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mercoledì 1 luglio 2026

Cos’è veramente il Progetto Blue Beam

di Elia Dallabrida [utente Decalagon]

Ogni volta che si parla di oggetti non identificati, UAP, droni misteriosi o fenomeni anomali nei cieli, sul web e sui social riemerge puntualmente lo stesso nome: Project Blue Beam.

Il tema è diventato ancora più delicato in questo periodo storico, nel quale le agenzie governative degli Stati Uniti, dopo decenni di insabbiamenti e ridicolizzazioni sistematiche del fenomeno UFO, hanno iniziato una disclosure lenta, parziale e controllata: rapporti ufficiali, filmati militari, audizioni al Congresso, testimonianze di personale d'intelligence, nuove strutture di analisi e uffici governativi dedicati allo studio degli UAP.

Proprio per questo è necessario fare chiarezza. 

Perché se da una parte è giusto non fidarsi ciecamente delle versioni ufficiali, dall'altra è altrettanto pericoloso infilare ogni cosa nello stesso calderone: UFO, disclosure, ologrammi, Nuovo Ordine Mondiale, invasioni simulate e apparizioni religiose artificiali. Il risultato è che una teoria confusa e mal documentata come il Blue Beam rischia di diventare un'arma perfetta per screditare anche chi cerca di affrontare seriamente il tema UAP... 

martedì 12 maggio 2026

Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta…

 
Nell’universo olografico la realtà è un’illusione. 
Le recenti scoperte nel campo della fisica, potrebbero sconvolgere completamente le nostre convinzioni sulla natura dell’universo e della vita stessa, il «Paradigma Olografico» apre nei fatti un ventaglio di possibilità mai ipotizzate prima d’ora.

Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, condusse quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del XX secolo. Aspect ed il suo team scoprirono che in determinate condizioni, alcune particelle subatomiche, come gli elettroni, sono capaci di comunicare istantaneamente tra loro indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.

Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente.

Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l’ipotesi più accreditata è che l’esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale ...

giovedì 24 aprile 2025

Blue Beam Project: Ologramma divino o alieno, e tanto altro


di Immacolata Chessa
(l'articolo è del 2012)

Nikola Tesla, il genio del ventesimo secolo, ma anche del futuro prossimo, potrebbe essere l’ispiratore di nuove tecnologie olografiche in grado di influenzare l’intera società. Le sue teorie infatti, all’epoca definite “fisica dell’impossibile” e quindi rinnegate, sarebbero oggi usate per uno sconcertante progetto usato dalle organizzazioni segrete mondialiste.

Alcuni ex agenti segreti e giornalisti americani (molti dei quali scomparsi in circostanze misteriose) stanno da tempo divulgando un progetto della Nasa che ha come scopo il dominio mondiale, escludendo gli stati democratici e accorpandoli ad una sola forza dominante.

L’unica cosa certa in tutte queste speculazioni, rimane sempre la sorprendente vicinanza delle antiche tradizioni esoteriche e le scoperte della scienza attuale..

martedì 25 marzo 2025

L’Anima Olografica: quindi Il Karma ha esaurito la sua utilità


Gli studi del presente ci dicono ripetutamente che una significativa porzione di persone nel mondo occidentale, ora crede nella reincarnazione. 

Sebbene questo fenomeno sia da imputarsi a vari movimenti esoterici che fiorirono dalla seconda metà del 19° secolo, esso ha acquistato significativamente terreno, negli anni 60, con l’esplosione dell’interesse per quelli che sono gli approcci spirituali dell’Oriente. E tutto questo è stato rinforzato da un proliferare di terapeuti che propongono regressioni in vite passate.

Ora l’ondata sembra ritornare. Per alcuni anni, l’enfasi si è spostata verso l’idea che tutti siamo parte dell’Uno, il Tutto, la Sorgente, l’Assoluto, il Punto Finale, il Grande Spirito o come altro volete chiamare la ‘coscienza universale’. Naturalmente questa non è una nuova idea.

