lunedì 26 agosto 2013

Cari medici, cercate di ricordare quale dovrebbe essere il vostro lavoro…

L’industria farmaceutica sicuramente non avrebbe tanto da ridere se le persone fossero più sveglie, informate e mature, su questo non ci piove.

Ma prima ancora di ciò, la stessa industria andrebbe letteralmente al tappeto se la classe medica fosse più dedita alla cura della salute del prossimo e meno all’interesse economico privato o di gruppo.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, ovviamente. Come ovunque, anche tra i medici esistono persone degnissime, grandi geni e esseri umani profondamente dediti a cercare sempre nuove soluzioni, cure e metori terapeutici.

Ma è un dato di fatto che la gran parte dei medici non fa alcuna attività di ricerca reale, non si mette a cercare quello che funziona meglio con mente aperta e curiosità realmente scientifica.

No, la maggior parte si limita a leggere le cosiddette “ricerche” pubblicate sulle riviste di settore, senza minimamente pensare che quegli stessi studi che prendono per oro colato non hanno nessuna affidabilità.

Il 99% dei cosiddetti studi scientifici sono finanziati dalle case farmaceutiche.
Il conflitto di interesse è talmente evidente che anche un idiota se ne può rendere conto. Qualunque idiota tranne la maggior parte dei medici che sembrano non rendersi assolutamente conto che uno studio scientifico pagato da chi produce il farmaco preso in esame dallo stesso studio non potrà mai e poi mai essere considerato oggettivo o anche solamente affidabile.

Gli studi nel campo della medicina dovrebbero essere finanziati dallo stato, dalle università e dalle fondazioni private che a loro volta non dovrebbero avere al loro interno alcun contatto con le case farmaceutiche o con le persone che in esse lavorano, come invece accade oggi...


Il mondo accademico dovrebbe rifiutare qualunque sovvenzione provenga dall’industria farmaceutica, per non trovarsi debitore nei suoi confronti, e trarre anzi i suoi finanziamenti dalle stesse fondazioni di cui sopra e dalle università nonché dai governi che alla fine dovrebbero essere i garanti della libera ricerca nel nome del benessere del cittadino.

Ovvio che stiamo parlando di un’utopia, ma se nel frattempo la classe medica prendesse coscienza di quanto è elevata la sua responsabilità nei confronti di quelli che dovrebbe, per quanto possibile, guarire e non curare, allora le cose cambierebbero.

La maggior parte degli studi scientifici a supporto delle terapie farmacologiche oggi in uso finirebbero dove davvero dovrebbero stare: nel cestino della carta straccia.

La verità sugli effetti collaterali e sull’efficacia reale di farmaci e vaccini verrebbe immediatamente a galla e i relativi dati sarebbero a libera disposizione di tutti e non, come accade oggi, introvabili e secretati quando non addirittura falsificati.

I farmaci veri, quelli che salvano la vita, sarebbero davvero a disposizione di tutti e non solo di una limitata fetta di umanità, perchè l’interesse economico avrebbe molta meno influenza sulle politiche distributive, al contrario di quanto accade oggi, quando lo stesso intervento eseguito in un ospedale e da Medici senza Frontiere costa meno della metà nel secondo caso.

Le terapie più efficaci troverebbero il loro ruolo e potrebbero venire adottate senza i paraocchi di un metodo scientifico che di tale non ha e non ha mai avuto niente.

Cari medici, ricordate il giuramento di Ippocrate: ricordate che siete qui per curare la gente e non per renderla perenne fonte di reddito per voi o per big pharma cronicizzando le malattie anziché guarendole.

E se non ve lo ricordate (come è evidente dal vostro comportamento generale) eccone qui di seguito la parte fondamentale:

In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ricordate che è vostro preciso dovere fare di tutto perché i vostri pazienti guariscano e quando si dice “di tutto” vuol proprio dire “di tutto”, non solo quello che porta lucro, prestigio personale, o in un ristretto ambito terapeutico.

Questo dovrebbe essere il lavoro vero di un medico, non quello di prescrittore di pillole secondo assurde linee guida che non tengono neppure conto della differenza tra un essere umano e un altro.

2 commenti:

  1. il medico - del genere - fa parte di un sistema!! Le altre parti del sistema sono i consumatori, le dite, lo stato. Il sistema è caratterizzato da consumo e produzione. Nessuno delle parti, innanzitutto i pazienti, non desiderano limiti al consumo, ragionamenti difficili e attribuzione di responsabilità. Quindi il medico, che si mette al di fuori di questa logica non fa una vita facile!! E a chi gliene frega la via dell'illuminazione ?!

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  2. Vorrei aggiungere, oltre a quanto detto da Thomas, che l'industria farmaceutica, "big farma", fa parte del complesso economico/scientificao/monetario che nei primi del secolo scorso, hanno scalzato la vera ricerca fatta da medici e da ricercatori indipendenti, per accentrarla con abili sovvenzioni alle §Università perchè venissero indirizzate verso determinati indirizzi, con i risultati che possiamo vedere.

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