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venerdì 5 settembre 2025

Costellazioni


A cosa ci serve osservare il sistema familiare?

Molti pensano che le costellazioni siano magia.

Le costellazioni familiari non sono magia, ma si basano su un concetto preciso.

È altamente probabile che all’interno della tua struttura familiare, all’interno della storia della tua famiglia, possano esserci stati importanti (o meno) traumi senza soluzione e/o anche il ripetersi di situazioni “complicate”, di cui poi tu e i tuoi discendenti ne pagate le conseguenze.
Questi traumi potrebbero anche essere banali, (permettetemi il termine).

Ma cosa è che non è banale?
È tutto il costrutto che può essere stato messo dopo: tutto il costruito, il segreto, il non detto, tutto il ricamo che ci si può creare nel tempo sopra.
Vero è che attraverso le costellazioni familiari, molto spesso, possiamo trovare anche immensi drammi, devastazioni della famiglia, violenze importanti, abusi, abbandoni che hanno tagliato in due le gambe al sistema, hanno soverchiato e invertito i ruoli.
Bambini mai nati.
Amori mai vissuti
Rancori mai sanati
Tradimenti.

Qual è quindi l’obiettivo?... 

giovedì 18 maggio 2023

Accettazione radicale: la tecnica per alleviare la sofferenza

 
Immagina per un momento di aver cercato un appartamento per mesi e di trovare finalmente quello dei tuoi sogni. Parli con il proprietario e ti dice che ti farà sapere non appena gli inquilini lasceranno la casa. 
Aspetti una settimana, un altra e un altra ancora, finché non decidi di tornare sul posto per scoprire cosa succede. 
In quel momento trovi il proprietario che sta firmando un contratto di locazione con un’altra coppia. Ti arrabbi e glielo dici, ma lui alza le spalle ignorando la situazione. 

Pensi che questo non dovrebbe accadere. Non è giusto! Ma è successo, e non importa quanto ti arrabbi, non puoi cambiarlo.

Senza dubbio, è difficile accettare qualcosa che non va come vorresti, ma è ancor più difficile non accettarlo
Non accettare il dolore causa una sofferenza maggiore perché non è altro che l’interpretazione che diamo al dolore e alle circostanze che lo producono. 
In situazioni di questo tipo è molto più utile praticare l’accettazione radicale ...

venerdì 5 maggio 2023

Rassegnazione, quando la disperazione ci sprofonda nel conformismo

"La rassegnazione è un suicidio quotidiano" scriveva Balzac. E non aveva torto. 

Quando la vita ci colpisce duramente e i problemi si accumulano, possiamo pensare che la rassegnazione sia l’unica alternativa. 
Crediamo di non avere altra scelta che stringere i denti e rassegnarci alla sfortuna.

Ma la rassegnazione non allevia la sofferenza, piuttosto la perpetua immergendoci in una visione pessimistica. 

Infatti, uno studio condotto presso l’Università del Manitoba ha scoperto che le persone che rispondono con rassegnazione a una diagnosi di cancro hanno un rischio maggiore di soffrire disturbi psicologici a lungo termine ...

domenica 3 gennaio 2021

Accettazione e Distacco

di Luciana Mologni

Mi sono fatta una domanda, quante volte io ho accettato di buon grado ciò che la vita mi manda: la risposta è “MAI”; eppure la crescita individuale passa attraverso l’accettazione, al meglio delle nostre possibilità, di quello che la vita ci fa incontrare.

La non accettazione porta inevitabilmente alla sofferenza: il solo sentire questa parola ci crea uno stato di disagio o addirittura di rifiuto; gli atteggiamenti che scaturiscono sono diversi, passano dalla ribellione alla rassegnazione e infine ad un ‘accettazione.

La prima fase davanti ad una situazione difficile e non trasformabile si manifesta con la ribellione, le nostre emozioni in questo caso sono ancora dominate dalla personalità, ci sentiamo impotenti davanti ad una situazione non voluta e non controllata da noi, questo ci fa imbestialire, usiamo tutti i mezzi per cercare di dominarla, verifichiamo tutti gli aspetti e proviamo in tutti i modi a cambiarla.

La seconda fase, davanti all’inevitabile, scatta nella rassegnazione: anche se di fondo la rabbia permane, ancora non siamo convinti che non si possa sanare una situazione, non riusciamo ad accettare perché al termine accettazione diamo ancora il significato di rassegnazione passiva, di debolezza, di rinuncia ...

domenica 3 maggio 2020

L'Arte di Ascoltare

I dipinti di grandi artisti sono l'ispirazione di queste pagine.

L'Ascolto nelle opere d'arte si fonde a brevi riflessioni, in un magico connubio di parole e colori ...


[Foto - Jean Béraud - "Les Grands Boulevards"]
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martedì 4 giugno 2019

Axel Honneth e la teoria del riconoscimento

Il rapporto con l’altro, che caratterizza la dimensione della soggettività e che costituisce l’individuo umano rafforzandone la sua singolarità, ricorda che l’uomo non è solo un soggetto razionale ma anche relazionale. 

Intorno al concetto di riconoscimento, Axel Honneth (1949) muove le sue ricerche ed analisi filosofiche e sociologiche. 

Assistente di Habermas dal 1983 al 1990, Honneth è oggi docente all’università di Francoforte sul Meno e direttore dell’Istituto per la Ricerca Sociale. Nei suoi testi più noti egli si sofferma sul concetto di riconoscimento e di lotta per il riconoscimento, intese come categorie indispensabili che spiegano i mutamenti sociali.

Axel Honneth: la lotta per il riconoscimento

Per Axel Honneth il riconoscimento è una modalità esistenziale fondamentale. Si tratta di ciò che garantisce l’esistenza del soggetto ed è anche presupposto dell’integrità della persona. Considerato come un’attività intersoggettiva, il riconoscimento implica l’accettazione da parte di altri soggetti ..