Roberto Volterri, Fabrizio Colista e Fabrizio Mazzoni
"...Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia..."
(William Shakespeare, Amleto, atto I, scena V).
"Anno Domini 1537. Notte...
Sono in due. Cavalcano, fianco a fianco, tra le colline toscane e si stanno dirigendo verso sud.
A tutto pensano fuorché alle 'cose che si vedono nei cieli', ma la loro cavalcata notturna viene interrotta da qualcosa... Qualcosa accade, qualcosa vedono, qualcosa li fa fermare... Qualcosa che lassù, in cielo, non avrebbe dovuto essere..."
Che cosa? Non lo sappiamo. Perciò lasciamo la parola al più noto tra quei cavalieri notturni, il geniale e iracondo Benvenuto Cellini (1500-1571):
"...Montati a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo posto di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d'accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: 'Oh Dio del Cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?'. Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore...""La vita" 1558-1566, Libro 1,89.
Videro effettivamente qualcosa di anomalo?...
"Anno Domini 1537. Notte...
Sono in due. Cavalcano, fianco a fianco, tra le colline toscane e si stanno dirigendo verso sud.
A tutto pensano fuorché alle 'cose che si vedono nei cieli', ma la loro cavalcata notturna viene interrotta da qualcosa... Qualcosa accade, qualcosa vedono, qualcosa li fa fermare... Qualcosa che lassù, in cielo, non avrebbe dovuto essere..."
Che cosa? Non lo sappiamo. Perciò lasciamo la parola al più noto tra quei cavalieri notturni, il geniale e iracondo Benvenuto Cellini (1500-1571):
"...Montati a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo posto di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d'accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: 'Oh Dio del Cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?'. Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore...""La vita" 1558-1566, Libro 1,89.
Videro effettivamente qualcosa di anomalo?...

