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lunedì 6 aprile 2026

Il Dio che non chiami più Dio

 di Antonio Ruben

Il male aveva sempre un volto riconoscibile: Satana, Lucifero, Belzebù, Asmodeo, il Diavolo, il Maligno. Non erano solo nomi, ma strutture simboliche che permettevano all’uomo di delimitare ciò che temeva. Dare un nome significava circoscrivere, e circoscrivere significava poter combattere. 
Il male, in questo senso, era esterno: qualcosa da cui difendersi, qualcosa che agiva contro l’uomo.

Eppure, nella storia, il male raramente si è presentato come tale. Ha preferito indossare abiti più sofisticati. Figure come Tomás de Torquemada incarnano una verità scomoda: il male può agire in nome del bene. L’Inquisizione non si percepiva come violenza, ma come salvezza. Si torturava per purificare, si uccideva per redimere.
Allo stesso modo, sistemi guidati da Adolf Hitler e Joseph Stalin hanno trasformato ideologie in strumenti di distruzione, giustificando il sacrificio umano come necessario per un futuro migliore.

Il punto non è la crudeltà in sé, ma la sua giustificazione. Il male più pericoloso non è quello che si dichiara, ma quello che si legittima. 

Quando diventa necessario, quando diventa giusto, smette di essere riconosciuto. Ed è proprio lì che diventa assoluto...

mercoledì 4 marzo 2026

La teoria della stupidità di Bonhoeffer

«Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodistruzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese» 
- Dietrich Bonhoeffer -

Per Bonhoeffer la stupidità non è un deficit intellettivo, ma un fenomeno morale e sociale.

Le persone stupide non sono necessariamente ignoranti: spesso sono istruite, competenti, perfino brillanti. La stupidità nasce quando l’individuo rinuncia al pensiero autonomo.

1. La stupidità come prodotto del potere
Secondo Bonhoeffer, la stupidità aumenta quando cresce il potere esterno.
Non è l’errore a renderci stupidi, ma la sottomissione mentale.
 
Quando un sistema semplifica la realtà, fornisce slogan al posto di pensieri, offre sicurezza emotiva al posto della verità, le persone smettono di pensare e iniziano a ripetere... 

martedì 25 novembre 2025

L’esperimento Milgram ovvero la banalità del male


Nel 1961 si svolse uno dei più controversi esperimenti di psicologia sociale che ebbe merito, purtuttavia, di spiegare come, in certi contesti, brave persone possano perdere ogni freno morale ...

Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, filosofi, psicoanalisti e storici discussero per anni su come centinaia di migliaia di persone comuni eseguirono con disarmante normalità le azioni più riprovevoli ed aberranti dell’ideologia nazista. 

La “banalità del male” come l’aveva definita Hanna Arendt nel 1963 fu soggetta ad una verifica durante uno dei più controversi e scioccanti esperimenti di psicologia sociale nel 1961.

Il professore Stanley Milgram dell’Università di Yale reclutò attraverso annunci sui giornali 40 volontari, maschi, tutti tra i 20 e i 50 anni, di diversa estrazione sociale e professionale: insegnanti, dipendenti pubblici, ingegneri, operai, commercianti ...

domenica 7 luglio 2024

L’Impostura globale e l’incontro con il male

di Piero Cammerinesi

Che questo sia un momento di transizione storica fondamentale, chi voleva capirlo l’ha capito ormai da un bel pezzo e chi non vuole capirlo probabilmente non lo capirà mai. 
D’altra parte, come si suol dire, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.   

Chi conosce la Storia, quella con la esse maiuscola, sa bene che vi sono dei fatti che si preparano a lungo in modo invisibile sotto la superficie degli eventi esteriori, per poi manifestarsi in modo esplosivo.

Ciò, tuttavia, non significa che coloro che cercano di analizzare gli eventi esteriori alla luce di una visione più ampia vengano necessariamente colti di sorpresa.

Certamente Jean e Marie, mentre correvano verso la Bastiglia con le torce in mano per liberare i prigionieri e procurarsi delle armi in quei fatali giorni di luglio del 1789, non sapevano di essere protagonisti di quella Rivoluzione Francese che avrebbe cambiato il volto del mondo ...

martedì 10 ottobre 2023

Il diavolo è con noi

 di Gianni Tirelli

C’è male e male. Dipende dalle modalità, dalle intenzioni, finalità e circostanze.

In passato, il Diavolo, trovava conforto alle sue perversioni, insinuandosi subdolamente nei pensieri degli uomini e seducendoli con vane promesse di perversa felicità. Oggi, è padrone del loro cuore.

