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martedì 13 gennaio 2026

Chi sono io?

  
Chi sono io? Per conoscere chi sei devi capire cosa non sei.

“Come faccio a conoscere me stesso per sapere chi sono io?” .. è questa una delle domande che ricevo spesso da alcuni lettori, lettori di tutte le età, che si interrogano seriamente sulla loro reale natura. Ma io, che non sono né un guru e né un maestro illuminato, da semplice viandante ignorante quale sono, rispondo sempre: per conoscere chi sei devi capire cosa non sei. È tutto quello che so. A volte, per qualcuno, risulta essere una risposta insoddisfacente, troppo semplice, per alcuni addirittura è un nonsense, ma per me si tratta della pura verità.

Dietro a quella risposta c’è tutta la mia breve e tragicomica esperienza di vita, ma che passo dopo passo mi ha portato a conoscermi sempre di più, sempre meglio, partendo da un lavoro di osservazione, per poi passare ad una fase di sperimentazione e infine di realizzazione. Ho realizzato chi sono e per arrivarci ho seguito la strada del cosa NON sono.

Ma partiamo dalla domanda: “chi sono io?”. Bisogna constatare che viviamo in una società moderna, talmente moderna, nella quale la maggior parte delle persone non cambia mai, non evolve, e che col passare degli anni cade in uno sconforto sempre più grande proprio perché non si pone mai questa domanda fondamentale. Sono arrivato alla conclusione che le persone hanno paura di mettere in discussione ciò che pensano di sapere, quelle che sono le loro convinzioni. E così, spesso, con l’età che avanza e la morte che si avvicina, si accorgono di avere vissuto inconsapevolmente. Tutti i credo e le idee mai indagate iniziano a vacillare, insieme alla falsa immagine di loro stessi che si sono portati dietro per anni.

Questo succede perché la morte ci mostra quanto poco sappiamo su questa domanda così fondamentale, e lo fa privandoci del corpo, annientando relazioni, denaro, potere, praticamente tutte quelle cose per cui la maggior parte delle persone vive ...

giovedì 6 marzo 2025

Come frammenti di uno specchio

 
di Claudia Cavaliere

Lo specchio è lo spazio magico delle combinazioni complesse.

I frammenti dello specchio, lo specchio stesso rappresentano il simbolismo della nostra identità e della nostra stessa vita.

(Immagine tratta dal film Citizen Kane (Quarto potere) 1941, con Orson Welles)

Lo specchio ci parla dei problemi della simmetria, della logica, dei mondi possibili, della mitologia.
Secondo la concezione psicoanalitica di Lacan lo “stadio dello specchio” è una specifica tappa evolutiva nel cammino che conduce l’uomo alla presa di coscienza del proprio corpo. Lo specchio quindi come elemento di autoidentificazione.

E per Alice, nel romanzo di Lewis Carroll “Attraverso lo specchio”, il mondo dello specchio e Alice sono il mondo in cui si crea la nostra logica di senso. E’ il mondo in cui ci sono le cose e gli stati di cose e il senso è il senso del pensiero in superficie. E’ lo spazio in cui si ricompone la dicotomia, che sempre ci accompagna, fra spazio interno e spazio esterno.

Noi siamo l’idea di un qualcosa sempre in movimento, siamo un circolo in cui i contrari non possono per forza venire meno. C’è un momento in cui metaforicamente ci fermiamo un attimo e, guardandoci nello specchio, l’anima si “riconosce” nel suo continuo divenire e nella comprensione del nostro essere troviamo la conquista della nostra libertà. Ogni frammento dello specchio ci rimanda un frammento di noi ed è nel gioco di specchi che si ricompone la coincidenza degli opposti ....

martedì 22 agosto 2023

La vera identità di Sherlock Holmes

Umberto Eco gli ha reso onore nel suo romanzo forse più bello: Il nome della rosa. 
Il perspicace Guglielmo da Baskerville e il giovanissimo allievo Adso da Melk, che lo affianca nella grande avventura sullo sfondo di una labirintica biblioteca abbaziale e una serie di monaci assassinati, altri non sono che un omaggio al detective londinese Sherlock Holmes e al suo inseparabile aiutante, il dottor John Watson. 

Conan Doyle e il gioco degli specchi

Creature ideate da Sir Arthur Conan Doyle, prolifero scrittore scozzese dai baffoni ottocenteschi. Prova ne sia che in una delle tante avventure Sherlock Holmes si trova a fronteggiare il “mastino dei Baskerville”, inoltre la quasi omofonia del nome “Adso” e “Watson” non è di certo casuale. 
Ma Adso e Watson hanno anche qualcos’altro in comune: entrambi raccontano la storia di un singolare amico criminalista per passione. 

