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venerdì 28 marzo 2025

La profezia di Bill Gates sull’AI. Tra 10 anni medici e insegnanti non serviranno più

Bill Gates torna a parlare di intelligenza artificiale: “Tra 10 anni molti dei lavori che conosciamo non esisteranno più”. Ecco cosa pensa il noto imprenditore.

Parole forti che fanno discutere quelle di Bill Gates: “Nel giro di un decennio, grazie all’intelligenza artificiale, potremmo non aver più bisogno di molte figure professionali che oggi consideriamo indispensabili, a partire da medici e insegnanti”.

Qualcosa di già sentito più e più volte, qualcuno potrebbe pensare. Ma questa volta la situazione è ben diversa, perché queste non sono le dichiarazioni di “uno qualunque”, ma di una personalità riconosciuta e rilevante nel panorama tecnologico internazionale: il fondatore di Microsoft.

Nel corso di un intervista a The Tonight Show, un programma televisivo statunitense, l’illustre imprenditore ha lanciato un messaggio chiaro: l’AI rivoluzionerà ogni aspetto della nostra vita e, in alcuni settori, sostituirà inevitabilmente l’intervento umano ...

lunedì 2 gennaio 2023

2022: si chiude un ciclo di tre anni

Quello che si chiude il 31 dicembre non è il solito anno di 12 mesi, ma un periodo di tempo, compatto e unito, durato ben tre anni. Per la precisione, dal gennaio 2020 (data di “arrivo” del covid nel mondo) ad oggi.

Sono stati tre anni estremamente difficili, e solo le menti più forti ed equilibrate sono riuscite a non perdere del tutto il senso dell’orientamento.

Grazie al panico che è stato creato, sono stati ottenuti risultati che solo 10 anni fa sarebbero stati impensabili:

1 - Sono state obbligate centinaia di milioni di persone ad introdurre nel proprio corpo una sostanza sperimentale, seducendole, da una parte, con l’illusione di una immunità che non c’è mai stata, e ricattandole, dall'altra, con la privazione del diritto al lavoro.

2 – Questi milioni di persone sono state obbligate ad accettare questo ricatto senza che vi fosse una qualunque entità responsabile per eventuali effetti avversi: non sono responsabili le farmaceutiche che producono la sostanza sperimentale, non sono responsabili le agenzie del farmaco che la autorizzano, e non sono certo responsabili i medici che la iniettano. In compenso - colmo della perversione - il cittadino DEVE anche firmare un foglio con il quale si assume, in prima persona, le eventuali responsabilità per il danno subito ...

martedì 1 novembre 2022

L'impossibile rimozione delle false nozioni

Non c’è niente da fare. Ormai l’idea che vaccinarsi sia servito “a proteggere l’intera popolazione” è entrata nel subconscio della maggioranza degli italiani, e di lì non uscirà più.

A nulla è servito rendersi conto che il virus ha tranquillamente continuato a girare, nonostante l’odioso green pass

A nulla è servito scoprire che gente quadrivaccinata – come Massimo Galli – si beccava comunque l’infezione da gente altrettanto vaccinata. 

A nulla è servito scoprire che la Pfizer non avesse mai nemmeno testato il vaccino contro la diffusione del virus, prima di metterlo in commercio.

Quella del “vaccino che salva la società” è ormai una verità acquisita, a livello popolare ...

martedì 5 aprile 2022

Vite rovinate

 
Chissà, forse un giorno qualcuno si prenderà la briga di contare con equilibrio e razionalità quante vite sono state rovinate in conseguenza diretta del covid19 e quante invece lo sono state per via di una delle millanta fesserie che sono state montate l'una sull'altra perché il castello stesse in piedi. 

Non poteva mancare "il Giorno": per ogni castello di menzogne c'è un Giorno che lo celebra, come poteva non esserci quello in memoria delle vittime del covid? 

