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martedì 8 ottobre 2024

BAMBINI, non BAMBIN*

Il 28 settembre 2024 all'Università di Roma Tre era programmato un fantomatico laboratorio per BAMBIN* trans (dai 5 ai 14 anni). 

Dopo diverse alzate di scudi, talvolta con argomenti reazionari e fallaci, talvolta con argomentazioni di buonsenso, pare sia stato momentaneamente cancellato.

Intanto, il famigerato uso dell'asterisco dal valore neutro! L'impronunciabile oscenità del neolinguaggio che, in punta di piedi, i think tank neoaristocratici stanno instillando nel sottobosco culturale, è da rigettare al mittente.

Poi, la necessità di trattare una tematica indotta, di cui nessuno sentiva il bisogno, ovvero,
le storie di "vita vissuta" di presunti bambini trans a partire dai 5 anni in avanti ...

lunedì 29 luglio 2024

La finestra di Overton: come rendere accettabile una idea inaccettabile

 
Quando il potere ha interesse a seminare alcune determinate idee - fossero persino palesemente in contrasto con il benessere delle persone - sappiamo che non è tanto difficile da realizzare.
Catherine

Joseph P. Overton (1960-2003) ha elaborato un modello di rappresentazione delle possibilità di cambiamenti nell’opinione pubblica, descrivendo come delle idee, totalmente respinte al loro apparire, possano essere poi accettate pienamente dalla società, per diventare infine legge.

La cosa più inquietante è che queste idee nascono spesso da un piccolo gruppo e a vantaggio solo di pochi, con danni per tutti gli altri.
( ... )

Secondo Overton, qualsiasi idea, anche la più incredibile, per potersi sviluppare nella società ha una finestra di opportunità. In questa finestra l’idea può essere ampiamente discussa, e si può apertamente tentare di modificare la legge in suo favore.

L’apparire di questa idea, in quel che potremmo chiamare la “finestra di Overton”, permette il passaggio dallo stadio di “impensabile” a quello di un pubblico dibattito, prima dalla sua adozione da parte della coscienza di massa e il suo inserimento nella legge ...

giovedì 4 aprile 2024

Cronache della Pandemenza – Deliri ... inclusivi

 
 di Piero Cammerinesi

La guerra dei sessi procede trionfante; dopo millenni di patriarcato ci provarono le femministe nel ’68 a riconquistare un po’ del terreno perduto. 

Fu una breve stagione, fatta di comuni hippie, erba, minigonne e amore libero, musica e stordimento, internazionale comunista, ma anche di ricerca interiore e pacifismo generalizzato – fate l’amore, non la guerra – stagione ben presto rimpiazzata dalla corsa all’impiego ed alla carriera.

Così, dopo due o tre passi avanti, le donne scivolarono di nuovo indietro, come in un perverso gioco dell’oca, dato che le società umane hanno la pessima abitudine di applicare la legge del più forte, che nella maggior parte dei casi è il meno sensibile ed il più rozzo.

Ma ecco che, dopo mezzo secolo dal ’68, è sorto un nuovo “sol dell’avvenir” – questa volta proveniente non dall’Oriente socialista ma dall’Estremo Occidente – che ha pensato bene di spazzar via senza riguardi una cultura millenaria gettando via – è il caso di dirlo – il bambino con l’acqua sporca ...

mercoledì 29 novembre 2023

Manipolare l'uomo. Il "sogno" dei "poteri forti"

Andiamo verso la strumentalizzazione dell'omosessualità e/o dell'androginia? Com'è successo già nel passato - e con i risultati che sono ahimé sotto gli occhi di tutti - con i movimenti femministi? E prima ancora con le varie "rivoluzioni" che avrebbero dovuto cambiare in meglio la nostra società?
Oppure questi grandi "cambiamenti", come sempre, miglioreranno soltanto la vita di pochi, consolidando il loro potere e lasciando le briciole (avvelenate?) al popolino?
Forse non è così, ma prima di entusiasmarsi, inneggiando alle tanto sospirate liberalizzazioni e alla nuova evoluzione delle mentalità, riflettiamo sul fatto che questi stessi poteri, se lanciano e/o cavalcano un'onda, non lo fanno mai in modo disinteressato.
Catherine


Primo capitolo del libro "UniSex" di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta

La grande rivoluzione culturale, che i Poteri Forti stanno oggi promuovendo in tutto il mondo – e specialmente in Occidente – ha un nome: ideologia di genere (o, in inglese, gender)
Nell’occhio del mirino, in questo caso, è finita l’identità stessa dell’essere umano nel suo – da sempre riconosciuto come “naturale” – dimorfismo maschile/femminile.

Secondo l’ideologia gender, infatti, le differenze sessuali tra maschio e femmina sarebbero solo “morfologiche” e dunque, nella sostanza, non avrebbero quasi alcuna importanza; in base a questo “nuovo” punto di vista, la differenza maschile/femminile sarebbe invece soprattutto culturale; ovvero, gli uomini sarebbero uomini solo perché educati da uomini, mentre le donne sarebbero donne solo perché educate da donne.

