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giovedì 29 agosto 2024

Vinland Saga: la storia della colonizzazione Vichinga del Nord America

Il 3 agosto 1492, tre caravelle (in realtà due caravelle e una caracca) salparono dal porto di Palos per approdare, in seguito a un difficile viaggio, sull’isola di San Salvador, nei Caraibi.

Da allora Cristoforo Colombo viene annoverato come lo scopritore dell’America. Raramente, però, si parla di altri pionieri, quali Bjarni Herjólfsson; i fratelli Leif, Thorvald e Thorstein Eiriksson; e Thorfinn Karlsefni.
Tutti navigatori vichinghi, le cui gesta sono cantate nelle saghe del Vinland.

I norreni sono comunemente noti come popolo di esploratori e colonizzatori. L’Alto Medioevo fu un’epoca caratterizzata da continui conflitti per la supremazia dell’area scandinava e nord-europea. Alcuni re desideravano ardentemente riunire quella miriade di stati che puntellavano la penisola scandinava; altri volevano mantenere la propria indipendenza. Interessi politici ed economici causavano forti tensioni, e le guerre scoppiavano in continuazione. Mercanti e fattori non potevano sentirsi al sicuro in quell’epoca di battaglie e saccheggi ...

giovedì 23 luglio 2020

Il falso mito della scoperta delle Americhe

Una faccenda alquanto intricata che ha dettato le opere più importanti del Rinascimento e ha posto le fondamenta della moderna società.

di Riccardo Magnani

Lago di Lecco, 20 luglio 2020

La questione della "scoperta delle Americhe" viene affrontata da sempre nella maniera errata, fuorviati dal fatto che dietro questo importante evento epocale si sono raccolti gli interessi politici e economici che hanno concorso a determinare l'odierno assetto mondiale, quindi cerchiamo di risolvere la questione una volta per tutte.

Per anni, mettendo in discussione la storiella che vuole il Nuovo Mondo scoperto da Cristoforo Colombo, si è parlato della mappa anacronistica dell'ammiraglio turco Piri Reis, datata 1513 e in cui si fa menzione a un infedele di Genova di nome Colombo e secondo alcuni evidenzia le coste del Brasile e dell'Antartide.

Poi è stata la volta dei Vichinghi, che avrebbero raggiunto il Canada o dei Templari, lungo le coste della Nuova Scozia, e a seguire dei Cinesi, dei Romani e degli Etruschi, alimentando un filone del mistero che è divenuto il punto di forza di una infinità di trasmissioni televisive e di pubblicazioni a tema, senza però che nessuno riuscisse a individuare il bandolo della matassa e risolvere questo interrogativo definitivamente ...

martedì 13 marzo 2018

A Civate gli affreschi che potrebbero riscrivere la storia


La straordinaria testimonianza di un tempo sospeso tra gli Sforza e le Americhe 

Lago di Lecco, 6 marzo 2018

“Nessuna cosa si può amare, né odiare, senza piena cognizion di quella”.

Con questo lapidario quanto indiscutibile ammonimento, Leonardo da Vinci confinava la conoscenza - e di conseguenza il gradimento o meno di un qualcosa - a un pieno apprendimento degli elementi che la contraddistinguono.

Succede così che quasi sempre si aprano a chi adotta questo approccio stanze di conoscenza fino a quel momento precluse dal pregiudizio culturale che imprigiona, chi più chi meno, ciascuno di noi, permettendo di acquisire sempre più tessere per ricostruire quel puzzle riguardante la nostra storia che più di qualcuno, nel corso degli anni, si è divertito a scombinare.

Ricostruendo la vita e il profondo legame esistente tra Leonardo da Vinci e il nostro territorio, è stato naturale imbattermi in una preziosissima testimonianza pittorica conservata in una abitazione rinascimentale alle porte di Lecco, nel paesino di Civate ...

venerdì 13 ottobre 2017

Ma chi l’ha scoperta l’America?

