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giovedì 9 luglio 2026

La “Loggia Luminosa”, la tedesca “Società Vril”


di Carlo Barbera

La Società Vril o Loggia Luminosa fu fondata in Germania nel 1921 come “Società Pangermanica di Metafisica” per esplorare le origini della razza Ariana.
Fu costituita inizialmente da un gruppo di donne medium psichiche dirette da Maria Orsitsch (Orsic) di Zagreb (Croazia), già medium della Thule Gesellschaft (1), che sosteneva di aver ricevuto comunicazioni da alieni Ariani viventi su Alpha Tauri, nel sistema di Aldebaran.

Secondo la Orsic questi alieni avevano visitato la Terra e si erano insediati in Sumeria e la parola Vril deriva dall’antica parola Sumera “Vri-Il” “simile a dio”. (Immagine a sinistra: il logo della Società Vril)
Una seconda medium del gruppo fu conosciuta solo come Sigrun, un nome legato etimologicamente a Sigrune, una Valchiria ed una delle nove figlie di Wotan nella leggenda Norvegese.

La Società Vril combinava gli ideali politici dell’Ordine degli Illuminati di Baviera con il misticismo Hindù, la Teosofia di Madame Blavatsky e la Cabala Ebraica. Fu il primo gruppo nazionalista Germanico ad usare il simbolo della swastika come un emblema di collegamento tra l’occultismo Orientale con quello Occidentale ...

sabato 18 aprile 2026

Meditazione quotidiana dello Stop

 
di Ambra Guerrucci

Ho scelto di proporre questa tecnica, che prende spunto dal filosofo e maestro Gurdjieff, perché penso che la meditazione non debba essere una fuga dal mondo, ma uno stato da integrare nella vita quotidiana. 

Mentre i discepoli di Gurdjieff erano impegnati nelle attività quotidiane, profondamente immersi in ciò che stavano facendo, il maestro diceva “stop!” e tutti si dovevano fermare esattamente nella posizione in cui erano. Questo esercizio così semplice è un tesoro che “Mister G.” ha regalato all’umanità, in quanto è in grado di fermare la mente e riportarti nell’attimo presente.

Come ha scoperto il russo Ivan Petrovič Pavlov, l’attività mentale e quella fisica sono profondamente connesse e bloccando improvvisamente l’attività fisica con uno “stop!” anche la mente si ferma inevitabilmente...

giovedì 7 novembre 2024

Gurdjieff - I racconti di Belzebù a suo nipote

 di Maurizio Rucco

Consentitemi, per iniziare, di dichiarare che io non sono un Gurdjieffiano. Ho avuto un esperienza ultradecennale con una scuola che affonda le sue radici nella stessa terra a cui anche Gurdjieff, molti decenni fa, attinse; quindi matrici comuni, ed in me, una densissima impressione di spiritualità, contemporaneamente morale e metafisica in questa terra comune, il Sufismo.
Il Maestro Sufi, trasmette una inequivocabile sensazione di "sapere" sul mondo spirituale, spesso unita ad una intelligenza e presenza di spirito sconcertanti.

Io ovviamente Mister G., non l'ho mai conosciuto essendo morto nel 1949, tuttavia mi sembra di cogliere nei suoi scritti, lo stesso afflato spirituale che può trasmettere un testo sacro, o il frequentare, ed io ho avuto siffatta fortuna, un uomo straordinario. Beninteso che questa e' una mia opinione personale, che so comunque essere condivisa da molti altri nel mondo.
.
Una breve premessa ora, la reputo doverosa. Georges Gurdjieff nacque presumibilmente nel 1877 nella ex Russia meridionale; dopo aver viaggiato in lungo e in largo tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia Centrale raccoglie i frammenti sparsi delle antiche tradizioni di saggezza, la riordina e ne calibra i contenuti per i cervelli degli occidentali, insegnando e scrivendo libri.
Esistono libri scritti dai suoi allievi, qualcuno anche da lui approvato che meritano totale attenzione, ma fra le migliaia di pubblicazioni che seguono la scia della sua fama, nulla è più criptico, insolito, allegorico e iconoclasta del suo testo "I Racconti di Belzebù a suo Nipote"...

venerdì 23 agosto 2024

Sonno, risveglio, morte, rinascita

"L'insegnante usa il degno avversario per costringere l'apprendista a compiere la scelta capitale. L'apprendista deve scegliere tra il mondo del guerriero e il suo mondo comune". da « L'isola del Tonal » di C. Castañeda 

