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martedì 13 gennaio 2026

Chi sono io?

  
Chi sono io? Per conoscere chi sei devi capire cosa non sei.

“Come faccio a conoscere me stesso per sapere chi sono io?” .. è questa una delle domande che ricevo spesso da alcuni lettori, lettori di tutte le età, che si interrogano seriamente sulla loro reale natura. Ma io, che non sono né un guru e né un maestro illuminato, da semplice viandante ignorante quale sono, rispondo sempre: per conoscere chi sei devi capire cosa non sei. È tutto quello che so. A volte, per qualcuno, risulta essere una risposta insoddisfacente, troppo semplice, per alcuni addirittura è un nonsense, ma per me si tratta della pura verità.

Dietro a quella risposta c’è tutta la mia breve e tragicomica esperienza di vita, ma che passo dopo passo mi ha portato a conoscermi sempre di più, sempre meglio, partendo da un lavoro di osservazione, per poi passare ad una fase di sperimentazione e infine di realizzazione. Ho realizzato chi sono e per arrivarci ho seguito la strada del cosa NON sono.

Ma partiamo dalla domanda: “chi sono io?”. Bisogna constatare che viviamo in una società moderna, talmente moderna, nella quale la maggior parte delle persone non cambia mai, non evolve, e che col passare degli anni cade in uno sconforto sempre più grande proprio perché non si pone mai questa domanda fondamentale. Sono arrivato alla conclusione che le persone hanno paura di mettere in discussione ciò che pensano di sapere, quelle che sono le loro convinzioni. E così, spesso, con l’età che avanza e la morte che si avvicina, si accorgono di avere vissuto inconsapevolmente. Tutti i credo e le idee mai indagate iniziano a vacillare, insieme alla falsa immagine di loro stessi che si sono portati dietro per anni.

Questo succede perché la morte ci mostra quanto poco sappiamo su questa domanda così fondamentale, e lo fa privandoci del corpo, annientando relazioni, denaro, potere, praticamente tutte quelle cose per cui la maggior parte delle persone vive ...

domenica 23 luglio 2023

Pensieri semplici sulla complessità

La Teoria del Caos in cinque disegnini: tentativo impertinente
di semplificare la complessità


Se fra chi legge queste paginette ci sono persone esperte in matematica, fisica, statistica, ecologia, scienze biologiche o teoria della gestione, vorrei scusarmi con loro per la puerilità dei ragionamenti che seguono e dei “percorsi” che cercherò di tracciare.

Non sto tentando di proporre modelli scientificamente corretti, ma solo stimoli (anche visivi) per un ragionamento.

Non intendo entrare nelle analisi, assai complesse, che riguardano la “teoria del caos”, i sistemi turbolenti e la complessità. C’è una vasta letteratura su questo argomento e da molti anni è chiaro (almeno per i teorici) che il fenomeno non riguarda solo la fisica, la meteorologia o l’ingegneria, ma anche i comportamenti umani – e, di conseguenza, le organizzazioni, la società, l’economia, la politica e la cultura.

Comincerò con un ragionamento che può sembrare banale. Ma spesso le cose “lapalissiane” sono i migliori punti di partenza....

mercoledì 19 luglio 2023

Legge di Attrazione e Legge di Consapevolezza

Sono molto felice di presentarvi un articolo davvero intelligente sulla famigerata Legge di Attrazione. 
Ha il merito di epurare la Legge di Attrazione sia dalle contaminazioni positiviste-giuliviste della new-age che dai pompaggi commerciali che spesso si incontrano nei corsi di crescita personale, e di farla rientrare in un contesto attuativo in cui la logica smonta il paradosso del “pensiero positivo” a tutti i costi, che spesso non denota altro che cecità spirituale e faciloneria.  - Lòthlaurin
- Tom Montalk -
 
La Legge di Attrazione dice che si attrae sincronicamente fuori ciò che è in risonanza con il dentro, ovvero che puoi portare nella tua vita quello su cui al momento ti stai molto concentrando. Quindi se hai un’attitudine positiva e ti concentri sul successo, lo attrai; mentre se hai un’attitudine cinica e depressa attrai esperienze negative.

Allo stesso tempo però, l’esperienza mostra che le possibilità negative si manifestano quando meno ce le aspettiamo ed anticiparle è ciò che in verità fa evitare che accadano.