Piero Cammerinesi

Oggi (12 ottobre NdC) qui negli USA si festeggia il Columbus Day.

A dire il vero è una ‘mezza festa’, non tutti gli uffici sono chiusi, anzi, la maggior parte sono aperti, come pure sono aperti i negozi, i department store, e, naturalmente la Borsa.
Ma si sa, money never sleeps.

Houston 13 Ottobre 2014 – Il Columbus Day non è una festa molto sentita, in verità; girando per il quartiere non vedo neppure una bandiera sventolante davanti alle villette in fila, mentre, al contrario, fervono i preparativi per Halloween, con allestimenti di tombe, ragni giganti, scheletri in dimensione naturale e streghe assortite che fanno bella mostra di sé davanti ad ogni casa abitata da bambini.

Forse l’unico motivo per cui la gente la apprezza è il fatto che ci sono molte svendite nei grandi magazzini e quindi si corre a esercitare l’attività più apprezzata da queste parti nel tempo libero: lo shopping. In alcuni città, come Seattle e Minneapolis e nel South Dakota, a dire il vero, il Columbus Day è stato – giustamente – ribattezzato Native American Day.

Anche se per i Native American – quelli che noi chiamiamo erroneamente ‘indiani’ - più che una festa il 12 Ottobre 1492 fu l’inizio della fine. C’è da registrare – una vera e propria chicca – anche l’indignazione della comunità italiana per questo cambiamento di nome; “Gli italo-americani si sentono profondamente offesi – ha affermato Lisa Marchese, un avvocato italo-americano al Seattle Times[1] – perché con questa decisione si dice a tutti gli italo-americani che la città di Seattle non ha più considerazione del vostro patrimonio né ritiene la vostra comunità degna di riconoscimento”. Italiani o Native, in ogni caso, bisogna dire che oggi fortunatamente, anche qui negli USA, s’incomincia timidamente a riflettere sul significato di questa data, che ha rappresentato l’inizio di un vero e proprio genocidio ...

mercoledì 11 settembre 2013

L'America in un dipinto del 1451


Un dipinto di Piero della Francesca del 1451 che si trova nel Tempio Malatestiano di Rimini rappresenta senza ombra di dubbio le coste del continente nordamericano. 
(Articolo modificato con ulteriori aggiunte il 15.09.2013)

A cura di Riccardo Magnani

Il Tempio Malatestiano di Rimini è la chiesa maggiore della città e, per
questo motivo, è usualmente indicato dai cittadini come il Duomo; rinnovato completamente a partire dal 1447 con il contributo di artisti come Leon Battista Alberti, Matteo de' Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca, è, sebbene incompleta, l'opera chiave del Rinascimento riminese ed una delle architetture più significative del Quattrocento italiano in generale.

Sotto la signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta, venne da subito deciso di sistemarvi una cappella dedicata a San Sigismondo, santo omonimo nonché patrono del committente, affidando il progetto inizialmente al veronese Matteo de' Pasti, salvo poi affidare il restante restauro al più quotato Leon Battista Alberti.

Non è qui mia intenzione fare una analisi del Tempio; voglio invece portare l’attenzione su qualcosa di molto significativo, in ordine a definire, o meglio dovremmo dire ri-definire, gran parte della nostra storia e degli accadimenti che l’hanno caratterizzata; mi riferisco a un dipinto di Piero della Francesca presente nell’ultima parte del Tempio, quella appunto caratterizzata dagli interventi di Pandolfo Sigismondo Malatesta.

Qui si colloca l'affresco di Piero della Francesca del 1451 che, secondo il parere di biografi e gli accademici ritrae Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo; in questo dipinto “la glorificazione del committente ha il culmine, il tema religioso si intreccia con aspetti politici e dinastici, come nelle fattezze di san Sigismondo che celano quelle dell'imperatore Sigismondo del Lussemburgo, che nel 1433 investì il Malatesta come cavaliere e ne legittimò la successione dinastica, ratificandone la presa di potere” (De Vecchi-Cerchiari)...