« Quando un guerriero ha acquistato la pazienza è sulla via che porta alla volontà. Sa come aspettare. La sua morte siede con lui sulla sua stuoia, sono amici. La sua morte. in modi misteriosi, lo consiglia come scegliere, come vivere strategicamente. E il guerriero aspetta! Direi che il guerriero impara senza nessuna fretta perché sa di aspettare la propria volontà; e un giorno riuscirà a compiere qualcosa che ordinariamente sarebbe del tutto impossibile compiere. Può non accorgersi nemmeno del suo gesto straordinario. Ma continuando a compiere atti impossibili, oppure, mentre cose impossibili continuano a capitargli, diventa consapevole di una specie di potere che emerge. Un potere che emana dal suo corpo mentre avanza lungo il sentiero della conoscenza ». da « La realtà separata » di C. Castañeda 

Se l'uomo si accorge di esistere come apparenza e non come essenza vede a un certo punto il suo stato di nullità. Il Purgatorio è la condizione in cui vive il ricercatore del Sé quando si rende conto che non può fare e non può cambiare. Una serie successiva e costante di risvegli può allora condurlo alla morte e quindi alla rinascita. La morte non è quella del corpo fisico, bensì quella della personalità con tutti i suoi piccoli io immaginari, con le loro identificazioni e attaccamenti creati dall'immagine separativa di sé e dall'amor proprio.
Per morire però ci vuole il coraggio; poi verrà la rinascita, che è l'inizio di un nuovo processo di crescita dell'anima.
Gurdjieff dice che « bisogna morire del tutto, subito e per sempre ». Si tratta di una scelta estrema, di una decisione sulla quale non si può ritornare. La Via è unica e a senso unico, non si può tornare indietro, ed è il «morto» che parte alla ricerca della Via. Ogni vita personale si deve concludere con un fallimento, la morte è l'unica certezza. Il senso della propria nullità deve essere costante perché da esso possa nascere un certo “qualcosa” ...

mercoledì 17 gennaio 2024

La Via degli Scaltri

Domanda: Sento che mi sto spostando dalla rabbia alla tristezza. Sarebbe meglio se esprimessi la rabbia o devo lasciare solo che esploda dentro di me?

La tristezza e la rabbia sono la stessa cosa. La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se la tristezza è più facile, la rabbia sembra difficile - vuol dire che sei troppo focalizzato sul passivo.
 
Per una persona triste è difficile essere arrabbiata. Se riesci a far arrabbiare una persona triste, la sua tristezza svanirà subito. È molto difficile che una persona arrabbiata sia triste. Se riesci a farla diventare triste, la rabbia scomparirà immediatamente.

In tutte le nostre emozioni continua la polarità fondamentale: uomo e donna, yin e yang, maschile e femminile. Quindi se sei sintonizzato sulla tristezza, ti sarà difficile muoverti verso la rabbia, ma vorrei che lo facessi comunque. Una semplice esplosione non basterà perché allora starai ancora cercando un modo di essere passivo. No, falla uscire, esprimila nelle tue azioni. Anche se ti sembra senza senso, fallo lo stesso. Appari pure come un pagliaccio ai tuoi stessi occhi, ma esprimila comunque.

Se puoi oscillare tra rabbia e tristezza, diventeranno entrambe facili, allo stesso modo. La tua sarà una trascendenza e a quel punto sarai in grado di osservare. Potrai rimanere al di là dello schermo e guardare questi giochi, e potrai andare al di là di entrambe. Ma prima dovrai riuscire a muoverti facilmente dall'una all'altra, altrimenti tenderai a essere triste e quando ti senti così pesante, la trascendenza è difficile ...

venerdì 22 dicembre 2023

"Densità" e "dimensioni" dal punto di vista esoterico

 di Niccolò Angeli

C’è in generale una certa confusione sui concetti di “dimensione” e “densità” nell’esoterismo, specialmente da parte di chi si avvicina a questi termini attraverso la tanta letteratura New Age un po’ superficiale che si trova ora in rete.

In questo articolo cercherò di fare un po’ di chiarezza, ma sarà sempre secondo quello che è il mio personale punto di vista, perché in effetti non esiste una definizione veramente unanime di “dimensione” neanche da parte della scienza.

