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domenica 17 maggio 2026

Il potere della parola

La parola è un razzo che percorre i mondi, scatenando forze ed entità e provocando effetti poderosi, che risultano irrefrenabili sia nel bene che nel male

Verba potentia: il potere nascosto del linguaggio.

Le parole una volta pronunciate non possono più essere recuperate, e se sono malvagie, provocheranno danni tanto nelle regioni invisibili, quanto nel mondo materiale. Ovviamente se fosse possibile porvi rimedio immediatamente prima che producano conseguenze, non arriverebbero a nuocere. Il tempo è dunque un fattore determinante in questo senso. Ed è inoltre evidente che quanto più tempo passa, più danni si avranno.

Questo significa che è necessario porre rimedio il prima possibile al male che si è fatto ad altri, poiché la giustizia e la “legge del karma” entrano in azione velocemente, facendo pagare fino all’ultimo centesimo, a chi ha commesso un torto. Bisogna allora riparare presto e senza indugi, perché la parola se ne va via volando. 

Si tratta di una forza, di un potere che percorre lo spazio, agendo subito... 

venerdì 5 settembre 2025

Costellazioni


A cosa ci serve osservare il sistema familiare?

Molti pensano che le costellazioni siano magia.

Le costellazioni familiari non sono magia, ma si basano su un concetto preciso.

È altamente probabile che all’interno della tua struttura familiare, all’interno della storia della tua famiglia, possano esserci stati importanti (o meno) traumi senza soluzione e/o anche il ripetersi di situazioni “complicate”, di cui poi tu e i tuoi discendenti ne pagate le conseguenze.
Questi traumi potrebbero anche essere banali, (permettetemi il termine).

Ma cosa è che non è banale?
È tutto il costrutto che può essere stato messo dopo: tutto il costruito, il segreto, il non detto, tutto il ricamo che ci si può creare nel tempo sopra.
Vero è che attraverso le costellazioni familiari, molto spesso, possiamo trovare anche immensi drammi, devastazioni della famiglia, violenze importanti, abusi, abbandoni che hanno tagliato in due le gambe al sistema, hanno soverchiato e invertito i ruoli.
Bambini mai nati.
Amori mai vissuti
Rancori mai sanati
Tradimenti.

Qual è quindi l’obiettivo?... 

mercoledì 30 aprile 2025

Gandhi - come intendere la non-violenza


"Non violenza e codardia si accompagnano male. Posso immaginare un uomo armato fino ai denti che sia, in cuor suo, un codardo. Il possesso di armi implica un elemento di paura, se non di vigliaccheria. La vera non-violenza è invece impossibile ove non si possegga un indomito coraggio".

"La non-violenza non deve mai essere usata a mo' di scudo per la codardia. Essa è un'arma per il valoroso.

Non scorgo né eroismo né sacrificio nel distruggere vite o proprietà, per offesa o per difesa".
"La prova del nove della non-violenza è che, in un conflitto non-violento, non vi sono strascichi di rancore e, alla fine, i nemici si tramutano in amici. Di ciò ho fatto esperienza in Sudafrica con il generale Smuts. Questi fu, dapprima, il mio più accanito avversario. Oggi è il mio amico più affettuoso. Questo è, in sostanza, il principio della non-collaborazione non-violenta. 
Ne consegue che esso deve affondare le sue radici nell'amore. Il suo scopo non dev'essere quello di punire o di infliggere ferite all'avversario. Pur non collaborando con lui, dobbiamo fargli sentire che in noi egli ha un amico, e dobbiamo tentare di toccargli il cuore rendendogli servigi umanitari ogni volta che ci è possibile" ..

venerdì 3 febbraio 2023

Al di là dell'ego

Fonte: “UN NUOVO MONDO – Riconosci il vero senso della tua vita” di Eckhart Tolle. © 2008 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano (ISBN 978-88-04-57781-2)

