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martedì 7 gennaio 2025

Uomini formica, o Anu-naki degli Hopi, e i loro Scudi volanti


Un giorno non troppo lontano, dicono gli Hopi, gli Antichi Dei che hanno dato al via alla cultura umana sulla Terra, torneranno sui loro scudi dorati. 

Molte culture precolombiane hanno simili storie e racconti che affondano nei miti più ancestrali. 
Le tribù Hopi e non solo esse, hanno da sempre vissuto la loro vita tramandandosi gli insegnamenti di: Masauwu i cui concetti etici sono importantissimi e profondamente radicati nel popolo nativo americano degli Hopi. 

Questa divinità, al contrario di molte mitologie che li vedono venire dallo spazio, vivevano nel cuore della Terra, tramandando ad essi l’idea di una Terra Cava abitata ante litteram ...

venerdì 17 marzo 2023

Il misterioso “Disco Colgante” di 2000 anni fa

 
 di Ellen Lloyd

dal sito web AncientPages

Il ‘Disco Colgante’ di 2000 anni è un oggetto che è stato prodotto per ragioni sconosciute, o almeno così sembra a noi umani moderni.

Era uno strumento antico, un dispositivo high-tech, un manufatto rituale o offre prove della vasta conoscenza dell’astronomia dei nostri antenati?

Potrebbe essere solo una coincidenza, ovviamente, ma la “Disco Colgante” ci fa facilmente pensare che si tratti di una rappresentazione grafica della Via Lattea, o forse di qualche altra galassia a spirale. 
Come si formino i bracci di spirale in questo tipo di galassie non è ancora del tutto certo, ma gli astronomi moderni sanno che la maggior parte delle galassie a spirale contiene un rigonfiamento centrale circondato da un disco di stelle piatto e rotante. 

Se il “Disco Colgante” è davvero una rappresentazione della galassia a spirale, allora mostra che gli antichi erano molto più avanzati di quanto si pensasse in precedenza. 
La profonda conoscenza dell’astronomia dei nostri antenati ha sorpreso in diverse occasioni gli scienziati moderni ...

martedì 10 marzo 2020

La Puerta di Hayu Marca

Ci troviamo a circa 1300 km a sud est di Lima, in Perù, presso le rive del lago Titicaca, anno 2010.

Su un altopiano dalle singolari conformazioni rocciose si trova un santuario dove ancora oggi gli sciamani compiono rituali e offrono preghiere, come fanno ormai da generazioni.

Questa struttura è conosciuta come la "Puerta de Hayu Marca" o la "Porta degli Dei" o anche "Porta delle Stelle": una porta gigantesca scavata nella solida roccia di granito rosso che si trova letteralmente in mezzo al nulla, a oltre 4000 metri di altitudine.

Questa roccia ha un gigantesco rettangolo intagliato dove al centro, in basso è presente una nicchia che sembra proprio rappresentare una porta. La sola visione di tutto il complesso lascia assai perplessi.

Nonostante apparentemente si tratti di un portale nella roccia che non conduce da nessuna parte, un'interessante leggenda Inca tramandata da moltissime generazioni lo descrive invece come una porta capace di trasformarsi in un vero e proprio portale di accesso...

martedì 13 marzo 2018

A Civate gli affreschi che potrebbero riscrivere la storia


La straordinaria testimonianza di un tempo sospeso tra gli Sforza e le Americhe 

Lago di Lecco, 6 marzo 2018

“Nessuna cosa si può amare, né odiare, senza piena cognizion di quella”.

Con questo lapidario quanto indiscutibile ammonimento, Leonardo da Vinci confinava la conoscenza - e di conseguenza il gradimento o meno di un qualcosa - a un pieno apprendimento degli elementi che la contraddistinguono.

Succede così che quasi sempre si aprano a chi adotta questo approccio stanze di conoscenza fino a quel momento precluse dal pregiudizio culturale che imprigiona, chi più chi meno, ciascuno di noi, permettendo di acquisire sempre più tessere per ricostruire quel puzzle riguardante la nostra storia che più di qualcuno, nel corso degli anni, si è divertito a scombinare.

