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domenica 20 novembre 2022

Infodemia e misure di grandezza

 “I primati, a cui l’uomo appartiene, sono una specie particolare. Non sono solitari come l'orso, ma neppure gregari come i bufali africani. Tutti gli studi antropologici indicano che la condizione ideale per l'uomo, quella per cui è geneticamente programmato, è di vivere in piccole comunità che non devono superare il numero di 150 membri (sembra sia stata la misura di moltitudine anche per i Neandertal). 

Oltre questo numero il nostro cervello percepisce gli elementi eccedenti come estranei e perfino come ostili, come potenziali nemici. 

Va da sé che la civiltà (che è civiltà urbana perché nasce con i polis) ha costruito un ambiente del tutto inadatto alla nostra specie, che pone il nostro cervello in una situazione di continuo allarme e stress con tutto ciò che ci circonda, esponendolo a una serie di conseguenze negative. 
Per fortuna, la ragione con cui siamo dotati interviene ed impedisce che ci si prenda a pugni da mattina a sera, ma i nostri bisogni istintivi di spazio e di esclusività rimangono quelli iscritti nei nostri geni.” (Marco Pelizza) ...

sabato 3 aprile 2021

Siamo come schiavi impazziti


Abolito "il silenzio" ci siamo ridotti a schiavi impazziti. Tra mondo reale e mondo virtuale la domanda è: "Che cosa ha reso la gente tanto disposta a credere a qualsiasi cosa venga raccontata dai giornali e dalle televisioni?" 

di Francesco Lamendola 

La domanda, per le generazioni che verranno, sarà una e una sola: come sia stato possibile che, all’inizio del secondo decennio del ventunesimo secolo, gran parte dell’umanità si sia fatta ingannare da pochi miliardari ultrapotenti e abbia creduto alla diffusione di una pandemia che non c’era, e accettato di sottomettersi alle gravose limitazioni di un’emergenza sanitaria della quale non vi era alcuna necessità; e si sia piegata a dei protocolli sanitari e a delle misure di cautela che hanno colpito a morte la parte produttiva delle classi medie, credendo con estrema facilità a tutto quel che veniva dall’alto e applicando tutte le norme, i decreti e le disposizioni presi d’urgenza dai governi, spesso non eletti e privi di opposizione e di garanzia delle minoranze, e senza che vi fosse alcun passaggio parlamentare né alcuna ratifica da parte del voto popolare, e questo anche nelle cosiddette democrazie mature ...