(pag. 57-61) “La maggior parte delle persone è così completamente identificata con la voce nella testa, con quell’incessante flusso di pensiero involontario e compulsivo e con l’emozione che lo accompagna, che potremmo definirla posseduta dalla propria mente.
Fino a che ne siete completamente inconsapevoli, credete che colui che pensa sia chi siete. Questa è la mente egoica. La chiamiamo egoica, perché vi è un senso del sé, dell’io (l’ego), in ogni pensiero, in ogni memoria, in ogni interpretazione, opinione, punto di vista, reazione, emozione. E, spiritualmente parlando, questa è l’inconsapevolezza.
Il vostro pensare, il contenuto della vostra mente, è ovviamente condizionato dal passato, dalla maniera in cui siete stati educati, dalla vostra cultura, dalla situazione familiare e così via. Il nucleo centrale di tutta la vostra attività mentale consiste in pensieri ed emozioni ripetitivi, in schemi reattivi con i quali siete fortemente identificati.
Questa entità è l’ego stesso ...

domenica 2 maggio 2021

Bisogna lasciar andare chi non ha mai fatto nulla per rimanere


Bisogna lasciar andare chi non ha mai fatto niente per rimanere, quelle persone dai sentimenti temporanei che ci hanno fatto sprecare tempo e desideri. 
Lasciar andare richiede valore, ma invece di vederlo come la fine, dobbiamo accettarlo come l’inizio di qualcosa di nuovo.

Chi non si è visto obbligato almeno una volta a dover chiudere una tappa della sua vita? A volte si dice “Chiudere una porta”.

Tuttavia, questa visione della porta, più che darci l’idea di qualcosa che si chiude è qualcosa che ha inizio, ci fa riflettere su un’entità che non finisce mai, come una specie di uroboro. Dobbiamo vedere questa tappa della nostra vita come una linea che avanza, lungo la quale fluiamo man mano che cresciamo. 

E per crescere, dobbiamo liberarci di alcune cose, mentre ne guadagniamo di nuove. La vita è un percorso ininterrotto che ci sopraffa e ci toglie il respiro, e a niente serve rimanere attaccati a qualcosa o qualcuno che ci manda verso il basso, come pietre che cadono in un pozzo.
Chi non ci riconosce, chi ci ferisce e danneggia il nostro essere, la nostra essenza come persone, sta indebolendo la nostra crescita. 

Probabilmente può essere molto difficile rendersene conto, può essere che non vorremo vedere la realtà per molto tempo, ma l’infelicità è qualcosa che nessuno può nascondere. Fa male, appassisce e ci spegne. Quindi non permettetelo. 
Nella vita arriva sempre un momento nel quale è meglio lasciar andare … 

mercoledì 7 ottobre 2020

Evadere dal carcere in 10 passi – Karma e perdono

 Se in un uomo vi è qualcosa capace di resistere alle influenze esteriori, allora, proprio questo qualcosa potrà resistere anche alla morte del corpo fisico.

Ora riflettete: che cosa potrà resistere alla morte del corpo fisico in un uomo che sviene o dimentica tutto quando si taglia il dito mignolo? […]

In certi casi di completa cristallizzazione, dopo la morte si può produrre ciò che la gente chiama “reincarnazione”; in altri casi ciò che chiamiamo una semplice “esistenza nell’aldilà”. 

- Georges I. Gurdjieff - 

Premetto che non farò riferimento a ciò che ho letto su libri che hanno scritto altri – né moderni, né appartenenti alla cosiddetta tradizione – in quanto determinate nozioni ho potuto apprenderle attraverso l’esperienza diretta di progressiva identificazione con la mia anima.

A chi si stupisce voglio ricordare che tutti ci siamo reincarnati più e più volte, e ancora lo faremo, per cui sapere come funzionano determinati processi è solo una questione di memoria più o meno salda che permane tra una vita e quella successiva.

Tale memoria dipende dalla cristallizzazione (= fabbricazione alchemica) del »corpo di gloria«, anche detto »corpo causale«, ossia il corpo dell’anima ...

domenica 10 febbraio 2019

Il senso di colpa


di Giovanni Peccarisio

Il senso di colpa appartiene alla memoria (eterica) e si radica nell'interiorità a causa di un evento subito e compiuto nel passato e vissuto giorno dopo giorno senza speranza di soluzione.

