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domenica 5 marzo 2023

Krishnamurti e la percezione diretta della verità

Prof. P. Krishna

Krishnamurti è stato uno dei pensatori più originali del nostro tempo, ha investigato domande fondamentali sullo scopo della vita, sul vero significato di amore, religione, tempo e morte, senza cercare risposte in nessun libro o nelle scritture e senza accettare alcun credo, religione organizzata o scuola di pensiero.

Come il Buddha, egli ha cercato le risposte a queste domande attraverso l’osservazione, l’indagine e la conoscenza di sé e ha raggiunto una percezione diretta della verità che va oltre i concetti intellettuali, le teorie e le descrizioni. Non era uno studioso o un intellettuale, non si occupava di teorie o concetti, parlava partendo soltanto dalle proprie indagini e osservazioni.

Quello che ha detto può essere stato detto da altri prima di lui, ma egli è giunto alla verità per conto proprio. In un’epoca dominata dalla scienza e dall’intelletto, ha sottolineato i limiti fondamentali del pensiero e della conoscenza come mezzo di reale cambiamento.

Questo articolo propone di riflettere su alcuni aspetti essenziali del suo insegnamento e su alcune delle grandi verità da lui esposte ...

martedì 1 marzo 2022

La pratica dell’attenzione e la falsa consapevolezza

di Philip Novak

Pratiche che rinforzano la capacità di concentrazione o attenzione sono presenti nella maggior parte delle tradizioni religiose. L’importanza dello sviluppo dell’attenzione è evidente soprattutto nella grandi tradizioni nate in India, in particolare nell’induismo e nel buddismo. Dai veggenti upanishadici ai giorni nostri, in India esiste una tradizione ininterrotta con cui l’uomo ha cercato di unirsi (nel cuore e nella mente) alla realtà assoluta. Lo yoga assume molte forme, ma quella psicologica essenziale è la pratica dell’attenzione su un solo oggetto, o concentrazione (“citta-ekagrata”).
Che si tratti di fissare l’attenzione su un mantra, sul respiro o su qualche altro oggetto, il tentativo di acquietare le attività automatiche della mente attraverso l’attenzione concentrata è il primo passo e il tema ricorrente dello yoga psicospirituale hindu.

Per le tradizioni nate da Gautama il Buddha, non poteva essere diversamente. Le forme di meditazione “samatha” e “vipassana” nella tradizione Theravada richiedono, come àncora e radice, una capacità sempre maggiore di mantenere fissa l’attenzione, senza cedere alle varie forze psicologiche che tendono a disperderla. Samatha è la pratica dell’attenzione su un oggetto, ed è il punto di partenza comune per vari tipi di meditazione buddista. La meditazione vipassana consiste nello spiegamento dell’attenzione concentrata creata nella samatha da un punto all’altro dell’organismo, con lo scopo di comprendere alcune dottrine buddiste a un livello esperienziale sottile ...

martedì 3 novembre 2020

David Bohm: esploratore scientifico, filosofo e mistico

Olismo: il fluire del Tutto

Il termine olistico viene usato in questi giorni per descrivere di tutto, dalla medicina alternativa ai nuovi modi di trattare gli affari, dai metodi progressisti di insegnamento all'agricoltura vecchio stile. Ma che cosa significa veramente "olistico"? Se mai qualcuno al mondo lo sa questo è David Bohm. In parte filosofo, in parte mistico, in parte attivista sociale, Bohm è principalmente conosciuto a livello mondiale come un fisico teorico, un esploratore scientifico che ha speso cinquant'anni a investigare l’affascinante teoria che tutte le parti dell'universo sono fondamentalmente interconnesse, e formano un tutto ininterrotto, un flusso continuo.

L'incontro tra oriente e occidente

Nel 1959, leggendo un libro del filosofo indiano Jiddu Krishnamurti. Bohm vede immediatamente l'affinità tra il suo crescente interesse per l'olismo a livello atomico e l'insistenza di Krishnamurti sul fatto che tutte le relazioni del cosmo devono essere viste olisticamente, perché fondamentalmente nel cosmo non esistono divisioni.
Krishnamurti sostiene che ognuna delle nostre coscienze individuali è una manifestazione dell'intera coscienza umana, con tutta la sua storia, le sue percezioni e interazioni con la natura. Quindi l'osservatore è la cosa osservata.

