Sembra un paradosso, una dicotomia, quasi un ossimoro. Invece è proprio così, solo un gigante con una forza enorme può permettersi di essere umile in questo mondo.
Nel pensiero comune, l’umile è una persona che si piega al volere di un altro, è una persona che subisce, può sembrare inaffidabile, solitamente non viene presa in considerazione e quando ne incontriamo qualcuna ci sentiamo a disagio perché non si comporta come noi.
Non vede le cose come noi, quando parla si esprime con termini che ci spiazzano, che ci disorientano e magari all’inizio ne proviamo compassione: poverina, non sa cosa si perde! E dopo essercene andati tiriamo un respiro di sollievo. Ma spesso quelle parole ritornano alla nostra mente, a volte addirittura per giorni e settimane!
Certamente questa non è l’umiltà che si intende in questo contesto, potrebbe essere l’umiltà di una persona semplice, di un saggio o forse di un santo, sicuramente di qualcuno che è giunto ad una comprensione che ancora noi non conosciamo, mentre l’umiltà di cui preferisco parlare ora, e che tutti noi potremo acquisire e praticare nella vita di ogni giorno, è semplicemente: “ascoltare”.
Siamo in due e abbiamo delle cose da dire: “ascoltiamo l’altro”, non ci piace quello che dice: “ascoltiamolo”, ma noi siamo di un altro parere e vogliamo dirglielo: “continuiamo ad ascoltarlo, lasciamolo finire”. Così facendo ci faremo un quadro esatto della situazione e potremo finalmente esprimere la nostra opinione (o quella che nel frattempo, ascoltando, avremo perfezionato o addirittura cambiato) senza che l’altro si senta interrotto..