Si tratta di parole usate con molti significati diversi, ma se lasciamo perdere l’idea di essere scientificamente precisi e ci focalizziamo sul comprenderle in senso più spirituale, magari avremo qualche possibilità in più di capire ...

domenica 3 dicembre 2023

Tutto accade.

Siamo esseri davvero potenti? La società ci convince che abbiamo tanti poteri ma nei fatti ci dimostra l'esatto contrario. L'unico vero potere sul quale possiamo contare è quello che abbiamo su noi stessi?
Interessante il punto di vista di Gurdjieff.
Catherine

“La suprema illusione dell’uomo è la sua convinzione di poter fare”. 

G. I. Gurdjieff

Tutti pensano di poter fare, vogliono fare, e la loro prima domanda riguarda sempre ciò che dovranno fare. Ma a dire il vero, nessuno fa qualcosa e nessuno può fare qualcosa.

Questa è la prima cosa che bisogna capire. Tutto accade. Tutto ciò che sopravviene nella vita di un uomo, tutto ciò che si fa attraverso di lui, tutto ciò che viene da lui — tutto questo accade. E questo capita allo stesso modo, come la pioggia che cade perché la temperatura si è modificata nelle regioni superiori dell’atmosfera, come la neve che fonde sotto i raggi del sole, come la polvere che si solleva con il vento.

L’uomo è una macchina. Tutto quello che fa, tutte le sue azioni, le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze esteriori, di impressioni esteriori. Di per se stesso un uomo non può produrre un solo pensiero, una sola azione. Tutto quello che dice, fa, pensa, sente — accade. L’uomo non può scoprire nulla, non può inventare nulla. 
Tutto questo accade...

venerdì 22 luglio 2022

Il nome dell’uomo è legione

L’uomo non ha un ‘Io’ permanente ed immutabile.

Ogni pensiero, ogni umore, ogni desiderio, ogni sensazione dice ‘Io’. E ogni volta sembra doversi ritenere certo che questo ‘io’ appartiene alla Totalità dell’uomo, all’uomo intero, e che un pensiero, un desiderio, un’avversione sono l’espressione di questa Totalità. 

In realtà nessuna prova può essere portata per convalidare questa affermazione. 
Ogni pensiero dell’uomo, ognuno dei suoi desideri si manifesta e vive” in un modo completamente indipendente e separato dalla sua Totalità. 

E la Totalità dell’uomo non si esprime mai, per la semplice ragione che non esiste come tale, salvo che fisicamente come una cosa, ed astrattamente come un concetto.  

L’uomo non ha un ‘Io’ individuale. Al suo posto vi sono centinaia e migliaia di piccoli ‘io’ separati che il più delle volte si ignorano, non hanno alcuna relazione, o, al contrario, sono ostili gli uni agli altri, esclusivi ed incompatibili. Ad ogni attimo, ad ogni momento, l’uomo dice o pensa ‘Io’. Ed ogni volta il suo ‘io’ è differente. Un attimo fa era un pensiero, ora è un desiderio, poi una sensazione, poi un altro pensiero e così via, senza fine. L’uomo è una pluralità. 

Il nome dell’uomo è legione ...

martedì 1 marzo 2022

La pratica dell’attenzione e la falsa consapevolezza

di Philip Novak

Pratiche che rinforzano la capacità di concentrazione o attenzione sono presenti nella maggior parte delle tradizioni religiose. L’importanza dello sviluppo dell’attenzione è evidente soprattutto nella grandi tradizioni nate in India, in particolare nell’induismo e nel buddismo. Dai veggenti upanishadici ai giorni nostri, in India esiste una tradizione ininterrotta con cui l’uomo ha cercato di unirsi (nel cuore e nella mente) alla realtà assoluta. Lo yoga assume molte forme, ma quella psicologica essenziale è la pratica dell’attenzione su un solo oggetto, o concentrazione (“citta-ekagrata”).
Che si tratti di fissare l’attenzione su un mantra, sul respiro o su qualche altro oggetto, il tentativo di acquietare le attività automatiche della mente attraverso l’attenzione concentrata è il primo passo e il tema ricorrente dello yoga psicospirituale hindu.

