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sabato 6 luglio 2024

Cosa significa "Identificazione"?

Tutto ciò che dico è: osservare è giusto, non osservare è sbagliato.
Lo rendo davvero semplice: Osserva.


Non è cosa che ti riguardi – se sta passando l’avidità, lasciala passare; se sta passando la rabbia, lasciala passare.
Chi sei tu per interferire?

Perché ti metti a pensare: “Sono avido… sono arrabbiato”? C’è solo un pensiero di rabbia che sta passando.
Lascialo passare; tu osserva.

Un’antica storia….
Un uomo che era andato fuori città torna e trova che la sua casa sta andando a fuoco. Era una delle case più belle della città, e l’uomo l’amava veramente.

Tante persone erano pronte a dargli anche il doppio del prezzo della casa, ma lui non aveva mai acconsentito per nessun prezzo, e ora la casa sta bruciando davanti ai suoi occhi. Si sono radunate migliaia di persone, ma non c’è nulla da fare ...

mercoledì 17 gennaio 2024

La Via degli Scaltri

Domanda: Sento che mi sto spostando dalla rabbia alla tristezza. Sarebbe meglio se esprimessi la rabbia o devo lasciare solo che esploda dentro di me?

La tristezza e la rabbia sono la stessa cosa. La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se la tristezza è più facile, la rabbia sembra difficile - vuol dire che sei troppo focalizzato sul passivo.
 
Per una persona triste è difficile essere arrabbiata. Se riesci a far arrabbiare una persona triste, la sua tristezza svanirà subito. È molto difficile che una persona arrabbiata sia triste. Se riesci a farla diventare triste, la rabbia scomparirà immediatamente.

In tutte le nostre emozioni continua la polarità fondamentale: uomo e donna, yin e yang, maschile e femminile. Quindi se sei sintonizzato sulla tristezza, ti sarà difficile muoverti verso la rabbia, ma vorrei che lo facessi comunque. Una semplice esplosione non basterà perché allora starai ancora cercando un modo di essere passivo. No, falla uscire, esprimila nelle tue azioni. Anche se ti sembra senza senso, fallo lo stesso. Appari pure come un pagliaccio ai tuoi stessi occhi, ma esprimila comunque.

Se puoi oscillare tra rabbia e tristezza, diventeranno entrambe facili, allo stesso modo. La tua sarà una trascendenza e a quel punto sarai in grado di osservare. Potrai rimanere al di là dello schermo e guardare questi giochi, e potrai andare al di là di entrambe. Ma prima dovrai riuscire a muoverti facilmente dall'una all'altra, altrimenti tenderai a essere triste e quando ti senti così pesante, la trascendenza è difficile ...

venerdì 4 novembre 2022

Sul ricordo di sé


L'espressione ricordo di sé può apparire scontata e banale: qualsiasi persona potrebbe affermare tranquillamente "non sono così smemorato da non ricordarmi di me stesso". 

Ma spesso accade che, quando siamo totalmente immersi in una situazione, in un'azione o in un pensiero, ci facciamo travolgere dalle circostanze e agiamo come se recitassimo una parte in un film, senza ricordarci che la nostra vita accade ora, che siamo noi a pensare, noi a decidere di compiere una determinata azione.

Iniziare a prendere coscienza di noi stessi, quali protagonisti della nostra vita, è il primo passo che ci rende consapevoli delle nostre azioni e ci permette di riscattarci dall'automatismo: io vedo e sono cosciente di vedere, io osservo e ho coscienza di ciò che sto osservando ...

martedì 11 maggio 2021

L'uomo è una folla

 Osho Rajneesh

L’uomo normalmente è una folla.

Nessuna persona di solito è una: è tanti. 

Ecco perché all’interno c’è tanto rumore – tante voci, tanti volti – e una lotta costante.

Una parte vuole fare una cosa, un’altra parte è contraria e vuole fare qualcos’altro.

È un miracolo che riusciamo a tenerci in qualche modo insieme, senza andare in pezzi.

Non c’è un centro, il padrone di casa manca.

Ci sono solo i servi, e ognuno di loro cerca di diventare il padrone. 
Ogni servo siede sul trono per un attimo, proclama di essere il padrone, ma presto se ne va.

È una scena che cambia in continuazione ...

martedì 6 aprile 2021

La parte mistica di Nikola Tesla: “Siamo connessi da linee invisibili”

 
di Nikola Tesla, tratto dal libro “Le mie invenzioni. L’autobiografia di un genio

La maggior parte degli esseri umani non è mai consapevole di cosa stia succedendo intorno e dentro di sé, e sono in milioni a cadere vittime di malattie e a morire prematuramente solo per questo. 

