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mercoledì 19 luglio 2023

Legge di Attrazione e Legge di Consapevolezza

Sono molto felice di presentarvi un articolo davvero intelligente sulla famigerata Legge di Attrazione. 
Ha il merito di epurare la Legge di Attrazione sia dalle contaminazioni positiviste-giuliviste della new-age che dai pompaggi commerciali che spesso si incontrano nei corsi di crescita personale, e di farla rientrare in un contesto attuativo in cui la logica smonta il paradosso del “pensiero positivo” a tutti i costi, che spesso non denota altro che cecità spirituale e faciloneria.  - Lòthlaurin
- Tom Montalk -
 
La Legge di Attrazione dice che si attrae sincronicamente fuori ciò che è in risonanza con il dentro, ovvero che puoi portare nella tua vita quello su cui al momento ti stai molto concentrando. Quindi se hai un’attitudine positiva e ti concentri sul successo, lo attrai; mentre se hai un’attitudine cinica e depressa attrai esperienze negative.

Allo stesso tempo però, l’esperienza mostra che le possibilità negative si manifestano quando meno ce le aspettiamo ed anticiparle è ciò che in verità fa evitare che accadano.

Dunque come può essere che concentrandoci sulle possibilità negative le attraiamo da un lato e le evitiamo dall’altro? Questo è il paradosso di cui parliamo in questo articolo. Tutto quel che dobbiamo fare è osservare alcuni casi tipici e trovare la regola che li rappresenta...

martedì 6 ottobre 2020

Sincronicità e Causalità

Considerata superficialmente come un'autentica antitesi della causalità, la Sincronicità rappresenta di fatto un modalità di apparente "assemblaggio di fenomeni" attraverso il quale si arriva a coincidenze e a corrispondenze significative.

In realtà la Legge della Sincronicità non contraddice la Legge della Causa e dell'Effetto. Facendo un parallelismo tra la Legge della Causa e dell'Effetto e la Legge della Sincronicità constateremo che esse non sono in nessun caso in contraddizione ma perfettamente complementari. 

La Legge del Karma è, per così dire, la legge delle cause o delle connessioni inerenti alla manifestazione, mentre la Legge della Sincronicità può essere considerata la Legge delle "cause divine" dei miracoli. 

La Legge della Sincronicità ci rivela l'esistenza di un mondo misterioso dei sensi che è sovrapposto a quello fisico nel quale viviamo ma che è altrettanto reale. La comprensione e l'applicazione di questa legge, a livello spirituale, è ciò che ci permette la realizzazione di salti spirituali. 

Jung considera che simili corrispondenze si possano produrre tra un evento psichico e un evento fisico che non sono legati in modo causale l'uno all'altro. Simili fenomeni sincronistici (non sincroni perché non è obbligatorio che si producano simultaneamente) hanno luogo per esempio nel momento in cui le manifestazioni psichiche (sogni, visioni, presentimenti) arrivano, ad un certo momento, ad avere una corrispondenza nella realtà esteriore ... 

sabato 19 settembre 2020

Tu chiamale se vuoi COINCIDENZE - Nulla avviene per caso….

“Non esiste alcuna casualità e ciò che viene presentato come casuale emerge dalle fonti più profonde”
(Friedrich Schiller).


Ogni persona vive “coincidenze” nella propria vita, a volte curiose, a volte così importanti che possono cambiare il nostro destino.

Ad ognuno di voi sarà capitata una casualità che sembrava così improbabile da definirla magica, come se ci fossero collegamenti tra eventi, persone o informazioni attraverso fili invisibili che possiamo intravedere solo a volte.

Sicuramente vi sarà capitato che un libro, uno spot pubblicitario o una canzone risponda a quella domanda a cui cercavate risposta . Vi sarà successo di pensare di chiamare una persona e proprio in quel momento di ricevere la sua telefonata, avrete avuto un incontro inaspettato in un luogo inaspettato o vi sarà successo di aver trovato la persona giusta al momento giusto.

Questa non è casualità, ma sincronicità, uno degli aspetti più enigmatici e sorprendenti di questo universo...

lunedì 11 febbraio 2019

Il significato degli archetipi per la nostra vita

Jung ha sempre parlato di dominanti dell’inconscio collettivo e di immagini primordiali. Con questi termini Jung intendeva indicare motivi tipici che si ripetono spesso nei miti, nelle leggende, nelle favole ma anche, a livello personale, nei sogni, nelle fantasie e nelle visioni (più tipiche dei deliri di soggetti gravemente ammalati).

Secondo Jung tutto ciò esprime un modo tipico e universale che governa il comportamento degli essere umani in ogni tempo e luogo.

In seguito Jung, per esprimere quanto sopra cominciò ad usare il termine archetipo (dal greco antico ὰρχέτυπος col significato di immagine: tipos (“modello”, “marchio”, “esemplare”) e arché (“originale”); in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l’idea platonica); in psicoanalisi da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell’inconscio umano.

