subisce, può sembrare inaffidabile, solitamente non viene presa in considerazione e quando ne incontriamo qualcuna ci sentiamo a disagio perché non si comporta come noi.
Non vede le cose come noi, quando parla si esprime con termini che ci spiazzano, che ci disorientano e magari all’inizio ne proviamo compassione: poverina, non sa cosa si perde! E dopo essercene andati tiriamo un respiro di sollievo. Ma spesso quelle parole ritornano alla nostra mente, a volte addirittura per giorni e settimane!

Certamente questa non è l’umiltà che si intende in questo contesto, potrebbe essere l’umiltà di una persona semplice, di un saggio o forse di un santo, sicuramente di qualcuno che è giunto ad una comprensione che ancora noi non conosciamo, mentre l’umiltà di cui preferisco parlare ora, e che tutti noi potremo acquisire e praticare nella vita di ogni giorno, è semplicemente: “ascoltare”.

Siamo in due e abbiamo delle cose da dire: “ascoltiamo l’altro”, non ci piace quello che dice: “ascoltiamolo”, ma noi siamo di un altro parere e vogliamo dirglielo: “continuiamo ad ascoltarlo, lasciamolo finire”. Così facendo ci faremo un quadro esatto della situazione e potremo finalmente esprimere la nostra opinione (o quella che nel frattempo, ascoltando, avremo perfezionato o addirittura cambiato) senza che l’altro si senta interrotto..