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sabato 12 luglio 2025

Possiamo essere davvero altruisti?

 di Leonardo Tasso

C'è chi devolve parte del proprio stipendio a un’organizzazione benefica. C'è chi soccorre uno sconosciuto per strada, senza pensarci due volte. Gesti nobili, generosi, che immediatamente riconosciamo come “altruisti”. 

Ma ci fermiamo mai a chiederci cosa muove davvero queste azioni? È possibile agire esclusivamente per il bene dell’altro, senza che ne ricaviamo nulla per noi stessi?

La parola “altruismo” evoca immagini di dedizione disinteressata, di empatia che supera l’ego. Eppure, a uno sguardo più attento, la faccenda si complica. Quando aiutiamo qualcuno, spesso ci sentiamo meglio. Proviamo soddisfazione, sollievo, persino orgoglio. In certi casi, aiutare ci libera da un senso di colpa. In altri, rafforza la nostra immagine agli occhi degli altri — o ai nostri. Allora: se da ogni gesto altruista traiamo anche un beneficio personale, per quanto sottile o profondo, è ancora altruismo? O si tratta, in fondo, di una forma raffinata di egoismo?..

giovedì 11 luglio 2024

Perché l'essere umano è uno schiavo

Secondo Carlos Castaneda

"I bambini si portano dentro una magia naturale, che a poco a poco, crescendo, sono costretti a distruggere ed allora cominciano a pregare: la santissima Trinità, i santi, la Madonna, una grande Madonna azzurra con gli ori e gli incensi. Dobbiamo imparare a respirare e riscoprire gli alberi, le pietre, gli animali e tutta la macchina della Terra: hanno un respiro interno, come noi. Hanno ossa, vene, carne, come noi." - (Giordano Bruno).

Perché desideriamo che qualcuno ci guidi quando possiamo fare da soli?

«Gli sciamani dell’antico Messico scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita, un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita.» (Don Juan Matus)

Rispetto a quanto riferito fino ad ora della concezione tolteca, le considerazioni che seguono possono apparire ancora più sconcertanti e possono generare una varietà di reazioni nel lettore: di difesa come il rifiuto o di consapevolezza profonda come angoscia, senso di schifo, paranoia.
Rivolgo per questo al lettore lo stesso invito che il Nagual Carlos fece alla conferenza di Santa Monica, in California, nel 1993 – la sua prima apparizione pubblica dopo decenni di totale anonimato:

sabato 30 dicembre 2023

Come diavolo siamo arrivati ​​fin qui?


Come abbiamo potuto permettere a noi stessi di rinunciare a tutto ciò che la nostra specie ha la capacità di essere in cambio di questo paradigma da incubo di ecocidio , sfruttamento, oppressione, guerra e militarismo senza fine?

di Caitlin Johnstone

Avremmo potuto essere molto di più. Abbiamo la capacità di creare un mondo sano e armonioso e di collaborare per dare a tutti sulla terra tutto ciò di cui hanno bisogno, e invece stiamo uccidendo la biosfera discutendo se sia o meno antisemita opporsi a un genocidio in atto.

Potremmo avere la pace sulla terra e passare da sistemi basati sulla competizione a sistemi basati sulla collaborazione per massimizzare il nostro potenziale creativo e innovativo e trascorrere la nostra esistenza esplorando l'universo esterno e gli universi dentro di noi, e invece stiamo intensificando la politica del rischio calcolato tra stati dotati di armi nucleari e discutendo se sia etico o meno far piovere esplosivi su un gigantesco campo di concentramento pieno di bambini ...

sabato 5 agosto 2023

Imparare a ridere di se stessi

 
L’autoironia è l’arte di saper ridere di se stessi e contiene, probabilmente, le chiavi per una serenità interiore altrimenti non raggiungibile. 