Non è una differenza da poco, ma direi che, in maniera netta, si pone come spartiacque fra il mondo contadino e la rivoluzione industriale, terreno di cultura del progetto mefistofelico.
Ad un certo livello di malvagità e crudeltà, poi, corrispondono effetti più o meno devastanti. Nell’Apocalisse, raggiungono il loro apice, coronando il progetto demoniaco e, nello sterminio di ogni forma umana e umanoide, consacrano la sua vittoria.

Così, oggi, furbizia mistificazione e raggiro hanno soppiantato l’impianto etico e l’intelligenza, e assimilate come pratiche relazionali quotidiane; ma non solo. Come strumento lecito, fondamentale e irrinunciabile per la sopravvivenza del Sistema di Satana.

Nelle moderne società liberiste, l’illegalità è assurta a regola. Gli organi preposti a contrastarla, sono così marci e corrotti che, definirle civili, è un autentico contrasto logico.
Il falso è un fondamentale del relativismo demoniaco e fratello gemello dell’ossimoro; i due, insieme, sono capaci di innescare tali catastrofi da fare impallidire il nazismo...


mercoledì 22 giugno 2022

L'ego non si uccide, dell'ego ci si sveste

 di Rocco Bruno

L'ego non lo uccidi, non lo distruggi, perché l'ego non è qualcosa che esiste realmente, è parte della materia degli arconti, è parte del materiale con cui è fatto tutto qui, l'ego è una parte della nostra essenza che è rimasta impressa nella materia di questo mondo (Prakriti) ed ha preso la forma che il nostro grado di consapevolezza ci ha permesso di darle, l'ego è la materia dell'animale plasmata dall'intelligenza della coscienza, è materia planetaria e risponde alla leggi di questo piano.

Ecco perché si usa dire che l'essenza è imbottigliata, prigioniere dell'ego, ma questa cosa deve essere compresa.

L'ego è ciò che accade quando metti, dai l'intelletto, o meglio il valore aggiunto di "anima" ad un animale, l'ego è quello che accade ai suoi istinti quando gli dai intelletto, quando depositi in esso un seme di intelligenza, un embrione di coscienza, per questo l'elica del DNA è fatta in quel certo modo in grado di ospitare il flusso luminoso della vibrazione di un "anima", qualsiasi cosa questo significhi.

Questa "cosa" permette a quella materia di elevarsi, ed il processo di elevazione, di sviluppo, lo chiamiamo "lavoro", o anche "morte", o "annichilimento", o "disintegrazione" o "dissoluzione" dell'ego, questo perché qualcosa viene sciolto per dare vita a qualcos'altro, proprio come accade ad un seme di grano (e si capisce qui perché da dove proviene la parabola sulla "zizzania") quando viene messo nella terra, la "pula" (la "pula" procede solo dal seme di grano, la "zizzania" invece da un seme diverso) che lo circonda si rompe ed inizia il nuovo processo di sviluppo.
La vita e la morte sono forze, è Shiva-Shakti che nello stesso tempo distrugge e costruisce ...

giovedì 31 dicembre 2020

La scienza dello spirito - superare le contraddizioni esteriori

di Massimo Scaligero

La realtà è sempre una contraddizione in divenire continuo e si evolve nella realizzazione della tesi-antitesi-sintesi e non può essere spiegata da una logica astratta che fissa una volta per tutte il bene e il male, il bello e il brutto, la verità e la menzogna; essendo la realtà una contraddizione in evoluzione anche gli esercizi contengono delle contraddizioni da superare.

1) Il pensiero obiettivo trasforma la distrazione in sicurezza e deve superare le contraddizioni delle fissazioni.
2) L’azione libera trasforma la mancanza di volontà in attività e deve superare le contraddizioni dell’attivismo.
3) L’equanimità trasforma i complessi in calma interiore e deve superare le contraddizioni dell’insensibilità.
4) La positività trasforma gli schemi mentali in nuove amicizie e deve risolvere le contraddizioni dell’ipocrisia.
5) La spregiudicatezza trasforma l’attaccamento al passato in ricettività e deve superare le contraddizioni dell’illogicità.
6) L’osservazione esatta trasforma il non ricordare in memoria e deve risolvere le contraddizioni dell’attaccamento al passato.
7) La percezione degli archetipi trasforma l’astratta dialettica in creatività e deve superare le contraddizioni della fantasticheria.
8) L’equilibrio interiore trasforma la scontentezza in armonia e deve superare le contraddizioni interiori prima di poter agire sulla realtà esteriore...

venerdì 25 dicembre 2020

I negatori del male e la condizione umana

“L’ambiguità del reale è siffatta che il Bene stesso può generare il Male.” 
- F. Schelling -

E’ estenuante il dibattito con gli assertori della “verità”: estenuante ed inutile. Ora, mi chiedo come sia possibile essere sicuri di possedere verità ontologiche (non empiriche) per dispensarle ai profani. Come spesso avviene, la pietra d’inciampo è il problema del male.

