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sabato 18 luglio 2026

Effetto Dunning Kruger: l’audacia dell’ignoranza

Secondo Dunning e Kruger, le persone ignoranti credono di essere migliori, mentre quelle che lo sono davvero si considerano incompetenti.

L’effetto Dunning Kruger è una distorsione cognitiva che induce le persone meno competenti in un determinato campo a sovrastimare le proprie abilità, mentre porta quelle più competenti a sottovalutarle. È come dire che gli ignoranti credono di sapere di più e coloro che sanno si considerano ignoranti.

Chi è vittima di questa distorsione ha un’illusione di superiorità e valuta le proprie competenze al di sopra della media. Inoltre, tende anche a sottovalutare le persone più competenti.

Questo effetto è stato dimostrato in uno studio pubblicato nel 1999 da David Dunning e Justin Kruger, due ricercatori del Dipartimento di Psicologia della Cornell University. Il fatto curioso è che l’effetto Dunning Kruger sembra riguardare solo la società occidentale. Lo stesso esperimento effettuato in Asia ha prodotto risultati esattamente opposti ...

martedì 3 marzo 2026

Perché negare l'esistenza della verità è falso e pericoloso per l'umanità?

La questione se esista una verità assoluta è oggetto di dibattito filosofico e scientifico secolare, con posizioni che variano dal relativismo (la verità è relativa al soggetto/contesto) all'assolutismo (esiste una realtà oggettiva). 
- OpenAI -

L'articolo non intende dare una risposta definitiva al dilemma secolare bensì invitare alla riflessione. Catherine. 

di Mirco Martucci

Ogni volta che negli ambienti olistici sento pronunciare il seguente ritornello: «la verità assoluta non esiste, esiste la mia verità e la tua verità» rabbrividisco dall'orrore e mi rendo conto di quanta ignoranza venga profusa (a caro prezzo) dagli odierni guru pseudo-spirituali che, nella migliore delle ipotesi, sono delle guide cieche che accecano ancor più i propri allievi, mentre, nel peggiore dei casi, sono dei maghi neri al servizio delle forze del male che hanno consapevolezza delle nefandezze che stanno compiendo.

La logica, la filosofia e la teologia hanno confutato da secoli la falsa opinione degli scettici radicali e ci mettono in guardia dai pericoli dovuti alla negazione della verità. 
In primo luogo è bene sapere che l’affermazione “la verità (assoluta) non esiste” è inconsistente in quanto logicamente contraddittoria.

Infatti, chi sostiene che “la verità (assoluta) non esiste” sta affermando una verità assoluta e dunque sta cadendo in contraddizione, in quanto egli stesso sta fornendo un esempio di ciò che ha sostenuto essere inesistente (detto in altre parole si tratta di una tesi auto-contraddittoria, che si nega da sé)....

sabato 1 novembre 2025

La tirannia del mediocre

 
di Claudio Cabona

I banali amano l’ignoranza, la disconoscenza, la mancanza di certezze. Fattori che portano l’uomo a trasformarsi.

E’ ora che si prenda in mano una tavolozza di colori e si pitturi sopra questo grigio. Perché la nostra società è attraversata da una rivoluzione antropologica che trascende le classi sociali, esula i particolari e le appartenenze, si alimenta e vive del piattume, della mediocrità.


Ad oggi, dai grembi delle donne nasce un uomo mediocre, sterile, che ha il compito di trascinare la moltitudine nell’omologazione. 

Quando si viene al mondo si è nudi, non si hanno vestiti né reali né sociali, si è un foglio bianco. Ma poi, per forza di cose, bisogna coprirsi. L’uomo d’oggi si macchia di colori scuri, che non lo facciano notare, che lo rendano passaggio di vita. Colori funebri suggeriti da chi vuol creare atteggiamenti contagiosi all’interno del tessuto sociale.
Il mediocre è fra noi. 

È lui la nuova evoluzione umana. È lui che nato come un uomo, ma alimentato da banalità, falsità, ombre, sogni infranti, invidie, ignoranza, ha il compito di spazzare via il colore caldo. Di imporre il grigio, di schiacciare il volo della fantasia, di ingabbiare l’essere.
Il sistema in cui viviamo è governato da mediocri, si ciba di mediocrità e vuole mettere al mondo propri simili. Un uomo ridotto a vivere nell’ombra, a non alzare mai la voce in nome della “sacralità” del quieto vivere, a incamminarsi su strade già asfaltate.

