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lunedì 13 aprile 2026

L'illusione del ricordo: perché il nostro cervello è un geniale falsario

La memoria si distorce facilmente sotto l'influenza della suggestione, ed è possibile credere in buona fede a un ricordo completamente falso. Ecco perché.

Spesso immaginiamo la nostra memoria come una biblioteca ben organizzata o, per chi ha una mentalità più moderna, come il disco rigido di un computer. Un evento si verifica e viene immagazzinato in un angolo del cervello, in attesa di essere consultato. 

Tuttavia, secondo Elizabeth Loftus, professoressa all'Università di Washington e figura di spicco della psicologia cognitiva fin dagli anni '70, non è proprio così che funziona.
La memoria è più simile a una pagina di Wikipedia che chiunque può modificare in qualsiasi momento. Ci sono informazioni, ma è necessaria cautela. Nel 1974, in uno studio ormai classico, Elizabeth Loftus mostrò a due gruppi di volontari lo stesso video di un incidente automobilistico.

Al primo gruppo chiese: "A che velocità andavano le auto quando si sono scontrate?". Al secondo gruppo chiese: "A che velocità andavano le auto quando si sono schiantate?". Il gruppo che aveva sentito il verbo più violento ("schiantate") fornì stime di velocità significativamente più elevate. La parola aveva già influenzato la loro percezione...

mercoledì 27 dicembre 2023

Percezione selettiva: i pensieri che ci condizionano

 di Ludovica Scarpa

Amo l’attività fisica; a dir la verità più in teoria che in pratica, e la mia vita è piuttosto contemplativa. Quella che preferisco, a parte il ping-pong, e l’unica che coltivo è pensare, anzi fantasticare, leggere e scrivere, per cui non mi stupisce che la mia pressione sia da sempre molto ma molto bassa. 
 
Così giorni fa esco e mi dico ‘se trovo un aggeggino per misurare la pressione a casa che costi poco me lo prendo!’. E al supermercato trovo davvero l’ultimo aggeggino apposito, a prezzo stracciato. A me, che in effetti mi ritengo molto fortunata, cose simili accadono spesso. Come si spiega? E come mai ve lo racconto?

Ci sono due spiegazioni in circolazione, una ‘new age’ e una ‘scientifica’.

Secondo la prima esisterebbe una ‘legge universale dell’attrazione’, un’energia, con la quale, per risonanza, noi esseri umani attiriamo la nostra esperienza attraverso quel che pensiamo. Detto così sembra una cosa da maga Magò.

Tuttavia il meccanismo è semplice: se penso, ad esempio, che i miei colleghi in ufficio ce l’abbiano con me, come mi comporterò? Entrerò tranquilla e serena, salutando sorridente, oppure starò sul chi vive, guardandoli con sospetto o semplicemente preoccupata? 
Il mio modo di pormi e comunicare ’fa sistema’ con quello degli altri: ci diamo feedback continui, senza farci caso ...

mercoledì 1 marzo 2023

Dicotomia, il segno dei tempi

Chi ha studiato storia dell’Arte sa che il cambiamento della forma, passando da un’epoca storica a un’altra, ha sempre coinciso con un mutamento della percezione umana, che sostanzialmente è un mutamento dei modi di concepire e progettare lo spazio, e dei modi di sentire e recepire la struttura.

@ DAMIEN MARTIN DIAZ – MYSTEIRES OF THE UNIVERSE, GRAPHITE ON PAPER


Anche la nostra epoca, nonostante le molte crisi economiche, ecologiche ed esistenziali, si è posta il problema di come formare o qualificare lo spazio, ma la proposta è stata limitata a segni indicativi che non documentano una visione organica, né tanto meno l’illusione di un possibile impegno adeguato a sconfiggere la superficialità con la quale si è organizzato il virtuale senso estetico del nostro sistema comune ...

lunedì 13 febbraio 2023

La Matrice: non vi è alcun “cucchiaio”

 «La Matrice è ovunque. È tutt’intorno a noi. Anche ora, in questa stanza.
Potete vederla quando guardate fuori dalla finestra o quando accendete il televisore. Potete sentirla quando andate al lavoro, quando andate in chiesa, quando pagate le tasse. È il mondo che vi è stato gettato sugli occhi per impedirvi di vedere la verità».
Morpheus 


Pensiamo di vivere in un “mondo”. In realtà viviamo in una gamma di frequenze. È tutto qui.