Lo stesso psicoanalista Sigmund Freud disse che l’umorismo è il più potente meccanismo di difesa, ma non solo, aggiunse che è proprio l’autoironia, ovvero l’umorismo rivolto verso se stessi, che custodirebbe il segreto della felicità. 
  
Ma allora.. perché le persone non riescono a praticare l’autoironia, ovvero, non riescono a ridere di se stesse?

La verità è che la gente è diventata troppo severa e rigida con se stessa in un mondo fatto di tanta apparenza, e non si concede più la possibilità di sbagliare. Si vive con la percezione di avere una lente d’ingrandimento puntata addosso, in pratica non riusciamo più a ridere di noi stessi perché inconsciamente diamo troppa importanza a quello che è il nostro ego e vogliamo tutelare l’immagine che gli altri hanno di noi. 

Per questa ragione dobbiamo a tutti i costi dimostrare la nostra perfezione e questo, naturalmente, ci porta a sentirci feriti ogni qualvolta siamo sottoposti a una critica o a sentirci in colpa per non essere come gli altri ci vorrebbero ...

domenica 16 aprile 2023

Foreste psichedeliche

 
Sei mai stato dentro una foresta? Ti sei mai trovato in mare aperto di fronte alla tempesta? Oppure sul crinale, sospeso nel nulla, che unisce due cime altissime e sperdute; o nel deserto infinito, o più semplicemente in un sentiero di campagna? 

di Sumak kawsay: verso un’ecologia dei sé. Sul teriantropismo a partire da "Come pensano le foreste" di Eduardo Kohn.

Non è poi così scontato, al giorno d’oggi, per un individuo nato e cresciuto nel mondo cosiddetto “occidentale”, aver vissuto simili esperienze; eppure, sono convinto che, se ti sei trovato in una di queste situazioni, o in circostanze analoghe, ti sarà abbastanza facile cogliere ciò di cui parlerò in queste pagine, riconoscerlo quantomeno. Sembrerà strano ma parlerò di come le foreste pensano. 

E non solo: di come pensano anche attraverso di noi. E arriverò persino a dire che tutti noi – umani e non umani – pensiamo esclusivamente poiché siamo costantemente attraversati dal pensiero delle foreste, e del mare, e del deserto. Di tutta la vita che ci circonda.
Ti sei mai accorto di come la foresta pensa attraverso di te?
Questa è la vera domanda ...

venerdì 7 aprile 2023

Cosa è l'anima?

La maggior parte delle religioni, filosofie di vita e correnti di pensiero, definiscono l'anima come la parte spirituale di un essere vivente, capace di vivere in eterno e indipendente dalla parte fisica, ossia il corpo.

Generalmente si fa coincidere l'anima con la coscienza dell'essere umano, o il suo (IO).
Molto diffuso tra le religioni è il concetto di anima creata da Dio, quindi anima intesa come il soffio di Dio che anima la materia e che dopo la morte tende a ritornare a Dio colma delle esperienze vissute in vita.

Questa visione concorda molto con una teoria che vuole Dio come essere unico creatore di ogni cosa, Dio dopo aver creato tutto si accorge di non poter provare determinati sentimenti, il dubbio, la paura, l'amore, la tristezza, il dolore... sono sentimenti che un essere perfetto come egli non può provare, in quanto superiore a tutti essi.

Crea l'uomo, e a differenza di tutte le altre creature create nell'intero universo, lo dota di un potere speciale, mette in lui un anima speciale.

Un anima che è creata con la sua stessa energia e simile a Dio, ossia ad immagine e somiglianza, in pratica Quest'anima è una parte di Dio e grazie all'uomo che è capace di sentimento ed ha il libero arbitrio, l'anima si carica di tutte le intense e differenti emozioni umane, per poi tornare a Dio e Renderlo cosciente di tali esperienze...

sabato 25 marzo 2023

Cosa nascondono i sistemi di credenza - silenzio assenso

Un articolo di Rocco Bruno che potrebbe fornire una di quelle scossette che a volte si rivelano molto utili.
Catherine


di Rocco Bruno

La condizione di schiavitù (emotiva) e la dipendenza dai sistemi è funzionale al nutrimento dei nostri "predatori", tacerne significa perpetrare questa condizione, lasciare che le cose accadano senza porvi un freno porterà tutti all'annientamento totale.