Indifferente...

lunedì 2 gennaio 2023

2022: si chiude un ciclo di tre anni

Quello che si chiude il 31 dicembre non è il solito anno di 12 mesi, ma un periodo di tempo, compatto e unito, durato ben tre anni. Per la precisione, dal gennaio 2020 (data di “arrivo” del covid nel mondo) ad oggi.

Sono stati tre anni estremamente difficili, e solo le menti più forti ed equilibrate sono riuscite a non perdere del tutto il senso dell’orientamento.

Grazie al panico che è stato creato, sono stati ottenuti risultati che solo 10 anni fa sarebbero stati impensabili:

1 - Sono state obbligate centinaia di milioni di persone ad introdurre nel proprio corpo una sostanza sperimentale, seducendole, da una parte, con l’illusione di una immunità che non c’è mai stata, e ricattandole, dall'altra, con la privazione del diritto al lavoro.

2 – Questi milioni di persone sono state obbligate ad accettare questo ricatto senza che vi fosse una qualunque entità responsabile per eventuali effetti avversi: non sono responsabili le farmaceutiche che producono la sostanza sperimentale, non sono responsabili le agenzie del farmaco che la autorizzano, e non sono certo responsabili i medici che la iniettano. In compenso - colmo della perversione - il cittadino DEVE anche firmare un foglio con il quale si assume, in prima persona, le eventuali responsabilità per il danno subito ...

sabato 5 novembre 2022

Schiavi

di Lino Bottaro

Non è la catena che rende schiavi gli uomini, ma la mancanza di conoscenza.

Non è l’aguzzino che crea la vittima: la vittima è creata dal non conoscere, dal non sapere, dall’oscurità intellettuale e spirituale; gli aguzzini, poi, sono coloro che approfittano e traggono vantaggio per i propri comodi dalla situazione di ignoranza e paura delle vittime, come un macellaio può trarre vantaggio dalla carne da macello.

Non è la prigione che toglie la libertà ma è l’assenza della visione interiore di come funziona, la non conoscenza delle leggi dominanti, della regola madre, a imprigionare l’uomo e a renderlo capace di costruire prigioni e di abitarle.
Non sono gli ospedali che trattengono gli ammalati dentro i protocolli medici, ma è l’ignoranza che oscura il sapere di come funziona la trasmissione dell’energia delle scelte spirituali al dialogo interiore mentale e l’energia del dialogo interiore alle strutture molecolari.

Il vero oppressore professionista non è colui che sfrutta il suo potere per soggiogare gli altri a proprio piacimento e vantaggio, ma colui che, sfruttando l’ego a cui sono incatenati gli uomini, li tiene fermamente lontani dalla conoscenza che potrebbe significare la loro liberazione ed evoluzione e li imprigiona, globalizzati e omologati su quello che è perfettamente inutile per la loro liberazione ed evoluzione ...

domenica 15 maggio 2022

Dominare il dittatore interiore

di Barry Brownstein

Nel 1993 il Center for Market Processes ha pubblicato la monografia di Wayne Gable e Jerry Ellig, Introduction to Market Based-Management
Charles Koch, in seguito, ha ampliato il loro lavoro nei suoi libri, The Science of Success e Good Profit
Abbiamo appreso che il lavoro di F. A. Hayek potrebbe non solo aiutarci a dare un senso al nostro mondo economico, ma anche aiutarci ad essere manager e leader migliori.

Nel corso della mia carriera da insegnante, ho osservato che le opinioni politiche dichiarate di un individuo non sempre coincidevano con lo stile di leadership di quella persona. 
Alcuni capivano che la pianificazione centralizzata è un approccio fallimentare alla politica economica e tuttavia non capivano che pratiche di gestione gerarchica rigorose spesso causano una gestione inefficiente ed infelice delle aziende. 
Ai dipendenti non piace ricevere ordini o minimizzare l'uso/sviluppo delle proprie capacità. Ho sentito spesso dire "il mio capo è un maniaco del controllo" da quelli più in basso nella scala gerarchica. Per fortuna gli stili di leadership si stanno evolvendo, come dice Charles Koch, nella direzione in cui viene "consentito ai dipendenti di applicare i propri talenti per creare valore agli occhi degli altri".