Ricostruendo la vita e il profondo legame esistente tra Leonardo da Vinci e il nostro territorio, è stato naturale imbattermi in una preziosissima testimonianza pittorica conservata in una abitazione rinascimentale alle porte di Lecco, nel paesino di Civate ...

martedì 5 dicembre 2017

Le linee di Nazca

In Sudamerica, Perù meridionale, nell'altopiano di Nazca, sopra un tavolato di circa 500 Kmq, si trova uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia.

In questo luogo tra i più aridi del mondo, dove soffiano venti impetuosi, negli anni '20 un pilota militare avvistò nel deserto strani segni, presentò regolare rapporto ma da allora, per 50 anni, su Nazca calò il segreto di Stato.

Sul suolo dell'altopiano sono state disegnate con una incredibile perizia, tutta una serie di figure antropomorfe, zoomorfe e geometriche, tutte realizzate con tratto continuo.

Per vederle occorre essere ad una quota di almeno 300 metri dal suolo; per ammirarle tutte insieme bisogna superare i 1.000 metri.

Sono centinaia di disegni talmente grandi da essere visibili solo dall'alto e, non esistendo alcun punto elevato nelle vicinanze, per osservarli occorre un mezzo volante. La scimmia, ad esempio, è lunga 130 m e larga 90 m.
Come hanno fatto a disegnarla se non era possibile controllare dall'alto le proporzioni del geroglifico? ..

martedì 6 gennaio 2015

Paititi Eldorado Akakor: il mito diviene realtà

Riccardo Magnani

Come spesso accade nel mondo della ricerca, una singola intuizione può essere la chiave per aprire porte di conoscenza inattese. Studiando approfonditamente Leonardo da Vinci come forse fino ad oggi nessuno studioso era riuscito a fare, è stata proprio una intuizione, una delle tante, a permettermi di realizzare la più inaspettata e per questo ancor più bella delle mie scoperte.

L’intuizione di cui parlo è legata all’importanza delle tre costellazioni che formano il triangolo estivo, ovvero Cigno, Lira e Aquila; in particolar modo è legata alla costellazione della Lira, unitamente al fatto che Leonardo giunse a Milano alla corte degli Sforza nel 1483 accompagnato dalla curiosa definizione di “eccellente suonatore di Lyra”.​

Spesso il confine che delimita sotto il profilo nominale la cronaca storica dal mito o dalla leggenda è la presenza o meno di elementi documentali di confronto reali e oggettivi. Succede così che scoprendo una partitura musicale del più grande genio della storia (Fig. 1) (la stessa musica è nascosta nell’Ultima Cena tra l’altro) e ritrovando una definizione di Cicerone nel De Republica ("E gli uomini che sanno imitare sulla lira il concerto dei cieli hanno ritrovato il cammino che adduce a questo regno sublime"), accade che si aprano inaspettatamente all’intuito umano porte di conoscenza altrimenti inaccessibili alla sua ragione ...

domenica 9 giugno 2013

Altopiano andino - Le particolarità della lingua Aymara


L'Aymara, il Kawki e lo Jaqaru formano la famiglia linguistica Jaqi, parlata nelle Ande.

L'Aymara è la lingua nativa della popolazione di un'estesa regione dell'Altopiano Andino che comprende parte della Bolivia, il sud del Perù e il nord del Cile. È parlata da circa tre milioni e mezzo di persone.

Le tre lingue della famiglia Jaqi hanno una struttura simile che si basa su postulati molto diversi da quelli appartenenti alla famiglia indoeuropea.

La conversazione, in queste lingue, sembra essere orientata verso un rispetto per ogni persona senza gerarchia di valori personali, al fine di raggiungere l'armonia indispensabile ad un lavoro costruttivo nell'ambito della comunità.
L'autonomia, infatti, si accorda bene con un'etica molto forte, data dal valore primario del lavoro (della terra) e della produzione.

Nella lingua aymara si concepisce la dimensione temporale come se fosse posizionata in quella spaziale.

La prima divisione dei tempi verbali è, quindi, tra "futuro" e "non futuro", senza una separazione obbligatoria tra presente e passato. Per scandire il tempo si utilizzano metafore spaziali: ad esempio il termine "quipurkam" , traducibile con "fino ad un altro giorno", è composto da quipa = dietro + uru = giorno + kama = fino (molto diverso dal nostro concetto di domani).