Il resto alimenta solo lamentele che nutrono spropositatamente il sistema di alimentazione dei "predatori". 

Gli alti e bassi della vita quotidiana sono il prezzo che paghiamo per vivere secondo le regole di questo "sistema", ed è questo a trasformare gli umani in "cibo". Il "sistema" di credenze, di regole comportamentali e molto altro è funzionale a questa condizione, vivere nella preoccupazione, nell'assenza, nel timore di perdere il cibo, quando nessuno di noi ha mai realmente sperimentato la "fame" è il riflesso del "loro" di timore.

Se l'umanità resta in questa condizione vitale, "loro" non possono che avvantaggiarsene, ecco perché l'unica cosa che può permetterci di cambiare è superare il sistema "cognitivo" che ci hanno imposto attraverso il condizionamento.

Un sistema "cognitivo" è il modo con cui noi interpretiamo i fatti e le circostanze della vita, il modo, cioè, con cui intendiamo o interpretiamo tali eventi.

Un binario comportamentale che ci porta tutti a produrre sempre gli stessi effetti o reazioni, quella condizione di impotenza ed inadeguatezza che permette loro di usufruire delle scariche di energia che diventano il "loro" alimento.

Hanno fatto in modo che le "loro" necessità diventassero le nostre, convincendoci di essere quello che non siamo, instillandoci quel parassita, o demone che "loro" sono. 
Adesso siamo simbionti e non è così facile liberarsene, noi dipendiamo da loro adesso, come "loro" dipendono da noi per sopravvivere ...

venerdì 3 febbraio 2023

Al di là dell'ego

Fonte: “UN NUOVO MONDO – Riconosci il vero senso della tua vita” di Eckhart Tolle. © 2008 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano (ISBN 978-88-04-57781-2)

(pag. 57-61) “La maggior parte delle persone è così completamente identificata con la voce nella testa, con quell’incessante flusso di pensiero involontario e compulsivo e con l’emozione che lo accompagna, che potremmo definirla posseduta dalla propria mente.
Fino a che ne siete completamente inconsapevoli, credete che colui che pensa sia chi siete. Questa è la mente egoica. La chiamiamo egoica, perché vi è un senso del sé, dell’io (l’ego), in ogni pensiero, in ogni memoria, in ogni interpretazione, opinione, punto di vista, reazione, emozione. E, spiritualmente parlando, questa è l’inconsapevolezza.
Il vostro pensare, il contenuto della vostra mente, è ovviamente condizionato dal passato, dalla maniera in cui siete stati educati, dalla vostra cultura, dalla situazione familiare e così via. Il nucleo centrale di tutta la vostra attività mentale consiste in pensieri ed emozioni ripetitivi, in schemi reattivi con i quali siete fortemente identificati.
Questa entità è l’ego stesso ...

sabato 8 ottobre 2022

Presunzione

 di Francesco Salistrari.

Il sentiero di noi poveri mortali è lastricato da pietre taglienti, a volte, da foglie morbide seppur giallastre, altre, da ispidi cespugli di spine seppur carichi di more, in alcuni casi, da profumati fiori di campagna ondeggianti agli aliti del vento, qualche volta.

E' la vita ad essere così tortuosa, come una strada di campagna. E' essa che ci deride guardandoci negli occhi.

Lasciamo molte cose a sé, senza curarcene e invece ad altre assegniamo estrema importanza, senza però saper bene ed essere sicuri che sia davvero così. E lo si vede negli innumerevoli giudizi che ognuno, singolarmente, dà delle cose del mondo degli uomini. Esistono gli accordi, le convergenze, le comunioni, ma in fin dei conti, siamo tutti soli nel giudicare la vita e le sue cose. Esistono le regole, i codici, le norme e le morali, ma son tante e così contrastanti l'un l'altra che è impossibile stabilire dove stia la verità e la certezza del giudizio.