Proprio come le intuizioni di Hayek si applicano alle economie, possono altresì formare le nostre vite sociali. 
Si possono soffocare i mercati ed i talenti dei dipendenti, ma quando accade le possibilità di successo e felicità diminuiscono.

Non si può contare su una maggiore ricchezza personale o prosperità sociale per salvarvi da scelte personali sbagliate ...

lunedì 3 gennaio 2022

Totalitarismo Patologizzato

di CJ Hopkins

"Ho descritto la Nuova Normalità come "totalitarismo patologizzato" e ho previsto che la "v@xxinazione" obbligatoria sarebbe arrivata almeno dal maggio 2020.  

Uso il termine “totalitarismo” intenzionalmente, non per effetto, ma per amore della precisione. La Nuova Normalità è ancora un totalitarismo nascente, ma la sua essenza è inequivocabilmente evidente. Ho descritto quell'essenza in una colonna recente:

"L'essenza del totalitarismo - indipendentemente dai costumi e dall'ideologia che indossa - è un desiderio di controllare completamente la società, ogni aspetto della società, ogni comportamento e pensiero individuale. Ogni sistema totalitario, che sia un'intera nazione, un piccolo culto o qualsiasi altra forma di corpo sociale, evolve verso questo obiettivo irraggiungibile... la totale trasformazione ideologica e il controllo di ogni singolo elemento della società … Questa ricerca fanatica del controllo totale, dell'assoluta uniformità ideologica e dell'eliminazione di ogni dissenso, è ciò che rende totalitarismo il totalitarismo”.

Ad ottobre 2020 ho pubblicato Il culto c-o-v-i-d-iano, che da allora è cresciuto in una serie di saggi che esaminano il totalitarismo New-Normal (cioè patologizzato) come "un culto scritto su larga scala, su scala sociale". Questa analogia vale per tutte le forme di totalitarismo, ma soprattutto per il totalitarismo New Normal, così com'è la prima forma globale di totalitarismo nella storia, e quindi ...

lunedì 22 novembre 2021

La teoria del complotto

Non esiste alcun complotto. 
Oggigiorno il complotto è solo una parola sapientemente presentata e spacciata al posto di un'altra, così da deviare, come al solito, l'attenzione della gente dal reale problema. 

di Aramires Araras

C'è una corruzione semantica: si usa abilmente la parola complotto quando si dovrebbe usare il termine da sempre utilizzato, cioè sfruttamento.

Ed è chiaro. La parola complotto è più astratta, più ad effetto, più intrigante, devia la mente delle persone e in qualche modo le affascina, le fa sognare creando quel clima di suspence da romanzo giallo, invita la gente a rincorrere le teorie più strampalate, più suggestive, costruite ad arte con le combinazioni più fantasiose che legano tra loro le coincidenze più distanti, anzi queste ultime le si vanno a cercare apposta, con affettazione per impressionare la gente. 

Si paralizzano in tal modo le azioni delle masse, che non sanno contro chi prendersela, così da nascondere i furbi di ogni tempo, quelli che guidano e sanno abilmente approfittare di questa situazione di degrado e ignoranza collettiva, alimentandola costantemente per avvantaggiarsene ...

mercoledì 7 aprile 2021

Il debellamento del vaiolo

Come molti sanno il vaiolo (una grave malattia infettiva) ha mietuto un elevatissimo numero di vittime nel passato, ed è stata dichiarata eradicata dalla faccia dalla terra dall'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) nel Maggio del 1980. 

L'ultimo caso registrato di persona infetta da tale piaga è stato il 26 Ottobre 1977 su una persona di nome Ali Maow Maalin, un cuoco Somalo. 
La vaccinazione è stata sospesa a partire dagli anni '70 e '80 in tutti i paesi, in Italia nel 1977, con abrogazione definitiva nel 1981. [15]

Nonostante il vaiolo sia ormai una malattia completamente debellata, studiare il modo in cui questo è avvenuto può essere certamente d'aiuto per mettere in prospettiva molti discorsi relativi alle vaccinazioni ed alla loro utilità.

Purtroppo, un diffuso luogo comune vuole infatti che il debellamento di tale malattia sia avvenuto grazie all'uso del vaccino, ma in realtà non si riesce a trovare un solo studio scientifico a supporto di questa ipotesi. 