Sono protagonisti e voci fuori campo allo stesso tempo, narratori e narrati, come in uno di quei giochi di specchi che tanto amava Conan Doyle ...

sabato 12 agosto 2023

Le origini di Tavistock

Molti avranno già sentito parlare del Tavistock Centre (oggi Tavistock e Portman NHS Foundation Trust) dopo l'annuncio, l'anno scorso, della chiusura del Gender Identity Development Service, accusato da una commissione indipendente di dispensare troppo superficialmente i farmaci bloccanti della pubertà.
Ma oltre al più recente filone "gender" cos'è il Tavistok Institute? E di che cosa si occupa? 
Lo scopriamo insieme ..

Il giornalista investigativo Daniel Estulin nel suo libro L'istituto Tavistock -(2011) rivela i segreti di un “ente” che lui stesso descrive in questo modo: “è il centro mondiale delle attività di lavaggio di massa dei cervelli e di ingegneria sociale”.

Finora pochi sanno quanto il Tavistock Institute – con sede a Londra - ha influenzato e influenzi tuttora, sia direttamente che indirettamente e in quale profondità, la nostra vita. 
Fu istituito nel 1921 per studiare i disturbi mentali, derivati dall'esposizione al terrore che si genera in battaglia, sui soldati inglesi che sopravvissero alla prima guerra mondiale.

Il suo scopo era quello di stabilire, sotto il controllo dell'Ufficio della Guerra Psicologica dell'Esercito Britannico, il "punto di rottura" dell'uomo in condizioni di stress ...

martedì 7 marzo 2023

L’ideologia egoistica e un nuovo paradigma

 Tommaso Merlo  

I politicanti tradiscono perché un conto è ripetere slogan per strappare applausi e voti, un conto è incarnare il cambiamento che si vuole realizzare nel mondo. 

Son decenni ormai che i politici si rimangiano le promesse e una volta ottenuta la poltrona non cambia mai nulla. 

Questo perché la politica e le caste di ogni risma sono parte del problema. 
Viviamo un’era dominata da una devastante ideologia egoistica che ci sta portando verso l’autodistruzione individuale e collettiva. 

Le vecchie ideologie pensavano che organizzando il mondo “là fuori” si costruisse un futuro roseo, ma hanno fallito clamorosamente perché i mali del mondo non sono altro che la proiezione dei mali che affliggono le persone. Per immaginare un nuovo paradigma bisogna partire da “dentro” di noi, non da “fuori” ...

lunedì 18 luglio 2022

Siate incoerenti! Il Sé e identità multipli

Chi sono? Che cosa mi rende ciò che sono, con la mia identità? Che cosa mi permette di rimanere me stesso in situazioni diverse?
Sono domande fondamentali, le cui risposte ci permettono di vivere e di relazionarci.


Percepire un senso di coerenza che ci permette di sperimentarci come noi stessi in ogni situazione ci dà la possibilità di possedere una struttura di identità abbastanza stabile da sorreggerci e flessibile quanto basta per adattarsi. Infatti, senza nessun tipo di coerenza ci troveremmo ad esistere come i colori di un’aurora boreale, costantemente cangianti; sempre mutanti, senza forma, condannati ad una perpetua metamorfosi.
E’ il caso ad esempio del disturbi Borderline di personalità, condizione psicopatologica caratterizzata dalla difficoltà di sperimentare un senso di costanza identitaria: l’identità è fluida e non mantiene un fil rouge, un senso che possa connettere le diverse parti, i diversi periodi di vita, le diverse esperienze.

La cultura occidentale, filosofica e scientifica, ha fatto della coerenza e della razionalità una vera e propria religione, al punto di portarla all’eccesso, di sfiorare il fanatismo.

Pensiamo di poter utilizzare la ragione per capire che cosa sia giusto fare in ogni situazione (tralasciando altre abilità fondamentali, come l’intuito e l’azione istintiva), pensiamo di poter dare forma alle nostre emozioni ragionandoci sopra (cosa impossibile per la natura stessa delle emozioni, che sfugge al controllo della razionalità) e ci identifichiamo con alcune nostre caratteristiche che ci de-finiscono (cioè “limitano lontano da”) e distinguono (cioè “segnano nella separazione da”)...

venerdì 10 giugno 2022

L'ego distorce la realtà

 
L'ego ha continuamente bisogno di dare una buona immagine alla società, manca di umiltà e cade molto spesso nell'esercizio dell'orgoglio. Ora, è anche conveniente distinguerlo da quel senso del sé più difensivo, un'istanza psichica in cui si riconosce e si definisce la propria identità. 