Le più comuni circostanze quotidiane appaiono misteriose e inspiegabili alle persone. Potrebbe capitare loro di sentire un’improvvisa ondata di tristezza e setacciare il cervello in cerca di una spiegazione quando invece sarebbe plausibile rintracciare la causa in una nuvola che blocca i raggi del sole.

Potrebbero figurarsi un caro amico in circostanze che considerano incredibilmente particolareggiate, quando solo poco prima lo hanno incrociato per strada o ne hanno visto una fotografia da qualche parte. Se perdono un bottone del colletto si lagnano e imprecano per un’ora, senza essere capaci di ripercorrere le azioni a ritroso e localizzare l’oggetto all’istante. La carenza di osservazione non è altro che una forma di ignoranza ed è responsabile del prevalere di diverse tendenze patologiche e idee insensate.

Non ci sarà più di una persona su dieci che non crede alla telepatia e alle altre manifestazioni psichiche, come lo spiritismo e la comunicazione con l’aldilà, e che rifiuterebbe di dare ascolto, volente o nolente, agli imbroglioni. Solo per mostrare quanto sia diventata profondamente radicata questa tendenza perfino tra gli americani lucidi di mente, potrei citare un simpatico episodio ...

giovedì 31 dicembre 2020

La scienza dello spirito - superare le contraddizioni esteriori

di Massimo Scaligero

La realtà è sempre una contraddizione in divenire continuo e si evolve nella realizzazione della tesi-antitesi-sintesi e non può essere spiegata da una logica astratta che fissa una volta per tutte il bene e il male, il bello e il brutto, la verità e la menzogna; essendo la realtà una contraddizione in evoluzione anche gli esercizi contengono delle contraddizioni da superare.

1) Il pensiero obiettivo trasforma la distrazione in sicurezza e deve superare le contraddizioni delle fissazioni.
2) L’azione libera trasforma la mancanza di volontà in attività e deve superare le contraddizioni dell’attivismo.
3) L’equanimità trasforma i complessi in calma interiore e deve superare le contraddizioni dell’insensibilità.
4) La positività trasforma gli schemi mentali in nuove amicizie e deve risolvere le contraddizioni dell’ipocrisia.
5) La spregiudicatezza trasforma l’attaccamento al passato in ricettività e deve superare le contraddizioni dell’illogicità.
6) L’osservazione esatta trasforma il non ricordare in memoria e deve risolvere le contraddizioni dell’attaccamento al passato.
7) La percezione degli archetipi trasforma l’astratta dialettica in creatività e deve superare le contraddizioni della fantasticheria.
8) L’equilibrio interiore trasforma la scontentezza in armonia e deve superare le contraddizioni interiori prima di poter agire sulla realtà esteriore...

sabato 17 ottobre 2020

Il bisogno di essere speciali


"Mi sento depressa e mi giudico molto, ma senza sapere perché …"

Questo è un modo per non cambiare, un trucco della mente. 

Invece di essere usata per comprendere, l’energia va nel giudizio, nella condanna. 
Ma un cambiamento può avvenire solo tramite la comprensione, non la condanna. 

La mente è molto astuta; appena nota dei fatti, ci salta subito sopra e inizia a condannarli. Ora tutta l’energia diventa giudizio, quindi la comprensione viene messa da parte … e il giudizio non può aiutarti.

Ti può deprimere, ti può far infuriare, ma depressa e infuriata non potrai mai cambiare. Rimarrai la stessa e continuerai a girare in tondo, in un circolo vizioso.

La comprensione libera. Quindi, appena noti un certo fatto, non devi né condannarlo né preoccupartene ... 

giovedì 30 luglio 2020

Essere ciò che siamo – Riscoprire la naturalezza


In noi esiste, immutevole e indissolubile, il sentimento di appartenenza alla creazione: noi siamo esseri all’interno dell’Universo.

Altrettanto non siamo in grado di accogliere questa conoscenza, questa rivelazione in noi.

Non sappiamo riconoscere le cose per quello che sono, così semplicemente.
Non siamo mai appagati da quello che la natura dispiega davanti ai nostri sensi.
Non “vediamo” il mondo per “come è” ma dobbiamo interpretarlo attraverso la nostra mente e cioè pensandolo; adattandolo a quello che secondo noi “dovrebbe essere”.

Questo atteggiamento genera aspettative e sofferenza, è così che la nostra mente produce una dualità, un conflitto tra “ciò che è” e “ciò che dovrebbe essere”.

