Visualizzazione post con etichetta Osho Rajneesh. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Osho Rajneesh. Mostra tutti i post

martedì 10 febbraio 2026

La ricerca dell'individualità

 
La più grande avventura che possa accadere all'essere umano è il passaggio tra lo stato di mente a quello di non-mente, dalla personalità all'individualità.

Lo stato di non-mente ha un'individualità, la mente invece è uno stato sociale. 
Tutte le personalità sono assolute maschere che nascondono la tua individualità. 
Io sono qui per distruggere la vostra personalità, e per darvi la nascita dell'individualità. 
Andare dal maestro significa andare alla ricerca della tua innocenza, in cerca della tua infanzia perduta, in cerca della tua originalità... in cerca della tua individualità, in cerca della libertà. Ricordate: 

nessun attaccamento potrà farvi crescere, nessun attaccamento cresce. Essi sono tutti contro la vostra indipendenza, la vostra libertà e la vostra individualità. 

Amare l'uomo e rispettarlo, rispettarne l'individualità e le sue differenze, è possibile, ma solo se prima hai rispetto per la tua individualità. Tutto ciò è possibile solo se tu hai consolidato le radici del tuo essere individuale senza temerlo. L'amore con i suoi occhi sa quando dire di si e quando dire di no. L'amore non è soggetto a interferenze dalle vite degli altri, e non permette che nessuno interferisca con la sua esistenza. L'amore dona l'individualità agli altri, senza però togliere l'individualità a sé stesso. Prova a cercare la tua individualità, la tua integrità e prova a farlo senza compromessi. Perché più cercherai di ottenere l'individualità con i compromessi e meno sarai individuale. In quel caso diverrai solo una parte della ruota, un ingranaggio di un vasto meccanismo, e quindi non un essere individuale nella tua bellezza, nella tua verità....

sabato 17 ottobre 2020

Il bisogno di essere speciali


"Mi sento depressa e mi giudico molto, ma senza sapere perché …"

Questo è un modo per non cambiare, un trucco della mente. 

Invece di essere usata per comprendere, l’energia va nel giudizio, nella condanna. 
Ma un cambiamento può avvenire solo tramite la comprensione, non la condanna. 

La mente è molto astuta; appena nota dei fatti, ci salta subito sopra e inizia a condannarli. Ora tutta l’energia diventa giudizio, quindi la comprensione viene messa da parte … e il giudizio non può aiutarti.

Ti può deprimere, ti può far infuriare, ma depressa e infuriata non potrai mai cambiare. Rimarrai la stessa e continuerai a girare in tondo, in un circolo vizioso.

La comprensione libera. Quindi, appena noti un certo fatto, non devi né condannarlo né preoccupartene ... 

mercoledì 25 dicembre 2019

Parole d'amore

Catherine

L'Amore non è soltanto un sentimento, è l'energia che lega l'universo, ha un potere immenso, definitivo e inesauribile. Trovata la sorgente dell'Amore possiamo anche dispensarlo fuori. Possiamo sommergere il mondo sotto un oceano di Amore. Ne ha un bisogno urgente il mondo, ancora più che della scienza, delle tecnologie, del denaro!


L'Amore non può sbagliare se è sincero, prima di tutto verso sé stessi, perché per ogni azione intrapresa con Amore indicherà sempre la strada del cuore e quindi della giustizia. L'Amore può risolvere tutto ..

Il mio augurio per ognuno è di trovare sé stesso, poiché è in NOI che si trova la fonte essenziale di Amore. Non serve chiederlo o cercarlo fuori, fuori c'è soltanto ciò che noi emaniamo, ciò che noi creiamo. L'Amore non si ruba, non si mendica, non si arraffa, non si usa, si dona soltanto. E ne siamo ricchi, tutti, spesso senza saperlo. 

Parole sagge e senza tempo quelle di Osho Rajneesh.
Parole da ricordare ancora una volta, alle soglie di questo ennesimo e simbolico inizio di un nuovo anno gregoriano.
Auguri di cuore!