Quindi lasciare che il nostro ego accentui il suo lato più negativo può certamente rappresentare un problema.

Pochi concetti sono così complessi da definire come l'ego. Immanuel Kant ha compreso questa dimensione come un'entità in cui ogni rappresentazione mentale che la persona esegue è stata inclusa.. 

Per Sartre, era solo un'altra parte della coscienza. Tuttavia, la definizione più interessante e conosciuta è quella che ci ha fornito la psicoanalisi ...

sabato 9 ottobre 2021

Aldous Huxley e quel mondo nuovo che non è mai stato così attuale

Risale a quasi sessanta anni fa la morte dell'autore de "Il Mondo Nuovo" e "Le Porte della Percezione": "Nella sua distopia, pur nei toni moraleggianti, si annidavano spettri che sembrano riaffacciarsi"

Il 22 novembre 1963, lo stesso giorno dell'assassinio del presidente Kennedy, moriva a Hollywood Aldous Huxley, lo scrittore che meglio di qualsiasi altro aveva immaginato il futuro.
Quel giorno, il 22 novembre, era arrivato dopo anni difficili. Nel 1961 un incendio divampato nella sua casa aveva distrutto la sua libreria. Sembra che in quell'occasione Huxley abbia confidato a un amico: "Vedi un uomo senza passato". Non era affatto una frase qualunque, perché legava i libri, la cultura, alla costruzione dell'identità.

Ma andiamo indietro, per capire l'importanza simbolica di quel fuoco devastatore. Huxley, nato nel 1894 a Godalming, città dell'Inghilterra meridionale, nella contea del Surrey, aveva avuto una vita piena. 
Veniva da una famiglia illustre, suo nonno era il biologo Thomas Henry Huxley, grande sostenitore delle teorie darwiniane, mentre suo padre Leonard aveva a lungo diretto la prestigiosa rivista vittoriana Cornhill Magazine, fondata da William Thackeray. La madre era invece nipote del poeta Matthew Arnold ...

domenica 14 febbraio 2021

Le pecore sono pecore non perché DEVONO esserlo, ma perché VOGLIONO esserlo

Alcune frasi sono dotate di un simbolismo immediatamente riconoscibile. Quando le sentiamo, sappiamo immediatamente a cosa e a chi si riferiscono, possono addirittura approfondire la comprensione di una determinata situazione, se applicate nel modo giusto.

Riescono a spostare il nostro punto di vista permettendoci di osservare una determinata situazione in un modo completamente diverso. Potrebbero farci ridere, piangere, ma non rimarremo mai indifferenti di fronte a tali affermazioni.

Nel corso della storia ci sono sempre state persone che avevano ragione e, solitamente, una “maggioranza” che aveva torto, su ogni singolo problema. 
I difensori dell’ignoranza istituzionalizzata sostengono costantemente che la verità è “relativa” e che non dovrebbero essere criticati per le loro “opinioni”. Usano questo relativismo come copertura per la loro riluttanza ad ammettere di essere ignoranti. Vorrei chieder loro se credono di aver sempre ragione, di non avere nulla da imparare! Se la verità è “relativa”, se la moralità e i principi sono “grigi”, allora chi, potrà mai essere in torto nelle loro menti contorte? Sembrerebbe che le uniche persone che considerano assolutamente fuori luogo sono coloro che affrontano il sistema.

Quello che non riescono a capire è che le loro “opinioni” non sono frutto delle loro menti.
Ciò in cui credono è semplicemente il risultato di un condizionamento. 
Sono disposti ad abbracciare il sistema, non importa quanto ingiusto sia, perché la loro intera identità è basata sulla sua esistenza. Non critichiamo le persone perché non sono consapevoli (tutti in un momento o l’altro della nostra vita non lo eravamo), ma le ammoniamo perché negano dei fatti palesi, al fine di evitare di ammettere che hanno torto e che, forse, sono stati ingannati dall’establishment. Come chiamiamo, allora, queste persone che rimangono ostinatamente ignoranti (o comodamente ignare) di fronte ai fatti e seguono il gregge (il pensiero mainstream) a scapito della verità?

Noi li chiamiamo pecore…

martedì 2 aprile 2019

Il paradosso della nave di Teseo

Si narra che la nave in legno sulla quale viaggiò il mitico eroe greco Teseo fosse conservata intatta nel corso degli anni, sostituendone le parti che via via si deterioravano. Giunse quindi un momento in cui tutte le parti usate in origine per costruirla erano state sostituite, benché la nave stessa conservasse esattamente la sua forma originaria. 