Siamo intrappolati in una gamma di frequenza e quindi intrappolati in un’illusione. Si tratta di ciò che il famoso film chiama “Matrice”. Il “mondo” che vediamo intorno a noi è solamente una minuscola frazione di un’infinità multidimensionale cui abbiamo accesso attraverso i nostri sensi fisici come la vista, l’udito, il tatto, l’odorato e il gusto. 

Il mondo materiale che percepiamo è come una stazione radiofonica e i nostri sensi fisici sono sintonizzati su quella frequenza.

Questo è tutto ciò che vediamo ...

domenica 15 novembre 2020

I pensieri sono energia, intervista a Bruce Lipton

Riprogrammare la salute e le nostre cellule con le frequenze positive dell’ambiente in cui viviamo.

di Alessandro Silva

Bruce Lipton è un biologo cellulare statunitense, conosciuto per le sue ricerche riguardanti le relazioni fra attività genetica, ambiente e pensiero. Nel 1966 consegue una laurea in biologia nella C.W. Post Campus of Long Island University e in seguito riceve il dottorato di ricerca in Biologia dello sviluppo dalla University of Virginia nel 1971. Egli, contrariamente al dogma centrale della biologia molecolare che sostiene che il flusso dell’informazione genetica sia monodirezionale e che parta dagli acidi nucleici (DNA, RNA) per arrivare alle proteine, afferma che il flusso dell’informazione avrebbe in realtà la sua sorgente nei segnali ambientali per arrivare alle proteine passando dagli acidi nucleici. Questa ipotesi sarebbe in parte confermata dallo sviluppo di una recente branca della genetica detta epigenetica.
   

- Bruce, quando ti sei interessato per la prima volta al fatto che il comportamento e la salute di una cellula sono controllati dall’ambiente?

Fu nel 1970 quando, in qualità di biologo all’Università della Virginia, compresi che, se riuscivo a mantenere vive delle cellule tenendo sotto controllo le condizioni ambientali esterne, era possibile ottenere importanti considerazioni riguardo i meccanismi che sottendono alla vita..

martedì 1 settembre 2020

Incontri con esseri multidimensionali

"Ho letto pochi giorni fa un articolo sulla rivista Fenix intitolato “Il Graal e la Teoria dei Quanti” che può avere un certo interesse per un viaggiatore astrale alle prime armi.
Lo scopo dell’autore è quello di parlare del Sacro Graal, ma si addice a qualsiasi oggetto o essere che provenga da una dimensione diversa dalla nostra. 
Eccone un piccolo estratto:

L’uomo è dotato di due occhi e ciò gli permette di percepire la tridimensionalità, ovvero le distanze e la prospettiva, ma chiaramente non è in grado di vedere un oggetto a quattro o più dimensioni. 

Di fronte ad un oggetto quadrimensionale il cervello cercherebbe di ricondurre l’immagine percepita a qualcosa di conosciuto. Questo spiegherebbe le molteplici forme assunte dal Graal. 

Da alcuni sarà visto come un calice, da altri come una pietra, altri ancora vedranno un vassoio e così via. L’oggetto è lo stesso, la differenza è nell’interpretazione tridimensionale inconscia di chi lo guarda. (…) 

Chi ha un adeguata preparazione vedrà la vera forma dell’oggetto e non lo potrà descrivere compiutamente, mentre chi arriverà alla meta non preparato avrà una visione parziale e incompleta.

L’occhio di una creatura a quattro o più dimensioni è in grado di vedere ogni singolo punto di un oggetto tridimensionale, sia interno che esterno, contemporaneamente. 
E forse un simile occhio sarebbe in grado di leggere anche nelle nostre menti …

giovedì 26 marzo 2020

I Nove Veli della Percezione

A. True Ott
Traduzione di Anticorpi.info

All'incirca quindici anni fa un mio caro amico e collega di nome Don Harkins realizzò un video meravigliosamente stimolante che intitolò: La Schiavitù e gli Otto Veli. (in inglese, con opzione sottotitoli)
Prima che Don ci lasciasse prematuramente, trascorsi tanto tempo a discutere con lui l'Ipotesi degli Otto Veli. Infine mi invitò a scrivere un articolo da pubblicare sull'Idaho Observer, il suo giornale.