Quindi nella lingua aymara esiste solo una concezione retrospettiva e, coloro che la parlano, non concepiscono il concetto di "andare verso" il futuro...

sabato 1 giugno 2013

L'El dorado? Eccolo qua!

Riccardo Magnani

Attraverso l’approfondimento di un particolare asterismo e seguendo le indicazioni date nelle sue opere da Leonardo da Vinci, suo preminente oggetto di studio, Riccardo Magnani ha portato alla luce i resti della più leggendaria delle città: l’Eldorado.

Ubicati nella intricata selva amazzonica, al confine tra Perù, Brasile e Bolivia, i resti individuati dal ricercatore lecchese non danno adito a dubbio alcuno, e confermano tutte le mezze verità che ogni leggenda porta con sé; la città megalitica, riemersa seguendo la logica dell’astronomia replicata in terra dagli antichi abitanti della terra, infatti, incarna perfettamente i dettami leggendari di tre miti corrispondenti: Paititi per i nativi, l’Eldorado dei Conquistadores spagnoli e Akakor, la città sotterranea narrata dal giornalista freelance Karl Brugger, misteriosamente assassinato negli anni ’80.

Il sensazionale ritrovamento porta alla luce i resti di una vera e propria città, costituita da diverse unità caratteristiche come nella logica urbanistica di un tempo, come si evince chiaramente dalle immagini riportate, rappresentate distintamente almeno da un piazzale cerimoniale principale, un tempio dedicato al culto del sole, alcuni piazzali minori e tre distinte formazioni piramidali a gradoni, e molto altro ancora; ognuna di queste opere è caratterizzata da dimensioni decisamente extra-large, fatto questo che fa pensare a una civiltà megalitica pre-incaica antichissima, con ogni probabilità coeva a Nazca e Tiwanaku...

domenica 3 marzo 2013

Intervista a Riccardo Magnani, "la scoperta di Eldorado"

A cura di Gino Perra

Lecco, dal continente ci delizia Riccardo Magnani per "Jente" come anticipato nell'articolo di presentazione del gruppo "Jente Shardana", abbiamo dato una veloce presentazione di alcuni membri del gruppo (Riccardo Magnani, che nutre una grande passione per la storia, l’archeologia e la ricerca nelle opere di Leonardo Da Vinci , anche se i suoi studi non sono propriamente mirati sulla Sardegna è un ottimo punto di riferimento nel continente e non mancherà di deliziarci con nuove rivelazioni dei suoi studi)..... e la delizia ci giunge in un brillante risultato dei suoi ultimi studi basati su Leonardo Da Vinci.... la scoperta di ELDORADO !

Le notizie stanno rimbalzando a velocità supersonica da un capo all'altro del globo e siamo ben lieti di avere Riccardo con noi in "Jente" ed oggi approfondiamo la sua conoscenza: Riccardo Magnani nasce a Lecco il 25 gennaio 1963 è Laureato in Economia e Commercio e da anni i suoi studi si dedicano a Leonardo da Vinci, divenendo uno dei più brillanti studiosi e senz'altro uno dei più accreditati. 
Autore di diverse pubblicazioni nelle quali espone le sue innumerevoli e innovative letture dell'opera leonardesca e rinascimentale in genere. Abituato a lavorare con la logica e i numeri, si é lasciato assorbire letteralmente dallo studio dei dipinti del grande maestro a tal punto da condividere una serie di aspetti finora ritenuti misteriosi e che indubbiamente illuminano il percorso della storia verso nuovi bagliori della conoscenza.

La sua più recente scoperta, ovvero la Ciudad Perdida (la città perduta) nel cuore dell'Amazzonia peruviana al confine con Perù, Brasile e Bolivia , il regno del Paititi, l'Eldorado tanto decantato dai Conquistadores spagnoli e fino ad oggi mai individuato da alcun ricercatore al mondo. Riccardo Magnani dedicandosi alla letteratura storica ha scelto di esporre rivelazioni stupefacenti che confessano la cognizione del grande virtuoso Leonardo sulle origini dell’uomo...