E tu, che nel tuo cuore soffri per ogni vittima di ogni cosa ma quando si arriva alla celebrazione istituzionale nel tuo buco del culo ti suona un campanello (per la verità in questo caso ti suonano le campane di tutte le chiese, e da molto prima), non puoi nemmeno dirlo, un ma, che subito sei bollato come insensibile (come ti permetti? tutti quei poveri morti!), esattamente come quando nel Giorno della Memoria ti permetti di opinare che l'olocausto ebraico è stato solo uno tra i tanti eccidi, e nemmeno il primo in classifica dell'orrore, e non ti riferisci certo alle foibe che dalle e dalle il loro bel Giorno del Ricordo l'hanno ottenuto, ma a massacri di gente a milioni su cui sono fondate molte nazioni dell'Occidente sedicente democratico (ad esempio, per non fare nomi, gli USA) ...

Equilibrio e razionalità, dicevo. 150mila e rotti morti, dicono. In tre stagioni influenzali. 
Si potrebbe dire: come tre stagioni influenzali dure come quella del 1970, consecutive. 


Al tempo, infatti, non esistendo il fatidico tampone (tecnologia giudicata dal suo stesso inventore inadatta all'uso che ne è stato fatto, e la cosa è stata presa per buona solo per giustificare il super green pass, per ottenere il quale i tamponi non servono, ma con acrobazia logica vertiginosa continuano a essere indispensabili per poter entrare in sala operatoria), l'etichetta "morto per virus" e la relativa contabilità erano molto diverse. 

Tanto che non c'è un modo corretto di confrontare le statistiche degli ultimi tre anni con quelle storiche, e chi lo fa o è in malafede o è vittima di inganno o autoinganno. Ma un modo indiretto per dedurre che qualcosa non quadra c'è: la diminuzione drammatica delle altre cause di morte. 

Per neutralizzarla dai calcoli ci sarebbero due vie, entrambe grossolane: o estendi agli ultimi tre anni i morti per altre cause degli ultimi anni precedenti, e vedi di quanto diminuisce il totale che si può attribuire senz'altro al covid, oppure prendi l'eccesso di morti rispetto alla media del decennio precedente, e togli quanti di loro sono morti perché magari non curati, suicidi per disperazione economica, o per malori inspiegabili e improvvisi dopo essersi vaccinati, e di nuovo vedi eccetera eccetera.

Se dopo tutto questo procedimento restasse comunque un eccesso di vittime, la sua proporzione sarebbe senz'altro meno impressionante delle cifre sbandierate quotidianamente da oltre due anni, certo molto meno adatta a giustificare tutte le disastrose misure messe in piedi. 


Ma io nel titolo non parlo specificamente di morti, ma di "vite rovinate". 

Perché tolto chi, quasi sempre avendo altri problemi, alla fine di covid è morto, povero lui e i suoi cari, e magari anche chi è stato ricoverato a lungo e si è portato appresso uno strascico di problemi, e poi si anche tutti coloro che sono passati dalla terapia intensiva, ecco, una volta tolti questi, per tutti gli altri, i milioni di altri, che hanno contratto e ricontratto il covid, il danno diretto è stato nel peggiore dei casi qualche giorno di influenza, e molto ma molto più spesso "poco più di un raffreddore" (cito i soloni a proposito della Omicron, che reputandola tale si fanno i belli sbandierando la fine dell'emergenza - semplificando nello stesso decreto le modalità per ricominciarla - ma ripeto non si sono preoccupati di far smantellare gli assurdi protocolli sanitari che impongono tamponi molecolari il giorno prima dell'anestesia, per cui ti rifiutano un intervento che non reputano vitale mentre magari per te lo è, e tu manco sei raffreddato) e ancora più spesso molto ma molto meno, se non niente (i milioni di "asintomatici", neologismo con alone semantico di "untori" appioppato a persone sane per alimentare il terrore).

Quindi, in attesa di un conteggio preciso, ecco il mio. 

In totale, tra morti e "feriti" di covid, arriviamo forse a qualche centinaio di migliaio di italiani che hanno perso la vita o l'hanno avuta rovinata direttamente dal virus. 