I dogmatici, per avere ragione in modo definitivo, invece di ricorrere ai funambolismi dei teologi, che tentano di spiegare il mysterium iniquitatis, scivolando in conclusioni più insanabili delle già antinomiche premesse, negano il male tout court. E’ uno stratagemma molto efficace, ma pur sempre uno stratagemma.

Se si obietta che resta comunque una dose di male che pare assurdo, inesplicabile, i negatori ti rispondono, con Leibniz e Pangloss che “tutto è perfetto così com’è”. “Viviamo nel migliore dei mondi possibili”. Tali asserzioni sono postulati che non abbisognano di alcuna dimostrazione. Il male è solo il frutto di una visione limitata e soggettiva.
Sarà... Se si propone l’esempio di un bambino ucciso, dopo essere stato seviziato magari per anni, coloro replicano nel modo seguente: in primo luogo quel bambino ha deciso di nascere per maturare un’istruttiva esperienza che prevedeva la sua morte dopo una lunga tortura.

Inoltre essi affermano che il male incarnato in tale vissuto è del tutto illusorio, più inconsistente di un’ombra ...

sabato 1 aprile 2017

New Age: la formula vincente per la catastrofe?

Dobbiamo molto al movimento New Age che, nel mondo occidentale in particolare, basato sulla corsa alle tecnologie e al profitto, sull'Avere piuttosto che sull'Essere, ha bene o male reintrodotto elementi dimenticati di tipo meno materialisti : introspezione, pace e amore tra i popoli, rispetto per la vita, arte etc.. ma bisogna ricordare il pericolo delle varie infiltrazioni e influenze subite, nonché la faciloneria delle libere interpretazioni e i loro effetti.
Catherine


Tra le mie amicizie cosiddette New Age, addirittura tra alcune carissime, mi è capitato più volte di osservare un modus operandi allarmante: la simulazione estenuante dello stare bene a tutti i costi e di essere felici.

Nel mondo New Age, molte organizzazioni o gruppi cosiddetti spirituali, guru e i soprannominati operatori di luce "rivelano" ai loro seguaci la necessità di pensare sempre positivo e di concentrarsi solo sulla luce.

Lo credo bene che chi s'imbarca in questa visione del mondo di parte non avrà mai l'aiuto vero e necessario per essere sereno, completo ed integro, rischiando così di perdere la propria autenticità e sanità mentale per la continua negazione e repressione della propria parte denominata "negativa".

Come dice il filosofo-scrittore danese Soren Kierkegaard "ci sono due modi per essere ingannati. Uno è quello di credere a ciò che non è vero, l'altro è quello di rifiutare di accettare ciò che è vero". Soffriamo perché crediamo a verità false che non sono a nostro beneficio oppure perché ci rifiutiamo di accettare la verità.
Vuoi realmente fare il lavoro su te stesso?
In tal caso, dobbiamo assolutamente andare dentro la nostra "ombra"!

venerdì 15 luglio 2016

Fine del male?

La saggezza popolare identifica nella morte la fine di ogni sofferenza. “Ha smesso di soffrire”, “E’ passato/a a miglior vita”…: queste frasi esprimono il convincimento che, dopo il decesso, o perché subentra il nulla o in quanto l’anima si libera dai gravami terreni, ogni forma di dolore sparisce.

Quanto è plausibile tale convinzione?
Se hanno ragione i materialisti, secondo i quali la fine del corpo è la fine di tutto, non si pongono problemi, ma se avessero torto?

Adepti di talune confessioni cristiane asseriscono che solo un’esigua minoranza degli uomini sarà premiata con l’eterna beatitudine, mentre miliardi di reprobi già dimorano nell’inferno dove sono destinati a precipitare quasi tutti gli appartenenti alle attuali generazioni della Terra.

Sono sempre più numerosi i ricercatori che vedono nella luce avvolgente, nella sensazione di beatitudine ricordate da chi ha avuto un’esperienza di pre-morte un inganno arcontico: gli Arconti (o i demoni alias alieni malevoli) attirerebbero l’anima in una trappola per poi riciclare la psyché, reintroducendola in un nuovo involucro. In questo modo gli Altri possono proseguire a parassitare le loro vittime e ad usarle per trasferire le memorie da un cervello ad un altro...