Dunque come può essere che concentrandoci sulle possibilità negative le attraiamo da un lato e le evitiamo dall’altro? Questo è il paradosso di cui parliamo in questo articolo. Tutto quel che dobbiamo fare è osservare alcuni casi tipici e trovare la regola che li rappresenta...

venerdì 21 agosto 2020

Tecnica per fermare il pensiero

I pensieri ossessivi sono idee generate dalla paura e dalla preoccupazione sulle quali continuiamo a riflettere, ancora e ancora, senza mai deciderci ad agire.

Questa dinamica mentale è distruttiva per chiunque, perché l’ansia e lo stress aumentano, così come il malessere generale. La tecnica per fermare il pensiero può essere un’ottima opzione per porre fine a tutto questo.

I pensieri ossessivi non ci portano da nessuna parte.
Immaginiamo di aver consegnato un progetto importante, ma ci sorgono dubbi e timori circa la sua validità e la sua correzione. Molto probabilmente non riusciremo a smettere di pensarci, sebbene questo non ci sia di nessun aiuto.

Non possiamo fare nulla ora, poiché ritornare più volte su questa idea così negativa relativa al progetto, rimuginando, preoccupandoci per il risultato che non sappiamo ancora quale sarà, non fa altro che alimentare ansie e paure atroci ...

venerdì 26 giugno 2020

Osservare la propria mente quando pensa - Eckart Tolle


Se qualcuno va dal medico e dice «sento una voce nella testa», con ogni probabilità sarà mandato da uno psichiatra. Il fatto è che in maniera molto simile praticamente ognuno di voi sente continuamente una voce o diverse voci nella testa: i processi di pensiero involontari che non ci rendiamo conto di poter fermare. Monologhi o dialoghi continui.

Probabilmente tutti avete incontrato per la strada persone «matte» che parlano o brontolano incessantemente fra sé e sé. Be’, non è molto diverso da ciò che fate voi persone «normali», con la differenza che voi non lo fate ad alta voce.

Questa voce commenta, opera congetture, giudica, confronta, si lamenta, esprime preferenze e avversioni, eccetera.

La voce non è necessariamente pertinente alla situazione in cui vi trovate in quel momento; può rivivere il passato prossimo o remoto oppure preparare o immaginare possibili situazioni future. Qui spesso immagina cose che vanno storte o esiti negativi: è quella che chiamiamo «preoccupazione» ...

mercoledì 26 febbraio 2020

La paura

di Vincenzo Bilotta

Chi di noi non ha mai provato paura?

Ritengo che la paura sia una delle emozioni più forti che un individuo possa sperimentare nel corso della sua esistenza. Essa nasce come reazione ad una situazione, vera o immaginata, percepita come pericolosa per l'incolumità propria o delle persone che più si amano.

Come ho anticipato prima, esistono due tipi di paura: reale e immaginata.

La paura reale è quella che una persona può provare di fronte ad una determinata situazione che gli si pone di fronte in un dato momento. La caratteristica principale sarà la sua concretezza; la minaccia non è qui immaginata ma reale. Esempi di paura reale possono essere diversi: paura di un serpente che entra in auto, di cadere nel vuoto mentre si pratica free climbing e così via. 

Accanto a questo tipo di paura esiste una paura che nasce dalla mente del soggetto che la prova ma che, concretamente, non ha nessun riscontro reale in quanto è solo immaginata...

sabato 19 ottobre 2019

Non tutto il dolore viene per nuocere


di Gianni Tirelli

Dalla mia personale esperienza, posso affermare che dietro ogni dolore si celano infinite possibilità di crescita umana, di conoscenza, e fattori imprescindibili per il raggiungimento della consapevolezza di sé e del mondo.

Il trauma prodotto dal dolore, spaventa da una parte, ma per un altro verso, come una lente di ingrandimento, mette a fuoco tutto ciò che prima consideravamo normale, scontato, non degno di nota, di analisi e di critica.

Così ogni parte e frammento del nostro essere viene vivisezionata, l’osservazione amplificata e, per logica conseguenza, la capacità di discernimento.

Ergo, se noi lasciamo il dolore alle spalle, per concentrarci invece sul suo rovescio della medaglia, saremo in grado di capire gli infiniti benefici di una tale esperienza per metterli poi a frutto e farne tesoro.

Non c’è altro modo per crescere, per cambiare, e per attingere a quella consapevolezza capace di produrre autentica felicità e libertà.


