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martedì 16 febbraio 2021

Michel de Montaigne. La naturale e originale malattia dell'uomo: la presunzione

«La presunzione è la nostra malattia naturale e originale. Tra tutte le creature l’uomo è la più fragile e la più soggetta alle calamità; nello stesso tempo è la più orgogliosa.»

(Michel de Montaigne, Saggi: Apologia di Raimondo Sebond, 1580.)

All’interno del vasto panorama filosofico rinascimentale, riveste una particolare importanza il pensiero di Michel de Montaigne (1553-1592). I Saggi (1580), la sua opera più celebre, sono una tappa fondamentale di quel processo di rivalutazione dell’uomo caratteristico dell’epoca umanistica, già analizzato dal sottoscritto nell’articolo Il concetto di uomo nel pensiero filosofico rinascimentale

I Saggi di Montaigne si pongono l’obiettivo di studiare, e quindi scoprire, le esperienze presenti in testi di autori antichi e moderni, per metterle in relazione con le proprie. Il pensatore segue in questo modo un metodo del tutto autobiografico: attraverso le proprie vicende, ed il paragone con quelle di altri autori indispensabili, egli vuole pervenire alla comprensione ed alla conoscenza della natura umana. 

Tra le esperienze passate, secondo Montaigne rivestono grande importanza lo stoicismo e lo scetticismo, tendenze filosofiche attraverso le quali l’individuo è riuscito a raggiungere la propria libertà spirituale. Lo stoicismo lo ha infatti svincolato dalla materialità, mentre lo scetticismo lo ha liberato dall’arrogante superbia di sapere inducendolo all’indagine ed alla ricerca ...

giovedì 23 luglio 2020

Il falso mito della scoperta delle Americhe

Una faccenda alquanto intricata che ha dettato le opere più importanti del Rinascimento e ha posto le fondamenta della moderna società.

di Riccardo Magnani

Lago di Lecco, 20 luglio 2020

La questione della "scoperta delle Americhe" viene affrontata da sempre nella maniera errata, fuorviati dal fatto che dietro questo importante evento epocale si sono raccolti gli interessi politici e economici che hanno concorso a determinare l'odierno assetto mondiale, quindi cerchiamo di risolvere la questione una volta per tutte.

Per anni, mettendo in discussione la storiella che vuole il Nuovo Mondo scoperto da Cristoforo Colombo, si è parlato della mappa anacronistica dell'ammiraglio turco Piri Reis, datata 1513 e in cui si fa menzione a un infedele di Genova di nome Colombo e secondo alcuni evidenzia le coste del Brasile e dell'Antartide.

Poi è stata la volta dei Vichinghi, che avrebbero raggiunto il Canada o dei Templari, lungo le coste della Nuova Scozia, e a seguire dei Cinesi, dei Romani e degli Etruschi, alimentando un filone del mistero che è divenuto il punto di forza di una infinità di trasmissioni televisive e di pubblicazioni a tema, senza però che nessuno riuscisse a individuare il bandolo della matassa e risolvere questo interrogativo definitivamente ...

mercoledì 16 ottobre 2019

Leonardo Da Vinci e Raffaello, due grandi artisti uniti da 500 anni in musica

Lago di Lecco, ottobre 2019

di Riccardo Magnani

Come spesso racconto nei miei incontri in pubblico, l'importanza di studiare e conoscere Leonardo oltre i confini del personaggio come oggi viene trattato è legata al fatto che così facendo si apre la strada a nuove importanti interpretazioni circa il Rinascimento e gli artisti più importanti che lo animarono. 

Tra le molteplici attitudini artistiche, ne esiste una che viene inspiegabilmente relegata dagli studiosi a ruolo secondario, marginale, praticata dall'artista fiorentino, secondo chi ne ricostruisca le gesta, con un approccio quasi ludico, sperimentale. 

Alludo alle sue profonde conoscenze musicali, confinate appunto da chi le ha indagate a un qualcosa con la quale, invece, Leonardo si sarebbe "dilettato" a intrattenere la corte di Ludovico il Moro o a creare indovinelli e rebus goliardici, o ancora macchinari fantasiosi, come ad esempio il Cannone Musicale (in realtà un carillon che suonava un canone a quattro voci, come lo descrive lo stesso Leonardo, simile a quelli che nella nostra infanzia suonavano Fra' Martino campanaro e troviamo oggi sulle bancarelle turistiche di mezzo mondo). 

Come da tempo vado documentando, l'intera esistenza e opera di Leonardo sono state oggetto nei secoli di una azione di distrazione quasi sistematica, volta a restituirci oggi l'immagine di un personaggio posticcio, artefatto, risultato di presunzioni infondate e per questo molto diverso da quello che realmente fu o di cosa ci tramandò attraverso la sua arte e le sue opere. 

Lo stesso avviene nella considerazione dei passaggi inerenti la musica che Leonardo ci ha lasciato, e che spesso sono stati travisati. E con lui, quelli dei più grandi artisti del Rinascimento, Raffaello su tutti ...

martedì 30 gennaio 2018

Assemblato per la prima volta il Planisfero Rinascimentale di Urbano Monte

Dopo secoli di attesa, finalmente il desiderio di Urbano Monte si è realizzato: la preziosa mappa da lui disegnata, composta da 60 fogli, è stata finalmente esposta nel modo in cui voleva lui.

Le pagine, ricche di colori e di particolari fantastici, sono state disposte in cerchio, secondo le indicazioni dell’autore, per dare a chi le guarda una visione del mondo dall’alto, come se si trovasse al Polo Nord. 

Una prospettiva sorprendentemente moderna, che pochi cartografi hanno usato prima del 20° secolo.

La ricca decorazione del planisfero mostra un mondo reale, popolato anche da creature mitiche, come unicorni, sirene, centauri. “Un capolavoro di manoscritto cartografico, che ti porta via”: così descrive la mappa del 1587 G. Salim Mohammed, curatore del David Rumsey Map Center della Stanford University...