Lo potremmo definire disagio esistenziale. Infatti le nostre emozioni determinano la nostra personale immagine di esistenza.

I nostri pensieri creano il nostro mondo e le emozioni sono le reazioni che vengono generate da risposte negative o positive dalla nostra mente pensante, dal nostro Ego (L’Ego è l’Io individualizzato, limitato e narcisista – Ken Wilber); le emozioni quindi seguono uno schema di idee e preconcetti di realtà definiti dalla nostra mente.

Si è felici (emozioni positive) se la vita rispecchia queste idee e schemi, invece si è infelici (emozioni negative) quando siamo contraddetti dalle circostanze. Le emozioni sono le parti visibili delle opinioni, delle preferenze, delle abitudini e delle consuetudini. Se non avessimo opinioni, preferenze e quindi in assenza di una condizione di giudizio, la vita non potrebbe contraddirci ne potremmo avere emozioni negative.
Inoltre sappiamo ormai bene che le emozioni hanno sempre un supporto nel corpo fisico....

venerdì 26 giugno 2020

Osservare la propria mente quando pensa - Eckart Tolle


Se qualcuno va dal medico e dice «sento una voce nella testa», con ogni probabilità sarà mandato da uno psichiatra. Il fatto è che in maniera molto simile praticamente ognuno di voi sente continuamente una voce o diverse voci nella testa: i processi di pensiero involontari che non ci rendiamo conto di poter fermare. Monologhi o dialoghi continui.

Probabilmente tutti avete incontrato per la strada persone «matte» che parlano o brontolano incessantemente fra sé e sé. Be’, non è molto diverso da ciò che fate voi persone «normali», con la differenza che voi non lo fate ad alta voce.

Questa voce commenta, opera congetture, giudica, confronta, si lamenta, esprime preferenze e avversioni, eccetera.

La voce non è necessariamente pertinente alla situazione in cui vi trovate in quel momento; può rivivere il passato prossimo o remoto oppure preparare o immaginare possibili situazioni future. Qui spesso immagina cose che vanno storte o esiti negativi: è quella che chiamiamo «preoccupazione» ...

venerdì 23 novembre 2018

Cosa significa la parola scienza?

  Cosa significa la parola scienza? Il rapporto tra scienza e scienziati come è cambiato nel corso dei secoli? In questo entusiasmante estratto dal libro Fenomeni impossibili di Dean I. Radin capiamo il vero significato della parola scienza
Redazione Scienza e Conoscenza - 14/11/2018

Tratto dal libro Fenomeni impossibili di Dean I. Radin

La scienza può essere definita come un corpo di fatti diffusamente accettato e un metodo per procurarsi tali fatti. Gli scienziati sono pronti a discordare, tuttavia, su che cosa significhi “diffusamente accettato”, quali “fatti” e quali “metodi” si intendano, che cosa si intenda con “intendere”, e addirittura a volte che cosa “significhi”.

Ne risulta che la definizione di scienza dipende in gran parte dalla persona a cui la si chiede. 
Non siamo troppo lontani dal vero se ripetiamo la definizione concisa “la scienza è ciò che fanno gli scienziati”. 

In ogni caso, la maggior parte degli scienziati sarebbe probabilmente d’accordo sul fatto che ciò che ha reso grande la scienza è stato il metodo scientifico ... 

domenica 23 settembre 2018

La via del non attaccamento

L'attaccamento è un comportamento che sembra inevitabilmente legato all'essere umano. Fin dalla nascita siamo legati a qualcuno, prima la mamma, poi la famiglia, il gruppo, fino all'innamoramento...Tutte forme di attaccamento. 

Quando un bambino cresce con la certezza di essere amato dovrebbe anche nel futuro delle sue relazioni saper sviluppare dei comportamenti positivi. Purtroppo è piuttosto diffuso il contrario e la maggior parte delle persone manifesta spesso dei rapporti negativi, se non distruttivi, legati all'attaccamento. Ansia, insicurezza e paura s'impadroniscono della loro esistenza

Le filosofie antiche (di stampo cristiano e non) ma anche alcuni "illuminati" odierni (come Eckart Tolle o Salvatore Brizzi ad esempio) parlano del non attaccamento come espressione più alta dell'Amore. 
Perché? E perché questo ci fa paura? L'Amore nel senso lato (e "alto") della parola, l'amore ideale, l'amore che accetta e non giudica, che giustifica sé stesso, comporta necessariamente un distacco, un'assenza di desiderio. Perché è completo, perché ha già tutto.
Noi tuttavia, siamo così assuefatti a cibarci di emozioni, anche se ci fanno soffrire, che l'idea stessa della loro assenza ci terrorizza. 


