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sabato 5 novembre 2022

Schiavi

di Lino Bottaro

Non è la catena che rende schiavi gli uomini, ma la mancanza di conoscenza.

Non è l’aguzzino che crea la vittima: la vittima è creata dal non conoscere, dal non sapere, dall’oscurità intellettuale e spirituale; gli aguzzini, poi, sono coloro che approfittano e traggono vantaggio per i propri comodi dalla situazione di ignoranza e paura delle vittime, come un macellaio può trarre vantaggio dalla carne da macello.

Non è la prigione che toglie la libertà ma è l’assenza della visione interiore di come funziona, la non conoscenza delle leggi dominanti, della regola madre, a imprigionare l’uomo e a renderlo capace di costruire prigioni e di abitarle.
Non sono gli ospedali che trattengono gli ammalati dentro i protocolli medici, ma è l’ignoranza che oscura il sapere di come funziona la trasmissione dell’energia delle scelte spirituali al dialogo interiore mentale e l’energia del dialogo interiore alle strutture molecolari.

Il vero oppressore professionista non è colui che sfrutta il suo potere per soggiogare gli altri a proprio piacimento e vantaggio, ma colui che, sfruttando l’ego a cui sono incatenati gli uomini, li tiene fermamente lontani dalla conoscenza che potrebbe significare la loro liberazione ed evoluzione e li imprigiona, globalizzati e omologati su quello che è perfettamente inutile per la loro liberazione ed evoluzione ...

lunedì 3 settembre 2018

La “liquefazione” della sfera intima nell’era informatica

di Raffaella Addato

I social network sono lo specchio della realtà, o uno spazio fittizio in cui si insediano relazioni sociali occasionali e altrettanto fittizie? L’istantaneità informatica riduce o aumenta le distanze tra le persone?

C’era un tempo in cui l’individuo e la sua identità erano privati di ogni forma di autonomia, minacciati dal peso incombente della collettività di cui si era parte. Un individuo di cui emergeva esclusivamente la sfera pubblica, e a cui non era consentito percepire bisogni esclusivi e differenti rispetto all’aggregato di cui faceva parte. Un soggetto che neppure poteva essere definitivo tale, privo di identità, a cui era richiesto un adattamento ed una assimilazione totali al gruppo sociale di appartenenza.

Con il tempo, con l’affermazione dell’individualismo, i singoli soggetti hanno conquistato la propria autonomia, riuscendo a percepire se stessi, come un qualcosa di differente rispetto agli altri. Esseri pensanti, con capacità decisionali, con competenze specifiche, con idee formulate attraverso un percorso cognitivo senza condizionamento (per lo meno) palese.

Quell’individuo che ha finalmente conquistato la propria autonomia, si trova ora ad affrontare una situazione paradossale: la libertà… che può essere così feroce da trasformarsi in fragilità...