Per le tradizioni nate da Gautama il Buddha, non poteva essere diversamente. Le forme di meditazione “samatha” e “vipassana” nella tradizione Theravada richiedono, come àncora e radice, una capacità sempre maggiore di mantenere fissa l’attenzione, senza cedere alle varie forze psicologiche che tendono a disperderla. Samatha è la pratica dell’attenzione su un oggetto, ed è il punto di partenza comune per vari tipi di meditazione buddista. La meditazione vipassana consiste nello spiegamento dell’attenzione concentrata creata nella samatha da un punto all’altro dell’organismo, con lo scopo di comprendere alcune dottrine buddiste a un livello esperienziale sottile ...

sabato 26 febbraio 2022

Sulla guerra

da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"
di P.D. Ouspensky


C'era una domanda intorno alla guerra: Come impedire le guerre? 
Non si possono impedire le guerre. 

La guerra è il risultato della schiavitù nella quale gli uomini vivono. Ad essere esatti, le guerre non avvengono per colpa degli uomini. Alla loro origine stanno forze cosmiche, influenze planetarie.

Ma negli uomini non vi è alcuna resistenza a quelle influenze, e non vi può essere, perché gli uomini sono schiavi. Se fossero degli uomini, se fossero capaci di "fare", sarebbero capaci di resistere a queste influenze, e di trattenersi dall'uccidersi l'un l'altro.

"Ma coloro che comprendono questo, non possono fare qualcosa?" domandò la persona che aveva posto la domanda sulla guerra. "Se un numero sufficiente di uomini arrivassero alla conclusione categorica che non vi devono più essere guerre, non potrebbero influenzare gli altri?"

Coloro che non amano la guerra l'hanno tentato quasi dal tempo della creazione del mondo, disse G. E tuttavia non vi è mai stata una guerra paragonabile a quella attuale (1938/45).

Le guerre non diminuiscono, ma crescono e non possono essere fermate con mezzi ordinari. Tutte queste teorie sulla pace universale, le conferenze per la pace, ecc., non sono che pigrizia e ipocrisia.


Gli uomini non vogliono pensare a sé stessi, non vogliono lavorare su di sé, non pensano che ai mezzi per indurre gli altri a servire i loro capricci, a fare ciò che desiderano...

lunedì 26 luglio 2021

Gurdjieff e i Superiori Sconosciuti

La questione è: dobbiamo dimenticare, pur avendoli studiati, gli antichi "maestri" perché potrebbero fossilizzarci in dogmi - che magari non volevano imporci come tali - impedendoci di arrivare alla "conoscenza"? 
Dovremmo forse ricercare la fonte di tale conoscenza, alla quale ognuno di loro attingeva, "adattandola" poi alla loro epoca per poterla insegnare?
Dovremmo inoltre non perdere di vista la nostra epoca, con l'aiuto dei nuovi mezzi che abbiamo a disposizione, delle nuove interpretazioni dei nostri contemporanei, studiosi, ricercatori e pensatori, e sopra tutto l'aiuto dei nostri propri cervelli, per "comprendere" la nostra realtà, a 360 gradi, e ricomporre il mosaico tramandatoci?
Catherine


Quando interrogai Victoria Ignis riguardo l’insegnamento di Gurdjieff, lei mi rispose parafrasando il messaggio di un vecchio sceicco (=saggio) arabo – Daud Yusuf – che si era espresso in merito al valore di ogni insegnamento in genere:
Le ceneri sono ciò che resta in un luogo dopo che è arsa una Fiamma, ma quando la Fiamma è spenta, le ceneri sono solo carbone inerte e servono unicamente a chi utilizza il carbone e non a chi ricerca il calore e l’energia della Fiamma. Non si può tornare al calore e alla luce della Fiamma partendo dalle sue ceneri.

Gli odierni cercatori della Verità di norma s’identificano totalmente con uno specifico “maestro” o insegnamento, indipendentemente dalla loro collocazione storica e sociale, e cominciano a seguirli ritenendoli ugualmente validi sia nel contesto in cui sono nati che in quello attuale. Per cui io quotidianamente mi ritrovo a parlare a persone che seguono lo Yoga, piuttosto che lo Shivaismo Tantrico, Nisargadatta Maharaji o la Quarta Via di Gurdjieff.

Sarebbe utile fare un po’ di chiarezza circa il significato dell’Insegnamento Esoterico nel suo insieme, invece che, come fa la nostra medicina, specializzarsi unicamente in una disciplina che studia un solo organo o un solo apparato, dimenticando la totalità dell’essere umano ...

mercoledì 7 ottobre 2020

Evadere dal carcere in 10 passi – Karma e perdono

 Se in un uomo vi è qualcosa capace di resistere alle influenze esteriori, allora, proprio questo qualcosa potrà resistere anche alla morte del corpo fisico.