A metà degli anni '60, in parte come risultato della sua associazione con Krishnamurti, Bohm ha cominciato a sviluppare la sua teoria dell'ordine implicato della totalità. Bohm qualche volta usa la metafora dell'ologramma per spiegare la sua teoria. Un ologramma è un'immagine fotografica prodotta da una luce laser. L'immagine viene immagazzinata su una lastra fotografica e poi ricreata illuminando con un laser la lastra per creare un'immagine tridimensionale. Curiosamente, se illuminiamo col laser una piccola parte tagliata via dalla lastra fotografica originaria, l'immagine che compare è ancora l'intera immagine anche se con qualche dettaglio in meno. In altre parole, ogni parte ha implicitamente trattenuto l'informazione del tutto. 
Gli ologrammi, tuttavia, sono delle immagini statiche e non catturano quel movimento dinamico che Bohm vede come basilare per l'ordine implicato complessivo dell'universo, dove ogni 'parte' del flusso porta con sé un'immagine implicita del tutto che è in continuo dispiegamento...

venerdì 29 maggio 2020

A cosa servono le organizzazioni?

L’Ordine della Stella d’Oriente fu fondato nel 1911 per proclamare la venuta del Maestro del Mondo e Krishnamurti fu nominato Capo dell’Ordine.  

Il 3 agosto 1929, a Ommen, in Olanda, all’apertura dell’Assemblea Annuale dell’Ordine, di fronte a 3000 seguaci, Krishnamurti sciolse l’Ordine della Stella con il discorso che segue.

Discorso di scioglimento dell’Ordine della Stella d’Oriente

“Questa mattina parleremo della dissoluzione dell’Ordine della Stella. Molti ne saranno felici e altri ne saranno rattristati. Ma non si tratta di gioirne nè di rattristarsene, perché è inevitabile, come vi spiegherò. Forse ricorderete la storiella del demonio che passeggia per la via con un amico; a un certo punto, davanti a loro, un uomo si china a raccogliere qualcosa per terra, lo guarda e se lo mette in tasca. L’amico chiede al demonio: “Che cosa può aver raccolto quell’uomo?” “Ha trovato un pezzo di verità”, risponde il demonio. “Ah, è un brutto affare per te, allora!” osserva l’amico. “Oh, niente affatto – replica il demonio – adesso farò in modo che la organizzi.”

Io sostengo che la verità è una terra senza sentieri e non la si può avvicinare da nessun tipo di percorso, religione o setta ...

domenica 2 febbraio 2020

Ego Sì o Ego No?

L’ego è certamente uno dei temi più caldi del panorama spirituale. Ego sì, ego no, ego…forse.

Fra chi dice che non esista e chi sostiene che non ce ne si possa liberare, da chi cerca di ucciderlo e chi è intento a trascenderlo, vedo che l’ego esiste e non esiste, allo stesso tempo. 
Paradosso.

UN’ILLUSIONE REALE

Quando la Vita (cos’è la vita? Nessuno lo sa, perché lo è .. ) si manifesta sotto questa forma umana, mante/corpo, cade nell’illusione di essere qualcuno, una persona, una personalità, un carattere, un ruolo sociale e che vi sia qualcosa che nasca da qui (pensieri, azioni, emozioni etc ... ).

Io e il Tutto, io e gli altri, io e l’Universo etc... In questo stato di cose l’ego è una realtà, l’unica che possa vivere e percepire.

Un’illusione certo, ma un’illusione molto reale ...

mercoledì 25 dicembre 2019

Parole d'amore

Catherine

L'Amore non è soltanto un sentimento, è l'energia che lega l'universo, ha un potere immenso, definitivo e inesauribile. Trovata la sorgente dell'Amore possiamo anche dispensarlo fuori. Possiamo sommergere il mondo sotto un oceano di Amore. Ne ha un bisogno urgente il mondo, ancora più che della scienza, delle tecnologie, del denaro!


L'Amore non può sbagliare se è sincero, prima di tutto verso sé stessi, perché per ogni azione intrapresa con Amore indicherà sempre la strada del cuore e quindi della giustizia. L'Amore può risolvere tutto ..

Il mio augurio per ognuno è di trovare sé stesso, poiché è in NOI che si trova la fonte essenziale di Amore. Non serve chiederlo o cercarlo fuori, fuori c'è soltanto ciò che noi emaniamo, ciò che noi creiamo. L'Amore non si ruba, non si mendica, non si arraffa, non si usa, si dona soltanto. E ne siamo ricchi, tutti, spesso senza saperlo. 