Condivisi gran parte del mio lavoro con Don, e insieme concludemmo che probabilmente i 'veli' che schermano la percezione umana siano nove, nove veli da perforare per procedere nell'evoluzione della coscienza e approdare infine ad una piena conoscenza della verità.

Discutendo della stesura ci dicemmo che il tema avrebbe potuto tranquillamente occupare un'intera edizione dell'Observer, e anche in quel caso sarebbe stato un lavoro superficiale. Ecco, uno dei talenti professionali di Don era la sintesi; prendeva una storia estremamente complessa e riusciva a ridurla in un formato succinto e comprensibile.

In memoria di Don Harkins vi propongo la sintesi delle nostre conclusioni ...

giovedì 5 marzo 2020

La percezione di altre realtà

di M. Simone

Carlos Castaneda, studioso, antropologo interessato alla scoperta del mondo e di più mondi, afferma in un'intervista: “Secondo la visione degli antichi veggenti, l’essere umano è essenzialmente una creatura la cui prima ragion d’essere consiste nel percepire. La percezione è il senso della vita, è su essa che si fonda e prende forma la realtà. Il problema è che l’essere umano si è ridotto a percepire un’unica realtà, quando invece fu creato per percepire e per vivere anche in altre realtà, in altri mondi sviluppando così il proprio essere in un continuo processo evolutivo.” [1].

Secondo Castaneda la percezione ordinaria ci racconta solo una parte della verità.

“La percezione ordinaria non ci rende consapevoli dell’intera verità. Vi è ben altro al di là del semplice transitare sulla terra, del nutrirsi e del riprodursi”, “Il buon senso non è altro che la risultante di un lungo processo educativo che ci impone quale unico strumento di verità la percezione ordinaria. L’arte della stregoneria consiste proprio nell’imparare a smascherare e distruggere questo pregiudizio percettivo”.

Castaneda afferma come la fenomenologia gli abbia offerto la struttura teoretico-metodologica cui è ricorso per apprendere gli insegnamenti di don Juan. Secondo questa disciplina, l’atto del conoscere dipende dalla intenzione, non dalla percezione. Quest’ultima è sempre soggetta alle mutazioni storiche, vale a dire alla conoscenza acquisita dall’individuo che inevitabilmente si trova a vivere in una determinata cultura ...

giovedì 6 febbraio 2020

Un pianoforte nel nostro cervello: la teoria del cervello olonomico

di Silvia Salese

Per spiegare il suo modello teorico, che come abbiamo descritto nella prima parte è essenzialmente un modello matematico, Karl Pribram propose un’analogia tra il cervello e il pianoforte. Una metafora che in effetti rende tutto molto più chiaro, e che più facilmente fa intuire le straordinarie conseguenze della sua analisi.

Partiamo da una semplice domanda: se tutto ciò che abbiamo detto precedentemente fosse reale, come avverrebbe il fenomeno percettivo? Semplice (si fa per dire…): proprio come accade suonando un pianoforte, quando osserviamo qualcosa nel mondo alcune porzioni del nostro cervello risuonerebbero su determinate frequenze specifiche; in un certo senso la percezione accadrebbe premendo solo determinati tasti, che a loro volta andrebbero a stimolare le corde corrispondenti. 

Quelle prodotte, dunque, saranno informazioni sotto forma di onda (le note musicali) con determinate frequenze, lunghezza e fase (proprio come accade in quanto descritto dal teorema di Fourier) che risuoneranno nei neuroni del nostro cervello. I neuroni, poi, manderanno l’informazione relativa a queste frequenze ad un altro insieme di neuroni che trasformerà (sempre secondo il principio della trasformata di Fourier) tali risonanze descrivendo proprio l’immagine ottica così ottenuta al piano focale oculare.

Un terzo insieme di neuroni, allora, costruirà alla fine l’immagine virtuale dell’oggetto, che apparirà a noi come un oggetto fuori nello spazio.