Contiamo ora, sempre a spanne, i morti e i feriti delle misure anticovid. Cito a memoria, ma vi invito a integrare l'elenco da voi. 
Piccoli imprenditori falliti: centinaia di migliaia, ma bisognerebbe contare le famiglie (che se a tuo figlio attacchi il covid molto probabilmente non gli fa niente, ma se subisci un tracollo economico gli togli il pane di bocca). 
Medici e infermieri senza lavoro, in un settore che certo non registrava esuberi. 
Malati di altre malattie trascurati, alla faccia della prevenzione, per via di una marea di reparti chiusi o ridimensionati e resi ad accesso problematico, in una rosa che va dall'oncologia alla procreazione assistita, includendo tutti gli apparati corporei e tutte le età. 

L'elenco è lunghissimo, e anche non volendo contare le semplici rotture di scatole di reclusioni assurde per protocolli ad minchiam aggravati e alleggeriti sempre ad minchiam, anche senza contare le vittime indirette della tremenda recessione attivata a partire dai lockdown e di certo nemmeno scalfita dai ridicoli piani di carità pelosa made in UE, prima del colpo di grazia della escalation bellica causata ancora una volta dall'imperialismo USA e relative ricadute sull'energia e il grano (due robette che toccano la vita di tutti), siamo a milioni di vite rovinate. 
Milioni, tra cui anche molti sciagurati che danno la colpa alla pandemia o a Putin - perché rifiutare una spiegazione semplice che ti servono a portata di mano, d'altronde? si risparmia la fatica di pensare, e non ci si mette nei guai.

Morale della favola: se l'avessero trattata come dovevano, cioè come una influenza più seria del solito, attrezzando la sanità (non potendo rimediare in un mese ai tagli di decenni, ma magari in un anno si) ad affrontare l'emergenza e istruendo i giornalisti a non creare e fomentare allarmismi (anziché, come hanno fatto spudoratamente, il contrario), senza minimamente occuparsi di chi non avesse sintomi seri o addirittura non ne avesse affatto, della epidemia se ne sarebbero accorti solo le vittime e i loro cari, più o meno come sempre (a me è accaduto nel 2019). 

E una società e una economia sane avrebbero potuto aiutarli certamente meglio di quanto è successo in questo disastro. Per tutti gli altri, sarebbe passata liscia. 

E invece. E invece. 
Ora, io continuo a preferire che lo abbiano fatto apposta, che i cosiddetti effetti indesiderati delle misure resosi necessarie non siano invece che i veri obiettivi di misure altrimenti assurde. 
Ma se non volete passare anche voi per complottisti, potete anche pensare che non lo hanno fatto apposta, dal che si deduce visto il bilancio che siano degli incompetenti. 
Meglio essere governati da farabutti o da scemi? Ecco un dilemma vecchio come il mondo.

Chiudo con un link. Qualcuno di voi ricorderà una delle tante volte in cui vi ho detto che il green pass resterà, e sarà legato alla transizione gretina. Ecco le prime prove pratiche.

No, due. Questo botta e risposta posticcio tra Draghi e Mazzucco è impagabile.

Meglio tre. Perché questo post di Pecchioli spiega benissimo il legame stretto tra le tre "guerre", pandemia e ambiente.



domenica 22 agosto 2021

Cari medici, cercate di ricordare quale dovrebbe essere il vostro lavoro…

L’industria farmaceutica sicuramente non avrebbe tanto da ridere se le persone fossero più sveglie, informate e mature, su questo non ci piove.

Ma prima ancora di ciò, la stessa industria andrebbe letteralmente al tappeto se la classe medica fosse più dedita alla cura della salute del prossimo e meno all’interesse economico privato o di gruppo.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, ovviamente. Come ovunque, anche tra i medici esistono persone degnissime, grandi geni e esseri umani profondamente dediti a cercare sempre nuove soluzioni, cure e metodi terapeutici.