Questo scritto intende anzi dimostrare quanto sia falsa ed infondata questa diffusa credenza, analizzando tutti i dati che è possibile reperire in merito. [1] ...

domenica 14 febbraio 2021

Le pecore sono pecore non perché DEVONO esserlo, ma perché VOGLIONO esserlo

Alcune frasi sono dotate di un simbolismo immediatamente riconoscibile. Quando le sentiamo, sappiamo immediatamente a cosa e a chi si riferiscono, possono addirittura approfondire la comprensione di una determinata situazione, se applicate nel modo giusto.

Riescono a spostare il nostro punto di vista permettendoci di osservare una determinata situazione in un modo completamente diverso. Potrebbero farci ridere, piangere, ma non rimarremo mai indifferenti di fronte a tali affermazioni.

Nel corso della storia ci sono sempre state persone che avevano ragione e, solitamente, una “maggioranza” che aveva torto, su ogni singolo problema. 
I difensori dell’ignoranza istituzionalizzata sostengono costantemente che la verità è “relativa” e che non dovrebbero essere criticati per le loro “opinioni”. Usano questo relativismo come copertura per la loro riluttanza ad ammettere di essere ignoranti. Vorrei chieder loro se credono di aver sempre ragione, di non avere nulla da imparare! Se la verità è “relativa”, se la moralità e i principi sono “grigi”, allora chi, potrà mai essere in torto nelle loro menti contorte? Sembrerebbe che le uniche persone che considerano assolutamente fuori luogo sono coloro che affrontano il sistema.

Quello che non riescono a capire è che le loro “opinioni” non sono frutto delle loro menti.
Ciò in cui credono è semplicemente il risultato di un condizionamento. 
Sono disposti ad abbracciare il sistema, non importa quanto ingiusto sia, perché la loro intera identità è basata sulla sua esistenza. Non critichiamo le persone perché non sono consapevoli (tutti in un momento o l’altro della nostra vita non lo eravamo), ma le ammoniamo perché negano dei fatti palesi, al fine di evitare di ammettere che hanno torto e che, forse, sono stati ingannati dall’establishment. Come chiamiamo, allora, queste persone che rimangono ostinatamente ignoranti (o comodamente ignare) di fronte ai fatti e seguono il gregge (il pensiero mainstream) a scapito della verità?

Noi li chiamiamo pecore…

sabato 23 gennaio 2021

Leggere notizie: la forma perfetta per diventare un robot

Manuel Freytas

Nel suo obiettivo essenziale, la notizia “express”, il “fast food” dell’informazione, non è orientata ad alimentare la conoscenza ma ad ingrassare l’ignoranza in massa. E’ la risorsa più efficace che usa la struttura mediatica per trasformare il cervello umano in un microchip ripetitore di slogan al servizio del dominio senza l’uso di armi.

In un sistema (livellato come “mondo unico”), solo una minoranza elabora (e consuma) analisi o interpretazioni sugli avvenimenti che si succedono nel pianeta.

A livello di massa, le “notizie” o l’”informazione” pubblicata si sintetizza in titoli, volantini, paragrafi corti che si riassumono in se stessi. Nascono e muoiono alla stessa velocità della lettura.
Non c’è contesto, non c’è storia, non c’è relazione né casualità tra avvenimento e avvenimento, e, le notizie, come le immagini, si fissano solo (e restano) nella retina mentre le guardiamo, le leggiamo o le ascoltiamo.

Per le agenzie di stampa, giornali e grandi catene mediatiche (locali o internazionali), questo formato di “consumo” è l’ideale.
Così si è livellata mondialmente la comunicazione “express” (veloce), l’informazione del consumo veloce, solo titoli, paragrafi corti, fatti memorizzati facili da digerire e da ricordare.
E il “grande pubblico” (il richiedente massivo d’informazione express) si è abituato ad assimilare informazione “sciolta” (senza come né perché) e senza analizzare né riflettere sulla sua autenticità ed origine...

martedì 12 gennaio 2021

“Scegli se conosci, subisci se ignori. Vivi!”

Secondo la descrizione dell’Universo da parte di alcune persone, – che beninteso, comprendo e che sino a non poco tempo fa condividevo anche io -, vivremmo in una realtà totalmente negativa, creata dal Male assoluto, atta a farci fare esperienze senza senso e prive di qualsiasi logica, anche spirituale. 

di Federico Bellini

Ma davvero è proprio così o l’esprimere tale concetto, nasce dal fatto che queste persone hanno conosciuto solo il lato negativo di questa realtà? 