Siamo caduchi. Com'è caduco il nostro tempo, che non è eterno, ma limitato.
Qualcuno lo imbriglia nelle formule, nelle generalizzazioni storiche delle ere, dei periodi, in base a giudizi e categorizzazioni del tutto arbitrarie. E così abbiamo gli Evi, le Età e i Secoli.

Tutti, giorno per giorno lo contiamo, il tempo, secondo dopo secondo, con i nostri imprecisi orologi, e contiamo i giorni, gli anni, i periodi della nostra vita, arbitrariamente definendoli. In fin dei conti contando, anche se non ce lo confesseremmo mai, il tempo che ci resta da vivere, soli, nella nostra solitudine interiore, in quell'urlo di paura che a tutti scappa via nel sonno e nei sogni ...

mercoledì 22 giugno 2022

L'ego non si uccide, dell'ego ci si sveste

 di Rocco Bruno

L'ego non lo uccidi, non lo distruggi, perché l'ego non è qualcosa che esiste realmente, è parte della materia degli arconti, è parte del materiale con cui è fatto tutto qui, l'ego è una parte della nostra essenza che è rimasta impressa nella materia di questo mondo (Prakriti) ed ha preso la forma che il nostro grado di consapevolezza ci ha permesso di darle, l'ego è la materia dell'animale plasmata dall'intelligenza della coscienza, è materia planetaria e risponde alla leggi di questo piano.

Ecco perché si usa dire che l'essenza è imbottigliata, prigioniere dell'ego, ma questa cosa deve essere compresa.

L'ego è ciò che accade quando metti, dai l'intelletto, o meglio il valore aggiunto di "anima" ad un animale, l'ego è quello che accade ai suoi istinti quando gli dai intelletto, quando depositi in esso un seme di intelligenza, un embrione di coscienza, per questo l'elica del DNA è fatta in quel certo modo in grado di ospitare il flusso luminoso della vibrazione di un "anima", qualsiasi cosa questo significhi.

Questa "cosa" permette a quella materia di elevarsi, ed il processo di elevazione, di sviluppo, lo chiamiamo "lavoro", o anche "morte", o "annichilimento", o "disintegrazione" o "dissoluzione" dell'ego, questo perché qualcosa viene sciolto per dare vita a qualcos'altro, proprio come accade ad un seme di grano (e si capisce qui perché da dove proviene la parabola sulla "zizzania") quando viene messo nella terra, la "pula" (la "pula" procede solo dal seme di grano, la "zizzania" invece da un seme diverso) che lo circonda si rompe ed inizia il nuovo processo di sviluppo.
La vita e la morte sono forze, è Shiva-Shakti che nello stesso tempo distrugge e costruisce ...

venerdì 10 giugno 2022

L'ego distorce la realtà

 
L'ego ha continuamente bisogno di dare una buona immagine alla società, manca di umiltà e cade molto spesso nell'esercizio dell'orgoglio. Ora, è anche conveniente distinguerlo da quel senso del sé più difensivo, un'istanza psichica in cui si riconosce e si definisce la propria identità. 

Quindi lasciare che il nostro ego accentui il suo lato più negativo può certamente rappresentare un problema.

Pochi concetti sono così complessi da definire come l'ego. Immanuel Kant ha compreso questa dimensione come un'entità in cui ogni rappresentazione mentale che la persona esegue è stata inclusa.. 

Per Sartre, era solo un'altra parte della coscienza. Tuttavia, la definizione più interessante e conosciuta è quella che ci ha fornito la psicoanalisi ...

mercoledì 4 maggio 2022

Falsa libertà e libero arbitrio

In merito alla libertà circolano costantemente due falsità. In primo luogo, si dice che la mia libertà debba fermarsi laddove inizi la libertà del mio prossimo.