Questa operazione rifletterebbe, a ben vedere, una creazione in un mondo senza tempo e senza spazio di schemi di interferenza, un atto creativo in cui viene generato un oggetto in una dimensione spazio-temporale sulla superficie delle nostre retine ...

lunedì 6 gennaio 2020

I bambini vedono cose che noi non vediamo?

di Francesco Lamendola

Da tempo, per non dire da sempre, gli adulti 'sanno' che ai bambini sono accessibili dei piani di realtà che a loro sono negati; molte fiabe e molte favole del folclore delle singole culture nasce da questa consapevolezza o, almeno, da questa intuizione. 

Più recentemente - anche sulla scia del film L'esorcista, che narra la storia di una possessione demoniaca di cui è vittima una ragazzina americana di nome Regan - i poteri paranormali dei bambini sono tornati al centro dell'interesse della cultura occidentale. 

C'è chi, sulla base di tali poteri, pensa di aver risolto una volta per tutte l'enigma del poltergeist, lo spirito folletto che mette a soqquadro case e mobilio, provoca rumori inspiegabili, volo di oggetti, ecc.; altri invece, ricordando il caso delle due sorelline inglesi che vedevano e pesino fotografavano le fate, ma che anni dopo (proprio come le sorelle Fox, iniziatrici dello spiritismo negli Stati Uniti) confessarono di aver architettato solo un gioco, sostengono che tali poteri nascono solo dalla nostra credulità. 

Ad ogni buon conto, vi è tutto un filone della cultura cosiddetta New Age che si è impadronito dell'argomento, intravedendo - nona torto - la possibilità di profittare di un potenziale mercato in rapida espansione. È possibile fare il punto in modo abbastanza equilibrato sulla questione leggendo il libro del francese Jean-Paul Bourré I poteri misteriosi dei bambini (Milano, Armenia Editore, 1983) ...

martedì 30 luglio 2019

Che cos'è l'Entanglement?

L’entanglement quantistico rappresenta uno dei fenomeni più misteriosi, e tuttora sostanzialmente inspiegati, di tutta la fisica: capiamo meglio di cosa si tratta e in cosa consiste questo "mistero".

 di Luigi Maxmilian Caligiuri - 03/07/2019

Anche se la loro spiegazione è ancora lontana, i bizzarri fenomeni della meccanica quantistica, tra i quali l'Entanglement, sono alla base di tante tecnologie quotidianamente utilizzate, dal computer al laser, dalle celle solari ai dispositivi biomedicali. Inoltre costringono la scienza a indagare nuove teorie e possibilità, dalle interazioni superluminali alla “morte” quantistica dell’Universo.

La meccanica quantistica rappresenta senza dubbio il capitolo più misterioso di tutta la fisica: anche chi non possiede una formazione scientifica specialistica può rendersi facilmente conto e delle sue innumerevoli stranezze, in grado di violare così palesemente il senso comune.

Queste “contraddizioni” rappresentano, d’altra parte, il fondamento concettuale delle più importanti teorie fisiche moderne e sono oramai comunemente accettate “in quanto tali”, dal momento che i modelli che da esse derivano sono in grado di descrivere buona parte dei risultati sperimentali finora disponibili ...

domenica 19 marzo 2017

Su cose che (non sempre) si vedono nel cielo


Roberto Volterri, Fabrizio Colista e Fabrizio Mazzoni

"...Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia..."
(William Shakespeare, Amleto, atto I, scena V).

"Anno Domini 1537. Notte...
Sono in due. Cavalcano, fianco a fianco, tra le colline toscane e si stanno dirigendo verso sud.
A tutto pensano fuorché alle 'cose che si vedono nei cieli', ma la loro cavalcata notturna viene interrotta da qualcosa... Qualcosa accade, qualcosa vedono, qualcosa li fa fermare... Qualcosa che lassù, in cielo, non avrebbe dovuto essere..."

Che cosa? Non lo sappiamo. Perciò lasciamo la parola al più noto tra quei cavalieri notturni, il geniale e iracondo Benvenuto Cellini (1500-1571):

"...Montati a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo posto di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d'accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: 'Oh Dio del Cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?'. Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore...""La vita" 1558-1566, Libro 1,89.

Videro effettivamente qualcosa di anomalo?...