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mercoledì 4 marzo 2026

La teoria della stupidità di Bonhoeffer

«Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodistruzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese» 
- Dietrich Bonhoeffer -

Per Bonhoeffer la stupidità non è un deficit intellettivo, ma un fenomeno morale e sociale.

Le persone stupide non sono necessariamente ignoranti: spesso sono istruite, competenti, perfino brillanti. La stupidità nasce quando l’individuo rinuncia al pensiero autonomo.

1. La stupidità come prodotto del potere
Secondo Bonhoeffer, la stupidità aumenta quando cresce il potere esterno.
Non è l’errore a renderci stupidi, ma la sottomissione mentale.
 
Quando un sistema semplifica la realtà, fornisce slogan al posto di pensieri, offre sicurezza emotiva al posto della verità, le persone smettono di pensare e iniziano a ripetere... 

mercoledì 1 novembre 2023

Preferite la verità o il dogma?

Lo stato di diritto, prima della garanzia delle libertà, è la garanzia della prevedibilità del diritto e degli effetti delle proprie azioni. La deriva distopica degli ultimi 3 anni ha cancellato le ultime vestigia dello stato di diritto nelle "democrazie liberali". 

Detto in parole povere, esiste un despota e un suddito che deve recepire gli ordini. 

Siamo entrati in nuova frontiera del diritto dove non si sanziona più l'illecito/illegale. 
No, adesso anche il "potenzialmente" è considerato illecito e degno di censura. 

Il "limite dell'illegale" è sanzionabile e punibile. Se non riuscite a capire la gravità di questa situazione siete già stati trasformati in sudditi. È un fatto e non è opinabile. È qualcosa che va al di là delle semplici tifoserie che, seminate ad arte dagli stati, hanno caratterizzato più marcatamente la società degli ultimi 3 anni. 

Perché, ad esempio, l'odio è legittimato quando viene canalizzato verso la narrativa "giusta". Ovvero, quella sostenuta dalla stampa generalista e approvata dal politicamente corretto. Chi ha pensato ai 2 minuti d'odio di orwelliana memoria, ha capito dove voglio andare a parare. 

Nella società attuale, i valori occidentali prevedono un odio legittimo. 
Ovvero quello indirizzato verso quel target stabilito di volta in volta dal politicamente corretto ...

sabato 1 luglio 2023

Il dogma del lavoro e il signoraggio bancario: schiavi per sempre.

"L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi."
- B. Russel -


Ciò per cui oggi falsamente si blatera (per lusingare gli animi e cullare il sonno alle teste vuote), è la necessità di un rinnovamento del sistema occupazionale basato su una certa etica del lavoro.

Punto primo, l’introduzione di un regime meritocratico. Il che, per l’appunto, se mai si realizzasse (e non è chiaro quali siano le coordinate del/di merito), sarebbe nient’altro che un nuovo regime, peggiore dell’attuale.

L’unico criterio di scelta attuabile in luogo della raccomandazione, in un sistema produttivo tecnocratico governato ai vertici da potentati monetari e finanziari, sarebbe la totale sottomissione ai dettami produttivi. Chi osasse avanzare dubbi, rivendicare qualcosa o semplicemente biasimare il sistema, non meriterebbe la calda accoglienza in seno agli addendi di questa sommatoria, non sarebbe degno di tanta grazia benefattrice.

Ma questo non è che un punto irrisorio, una variante della questione.

Il problema è chiedersi perché questi infeltriti cadaveri che sgambettano in preda al mito del benessere lavorativo, degli scatti in carriera, plaudano all’inasprirsi di un regime sotto le cui ronde boccheggiano e marciscono da secoli. Perché si sentano entusiasti e lusingati dalle prospettive di una carriera basata sull’obbedienza, sulla dedizione, sullo straordinario, abbacinati dalla prospettiva di una cena col capo o da qualche centesimo in busta paga.

L’uomo, originariamente, è altro. Il suo impiego coatto e quotidiano (pena la fame) nella catena di montaggio è una mostruosità che andrebbe perseguita con la galera...

sabato 7 gennaio 2023

Obbedienza?

 
 di Rita Riboni 

Condizionati all'obbedienza: perché spesso agiamo contro il nostro proprio sentire.