Ma ciò che sta cambiando è soprattutto il fatto che più ricercatori spirituali, improntati sulla mente, tendono verso la visione che tutto al di fuori dell’”Uno”, sia mera “illusione”...

martedì 9 febbraio 2021

Come sai che esisti?

 Chi ti dice che sei il corpo? Se senti di “essere” lo attribuisci al fatto di percepire un corpo.

È dunque una percezione legata ai sensi, una supposizione, una credenza, un concetto. Tutto quello che puoi “capire” è solo attraverso i concetti. Ma prima dell’ ”io sono” chi sei? Non puoi saperlo, ma è quello che sei da sempre.

È l’io che mantiene i pensieri, le memorie, le congetture, l’io è la colla che lega dei concetti tra di loro, creando l’illusione di un’unità concreta.

La nostra vita è sempre stata soffusa da una certa scontentezza, allora cerchiamo un traguardo, la sorgente da cui tutto emana ed in cui rifugiarci e trovare pace, ma questo non esiste tranne come congettura. Il testimone, che osserva tutto questo, si rivela un aggregato chimico o sostanza nervosa che alla fine si rivela anch’essa un’astrazione ed un’esperienza altrettanto illusoria. Questo già lascia una sensazione di essere come sospesi nel vuoto.

La vera Realizzazione è senza esperienza di nessun genere: ciò che “sai”, per quanto indicibile o beatifico anche senza traccia di un’entità che lo provi, è pur sempre un’esperienza, ed anche il vuoto lo è, poiché è necessario “esserci” prima, per sperimentarlo o rappresentarlo. 
Anche le cosiddette esperienze spirituali richiedono un cervello per crearle, basta un elettrodo applicato alla testa ed ecco luci blu, il senso di amore infinito, ma sono sempre esperienze definibili e passeggere ...

martedì 3 novembre 2020

David Bohm: esploratore scientifico, filosofo e mistico

Olismo: il fluire del Tutto

Il termine olistico viene usato in questi giorni per descrivere di tutto, dalla medicina alternativa ai nuovi modi di trattare gli affari, dai metodi progressisti di insegnamento all'agricoltura vecchio stile. Ma che cosa significa veramente "olistico"? Se mai qualcuno al mondo lo sa questo è David Bohm. In parte filosofo, in parte mistico, in parte attivista sociale, Bohm è principalmente conosciuto a livello mondiale come un fisico teorico, un esploratore scientifico che ha speso cinquant'anni a investigare l’affascinante teoria che tutte le parti dell'universo sono fondamentalmente interconnesse, e formano un tutto ininterrotto, un flusso continuo.

L'incontro tra oriente e occidente

Nel 1959, leggendo un libro del filosofo indiano Jiddu Krishnamurti. Bohm vede immediatamente l'affinità tra il suo crescente interesse per l'olismo a livello atomico e l'insistenza di Krishnamurti sul fatto che tutte le relazioni del cosmo devono essere viste olisticamente, perché fondamentalmente nel cosmo non esistono divisioni.
Krishnamurti sostiene che ognuna delle nostre coscienze individuali è una manifestazione dell'intera coscienza umana, con tutta la sua storia, le sue percezioni e interazioni con la natura. Quindi l'osservatore è la cosa osservata.

A metà degli anni '60, in parte come risultato della sua associazione con Krishnamurti, Bohm ha cominciato a sviluppare la sua teoria dell'ordine implicato della totalità. Bohm qualche volta usa la metafora dell'ologramma per spiegare la sua teoria. Un ologramma è un'immagine fotografica prodotta da una luce laser. L'immagine viene immagazzinata su una lastra fotografica e poi ricreata illuminando con un laser la lastra per creare un'immagine tridimensionale. Curiosamente, se illuminiamo col laser una piccola parte tagliata via dalla lastra fotografica originaria, l'immagine che compare è ancora l'intera immagine anche se con qualche dettaglio in meno. In altre parole, ogni parte ha implicitamente trattenuto l'informazione del tutto. 
Gli ologrammi, tuttavia, sono delle immagini statiche e non catturano quel movimento dinamico che Bohm vede come basilare per l'ordine implicato complessivo dell'universo, dove ogni 'parte' del flusso porta con sé un'immagine implicita del tutto che è in continuo dispiegamento...

giovedì 6 febbraio 2020

Un pianoforte nel nostro cervello: la teoria del cervello olonomico

di Silvia Salese

Per spiegare il suo modello teorico, che come abbiamo descritto nella prima parte è essenzialmente un modello matematico, Karl Pribram propose un’analogia tra il cervello e il pianoforte. Una metafora che in effetti rende tutto molto più chiaro, e che più facilmente fa intuire le straordinarie conseguenze della sua analisi.