Tutto ciò è falso, dal momento che quando il mio prossimo decide di prendersi una libertà più grande della mia, non resta più spazio per la mia libertà. 
In secondo luogo, si presume che essere liberi significhi fare ciò che si vuole. Anche questo è falso, perché chi 'vuole' è il corpo emotivo del desiderio governato dall'ego. In entrambi i casi stiamo parlando di falsa libertà.

In realtà, io vivo in una gabbia di nome ego in cui, inconsciamente, mi comporto sia come una pecora bianca servile che come una pecora nera ribelle. 

Le pareti della mia cella sono edificate su una base denominata istinto di sopravvivenza; le sbarre alla finestra sono fatte di un metallo chiamato paura. Solo io ho il potere di creare la mia prigione, solo io ho il potere di riaprire la porta. Tutto ciò si può riassumere in due parole: libero arbitrio...

domenica 10 aprile 2022

L’infelicità o la negatività sono una malattia

L’infelicità o la negatività sono una malattia sul nostro pianeta

Ciò che l’inquinamento è a un livello esterno, la negatività lo è a uno interiore. Si trova dappertutto, non soltanto è presente nei luoghi nei quali la gente non ha a sufficienza per vivere, ma anche dove ce n’è più che abbastanza. 

Vi sorprende? 
No. Il mondo del benessere è ancora profondamente identificato con la forma, maggiormente perso nel contenuto, più intrappolato nell’ego.

La gente crede di dipendere da ciò che accade per la propria felicita, il che sarebbe come dire, di dipendere dalla forma. Non si rende conto che gli avvenimenti sono la cosa più instabile dell’universo. Cambiano costantemente. 

Le persone vedono il momento presente definito da qualcosa che è accaduto, ma che non avrebbe dovuto accadere, o da qualcosa che non è accaduto, ma avrebbe dovuto accadere. 

Perdono così la profonda perfezione che è dietro a ciò che sta o che non sta accadendo, dietro la forma ...

sabato 11 dicembre 2021

La follia e la realtà

I fisici, con un processo di rielaborazione ancora lento ed esitante, si stanno rendendo conto che il cosiddetto “modello standard” del reale, che con tanta difficoltà è riuscito parzialmente a unificare la dottrina atomica di Bohr con la cosmologia di Einstein, è soltanto un' approssimazione rozza del vero, valida entro parametri limitati, come lo era l’universo–orologio concepito dal meccanismo di Cartesio e Newton.

Nel mondo reale, al di fuori della scala limitata offerta dai nostri sensi e dai nostri processi razionali e istintivi, non ci sono certezze ma soltanto probabilità. 
Il tempo non è lineare, bensì si ramifica, torna su se stesso, scorre al contrario. 

E soprattutto la percezione non è puro atto di registrazione dell'esistente, ma è ciò che in effetti determina il piano di realtà sul quale stiamo agendo. 
I fenomeni si definiscono e si completano in quanto li percepiamo, altrimenti rimangono in uno stato di indeterminazione probabilistica, non-vivi e non-morti come il gatto di Schroedinger ...

sabato 7 agosto 2021

L'ego, il falso centro

 Osho Rajneesh

Come prima cosa, si deve comprendere cos’è l’ego.

Un bimbo nasce. Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. 
E quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno.

Nascere significa questo.
Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi, vede gli altri.

Gli “Altri” significano il tu. Egli dapprima diventa consapevole della madre. Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto, ed egli si dimentica del corpo.
E’ così che un bimbo cresce.
Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con l’altro, diviene consapevole di se stesso.
Tale consapevolezza è una consapevolezza riflessa. Egli non è consapevole di chi lui sia. E’ semplicemente consapevole della madre e di ciò che lei pensa di lui. Se sorride, se gli fa dei complimenti, se gli dice: “Quanto sei bello”, se lo abbraccia e lo bacia, il bimbo è soddisfatto di sé.
In questo modo, è nato l’ego ...

sabato 27 marzo 2021

L'anima e l'intelligenza

Leon Moksha - Nicola Capuzzolo

"... Sull'anima i più grandi filosofi e saggi di tutti i tempi hanno scritto libri, formulato teorie ed esposto la propria dottrina. 