La nave dunque è stata completamente sostituita, ma allo stesso tempo la nave è rimasta la nave di Teseo, la questione che ci si può porre è: la nave di Teseo si è conservata oppure no? Ovvero: l’entità (la nave), modificata nella sostanza ma senza variazioni nella forma, è ancora proprio la stessa entità? O le somiglia soltanto?

Il paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell’effettiva persistenza dell’identità originaria, per un’entità le cui parti cambiano nel tempo; in altre parole, se un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili). (Fonte: paradossabile.wordpress.com) ...

venerdì 1 marzo 2019

Fermare la mente

Riflessioni sulla mente e gli inganni da essa perpetuati
le ossessioni del passato
le ambizioni future
i significati dietro a tutto questo
e l'importanza
dell'essere testimoni
del Qui e Ora.


"L'adesso è l'unico momento della vita che possiamo percepire, che possiamo ascoltare attraverso il corpo e l'apparato sensoriale. L'adesso è l'unico momento certo, l'unico tratto di esistenza in cui si possa agire. Sull'adesso abbiamo un potere immenso. A meno che tra di noi e l'adesso non si frapponga l'imperatrice dei nostri “ego” delle nostre paure, delle nostre sfiducie ed ansie: la mente."

“Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente.”

Eckart Tolle

sabato 16 febbraio 2013

Il mio nome è una convenzione!

 di Rocco Bruno

... Parlo di rivoluzione, un’autentica rivoluzione interiore, ma è come apparecchiare la tavola e poi mandarla all'aria.
Il mio è un involontario sforzo di provare ad aiutare coloro che cercano e che hanno intuito che c'è qualcosa che non quadra a questo mondo.

Quelli che hanno già tutte le risposte non possono farci niente con quello che dico. Dubbio, scetticismo, paure sono il mondo che ci è stato messo davanti agli occhi per impedirci di raggiungere la verità su di noi. Si, certo che siamo schiavi, ma anche un’altra incredibile verità è che potenzialmente possiamo essere molto, ma molto di più di quello che siamo, il problema è che il sacrificio richiesto è immane, significa rinunciare a tutto ciò che crediamo sia reale, significa rinunciare all'ego, alla falsa identità che questo mondo ci ha dato.

Noi riceviamo un nome e quel nome diventa la nostra identità, noi ci crediamo e non è così, io non sono Rocco, non lo sono mai stato, io sono un mare di cose, ma l'ultima cosa che sono è proprio Rocco. Il nome è una convenzione, è il codice con cui poter esser individuati, identificati. Viviamo in un mondo fittizio, il vero mondo è un altro e il risveglio è traumatico, perché scopriamo la cruda realtà che ci circonda e che siamo, perché perdiamo ogni genere di credenza e dobbiamo farci responsabili della nostra vita.
È proprio come dice Morpheus nelle persone di una certa età -“il cervello stenta a rifiutare il passato”.

Matrix è un sistema e come tale serve alla conservazione della specie, servono unità produttive, unità che producano energia, ovvero, cibo per il pianeta. Matrix, ci dice cosa dire, cosa mangiare, come vestire (attraverso le mode, ad esempio); Matrix dice al nostro cervello come interpretare la vita, Matrix è la mappa, ma la mappa non è mai il territorio.

Matrix è dipendenza e l'irresponsabilità che volevamo, ecco perché è così difficile svegliarsi...

lunedì 25 luglio 2011

Oltre la bolla (Niente paura!)

di Catherine

E' necessario soffrire per conoscere se stesso?
E' necessario gioire per conoscere se stesso?

Entrambi questi stati sono sicuramente utili alla conoscenza del Sé profondo.

La conoscenza di se stesso dovrebbe significare un ritorno all'Essere essenziale, primordiale, "depurato" da quell'identità costruita più o meno aderente al Sé originale. Conoscere se stesso è misurare l'eventuale distanza che si è creata tra i due (Il Sé e il « divenuto »), prenderne coscienza, comprendere gli eventuali errori e/o squilibri che ne derivano, quindi accettare il nuovo stato d'essere, amarlo (amarsi), coccolarlo (coccolarsi), rispettarlo (rispettarsi).

Perché non si può amare ciò che non si conosce, o l'immagine fasulla di ciò che si crede di conoscere.

Ed è impossibile pretendere di conoscere, rispettare e amare gli altri se non ritroviamo prima la conoscenza e l'amore di noi stessi.

Certo non è una consapevolezza che si acquisisce una volta per tutte, ogni giorno richiede impegno...