In seguito Jung fece altre distinzioni distinguendo tra l’archetipo in sé (come idea non percepibile ma presente solo in potenza) e la rappresentazione archetipica (cioè la sua manifestazione espressa in materiale psichico cosciente divenuto immagine ...

domenica 19 marzo 2017

Su cose che (non sempre) si vedono nel cielo


Roberto Volterri, Fabrizio Colista e Fabrizio Mazzoni

"...Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia..."
(William Shakespeare, Amleto, atto I, scena V).

"Anno Domini 1537. Notte...
Sono in due. Cavalcano, fianco a fianco, tra le colline toscane e si stanno dirigendo verso sud.
A tutto pensano fuorché alle 'cose che si vedono nei cieli', ma la loro cavalcata notturna viene interrotta da qualcosa... Qualcosa accade, qualcosa vedono, qualcosa li fa fermare... Qualcosa che lassù, in cielo, non avrebbe dovuto essere..."

Che cosa? Non lo sappiamo. Perciò lasciamo la parola al più noto tra quei cavalieri notturni, il geniale e iracondo Benvenuto Cellini (1500-1571):

"...Montati a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo posto di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d'accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: 'Oh Dio del Cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?'. Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore...""La vita" 1558-1566, Libro 1,89.

Videro effettivamente qualcosa di anomalo?...

sabato 28 gennaio 2017

Le coincidenze

Deepak Chopra

Come ormai ben sappiamo, focalizzare la propria attenzione sulle coincidenze ci aiuta ad aumentarne la frequenza, e applicando l’intenzione riusciamo anche a comprenderne il significato.

Le coincidenze diventano così tracce che ci rivelano la volontà dell’universo, mostrandoci la sua sincronicità e consentendoci di approfittare delle infinite opportunità offerte dalla vita.

Noi siamo però bombardati in continuazione da un flusso ininterrotto di informazioni: come possiamo scegliere quelle su cui vale la pena di soffermarsi? Come possiamo evitare di cercare un significato preciso in ogni tazza di tè che beviamo, in tutti gli spot pubblicitari che ci passano davanti agli occhi o nelle occhiate degli sconosciuti che incrociamo per strada? E, al tempo stesso, c’è un metodo per evitare di lasciarsi sfuggire le opportunità più valide?

Non esistono risposte facili a questi interrogativi...

sabato 16 aprile 2016

La sincronicità e la mente di Dio

 di Ray Grasse

Coloro che credono che il mondo manifestato (il mondo dell’essere) sia governato dalla fortuna o dal caso, e che dipenda da cause materiali, sono ben lontani dal divino e dalla nozione di Uno.

Plotino, Enneadi, VI.9


Mentre si preparava per il suo ruolo nel film “Il mago di Oz” del 1939, l’attore Frank Morgan decise di non usare il costume che gli aveva offerto la casa cinematografica per la sua parte come professor Marvel, rappresentante di commercio, scegliendo invece personalmente il suo guardaroba, tra i tanti abiti di seconda mano collezionati negli anni dal dipartimento costumi della M. G. M. Optò per una vecchia redingote che alla fine gli servì come abito di scena durante le riprese del film.
Passò del tempo e, un giorno, Morgan stranamente rovesciò l’interno di una tasca della redingote scoprendo così il nome “L. Frank Baum” cucito dentro la fodera. Come più tardi confermarono le indagini, la giacca originariamente era stata disegnata per il creatore della storia di Oz, L. Frank Baum ed era poi rimasta, per tutti quegli anni, nella collezione di abiti della M. G. M. 

La maggior parte di noi una volta o l’altra ha avuto modo di sperimentare certe coincidenze inusuali, così sconcertanti che ci hanno costretto a domandarci quale fosse il loro possibile significato o scopo.
Ma questi strani avvenimenti hanno forse un qualche intendimento più profondo per le nostre vite? O sono semplici eventi casuali, rigorosamente spiegabili attraverso processi statistici e teorie della probabilità, come la maggior parte degli scienziati moderni vorrebbe sostenere?..

lunedì 27 luglio 2015

Le coincidenze secondo la fisica quantistica

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Ai confini della realtà: Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Quando si verificano coincidenze sorprendenti, ci sembra di essere connessi con il mondo intorno a noi in modo misterioso. Ad esempio, mentre pensi a una canzone che non senti da anni, in quel preciso istante passano quella canzone alla radio. In questo caso, la tua mente sembra connessa con il mondo che ti circonda; la coincidenza si verifica tra uno stato mentale e uno stato fisico.

Le coincidenze si verificano anche tra la psiche di due persone. Ad esempio, tu e un tuo amico comprate nello stesso momento involontariamente la stessa maglia.

«I fenomeni di sincronismo sono caratterizzati da una coincidenza significativa che si verifica tra uno stato mentale (soggettivo) e un evento del mondo esterno (oggettivo)», spiegano il dottorando Francois Martin, del Laboratorio di fisica teoretica dell’Università di Parigi e Federico Carminati, dottorando in Fisica dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (Cern), in un articolo intitolato Syncronicity, Quantum Information and the Psyche (Il sincronismo non può essere spiegato dalla fisica classica. Sincronismo, informazione quantistica e la psiche), pubblicato sul Journal of Cosmology nel 2009....