Ora riflettete: che cosa potrà resistere alla morte del corpo fisico in un uomo che sviene o dimentica tutto quando si taglia il dito mignolo? […]

In certi casi di completa cristallizzazione, dopo la morte si può produrre ciò che la gente chiama “reincarnazione”; in altri casi ciò che chiamiamo una semplice “esistenza nell’aldilà”. 

- Georges I. Gurdjieff - 

Premetto che non farò riferimento a ciò che ho letto su libri che hanno scritto altri – né moderni, né appartenenti alla cosiddetta tradizione – in quanto determinate nozioni ho potuto apprenderle attraverso l’esperienza diretta di progressiva identificazione con la mia anima.

A chi si stupisce voglio ricordare che tutti ci siamo reincarnati più e più volte, e ancora lo faremo, per cui sapere come funzionano determinati processi è solo una questione di memoria più o meno salda che permane tra una vita e quella successiva.

Tale memoria dipende dalla cristallizzazione (= fabbricazione alchemica) del »corpo di gloria«, anche detto »corpo causale«, ossia il corpo dell’anima ...

domenica 27 gennaio 2019

Il ricordo di sé (parte III)

Prima parte QUI
Seconda parte QUI

Ricorda te stesso sempre e dovunque. Il ricordo di sé produce precisi mutamenti chimici che provocano la comparsa dell'essenza dell'essere umano.
P.D. Ouspensky

L'attenzione divisa non produce risultati immediati e i centri superiori non possono sopraggiungere senza lo sforzo perseverante di molti anni. Svegliarsi è difficile, ma può essere fatto. E' impossibile svegliarsi senza dedicarsi totalmente alla propria evoluzione. Si è in errore se si pensa che siano sufficienti delle mezze misure.
Robert Earl Burton

Vedere il sonno

Un risultato importante che si ottiene dagli esercizi di ricordo è quello di toccare con mano il proprio stato ipnotico. Possiamo comprendere che se siamo svegli solo nei momenti in cui ci sforziamo di ricordarcelo, allora dormiamo e viviamo come burattini per tutto il resto della giornata. Prendiamo decisioni nel sonno, lavoriamo nel sonno, studiamo nel sonno, facciamo l'amore nel sonno, intratteniamo i rapporti umani nel sonno.

Praticando gli esercizi, dopo un po’ di tempo, ci ricorderemo di noi - cioè saremo coscientemente presenti - anche al di fuori dei momenti stabiliti per l'esercizio. Magari camminando per strada improvvisamente ci ricorderemo di noi ("Ecco, sono presente, cammino e mi ricordo di me, non sto vagando fra i pensieri come al solito"), senza averlo prestabilito e senza aver fatto uno sforzo. In tal caso potremo approfittare della situazione mantenendo quello stato di presenza più a lungo possibile prima di ricadere nel sonno, ma, come detto in precedenza, non si devono fare sforzi al di fuori dello spazio riservato agli esercizi.

Nei momenti di ricordo, osservandoci con attenzione, possiamo cogliere la differenza fra lo stato di coscienza in cui ci ricordiamo di noi e lo stato in cui eravamo un attimo prima, quando non ci ricordavamo e stavamo dormendo. E' indispensabile portare avanti questo lavoro sul cogliere la differenza fra i due stati di coscienza. Dovremmo farlo ogni volta che ci è possibile, ossia ogni volta che ce ne ricordiamo ...

giovedì 24 gennaio 2019

Il ricordo di sé (parte II)

Ricordati di te stesso, idiota!

(Gurdjieff, nascosto dietro le quinte, a Orage che sta parlando sul palco)

Se non possiamo controllare la macchina, siamo la macchina.Robert Earl Burton

(Parte I QUI)

Esercizi di ricordo di sé più avanzati

Dopo aver acquisito dimestichezza con gli esercizi precedenti - Il ricordo di sé (parte I) - si possono fare tentativi con esercizi che richiedono maggiore impegno. 
Ad esempio, molti trovano più difficile ricordarsi di sé quando sono in compagnia di altre persone. Fino a quando svolgono gli esercizi in solitudine riescono a mantenere una sufficiente concentrazione su se stessi, ma nel momento in cui devono prestare attenzione a ciò che fa o dice un'altra persona piombano nel sonno più completo.