Anche un bambino maltrattato "ama" il suo carnefice. Il maltrattamento è un legame intenso che crea emozioni che lo rinforzano, e il bambino "preferirà" il maltrattamento all'indifferenza, all'assenza.
Ed è così probabilmente che i pedofili giustificano le loro immonde pratiche: osando persino affermare che il bambino è consenziente. Ma se tante volte nemmeno gli adulti sanno cosa vogliono immaginiamoci un bambino carente di attenzioni..

Una madre sana dovrebbe crescere i propri figli senza nulla aspettare in cambio. In tal modo eviterebbe loro futuri attaccamenti disastrosi - soprattutto nella coppia - basati sulle pretese, sulla dipendenza e sul possesso. Ma accade spesso il contrario, quante volte sentiamo frasi del tipo: "se non fai il bravo la mamma non ti vuole più bene", o simili?
Difficilmente concepiamo l'amore se non c'è lo scambio che sostiene e giustifica un rapporto, che esso sia di semplice affetto, di legame familiare, di amicizia profonda, con o senza sesso.
L'attaccamento diventa una grandissima sofferenza quando si verifica la perdita dell'oggetto al quale si è attaccato. Possiamo quindi liberarci dell'attaccamento?
Cosa dicono al riguardo le filosofie antiche e i moderni filosofi?
Vediamo..

Catherine ...

sabato 2 luglio 2016

Ama te stesso e osserva

  “Ama te stesso”…

L'amore è un nutrimento per l'anima. Quello che il cibo è per il corpo, l'amore è per l'anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l'anima diventa debole. 

Gli stati, le chiese, gli interessi costituiti non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale è necessariamente un ribelle.

L'amore ti rende ribelle, rivoluzionario. L'amore ti dà ali per volare in alto. L'amore ti dà la capacità di vedere all'interno delle cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti. I preti e i politici sopravvivono solo grazie al tuo sangue - sopravvivono solo grazie allo sfruttamento. Sono parassiti, tutti, preti e politici.

Per farti diventare debole spiritualmente, hanno scoperto un metodo sicuro, garantito al cento per cento, e cioè quello di insegnarti a non amare te stesso - perché una persona che non si ama non può neanche amare qualcun altro. È un insegnamento di grande sottigliezza. Dicono di amare gli altri, perché sanno che se non ami te stesso, non puoi amare affatto. Dicono: Ama gli altri, ama l'umanità, ama Dio, ama tua moglie o tuo marito, i tuoi bambini e i tuoi genitori, ma non amare te stesso, perché amare se stessi è, secondo loro, egoismo ...

venerdì 22 febbraio 2013

David Bohm parla di Krishnamurti e della Meditazione

Il primo contatto che ebbi con l’opera di Krishnamurti fu nel 1959 quando lessi il suo libro: “La prima e l’ultima libertà”.
Ciò che mi interessò di più fu l’esame in profondità della questione “osservatore e cose osservate”.

Questa questione era al centro del mio lavoro da molto tempo, come teorico della fisica, interessato alla teoria dei quanti. In questa teoria, per la prima volta nello sviluppo della fisica, l’idea che “osservatore e osservato” non possono essere separati, è stata avanzata come necessaria alla comprensione delle leggi fondamentali della materia in generale.

A causa di questo, e anche a causa di molte altre cose, sentii che per me era urgente parlare con Krishnamurti direttamente e personalmente il più presto possibile. E quando lo incontrai in una visita a Londra, fui colpito dal vedere fino a che punto era facile comunicare con lui. Questo era reso possibile per l’intensità della sua attenzione e la libertà, fuori da tutte le barriere e protezioni, con la quale reagiva a ciò che avevo da dire.

Come individuo nella ricerca scientifica mi sentivo assolutamente a mio agio con questo genere di reazioni, perché era della stessa qualità di quella che avevo incontrato nel contatto con altri scienziati coi quali ero mentalmente in accordo. E penso più particolarmente a Einstein, che dava prova della stessa intensità e assenza di barriere nelle molte conversazioni tra me e lui.

Dopo questo ebbi molti incontri, cominciai a vedere Krishnamurti regolarmente, a discutere con lui ogni volta che veniva a Londra. Fu l’inizio di una associazione divenuta più stretta tanto che mi sono interessato alle scuole, come Bockwood Park in Inghilterra, fondata per sua iniziativa...