Partiamo da una semplice domanda: se tutto ciò che abbiamo detto precedentemente fosse reale, come avverrebbe il fenomeno percettivo? Semplice (si fa per dire…): proprio come accade suonando un pianoforte, quando osserviamo qualcosa nel mondo alcune porzioni del nostro cervello risuonerebbero su determinate frequenze specifiche; in un certo senso la percezione accadrebbe premendo solo determinati tasti, che a loro volta andrebbero a stimolare le corde corrispondenti. 

Quelle prodotte, dunque, saranno informazioni sotto forma di onda (le note musicali) con determinate frequenze, lunghezza e fase (proprio come accade in quanto descritto dal teorema di Fourier) che risuoneranno nei neuroni del nostro cervello. I neuroni, poi, manderanno l’informazione relativa a queste frequenze ad un altro insieme di neuroni che trasformerà (sempre secondo il principio della trasformata di Fourier) tali risonanze descrivendo proprio l’immagine ottica così ottenuta al piano focale oculare.

Un terzo insieme di neuroni, allora, costruirà alla fine l’immagine virtuale dell’oggetto, che apparirà a noi come un oggetto fuori nello spazio.

Questa operazione rifletterebbe, a ben vedere, una creazione in un mondo senza tempo e senza spazio di schemi di interferenza, un atto creativo in cui viene generato un oggetto in una dimensione spazio-temporale sulla superficie delle nostre retine ...

sabato 20 settembre 2014

Gli eventi precipitano?

di Giuliana Conforto

Perché tanti disastri, perché le guerre, il clima atmosferico impazzito, quello sociale e umano allo sbando e perché tanta fretta a concludere “riforme” che, secondo me, non sono affatto tali? 

Le risposte sono tante, ma c’è una che in genere sfugge. L’attenzione a stragi e a problemi insoluti nasconde la soluzione: l’unità tra Uomo e Universo, composto di infiniti mondi intelligenti, mondi nel futuro rispetto al nostro presente, come ha affermato Giordano Bruno e oggi confermano i calcoli.

Il mondo è in guerra… perché? Perché la mente umana è “educata” a credere alla divisione, a una memoria comune, scissa tra creazione ed evoluzione. Da un lato teologie secondo cui il “buon dio” caccia Adamo ed Eva dal paradiso e, dall’altro, teorie come quella del Big Bang che espellono l’uomo – “unico” osservatore dell’universo – dall’universo stesso.

Alla base di entrambe c’è un “unico dio” venerato da tutti, il tempo lineare, utile a calcolare le traiettorie dei proiettili, le orbite dei pianeti e persino le tappe dell’evoluzione cosmica e/o biologica. Questo ”unico dio” domina la storia umana, fa crescere il debito e la miseria dei tanti, i profitti e i privilegi dei pochi che dirigono le finanze, la politica e il culto per lo stesso “unico dio”.

Il fatto è che questo “unico dio” non esiste affatto in Natura, ma ormai tutti ci credono e il potere mondiale lo rende reale, coltivando un “sapere” contro… Natura.

La Vita si rigenera in attimi imprevedibili, il cambio del clima è improvviso e i mutamenti sono senza precedenti, riconoscono tutti. Il rischio è che qualcuno dubiti di un “sapere” che è l’arma più efficace e duratura del potere; quest’ultimo ha fretta perciò di garantirsi il controllo sui popoli e sui media, di accrescere la paura del “nemico” e quindi riaffermare la “necessità” del suo migliore business: la produzione e la vendita di armi ...