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mercoledì 22 giugno 2022

L'ego non si uccide, dell'ego ci si sveste

 di Rocco Bruno

L'ego non lo uccidi, non lo distruggi, perché l'ego non è qualcosa che esiste realmente, è parte della materia degli arconti, è parte del materiale con cui è fatto tutto qui, l'ego è una parte della nostra essenza che è rimasta impressa nella materia di questo mondo (Prakriti) ed ha preso la forma che il nostro grado di consapevolezza ci ha permesso di darle, l'ego è la materia dell'animale plasmata dall'intelligenza della coscienza, è materia planetaria e risponde alla leggi di questo piano.

Ecco perché si usa dire che l'essenza è imbottigliata, prigioniere dell'ego, ma questa cosa deve essere compresa.

L'ego è ciò che accade quando metti, dai l'intelletto, o meglio il valore aggiunto di "anima" ad un animale, l'ego è quello che accade ai suoi istinti quando gli dai intelletto, quando depositi in esso un seme di intelligenza, un embrione di coscienza, per questo l'elica del DNA è fatta in quel certo modo in grado di ospitare il flusso luminoso della vibrazione di un "anima", qualsiasi cosa questo significhi.

Questa "cosa" permette a quella materia di elevarsi, ed il processo di elevazione, di sviluppo, lo chiamiamo "lavoro", o anche "morte", o "annichilimento", o "disintegrazione" o "dissoluzione" dell'ego, questo perché qualcosa viene sciolto per dare vita a qualcos'altro, proprio come accade ad un seme di grano (e si capisce qui perché da dove proviene la parabola sulla "zizzania") quando viene messo nella terra, la "pula" (la "pula" procede solo dal seme di grano, la "zizzania" invece da un seme diverso) che lo circonda si rompe ed inizia il nuovo processo di sviluppo.
La vita e la morte sono forze, è Shiva-Shakti che nello stesso tempo distrugge e costruisce ...

venerdì 10 dicembre 2021

Se la feroce religione del denaro divora il futuro

Per capire che cosa significa la parola "futuro", bisogna prima capire che cosa significa un'altra parola, che non siamo più abituati a usare se non nella sfera religiosa: la parola "fede". 
Senza fede, o fiducia, non è possibile futuro, c'è futuro solo se possiamo sperare o credere in qualcosa. 
Già, ma che cos'è la fede? 

David Flüsser, un grande studioso di scienza delle religioni - esiste anche una disciplina con questo strano nome - stava appunto lavorando sulla parola pistis, che è il termine greco che Gesù e gli apostoli usavano per "fede". 
Quel giorno si trovava per caso in una piazza di Atene e a un certo punto, alzando gli occhi, vide scritto a caratteri cubitali davanti a sé Trapeza tes pisteos. Stupefatto per la coincidenza, guardò meglio e dopo pochi secondi si rese conto di trovarsi semplicemente davanti a una banca: trapeza tes pisteos significa in greco "banco di credito". 

Ecco qual era il senso della parola pistis, che stava cercando da mesi di capire: pistis, " fede" è semplicemente il credito di cui godiamo presso Dio e di cui la parola di Dio gode presso di noi, dal momento che le crediamo. Per questi Paolo può dire in una famosa definizione che "la fede è sostanza di cose sperate": essa è ciò che dà realtà a ciò che non esiste ancora, ma in cui crediamo e abbiamo fiducia, in cui abbiamo messo in gioco il nostro credito e la nostra parola. 
Qualcosa come un futuro esiste nella misura in cui la nostra fede riesce a dare sostanza, cioè realtà alle nostre speranze...