domenica 26 marzo 2017

Schiavi

Lino Bottaro

Non è la catena che rende schiavi gli uomini, ma la mancanza di conoscenza. 

Non è l’aguzzino che crea la vittima: la vittima è creata dal non conoscere, dal non sapere, dall’oscurità intellettuale e spirituale; gli aguzzini, poi, sono coloro che approfittano e traggono vantaggio per i propri comodi dalla situazione di ignoranza e paura delle vittime, come un macellaio può trarre vantaggio dalla carne da macello.

Non è la prigione che toglie la libertà ma è l’assenza della visione interiore di come funziona, la non conoscenza delle leggi dominanti, della regola madre, a imprigionare l’uomo e a renderlo capace di costruire prigioni e di abitarle.
Non sono gli ospedali che trattengono gli ammalati dentro i protocolli medici, ma è l’ignoranza che oscura il sapere di come funziona la trasmissione dell’energia delle scelte spirituali al dialogo interiore mentale e l’energia del dialogo interiore alle strutture molecolari.

Il vero oppressore professionista non è colui che sfrutta il suo potere per soggiogare gli altri a proprio piacimento e vantaggio, ma colui che, sfruttando l’ego a cui sono incatenati gli uomini, li tiene fermamente lontani dalla conoscenza che potrebbe significare la loro liberazione ed evoluzione e li imprigiona, globalizzati e omologati su quello che è perfettamente inutile per la loro liberazione ed evoluzione.


Tenere lontano l’uomo dalla conoscenza ha un primo immediato vantaggio: la non conoscenza genera un’invincibile, endemica debolezza e fragilità interiore, intellettuale e spirituale. Il secondo vantaggio è che la non conoscenza rende rigida l’intelligenza, immersa nel pregiudizio, contratta nelle abitudini e trasforma le reazioni emotive in scorza fredda e durissima, sempre pronta al conflitto e alla guerra. Terzo vantaggio della non conoscenza è la separazione, la separazione degli individui. Gli individui non possono essere collegati tra loro dagli stati emotivi ma solo dalla conoscenza, dal sapere come funziona. Per questo Gesù è il vero fumo negli occhi di tutte le strutture di potere del mondo, sia di quelle evidenti, altisonanti sia di quelle più serpentine e invisibili: Gesù è venuto a rivelare all’uomo apertamente e semplicemente tutto ciò che gli serve per liberarsi dalle oppressioni del mondo e incamminarsi verso il proprio vero e reale benessere.

Gesù non afferma, così come fanno la religione e il potere politico, economico e scientifico, che l’uomo può essere felice, Gesù afferma e rivela che l’uomo deve essere felice e gli dice anche come fare, come scegliere, cosa pensare per esserlo. Gesù sa bene che la schiavitù non è generata e sostenuta dalle catene ma dalla non conoscenza e per questo afferma: "Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi."

Il vangelo di Gesù rivela che l’uomo deve essere felice, e mostra le procedure efficaci per esserlo. Tutti dicono che l’uomo può essere libero, felice, sano, pieno di benessere e pace, ma Gesù proclama che l’uomo deve assolutamente essere libero, felice, sano, pieno di benessere e pace. Il vangelo si chiama vangelo, cioè felice annuncio, perché non offre la possibilità di essere nella gioia, ma asserisce, senza mezzi termini, che l’uomo deve, deve essere nella gioia.
Nessuno come gli uomini del potere religioso e politico hanno intuito da subito quanto Gesù fosse il vero, unico, reale nemico dei loro progetti e delle loro trame, e la fine che gli hanno destinato nei giorni della sua incarnazione terrena parla da sola.

Quando Gesù arriva veramente al cuore e all’intelligenza della gente, nessuno può più soggiogarla alla schiavitù e ingannarla riguardo alla felicità, per questo Gesù è stato trasformato il prima possibile in qualcosa di utile unicamente all’ignoranza, non alla conoscenza. Il potere religioso e politico ha trasformato Gesù in una religione, una delle tante, in un sistema confessionale avulso e lontano dal cuore della gente e dalla vita quotidiana. 

Dentro la religione Gesù è diventato dogmi, precetti, leggi, doveri, tradizioni, gerarchia ed è stato reso incapace di ispirare l’uomo dal di dentro per aprirlo alla conoscenza di come lui stesso può realizzare veramente la propria felicità.

Fonte: www.stampalibera.com ( blog off line)

5 commenti:

  1. Gesu'era ed è ebreo,cosa può un'ebreo pieno di belle parole ma a fatti un gesuita di prim'ordine..per loro noi siamo carne da macello.
    E di certo non sarà un capellone hippy a salvarci...ma poi a salvarcii da cosa?dal trapasso?demoni sono e demoni resterano fino alla fine dei tempi.poveri gentili...dei fessi universali e vibrazionali.

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  2. Ciao Lino, contento di ritrovarti, mi manca STAMPA LIBERA,concordo sul messaggio evangelico e sull'uso strumentale fattone nei secoli dai furbi. La vera rivoluzione siamo NOI, ovviamente il fondamentalismo che e' conformismo ha cristallizzato con la consuetudine l'essenza del messaggio trasformandolo in un' AUTO DETENZIONE, basta poco per creare dipendenza e ne hanno scandalosamente approffittato. Informazione, cioe' conoscenza, cibo dei re, basta nasconderla e gia' sei al di sopra..... dell'ignorante.

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  3. @Gentili & attenti LETTORI,

    per anni ho avuto l' ONORE & il PRIVILEGIO di ESSERE ospite fisso su STAMPA LIBERA dove la CONOSCENZA era il ns. PANE quotidiano, donata ma anche ricevuta uno strumento formidabile l' unico per potersi "difendere" dal POTERE GLOBALE e sopratutto per poter EVOLVERE anche spiritualmente;

    e il ns. MENTORE è stato ed è anche ORA nel ricordo Lino BOTTARO che è riuscito a "coagulare" attorno a sè un GRUPPO molto motivato & coeso di AUTORI amanti della GIUSTIZIA-DEMOCRAZIA-COMPASSIONE CRISTICA, ora STAMPA LIBERA è "ibernata" ma nulla toglie che in un futuro prossimo la LUCE PURA dell' AMORE UNIVERSALE la faccia "risvegliare" più VIVA & FORTE che mai !!!!

    NAMASTE'

    SDEI

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    1. Mi fa un immenso piacere sapere che prima o poi Stampa Libera possa ritornare ... ;)

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  4. Anche a me e' mancata molto Stampa Libera! Mi ricordo di un articolo molto bello che s'intitolava: "Solo la bellezza ci potra' salvare". Ogni tanto mi ripeto queste parole per incoraggiarmi da sola durante i momenti bui. Chiuso un sito, se ne fa un altro, ma il valore di cio' che abbiamo creato con il nostro impegno per il bene della comunita' resta per sempre. Grazie :-)

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