L’uomo che rinuncia alla comprensione del dolore, per accanirsi sugli effetti come una belva ferita e vendicativa, non troverà pace al suo tormento, e il suo cuore si farà pietra – a lui sarà negato lo spirito di solidarietà, di volontà, la tolleranza, e il sublime piacere di contemplare la bellezza ..

venerdì 21 giugno 2019

Non siamo venuti sulla Terra per sopportare l’energia negativa

Pensa per un attimo alla tua prima infanzia. Per molti di noi è stato un periodo di innocenza. Ci divertivamo. Avevamo amici. Ci sentivamo amati e felici.

Ma quel tempo beato è stato ben presto interrotto.

Pensa ai ragazzi che parlavano dietro le tue spalle e ti prendevano in giro o ti criticavano ingiustamente. Ricordi quando ti hanno detto che un amico era arrabbiato con te o che non piacevi più a qualcuno? Quando hai chiesto il perché, non ti è stato spiegato il motivo. Ti sei sentito inerme. Ti sembrava di non poter fare nulla per migliorare le cose. Il potere era in mano altrui.

Crescendo, ti sei augurato che il numero delle persone in grado di farti sentire vulnerabile e mandarti in collera diminuisse. Ma non è andata così. In realtà, è emersa una cerchia più ampia di individui in grado di influenzare negativamente la tua vita. Contrasti con il servizio di assistenza clienti, con impiegati,collaboratori, capi e clienti possono mandare in malora la giornata. Il loro sgradevole comportamento rischia di peggiorare notevolmente la quotidianità. Questo comportamento negativo domina la tua attenzione, lasciandoti spiacevoli conseguenze emotive di cattivi pensieri e sentimenti.

Quante volte permetti alle altrui sciocchezze di cambiare il tuo stato d’animo? O ti fai rovinare la giornata da un pessimo conducente, un cameriere sgarbato, un capufficio privo di tatto o un impiegato insensibile? A meno di non essere unTerminator, probabilmente devi adattarti. Un segno della tua assertività ed elasticità mentale è dato dalla rapidità con cui riporti la concentrazione su ciò che davvero conta nella tua vita....

domenica 13 gennaio 2019

Una volta eravate capaci di creare un fiore ...

E oggi che cosa create per voi?

Le vostre più grandi creazioni sono l’infelicità, l’ansia, la sventura, la miseria, l’odio, la discordia, il discredito di sé, la vecchiaia, la malattia e la morte.

Vi create una vita di limitazioni accettando idee limitate che poi diventano tenaci verità nel vostro essere e quindi realtà delle vostre vite- vi separate dalla vita, giudicando tutte le cose, tutte le persone e persino voi stessi.

Vivete secondo i dettami della moda e della bellezza e vi circondate di cose che vi permettono di essere accettati dalla limitata consapevolezza degli uomini - che nulla accetta al di fuori dei propri irraggiungibili ideali. 
Siete bambini nati solo per crescere fisicamente, per perdere la vitalità del corpo, per immaginarvi di diventare vecchi per poi diventarlo, ed infine morire.

Voi, i grandi dei creatori, che una volta eravate il vento della libertà, siete diventati animali da branco, esseri che si rinchiudono in grandi città e vivono nella paura, dietro porte sbarrate. Invece di altissime montagne e di meravigliosi venti, possedete grandi edifici ed una consapevolezza miserabile. 
Avete creato una società che decreta come dovete pensare, cosa dovete credere, come dovete agire e che aspetto dovete avere ...

lunedì 31 dicembre 2018

Consiglio buddista: quando non sai cosa fare, non fare niente

Nella calma si trovano tutte le risposte. 

Non fare niente, quando non si sa cosa fare, è la soluzione. 

Per quanto possa sembrare contraddittorio e illogico, questo antico consiglio buddista potrebbe essere la soluzione ai nostri problemi.

Ma cosa vuol dire restare calmi? Ci si riferisce sopratutto alla calma mentale, al silenzio. All’essere capaci di eliminare dalla testa il “suono” che ci impedisce di ascoltare la soluzione.

Può sembrare contraddittorio, perché quando ci troviamo di fronte ad un problema, ci dedichiamo a cercare la soluzione nel minor tempo possibile. 
Ed è proprio in questo momento che la testa comincia a fare mille giri, bloccando qualsiasi atto creativo che si possa mostrare. 

La chiave è questa: saper mantenere la calma nel bel mezzo della tempesta...