Ma è un dato di fatto che la gran parte dei medici non fa alcuna attività di ricerca reale, non si mette a cercare quello che funziona meglio con mente aperta e curiosità realmente scientifica.
No, la maggior parte si limita a leggere le cosiddette “ricerche” pubblicate sulle riviste di settore, senza minimamente pensare che quegli stessi studi che prendono per oro colato non hanno nessuna affidabilità.

Il 99% dei cosiddetti studi scientifici sono finanziati dalle case farmaceutiche.
Il conflitto di interesse è talmente evidente che anche un idiota se ne può rendere conto. Qualunque idiota tranne la maggior parte dei medici che sembrano non rendersi assolutamente conto che uno studio scientifico pagato da chi produce il farmaco preso in esame dallo stesso studio non potrà mai e poi mai essere considerato oggettivo o anche solamente affidabile.

Gli studi nel campo della medicina dovrebbero essere finanziati dallo stato, dalle università e dalle fondazioni private che a loro volta non dovrebbero avere al loro interno alcun contatto con le
case farmaceutiche o con le persone che in esse lavorano, come invece accade oggi ...

martedì 13 marzo 2018

A Civate gli affreschi che potrebbero riscrivere la storia


La straordinaria testimonianza di un tempo sospeso tra gli Sforza e le Americhe 

Lago di Lecco, 6 marzo 2018

“Nessuna cosa si può amare, né odiare, senza piena cognizion di quella”.

Con questo lapidario quanto indiscutibile ammonimento, Leonardo da Vinci confinava la conoscenza - e di conseguenza il gradimento o meno di un qualcosa - a un pieno apprendimento degli elementi che la contraddistinguono.

Succede così che quasi sempre si aprano a chi adotta questo approccio stanze di conoscenza fino a quel momento precluse dal pregiudizio culturale che imprigiona, chi più chi meno, ciascuno di noi, permettendo di acquisire sempre più tessere per ricostruire quel puzzle riguardante la nostra storia che più di qualcuno, nel corso degli anni, si è divertito a scombinare.

Ricostruendo la vita e il profondo legame esistente tra Leonardo da Vinci e il nostro territorio, è stato naturale imbattermi in una preziosissima testimonianza pittorica conservata in una abitazione rinascimentale alle porte di Lecco, nel paesino di Civate ...

lunedì 10 luglio 2017

Cure che i medici non seguirebbero


Quando siete davanti ad una diagnosi preoccupante, una procedura invasiva o un’operazione rischiosa, probabilmente la domanda più intelligente che vorreste porre al vostro medico è « Lei che farebbe?».

Dopo anni di esperienza, essi sanno meglio di chiunque altro quali trattamenti e cure vale la pena fare e quali è meglio evitare.

A seguire dottori di primo piano e ricercatori rivelano ciò che personalmente eviterebbero; molti di loro sono controcorrente rispetto al sistema. I loro commenti vi sorprenderanno e vi illumineranno.

Uno psichiatra che non assumerebbe mai antidepressivi

La Dott.ssa Joanna Moncrieff è senior lecturer in psichiatria al London University College ed autrice di "The Myth Of The Chemical Cure" (Il Mito delle Cure Chimiche).
«Esercito la psichiatria da oltre 20 anni e nella mia esperienza gli antidepressivi non fanno nulla di buono. Non li prenderei mai in nessuna circostanza, nemmeno se pensassi al suicidio. Tutta la ricerca mostra che – nel migliore dei casi – gli antidepressivi fanno sentire le persone un pochino meglio di un placebo, ma non significa che di fatto curino la depressione. Dopo tutti questi anni di scannerizzazione del cervello, non abbiamo una sola prova che la depressione sia collegata ad un qualche squilibrio chimico nel cervello, dunque è discutibile tutta l’idea che noi possiamo trattarla con sostanze chimiche.

Io credo che la depressione è una reazione estrema alle nostre circostanze, ed il modo migliore per riprendersi è elaborare e lavorare sulla causa. A volte questo significa terapie che implicano dialogo, a volte significa modificare le circostanze come per esempio trovare un nuovo lavoro o guardare in faccia problemi relazionali...