Facciamo un esempio. Quando laviamo i piatti di norma non occorre un notevole grado di concentrazione, questa è infatti un'attività prevalentemente meccanica, il corpo la compie quasi da solo, tanto che la maggior parte del tempo possiamo permetterci di pensare a tutt'altro fantasticando con la mente. Un po' come accade quando si guida su un'autostrada senza traffico: si può pensare ad altro o parlare con il passeggero, eppure la parte più meccanica del nostro cervello continua a guidare senza problemi.

Se vogliamo svolgere l'esercizio di ricordo di sé mentre stiamo lavando i piatti dobbiamo portare l'attenzione su di noi oltre che sulle consuete azioni necessarie a lavare i piatti ( attenzione divisa ). Dal momento che tali azioni non ci impegnano mentalmente o emotivamente, ma solo fisicamente, l'esercizio risulterà relativamente - relativamente alla dimestichezza che abbiamo acquisito con tali esercizi - semplice. Dovremo infatti impiegare molte energie per dirigere l'attenzione verso l'interno, ma relativamente poche per fare sì che il nostro corpo continui a lavare i piatti...

lunedì 21 gennaio 2019

Il ricordo di sé (parte I)

"Non c'è altro modo per sfuggire alla morte, all'infuori del ricordo di sé."
Robert Earl Burton


Il segreto degli alchimisti consiste nel « ricordo di sé », la PRESENZA. Lo sforzo di restare presenti produce il « fuoco alchemico » necessario per l'Opera.

Il primo passo verso l’acquisizione della liberazione e dell’immortalità consiste in un accurato lavoro di « risveglio »; l’individuo deve cioè rendersi pienamente conto che allo stato attuale sta dormendo.

Quando ci destiamo al mattino in realtà non ci svegliamo, ma passiamo da uno stato di sogno a un altro: è il sonno verticale; un sonno, cioè, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare... pur tuttavia è ancora ben lungi dall'essere un reale stato di veglia. Si tratta di una condizione di perpetuo rintronamento nella quale non si pensa, ma si è pensati, non si provano emozioni, ma si è da esse trascinati, non si gestisce il proprio corpo, ma si subisce la sua fisiologia.

Se vogliamo lavorare per evadere dalla prigione è imperativo innanzitutto che sappiamo di essere all'interno di una prigione. Il più grande ostacolo al risveglio è che l'uomo pensa di essere già cosciente e pienamente libero! Per avere la certezza di essere in uno stato di prigionia è necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. L'ideale sarebbe riuscire a SENTIRE EMOTIVAMENTE l'addormentamento. Questo fornisce l'energia occorrente per iniziare a lavorare su di sé ...

venerdì 14 dicembre 2018

Gurdjieff - parliamone ...

Il "maestro di danze" armeno, filosofo, scrittore e mistico, Georges Ivanovič Gurdjieff secondo ..
..Salvatore Brizzi

“Vorrei dare inizio a questo articolo partendo da una considerazione circa il grande fraintendimento che si è creato intorno al lavoro di Gurdjieff.

Questo bizzarro personaggio non ha mai fondato delle scuole atte a trasmettere una conoscenza, ma si è sempre sforzato di creare veri e propri “laboratori alchemici” attraverso l’utilizzo di materiale umano vivo… o, almeno, sedicente vivo. 
Di trasmettere un metodo in maniera sistematica non si è mai curato, e ne è testimonianza il fatto che, nonostante abbia lavorato per decenni e scritto per diversi anni, noi oggi siamo alle prese unicamente con dei “frammenti” del suo insegnamento, e questo vale anche per quei gruppi che sono collegati ai suoi studenti – russi, americani o francesi che fossero – per discendenza diretta.
Non esiste nessuno al mondo che può vantarsi di possedere “il metodo”. Non esistevano scuole di Gurdjieff o di Quarta Via quando lui era in vita e a maggior ragione non ne sono mai esistite dopo la sua morte.

Se non possediamo un insegnamento completo è perché lui non ha voluto che lo possedessimo, non certo perché si è distratto e gli è sfuggito di mente!”
[... ... ...]

venerdì 27 luglio 2018

Gurdjieff e la luna. Non siamo che cibo per lei

Georges Ivanovich Gurdjieff (1866-1949) apprese da un antica confraternita, i Sarmung, un sapere nascosto incentrato sull'uomo e l' Universo.