Se non fossimo qui ad imparare un “qualcosa“, che senso avrebbe un tale Universo e la vita, così complessa e straordinaria? 

Nell’immagine “L’Ira di Achille” di François-Léon Benouville, 1847

Perché ci limitiamo a vedere e a vivere le brutture dell’esistenza, dimenticandoci o allontanando da noi, anche la bellezza di quanto ci accade, dell’insegnamento che possiamo trarne? Del resto, se non mi fossi scoperto addotto, se non avessi conosciuto il “Problema Alieno”, non mi sarei mai risvegliato, come non avrei mai compreso chi sono in realtà. 

Ogni volta che ci incarniamo, è innegabile, si cade nella Materia ed essa è l’ultimo gradino della decadenza energetica nell’Universo, e più cadiamo, più andiamo incontro a delle esperienze sempre più complesse, difficili, dolorose, tristi, a volte aberranti. Entrando in questo meccanismo facciamo esperienza a determinati livelli, dove si può sperimentare anche la violenza stessa, specie se tale dinamica può aiutarci a comprendere la natura delle cose ...

sabato 28 novembre 2020

Homo Nosce Te Ipsum: Uomo conosci te stesso

Conosci te stesso .. Poche persone hanno saputo interpretare correttamente questa massima di Talo di Mileto, iscritta nel frontespizio del “Tempio dell’Oracolo di Delfo”. Chi è questo “sé stesso” che dobbiamo conoscere? Ci sono per caso, aspetti del nostro essere che ignoriamo?
Ci si riferisce, in questa massima, forse alla personalità, al carattere? Evidentemente no. 

La conoscenza della personalità e delle sue tendenze è importante, questo è ovvio, ma se conoscersi fosse unicamente questo, non si sarebbe posto questo precetto sul frontespizio del Tempio.

Conoscere sé stesso, vuol dire riconoscere il nostro “Vero Essere”, quello che siamo realmente, oltre qualsiasi speculazione intellettuale o razionale, oltre qualsiasi supposizione. E’ conoscere la radice della nostra esistenza, il proposito fondamentale e la nostra eredità cosmica. E di tutto questo, ovviamente, ne sappiamo veramente poco o nulla.

Conoscere sé stesso, è ritrovare tutte le potenzialità e possibilità, che come “Figli di Dio” abbiamo ereditato dal nostro Creatore. Frugare nelle nostre parti più profonde ed intime, per vedere chi e che cosa siamo realmente. Questo è il nostro primo dovere come uomini. 

La tripla interrogazione "Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?" costituisce il principio filosofico della vita e la primordiale affermazione che l’essere umano possiede alcune profondità, attecchite in suoli di immortalità, e un anelito altissimo, che esige di scoprirle e manifestarle ...

lunedì 26 ottobre 2020

Armi silenziose per guerre tranquille


Guardare una città dall'alto è come vedere un grande formicaio, migliaia di persone viaggiano freneticamente senza mai fermarsi a chiedersi perché corrono.

Le scadenze, il lavoro e il tempo le tiene prigioniere mentre tutto intorno a loro sembra essere fermo e statico: ognuno di noi vive un mondo, quello ufficiale in cui vige la morale religiosa, la legge dei "buoni" e l'economia del business.

In realtà noi siamo intrappolati in un altro mondo, quello ufficioso, in cui la democrazia non esiste più perché il potere lo hanno attribuito alle istituzioni sovranazionali, la libertà è un'illusione perché il controllo dei nostri istinti e dei nostri pensieri è già in atto, e la legge è quella del Governo Mondiale che mediante le sue sfere di controllo gestisce il sistema.

La Cibernetica è la nuova scienza sociale, è lo schema per controllare i sistemi complessi come quello nostro, in cui il biologico e l'economico si fondono. 
Un sistema cibernetico equilibrato crea una struttura a celle, in cui gli elementi interagiscono in modo da aumentare il valore della produzione, e ha la grande proprietà dell'autoregolamentazione. 

In altre parole, è fatto in modo che dopo ogni azione si attivi subito una contro-reazione, un evento che si dirige verso uno scenario crea automaticamente le condizioni per un evento con tendenza inversa che annulla il primo...

martedì 29 settembre 2020

La crepa nel muro

Come non condividerlo? ... 😁
Catherine 


di Fabio

Esistono dei muri che ci proteggono come una casa, una scuola. Esistono dei muri che ci limitano e che ci dividono, come l'orgoglio, il pregiudizio, il giudizio, l'avversione e l'odio.