Anch'io ora cerco di analizzare tale mistero e non lo faccio per emulare i grandi del passato, lo faccio per me e per contribuire al mio percorso di risveglio interiore. 

Cercare di analizzare le dinamiche sull'anima, ammettendo anche la possibilità di poter sbagliare, mi consentirà la possibilità di crescere e comprendere. Pitagora, Eraclito, Platone e Aristotele hanno colto solo particolari aspetti del fenomeno "anima" e ognuno di loro ha cercato poi di seguire una propria strada personale. 

Il mio compito invece è stato quello di unire la visione di tali filosofi e quindi individuare un punto di equilibrio. 

Con l'aiuto del De rerum natura di Lucrezio e del Corpus Hermeticum ripercorro ed espongo la mia teoria sull'anima attraverso la fusione della dottrina occidentale con quella orientale. Nessuno dei grandi del passato hai mai sbagliato circa l'anima eppure nessuno ha mai detto il giusto; io ora, sicuramente non dirò come stanno realmente le cose, ma cercherò di avvicinarmi il più vicino alla realtà dei fatti ...
Dalla prima parte"L'anima e la legge del Logos" QUI ...

martedì 23 febbraio 2021

Agente Smith

Smith è il nostro ego, il nostro “io” psicologico, un consunto dei nostri difetti, dei nostri "aggregati psichici", il Caifa interiore di ognuno di noi, la cattiva volontà, la nostra cattiva volontà, che non necessariamente si deve esprimere attraverso atti chiari, evidenti o eclatanti; a volte è qualcosa di così sottile da nascondersi nelle nostre piccole ripicche, nei piccoli dispetti: uno sgambetto ad una persona, ad un amico mentre corre, o quando semplicemente diciamo a qualcuno “te lo avevo detto” e nel farlo goderne lasciando intendere una certa soddisfazione.

Smith è la causa dei nostri difetti, è la conseguenza della fornicazione, dell'organo kundanbuffer, del serpente tentatore dell’Eden, è ciò che in noi ci rende maledettamente sgradevoli, è il consunto dei nostri aggregati psichici: il guardiano soglia.

Tre sono i guardiani: il Primo guardiano è il desiderio, poi viene la mente e la menzogna che è il secondo dei tre guardiani. Infine ci sono gli “io” causa della nostra cattiva volontà, gli “io” causa della nostra impossibilità di controvertire la manifestazione delle nostre sgradevoli espressioni.
E mi ripeterò all’infinito nel dire, che capire che cosa è l’ego, non è questione di stabilire se esso sia "buono" o "cattivo", questi sono solo i parametri di una mente ordinaria, di una vita vissuta in modo orizzontale, di una morale soggettiva fatta di concezioni relative.

Capire cosa è l’ego significa capire cosa ci impedisce di essere liberi, significa capire cosa non abbiamo compreso nella vita e capire che nella nostra inconsapevolezza risiede la natura dell’ego, egli è la nostra Essenza che non ha capito e ha generato una distorsione, ha generato una alterazione di sé, ha generato un “io” Alterato, un Alter Ego, appunto ...

martedì 9 febbraio 2021

Come sai che esisti?

 Chi ti dice che sei il corpo? Se senti di “essere” lo attribuisci al fatto di percepire un corpo.

È dunque una percezione legata ai sensi, una supposizione, una credenza, un concetto. Tutto quello che puoi “capire” è solo attraverso i concetti. Ma prima dell’ ”io sono” chi sei? Non puoi saperlo, ma è quello che sei da sempre.