"Voi potreste essere l'ultima generazione a cui è possibile ribellarsi. Se non vi ribellate potrebbero non esserci più opportunità: l'umanità potrebbe essere ridotta allo stato di robot. Quindi ribellatevi, finché siete in tempo." ...

domenica 7 luglio 2019

L'illuminazione, che cos'è?

A Osho è stato chiesto: Qual è stata la prima cosa che hai fatto dopo esserti illuminato?

Osho:
Ho riso. Mi sono fatto una bella risata nel vedere la totale assurdità dei tentativi di illuminarsi. 
È davvero ridicolo, perché noi siamo nati illuminati ed è assolutamente assurdo sforzarsi tanto verso qualcosa che già siamo.

Se già hai una cosa non la puoi raggiungere; solo le cose che non si hanno, quelle che non sono parti intrinseche del nostro essere, possono essere conseguite. Ma essere illuminati è parte della nostra natura.

Per vite intere ho lottato, quello è stato il mio scopo per molte, molte vite. Ho fatto tutto ciò che era umanamente possibile per realizzare l’illuminazione, ma ho sempre fallito.

Era inevitabile, perché l’illuminazione non può essere una conquista. È la nostra natura, come può essere conquistata? Non può essere motivo di ambizione.

La mente è ambiziosa, ambisce il denaro, il potere, il prestigio. Poi un giorno, quando si stanca di tutte queste attività estroverse, comincia ad ambire l’illuminazione, la liberazione, il nirvana e dio...

domenica 15 novembre 2015

L'assassinio di Osho. Perché si uccide un leader spirituale.

di Paolo Franceschetti

Osho fu assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio e morì il 19 gennaio 1990, all’età di 60 anni. Che fu assassinato non lo dice un complottista come me; lo dice lui stesso, lo dicono i suoi allievi, e la storia del suo assassinio è narrata nel libro “Operazione Socrate”, che spiegano anche le ragioni per cui venne avvelenato.
Ritengo però che le cose non siano andate esattamente come le raccontano i suoi allievi, e qui spiegherò il perché.

Negli anni della mia adolescenza e successivamente, fino alla laurea, non avevo molta simpatia per Osho. I media infatti lo presentavano come un guru spirituale che viaggiava in Rolls Royce, e i cui seguaci facevano orge e fumavano haschisch.
Mi infastidiva poi la quantità di libri in circolazione che portavano il suo nome. Sono usciti infatti circa 400 titoli a suo nome, che trattano tutti i temi della vita; la religione, la vita, la morte, l’amore, il denaro, la depressione, la felicità, la politica, l’etica.

I suoi seguaci poi mi parevano un po’ sciroccati. Qualche anno fa ne conobbi uno ad un corso di meditazione; gli chiesi come mai, se era stato assassinato, i suoi seguaci non organizzavano manifestazioni, non scrivevano libri, aprivano siti e denunciavano il problema.
Mi rispose: “E perché mai dovremmo denunciare la sua morte? Osho non è mica morto. Se ne è andato il suo corpo ma lui è più vivo che mai”...

mercoledì 19 agosto 2015

Osho – Il pensiero positivo: la filosofia dell’ipocrisia

Pensiero positivo? Si, ma ...
(Cat)


Amato Maestro,
la tecnica del “pensiero positivo”, è utile per risvegliarsi? Oppure ottunde la consapevolezza di essere in prigione e il desiderio di diventare liberi?


Osho:
La tecnica del pensare in positivo non è una tecnica che ti trasforma: si limita a reprimere gli aspetti negativi della tua personalità. E’ una tecnica basata sulla scelta. Non può giovare alla consapevolezza: va contro la consapevolezza.
La consapevolezza è sempre senza scelta. 