Queste prigioni ci sembra che ci rendono sicuri ma siamo in trappola.

Combattere l'altro sembra che ci rende sicuri perché così scarichiamo le nostre paure e i nostri giudizi e limiti su qualcosa di reale, fisico, una persona, una idea o un gruppo di persone ma invece non stiamo garantendo la nostra sicurezza ma invece alimentando la possibilità che l'altro ricambi questa avversione per poi continuare a giocare a ping-pong tutta la vita senza che nessuno vincerà mai, ma avendo fasi alterne e vivendo in questo limbo in cui tutti perdono sempre.

L'ignoranza è una prigione che ci limita e lo sviluppo della conoscenza ci può liberare. Infatti io sono uno studioso, un filosofo e un poeta. Ma la conoscenza diventa a volte orgoglio, personalità, egoismo e ci carica di informazioni che hanno un peso, un valore, un bagaglio da portarci appresso tutti i giorni e a ogni passo che facciamo ...

martedì 30 giugno 2020

Il lato positivo

Spesso mi viene chiesto come mai, scoprendo i tanti lati negativi della realtà di questo mondo, si possa riuscire a non sprofondare nella depressione più nera.
Intanto esistono anche i lati positivi, e di questo tratta l'articolo che riporto qui sotto.
Il segreto è nella distanza del punto di osservazione: vicino al proprio centro per quanto riguarda se stessi e nello stesso tempo molto ampio per quanto riguarda la realtà "esterna" osservata.

Non ci si può deprimere quando si vede più chiaramente ciò che succede, nel negativo e nel positivo. La comprensione procura un senso di leggerezza e di limpidezza che, invece di paralizzarci e rinchiuderci nella paura, ci dona nuova energia per agire. 
Invece di cadere nella rabbia o la disperazione, che sono emozioni spesso inutili e controproducenti (benché talvolta inevitabili), una crescente consapevolezza di se stessi e della realtà del mondo circostante ci regala una serenità che ci consente di agire (scelta libera), e non solo di re-agire (automatismo).

Un'umanità che si rassegna a vivere nella paura, l'odio e la sottomissione piuttosto che nell'azione responsabile, nell'amore e in libertà, dovrebbe fermarsi un attimo e fare il punto. 

Una specie che si ritiene intelligente ma che trova un illusorio rifugio nell'ignoranza e nell'indifferenza, grossolanamente ma efficacemente compensate con beni materiali - spesso poco più che gadget tecnologici - e che distrugge poco a poco un habitat naturale con il quale una parte di essa sta perdendo il contatto, ignorando o sfruttando la parte restante che ancora tenta di viverlo, non potrà certo campare eternamente.
E io lo scrivo anche per me stessa. Per tenerlo ben presente ..
Catherine 


C’è sempre un lato positivo nelle cose, e vale sempre la pena scoprirlo, senza rimanere in balia di eventi che cercheremo di allontanare, e che finiremo per giudicare.
Non abbiamo scampo, e quando pensiamo di averlo, forse non siamo supportati da una coscienza che ci mostri la reale portata di ciò che stiamo vivendo ...

lunedì 22 luglio 2019

L'impopolarità della verità e il trionfo dell'approssimazione - divide et impera

 di Gianni Tirelli

“Non fare del bene agli ignoranti, potrebbero rinfacciartelo e testimoniare davanti ad un giudice, di essere stati loro a fare del bene a te”

Noto con piacere (ne avevo trattato in tempi non sospetti, allertando inutilmente e senza esito il branco di pecore belanti) che la tanto sbandierata “libertà della rete” sta producendo i suoi frutti velenosi!!

Il risultato si è tradotto in una omologazione delle coscienze appiattite sul pensiero del primo cialtrone mitomane in cerca di visibilità che alla verità, antepone l’approssimazione strumentale e la piaggeria di un’orda di parassiti nullatenenti e nullafacenti!

Insomma, per il momento tutti se la cantano e se la suonano fino al giorno in cui, non resteranno che in 4 gatti appesantiti da un congruo numero di merendine industriali, intenti a cianciare come comari, sulla loro incompresa valutazione degli eventi – inebetiti a guardare il grande fratello e la De Filippi – a leggere le succulenti notizie della gazzetta dello sport, disquisendo animatamente (come giudici assolutamente neutrali!!) su un rigore non dato.