È l’io che mantiene i pensieri, le memorie, le congetture, l’io è la colla che lega dei concetti tra di loro, creando l’illusione di un’unità concreta.

La nostra vita è sempre stata soffusa da una certa scontentezza, allora cerchiamo un traguardo, la sorgente da cui tutto emana ed in cui rifugiarci e trovare pace, ma questo non esiste tranne come congettura. Il testimone, che osserva tutto questo, si rivela un aggregato chimico o sostanza nervosa che alla fine si rivela anch’essa un’astrazione ed un’esperienza altrettanto illusoria. Questo già lascia una sensazione di essere come sospesi nel vuoto.

La vera Realizzazione è senza esperienza di nessun genere: ciò che “sai”, per quanto indicibile o beatifico anche senza traccia di un’entità che lo provi, è pur sempre un’esperienza, ed anche il vuoto lo è, poiché è necessario “esserci” prima, per sperimentarlo o rappresentarlo. 
Anche le cosiddette esperienze spirituali richiedono un cervello per crearle, basta un elettrodo applicato alla testa ed ecco luci blu, il senso di amore infinito, ma sono sempre esperienze definibili e passeggere ...

martedì 19 gennaio 2021

Guerrieri o vittime?

Il profilo psicologico del “Lamentante” sui Social Network.

di Tiziano Cerulli

E' un fenomeno di moda sui Social Network, come Facebook, il “lamento” diffuso o la pubblicazione di immagini e contenuti lamentosi, con annessa esclusione o bloccaggio del profilo degli utenti che non appoggiano o avvalorano la tesi del: “il mondo è uno schifo e le persone sono cattive, tranne me che sono una povera vittima e nessuno mi comprende”.

La dinamica psicologica è la seguente: sono arrabbiato per qualcosa che mi è successo e invece di fermarmi a pormi delle domande sulla mia vita o a raccogliermi in meditazione mi sfogo scrivendo un post tragico/drammatico sulla gravità della mia situazione o su quella che penso sia la realtà: 
Mi lamento perché non ho lavoro o l'ho perso e il Governo non fa nulla per trovarmi un nuovo lavoro...mi lamento perché non trovo un partner uomo o donna sufficientemente vicino ai miei ideali su come dovrebbe essere l'uomo o la donna perfetta che soddisfi tutti i miei bisogni...mi lamento perché l'ambiente di lavoro o la mia famiglia non è come quello della mia serie TV preferita o la famiglia del Mulino Bianco...mi lamento perché la mia linea telefonica non è abbastanza veloce per i miei preziosi momenti di vita virtuale all'interno di una realtà dove posso mostrare la mia finta identità di persona per bene...mi lamento perché sono sfortunato/a e mi capita di incontrare solamente persone che non mi capiscono, mi trattano male, feriscono la mia sensibilità...mi lamento perché gli altri non sono al mio livello di coscienza”...

lunedì 23 novembre 2020

Perché la gente non ascolta

di Paolo Franceschetti

Una delle constatazioni più evidenti che ho sempre fatto nella mia vita, è quella della mancanza di capacità di ascolto da parte delle persone.

Il 90 per cento delle persone non ascolta, in genere aspetta il momento di parlare, senza porsi il problema che, se lui non ha alcuna intenzione di ascoltare ma solo di parlare, e se l’altro fa lo stesso, le conversazioni diventano un monologo tra sordi.

La dimensione del fenomeno assumeva contorni per me stupefacenti quando constatavo che la mancanza di ascolto era presente pure in contesti dove la cosa nuoceva all’ascoltatore: l’investigatore che sta seguendo una pista, ma che non ascolta tesi diverse che pure potrebbero servirgli; l’oncologo che non si informa sulle teorie alternative e non legge altri libri oltre a quelli consigliati dall’università in cui ha studiato; lo studioso che si definisce tale ma non ascolta tesi diverse o punti di vista diversi sul fenomeno da lui studiato.

Tutte queste situazioni erano per me al limite dell’incomprensibilità ...