In tal modo esso impedisce il cammino verso la libertà interiore e proprio per questa sua caratteristica il senso dì colpa, è una situazione interiore che blocca e rende passivi verso l’esterno.
Il lato caldo del senso di colpa è il rancore.
Il rancore appartiene alla vita dell'anima.

Se il senso di colpa spegne e intristisce la vitalità del nostro mondo interiore, il rancore dilania continuamente la nostra interiorità a causa di un incessante movimento emozionale che spesso trapassa nella sete di vendetta.

La vendetta, se eseguita, crea il passaggio da dentro a fuori. Un contenuto della nostra individualità (rancore) diventa così una azione verso l’esterno (vendetta).

Il rancore vive nel presente, la vendetta si proietta nel futuro.
Il rancore è il fratello minore dell'odio e la vendetta un suo servo ...

lunedì 28 gennaio 2019

Il pregiudizio

Massimo Agostini

“Noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea degli usi e opinioni del nostro paese. […]
Perciò gli altri diversi da noi sembrano selvaggi, allo stesso modo in cui chiamiamo selvatici i frutti che la natura ha prodotto nel suo naturale sviluppo”
Montaigne: (“Essais”, libro I, cap. XXXI).»


La riflessione su pregiudizi ed egoismi comuni potrebbe tranquillamente chiudersi con questa affermazione di Montaigne per lasciare ad ognuno, dotato di volontà, bellezza e sapienza, il compito di procedere con la propria intima riflessione. Ritengo infatti che ogni insegnamento dovrebbe limitarsi a fornire, agli altri, spunti di analisi, ovvero di autoanalisi.

Essendo naturale la tendenza di ogni gruppo sociale al pregiudizio e all’autoreferenzialità, appare logico il rischio che anche ogni associazione, per quanto elevata culturalmente, possa essere assoggettata allo stereotipo e quindi al preconcetto, soprattutto rispetto ad altre similari organizzazioni.
Sembrerebbe infatti scientificamente dimostrato la naturale tendenza dei gruppi: nazioni, stati, etnie o semplici gruppi sociali, allo stereotipo e al conseguente pregiudizio dovuto al tipo di informazioni in esso trasmesse e assimilate.

Ed è per questo che il nostro operare nella vita dovrebbe essere scevro da verità rivelate, presupposto di ogni possibile pregiudizio, ma bensì essere caratterizzato da percorsi, intimi, personali, esclusivi, di consapevolezza; una consapevolezza che non può essere frutto di insegnamenti più o meno dotti, trovando più sicuro alimento proprio in quell’intima esperienza di analisi e nel personale confronto con la propria e altrui essenza....

giovedì 31 agosto 2017

La Danza della Realtà

Alejandro Jodorowsky Prullansky

Infanzia

Al principio il cielo e la terra erano talmente stretti l’uno contro l’altra che non lasciavano nessuno spazio tra essi, fino all’arrivo dell’essere cosciente che liberò l’uomo sollevando il firmamento. Vale a dire, stabilendo la differenza tra umanità e bestialità.
Sebbene in modo ingenuo. Mi ero reso conto che in quella realtà dove io, Pinocchio, mi sentivo un estraneo, tutto si collegava con tutto attraverso una fitta rete di sofferenza e di piacere. Non esistevano cause insignificanti, qualunque azione provocava effetti che si estendevano fino ai confini dello spazio e del tempo.

Si, il mondo era intessuto di sofferenze e di piacere; 
in ogni azione il male e il bene danzavano come una coppia di amanti.

Mettendomi nei panni di tutto ciò che non ero io, sentivo che tutto era cosciente, tutto era dotato di vita: quello che credevo fosse inanimato, era un’entità più lenta, e quello che credevo fosse invisibile era un’entità più rapida. Ogni coscienza possedeva una velocità diversa. Se sapevo adattarmi a tali velocità potevo stringere rapporti che mi avrebbero arricchito.

“Alendrajito, la bocca non è fatta per dire frasi aggressive, a ogni parola dura ti si secca un poco l’anima”.
La fame genera artisti.
“Solitudine è non saper stare con se stessi”.