Parole sagge e senza tempo quelle di Osho Rajneesh.
Parole da ricordare ancora una volta, alle soglie di questo ennesimo e simbolico inizio di un nuovo anno gregoriano.
Auguri di cuore!


"Voi potreste essere l'ultima generazione a cui è possibile ribellarsi. Se non vi ribellate potrebbero non esserci più opportunità: l'umanità potrebbe essere ridotta allo stato di robot. Quindi ribellatevi, finché siete in tempo." ...

lunedì 14 ottobre 2019

Il nocciolo dell’insegnamento di Krishnamurti

(Scritto da Krishnamurti nel 1980, su richiesta della sua biografa Mary Lutyens.)

Il nocciolo dell’insegnamento di Krishnamurti è contenuto nella dichiarazione che fece nel 1929, quando disse:

“La verità è una terra senza sentieri”
L’uomo non la può raggiungere attraverso alcuna organizzazione, alcun credo, alcun dogma, prete o rito; né tramite alcuna conoscenza filosofica o tecnica psicologica. 

Deve trovarla tramite lo specchio della relazione, tramite la comprensione dei contenuti della propria mente, attraverso l’osservazione e non con l’analisi intellettuale o una dissezione introspettiva.

L’uomo ha costruito dentro di sé delle immagini come barriera di sicurezza – immagini religiose, politiche e personali, che si manifestano come simboli, idee, credenze. Il fardello di queste immagini domina il pensiero dell’uomo, le sue relazioni e la sua vita quotidiana. Queste immagini sono la causa dei nostri problemi, in quanto dividono l’uomo dall’uomo.

La sua percezione della vita è modellata dai concetti già stabiliti nella sua mente.Il contenuto della sua coscienza costituisce la sua intera esistenza.

L’individualità è il nome, la forma, la cultura superficiale che egli acquisisce dalla tradizione e dall’ambiente. L’unicità dell'uomo non risiede nel superficiale ma in una completa libertà dal contenuto della sua coscienza, che è comune all’umanità intera. 
L’uomo non è quindi un individuo.
La libertà non è una reazione, non consiste nel poter scegliereSiccome può scegliere, l`uomo crede di essere libero. La libertà è pura osservazione senza alcuna direzione, senza la paura legata a premi e punizioni. La libertà non ha motivazione; la libertà non è alla fine dell’evoluzione dell’uomo, ma sta nel primo passo della sua esistenza. Osservando, si comincia a scoprire la mancanza di libertà. 
La libertà va trovata nella consapevolezza senza scelta della nostra vita e delle nostre attività quotidiane...

domenica 23 novembre 2014

La fonte dei problemi è nella mente

Jiddu Krishnamurti

La fonte di tutti i problemi umani, piccoli e grandi, si trova nella psiche dell’individuo.

Durante i milioni di anni o più di esistenza dell’uomo su questo pianeta, la sua conoscenza del mondo esterno si è evoluta enormemente incrementando il suo potere e la sua capacità di far fronte alle calamità naturali. Interiormente, nella coscienza, l’uomo invece non si è evoluto un granché: è ancora molto simile all’uomo primitivo – pauroso e insicuro, organizzato in gruppi (religiosi e nazionali), sempre in lotta e pronto alla guerra, alla ricerca di vantaggi per sé odiando gli altri.
E’ ora in grado di andare sulla luna e di comunicare con l’altra parte del globo in pochi minuti ma trova ancora difficile amare il proprio vicino e vivere in pace.

Nonostante oggi sia in grado di nascondersi dietro un mucchio di belle parole e pensieri, l’uomo moderno è brutale, egoista e violento, avido e possessivo come l’uomo primitivo di milioni di anni fa.

Questo sviluppo squilibrato dell’essere umano lo ha portato vicino all’auto-annientamento. Si trova ora sull’orlo della guerra nucleare, a un soffio dalla totale estinzione. Il potere datogli dalla sua grande conoscenza non è stato accompagnato dalla giusta qualità di intelligenza e visione necessarie, perché? Perché psicologicamente non ci siamo evoluti? ...

venerdì 11 aprile 2014

La New Age: cosa pensarne?

Cosa è realmente la New Age? Cosa ha rappresentato – e rappresenta - nel panorama dello spiritualismo contemporaneo? 
La prima cosa che risulta evidente quando si affronta questo tema è che nella maggior parte dei casi se ne parla decisamente a sproposito.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Accade che anche su quest’argomento – come su molti altri – si tende a esprimere giudizi di merito senza purtroppo conoscere a fondo cosa questo movimento realmente rappresenti, sia a livello storico che di contenuti. In effetti, nella categoria New Age oggi si tende ad accomunare movimenti e impulsi eterogenei, che hanno la principale caratteristica comune della ricerca di nuove forme di spiritualità da parte del mondo occidentale, di fatto saldamente ‘presidiato’ da millenni dalle confessioni cristiane.