E’ possibile che, pur “in possesso delle capacità di intendere e volere” (cosa significa questa definizione? E tutti i condizionamenti e tutto il sub-conscio dove li mettiamo?) e forniti di una sana coscienza etica, potremmo, in seguito ad un ordine che ci viene impartito da qualcuno in cui crediamo o al quale ci conviene obbedire, prendere decisioni ed agire in modo contrario alla nostra naturale propensione?
La scomoda risposta è: sì… e ancora sì… e ancora sì.

Sì, potremmo assumere comportamenti contrari al nostro sentire, al nostro volere e alle nostre convinzioni, contrari persino a quella che crediamo essere la nostra morale, la nostra Coscienza.
Da più di un secolo e mezzo l’Umanità ha dovuto confrontarsi con l’idea che gli esseri umani (e non solo, perché è così anche nel caso di animali complessi) vivono, agiscono e progettano basandosi su una percentuale minima di consapevolezza di sé ...

martedì 1 novembre 2022

L'impossibile rimozione delle false nozioni

Non c’è niente da fare. Ormai l’idea che vaccinarsi sia servito “a proteggere l’intera popolazione” è entrata nel subconscio della maggioranza degli italiani, e di lì non uscirà più.

A nulla è servito rendersi conto che il virus ha tranquillamente continuato a girare, nonostante l’odioso green pass

A nulla è servito scoprire che gente quadrivaccinata – come Massimo Galli – si beccava comunque l’infezione da gente altrettanto vaccinata. 

A nulla è servito scoprire che la Pfizer non avesse mai nemmeno testato il vaccino contro la diffusione del virus, prima di metterlo in commercio.

Quella del “vaccino che salva la società” è ormai una verità acquisita, a livello popolare ...

domenica 23 maggio 2021

In memoria di chi mostrò la via

di Vincenzo Zamboni
(Fisico e musicista)

Nel mondo in cui attualmente viviamo godiamo di una quantità di libertà di scelta spesso inferiore alle aspettative e desideri di molti, e tuttavia certamente maggiore di quella che è stata nel corso di secoli passati, quando nelle nostre medesime terre i sovrani, civili o religiosi che fossero, godevano a volte persino del diritto di vita o di morte sui sudditi, financo riguardo semplici delitti di opinione.

Se le cose sono cambiate in meglio (anche se non a sufficienza) lo dobbiamo al lungo scontro svoltosi tra la libertà di opinione e coscienza da un lato, specialmente in campo scientifico, e l'arbitrio dell'autorità dall'altro lato, uno scontro svolto da persone come Giordano Bruno, Galileo Galilei, Baruch Spinoza, e, successivamente, tanti altri..

Sappiamo che Bruno, Galileo, Spinoza, privilegiarono senza dubbi, la propria coscienza, intesa come il corpus di conoscenza cui erano stati condotti dall'osservazione e riflessione, rispetto all'obbedienza verso l'autorità costituita ...

domenica 31 gennaio 2021

La moglie di Dio:politeismo e culto della Dea Madre nell'ebraismo pre-mosaico

di Lawrence Sudbury

Pensare ad un culto della dea madre all’interno della religione ebraica potrebbe a prima vista sembrare completamente insensato: in fondo stiamo parlando della religione monoteistica per eccellenza, che non ammette altra divinità all’infuori di Jahweh e che condanna senza remissione ogni pur velata forma di deviazione politeistica.

Le cose stanno certamente così, ma solo se ci riferiamo all’Ebraismo post-mosaico, mentre, in realtà, poco o nulla si può sapere con certezza sulla natura di culto ebraico prima della migrazione dall’Egitto e quel poco che riusciamo a ipotizzare su basi razionali sembra andare decisamente contro la visione classica dell’Israelitismo.

Nella storia ebraica, Abramo adora una divinità chiamata “Elohim” (e vedremo che questo termine ha una enorme importanza, essendo il plurale di “El”), che viene anche chiamato “El Shaddai” (“l’onnipotente”) o con un paio di altre varianti, mentre l’uso del “tetragrammon” si sviluppa solo dopo l’incontro di Mosé con Dio sul Monte Sinai.

Il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è, per altro, un Dio che vuole sacrifici di animali ed espiazioni regolari, che si intromette sulla vita umana con repentinità sorprendente e che richiede atti spesso assurdi ai suoi fedeli ...