Egli affermò che tutto è energia, la materia è energia, l'uomo è energia. Quest'ultimo è parte della natura e l'universo è un organismo vivente dinamico e non statico, la cui creazione è continua, così come la sua crescita e la sua trasformazione. Nella costituzione dell'uomo e della natura vige il principio che il Tutto è Uno e che l'Uno è il Tutto.

La sostanza è vivente, è vibrazione e radiazione, però esse non procedono in maniera continua e lineare, non si sviluppano in maniera uniforme. Una vibrazione è una nota musicate che percorre una sua ottava, ma negli intervalli in cui manca il semitono, tra il mi e il fa e tra il si e il do, la sua forza viene deviata invece che procedere diritta.

È la legge del Sette che assieme alla legge del Tre costituisce la legge fondamentale della creazione. Esiste una grande ottava cosmica, il Raggio di Creazione, che va dal polo dell'Assoluto fino al polo opposto della Luna, attraverso tutti i Mondi, tutti i Soli, il Sole del nostro sistema planetario, i pianeti, e tra questi la Terra.

L'uomo, che è parte del corpo organico della Terra, è una macchina biologica che riceve, trasforma e trasmette energia. 
Il processo però avviene in maniera puramente meccanica e automatica ...

domenica 13 maggio 2018

Georges Ivanovič Gurdjieff - A proposito di Cabala

"La Cabala è incompleta, ed è impossibile ricavarne qualche cosa e fondare alcunché su di essa".
(G. I. Gurdjieff)

"A rigore, voi non avete ancora il diritto di parlare di sapere, perché non sapete dove incomincia il sapere. Il sapere comincia con l’insegnamento dei cosmi.

Conoscete l'espressione "macrocosmo" e "microcosmo". Significano "grande cosmo" e "piccolo cosmo", "grande mondo" e "piccolo mondo". L'Universo è considerato come "un grande cosmo" e l'uomo come un "piccolo cosmo", analogo al grande. Resta così stabilita, in qualche modo, l'idea dell'unità e della similitudine dell'uomo e del mondo. 

La dottrina dei due cosmi si trova nella Cabala e in altri sistemi più antichi. 

Questa dottrina è tuttavia incompleta, ed è impossibile ricavarne qualche cosa e fondare alcunché su di essa, perché questo insegnamento non è che un frammento, un resto di un insegnamento esoterico più antico, molto più completo, sui cosmi o mondi racchiusi gli uni negli altri, e tutti creati ad immagine e somiglianza del più grande tra essi, il quale contiene in sé tutti gli altri. 

"Ciò che è in alto è come ciò che è in basso" è un'espressione che si riferisce ai cosmi. Ma è essenziale sapere che la dottrina completa dei cosmi non parla di due, ma di sette cosmi contenuti gli uni negli altri ...

domenica 8 luglio 2012

Leadership Spirituale: il leader del futuro

Salvatore Brizzi

Il principio cardine della Leadership Spirituale afferma che il mondo non esiste come realtà oggettiva esterna a te, bensì come estensione tridimensionale della tua psicologia. Il mondo non è un’entità indipendente da te, esso si trova dentro la tua coscienza e può solo RE-AGIRE a ciò che tu sei. Realizzare questo, significa divenire un autentico leader.

Nella Leadership Spirituale provochiamo un capovolgimento dell’attuale paradigma conoscitivo, cioè un ribaltamento del consueto modo di pensare la realtà intorno a noi. Non sto semplicemente parlando di una nuova filosofia, non sto parlando solo di Legge dell’Attrazione, ma di una nuova specie di esseri umani – una nuova stirpe di leader – che ha smesso di temere il mondo. Una stirpe di leader che progressivamente si sta diffondendo sul pianeta. Una stirpe di leader che non deve necessariamente possedere uno specifico titolo di studio né occupare una posizione gerarchicamente rilevante.

Il leader è essenzialmente e prima di tutto leader di sé stesso. È qualcuno che utilizza lo specchio del mondo per conoscere e perfezionare sé stesso.

Dovunque sei e qualunque cosa tu stia facendo in questo momento, che tu sia maschio o femmina, giovane o vecchio… se hai il coraggio di ruotare di 360 gradi la tua concezione del mondo, puoi divenire un "uomo verticale" e trasformare gli eventi intorno a te...