Tale generalizzazione tuttavia non è del tutto aderente alla realtà e – come tutte le generalizzazioni – porta da un lato a non approfondire le reali caratteristiche dei vari movimenti e, dall’altro, a liquidarne frettolosamente e acriticamente come negativi - o positivi – degli aspetti che spesso non gli appartengono. Salvo restando il fatto che al suo interno vi sono sicuramente delle componenti con contenuti di notevole livello conoscitivo - fare di ogni erba un fascio è sempre molto riduttivo - sarebbe opportuno esaminare la genesi e le caratteristiche della New Age più in profondità.

Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza ...

venerdì 22 febbraio 2013

David Bohm parla di Krishnamurti e della Meditazione

Il primo contatto che ebbi con l’opera di Krishnamurti fu nel 1959 quando lessi il suo libro: “La prima e l’ultima libertà”.
Ciò che mi interessò di più fu l’esame in profondità della questione “osservatore e cose osservate”.

Questa questione era al centro del mio lavoro da molto tempo, come teorico della fisica, interessato alla teoria dei quanti. In questa teoria, per la prima volta nello sviluppo della fisica, l’idea che “osservatore e osservato” non possono essere separati, è stata avanzata come necessaria alla comprensione delle leggi fondamentali della materia in generale.

A causa di questo, e anche a causa di molte altre cose, sentii che per me era urgente parlare con Krishnamurti direttamente e personalmente il più presto possibile. E quando lo incontrai in una visita a Londra, fui colpito dal vedere fino a che punto era facile comunicare con lui. Questo era reso possibile per l’intensità della sua attenzione e la libertà, fuori da tutte le barriere e protezioni, con la quale reagiva a ciò che avevo da dire.

Come individuo nella ricerca scientifica mi sentivo assolutamente a mio agio con questo genere di reazioni, perché era della stessa qualità di quella che avevo incontrato nel contatto con altri scienziati coi quali ero mentalmente in accordo. E penso più particolarmente a Einstein, che dava prova della stessa intensità e assenza di barriere nelle molte conversazioni tra me e lui.

Dopo questo ebbi molti incontri, cominciai a vedere Krishnamurti regolarmente, a discutere con lui ogni volta che veniva a Londra. Fu l’inizio di una associazione divenuta più stretta tanto che mi sono interessato alle scuole, come Bockwood Park in Inghilterra, fondata per sua iniziativa...

mercoledì 4 luglio 2012

Cenni storici su Jiddu Krishnamurti


C’è una foto di Jiddu Krishnamurti, a trentaquattro anni, seduto e quasi di profilo, sul lato sinistro, ma è voltato appena da mostrare anche le nere ciglia dell’occhio destro. Le mani, aggraziate, curate, sono sollevate davanti al volto, le dita incrociate e i gomiti appoggiati su degli immaginati braccioli, fuori dalla cornice della foto. La foto mostra i bottoni di metallo sulle maniche della giacca e polsini e colletto di una camicia candida e aperta sul collo, elegante.
L’espressione è attenta a qualcosa che gli è di fronte, profondamente attenta, attentamente attenta, viene da dire. Krishnamurti aveva un naso vistoso, dritto e bello, e bello era tutto il suo viso, scuro, forte e dolce al tempo stesso. In questa foto i capelli neri e lisci sono pettinati con disciplina: Krishnamurti sembra un attore senza tempo, un Andy Garcia degli anni Trenta, più affilato.

Al tempo della foto Krishnamurti aveva appena sciolto l’Ordine della Stella, la congregazione religiosa che gli era stata costruita attorno “per preparare il mondo all’avvento del Maestro”, quando aveva ancora sedici anni.

A Ommen, in Olanda, davanti a tremila seguaci, e trasmesso dalla radio olandese, disse, sconcertando l’uditorio, “non è possibile organizzare una fede, la fede è una cosa individuale, se lo fate essa muore, si cristallizza, diventa un credo, una setta, una religione da imporre agli altri”, e proseguì, “io non voglio appartenere a nessuna organizzazione di tipo spirituale: per favore, cercate di comprenderlo”. Così si concluse la prima parte della vita del più straordinario predicatore di questo secolo, e forse del più vero...