Del resto, non c’era nulla da aspettarsi, ne oggi di che stupirsi! ...

lunedì 15 aprile 2019

Correggi il saggio e sarà più saggio, correggi l’ignorante e diverrà tuo nemico

In realtà siamo tutti molto ignoranti, solo che non ignoriamo tutti le stesse cose e non siamo nemmeno capaci di riconoscere la nostra ignoranza allo stesso modo. 

Concretamente, intendiamo l’ignoranza come un concetto che indica mancanza di conoscenza o esperienza. 

Ed è proprio questa mancanza di conoscenza o esperienza a rendere l’ignorante veemente e perspicace, quindi nostro nemico, se abbiamo esperienze o conoscenze diverse rispetto a lui.

Le persone sagge, invece, sanno che buona parte della loro virtù risiede nel sapere di non sapere, come sosteneva Socrate. 

Questa consapevolezza della nostra ignoranza è ciò che ci mette a nudo di fronte alla realtà, ciò che rivela la nostra imperfezione di fronte alla perfezione e ci concilia con la nostra natura. 

Le persone sagge si tengono lontane dalla rivalità, quindi difficilmente hanno dei nemici, e non si fanno influenzare dall’avarizia e dalla confusione dei desideri impossibili ...

venerdì 4 gennaio 2019

Chi meno sa più crede di sapere: “Il paradosso dell’ignoranza” e l’effetto Dunning-Kruger

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

Dunning e Kruger hanno scoperto che, per effetto di una distorsione cognitiva, tendiamo a sovrastimare le nostre abilità.

Il famoso detto che, prima o poi, sarà sfuggito, o sfuggirà, di bocca a ciascuno di noi, trova un’evidenza scientifica.

Entrando a contatto con persone poco istruite, si notano immediatamente delle differenze sia nei modi di fare, che di approcciarsi ai problemi, che di rispondervi in una maniera adeguata. Detta in parole povere, poca istruzione e poca flessibilità mentale sono direttamente proporzionali alla forza dell’ostinazione della persona e alla sovrastimazione delle sue stesse competenze. 

Dunning e Kruger, affascinati dal fenomeno, hanno deciso di osservarlo da un punto di vista scientifico, riscontrando un’evidenza empirica tra questi due fattori che prese, poi, il nome di “Effetto Dunning-Kruger”. 

Successivamente, Antonio Sgobba riprese l’esperimento trasponendolo ad una riflessione critica sul mondo e su quanto l’ignoranza possa essere considerata un male, o meno ...

venerdì 13 luglio 2018

La censura migliore è quella che fa credere di non esistere

Anche nel mondo virtuale il concetto di democrazia prova timidamente a farsi strada, tenta di venire alla luce in quella nuova dimensione le cui regole nessuno veramente conosce.

Diciamocelo, fondamentalmente non gliene frega niente a nessuno di conoscerle, basta che “C’è campo!”, che lo smartphone dia segni di vita e non mettiamoci certe idee strane in testa.. che poi in rete ci sono i social dove sfogare il nervosismo senza fare troppi danni!

Il punto è che l'Internet non dovrebbe essere soltanto un mercato, ma è diventato persino qualcosa di peggio, una specie di Far west, un regno dei fuorilegge in cui mettere delle regole chiare e palesi (il che non significa "censure") nero su bianco sta diventando indispensabile.

Sorge persino il dubbio che coloro che gestiscono la rete non la controllino più totalmente. Quindi cosa fare? Si affrettano a sfruttarla finché si può, accontendandosi di guadagnarci sopra il più possibile, puntando quasi tutti i loro sforzi verso quello scopo, anche se spesso a scapito della ricerca, della qualità, dell'equità, dell’efficienza, della sicurezza ..

Ci sono ancora poche regole nella Rete infatti, poche e fumose o - peggio - nascoste e/o ignorate dai più. Regole valide in un punto del pianeta e agli antipodi non più… una fitta nebbia nella quale è facile perdersi!
Certamente è un bell’esempio dell’armonioso funzionamento dell’applicazione delle regole a livello globale, un assaggio di come potrebbe essere il futuro se questo modus operandi si estendesse ad altri ambiti, reali! 😒
In pratica una catastrofe! ...