Pensare in positivo, significa semplicemente forzare il negativo ad andare nell’inconscio, e condizionare con pensieri positivi la mente cosciente. Ma il guaio è che l’inconscio è molto più forte, è nove volte più forte della mente cosciente. Per cui, quando una cosa diventa inconscia, essa diviene nove volte più forte di quanto non lo fosse prima. Magari non si manifesta più nella vecchia maniera, ma trova nuovi modi di espressione.

Quindi, la tecnica del pensare in positivo è poco efficace, priva di una profonda comprensione, e continua a fornirvi idee sbagliate su voi stessi.
Il pensare in positivo è nato da una setta cristiana americana, che prese il nome di “Christian Science”...

venerdì 13 dicembre 2013

La morte non esiste - Osho Rajneesh

Osho Rajneesh

La morte non esiste, la morte è irreale. Ma puoi crearla: puoi crearla creando la separazione. Arrendersi significa abbandonare l’idea di separazione: la morte scompare automaticamente, la paura non esiste più e l’intera fragranza della tua vita cambia.
Allora ogni momento è di una tale cristallina purezza, purezza di delizia, gioia, beatitudine. Allora ogni momento è eternità.
E vivere così è poesia, vivere momento per momento senza ego è poesia. Vivere senza ego è grazia, è musica; vivere senza ego è vivere, vivere veramente. Io chiamo quella vita poesia: la vita di uno che si è arreso all’esistenza.

E ricorda, lasciamelo ripetere di nuovo: quando ti arrendi all’esistenza, non stai rinunciando a qualcosa di reale. Stai semplicemente rinunciando a una falsa nozione, semplicemente rinunci a un’illusione, a maya. Stai rinunciando soprattutto a qualcosa che non hai mai avuto, e abbandonando ciò che non hai, arrivi a possedere ciò che hai.

Sapere “sono a casa, vi sono sempre stato e sempre vi sarò,” è un momento di grande rilassamento. Sapere “non sono un estraneo, non sono escluso, non sono sradicato; appartengo all’esistenza e l’esistenza appartiene a me,” fa sì che tutto diventi calmo, quieto e immobile. 
Questa immobilità è arrendersi ...

sabato 7 luglio 2012

Processo ed Avvelenamento di Osho Rajneesh

Ambra Guerrucci

Dopo il fallimento dei vari tentativi di screditare il nome di Osho, fu arrestato a casa di una sua sannyasin con ben trentaquattro capi d’imputazione, di cui solo due, sotto ricatto, furono accettati dagli avvocati del maestro.

 Lo stesso giorno dell’arresto, gli avvocati di Bhagawan, chiesero la libertà provvisoria su cauzione, ma il governo americano la rifiutò prontamente nonostante non ci fossero prove della sua colpevolezza. 

Essendo la causa di competenze dello stato dell’Oregon ci fu un trasferimento di Osho, ma un viaggio in aereo di non più di sei ore richiese dodici giorni e il trasferimento in sei diverse prigioni. In Oklahoma l’aereo atterrò nel silenzio della notte all’aeroporto ed il detenuto venne condotto in prigione dalla porta sul retro, quasi come se ci fosse interesse nell’occultare la sua presenza. Ancor più strana fu la richiesta del maresciallo degli Stati Uniti di riempire il modulo sotto il nome di David Washington, ma Osho, inizialmente, si rifiutò di assecondare tale assurdità, trovando un compromesso: il maresciallo avrebbe riempito i moduli come voleva e lui li avrebbe firmati in Hindi. 
Se avesse firmato col nome impostogli dal maresciallo avrebbe anche potuto essere ucciso e non ci sarebbe stata alcuna prova della sua presenza in quella prigione. Dopo aver firmato fu condotto in una piccola cella maleodorante, con un materasso sporco, infestato da scarafaggi e senza cuscino o coperte. Il maestro ricorda solo di essersi svegliato il mattino seguente e che gli venne offerta una strana colazione: due fette di pane con una salsa senza sapore ne odore. Il giorno in cui si dovettero recare in tribunale, gli avvocati vennero minacciati di accettare almeno due imputazioni formali o la vita di Osho sarebbe stata in pericolo e così fecero...