Il nostro scopo, pertanto, è quello di cercare di comprendere perché, al giorno d’oggi, si voglia intervenire e rimodellare l’immagine stessa dell’uomo, per imporre una concezione della sessualità ideologica e avulsa da qualunque retaggio “naturale”: un processo, questo, che – come vedremo – nelle sue forme più estreme sembra destinato a sfociare nel modello di un “uomo artificiale”, un vero e proprio Transumanesimo ...

sabato 12 agosto 2023

Le origini di Tavistock

Molti avranno già sentito parlare del Tavistock Centre (oggi Tavistock e Portman NHS Foundation Trust) dopo l'annuncio, l'anno scorso, della chiusura del Gender Identity Development Service, accusato da una commissione indipendente di dispensare troppo superficialmente i farmaci bloccanti della pubertà.
Ma oltre al più recente filone "gender" cos'è il Tavistok Institute? E di che cosa si occupa? 
Lo scopriamo insieme ..

Il giornalista investigativo Daniel Estulin nel suo libro L'istituto Tavistock -(2011) rivela i segreti di un “ente” che lui stesso descrive in questo modo: “è il centro mondiale delle attività di lavaggio di massa dei cervelli e di ingegneria sociale”.

Finora pochi sanno quanto il Tavistock Institute – con sede a Londra - ha influenzato e influenzi tuttora, sia direttamente che indirettamente e in quale profondità, la nostra vita. 
Fu istituito nel 1921 per studiare i disturbi mentali, derivati dall'esposizione al terrore che si genera in battaglia, sui soldati inglesi che sopravvissero alla prima guerra mondiale.

Il suo scopo era quello di stabilire, sotto il controllo dell'Ufficio della Guerra Psicologica dell'Esercito Britannico, il "punto di rottura" dell'uomo in condizioni di stress ...

martedì 10 gennaio 2023

Il gender applicato: la storia dei gemelli Reimer

 L’ideologia di genere o teoria gender sta facendo molto parlare di sé in questi ultimi tempi, ma il discorso rischia di restare astratto se non ci sforziamo di capire quale cambiamento concreto si voglia apportare alla società. 

Per capirlo converrà rileggere la triste storia dei piccoli Bruce e Brian Reimer, che un giorno ebbero la sfortuna di incontrare un certo dottor John Money.

di Adriano Scianca

Bruce e Brian sono, anzi, erano due gemelli, figli di Ron e Janet Reimer. Dopo pochi mesi di vita, a causa di una banale infezione alle vie urinarie, i due neonati vennero portati in ospedale per essere circoncisi. Il primo a finire sotto i ferri fu Bruce. Per incuria, sfortuna e incompetenza, tuttavia, l’inesperto praticante che avrebbe dovuto eseguire l’operazione di routine combinò un disastro: l’elettrocauterizzatore finì per incenerire il pene del piccolo. 

Ron e Janet, sconvolti, cercarono qualcuno che potesse aiutare il bambino a superare il trauma e avere una vita normale nonostante la terribile menomazione...

giovedì 9 agosto 2018

La teoria Gender e l’essere umano ideale

Paolo Franceschetti

Sommario.

1. Premessa. La teoria Gender. 2. L'origine della teoria. 3. Le ricadute pratiche. 4. L'applicazione della teoria e la realtà dei fatti. 5. A cosa serve l'introduzione della teoria Gender. 6. Conclusioni e possibili ipotesi di soluzione

1. Premessa. La teoria Gender.

Di recente, su impulso della comunità europea, che impone (giustamente) di abolire gradatamente le differenze di genere tra uomo e donna, in Italia la riforma della scuola ha obbligato gli istituti a conformarsi alle direttive educative imposte dalla cosiddetta “teoria Gender”. Il termine nasce nel mondo anglosassone, dove per “Gender theory” si allude a tutti quegli studi, corposi, che analizzano la differenza tra maschi e femmine. In Italia il termine è utilizzato per indicare una sorta di nuovo orientamento politico sociale, che vorrebbe introdurre nelle scuole l’educazione alla diversità e al rispetto del diverso.

Quando sentii parlare di questa teoria e della sua diffusione nelle scuole, lì per lì pensai ad una bufala perché veniva proposta come una specie di invito esplicito alla masturbazione e all’omosessualità anche per i bambini delle elementari e dell’asilo. Mi pareva quindi una di quelle bufale che corre su internet per creare casino nel mondo complottista e poter un giorno mettere il bavaglio alla rete dicendo: “purtroppo in rete c’è molta disinformazione (come se sui media tradizionali non ce ne fosse) ed è quindi opportuno regolamentare internet”...

venerdì 11 dicembre 2015

Accettare l’inaccettabile: è diventato possibile...

Ideologia gender, istanze LGBT e addirittura la pedofilia fino a qualche decennio fa erano non solo inaccettabili, ma impensabili. Eppure oggi sono temi all’ordine del giorno. 
Tutto frutto di una ben precisa strategia comunicativa.
Continuiamo e concludiamo il discorso avviato nei giorni scorsi (qui la prima parte e qui la seconda).
E’ dell’anno scorso la notizia di “quel pazzo giudice australiano” che aveva “osato” accostare omosessualità e pedofilia. Chi se la ricorda? “Pedofilia e incesto: un giorno saranno accettati come lo sono oggi i gay“. Queste “le parole shock” di Garry Neilson, un giudice che per aver notato l’evidente ha passato un mare di guai.

Il ragionamento del giudice, nella sua terrificante banalità, ricalca esattamente i meccanismi con cui atti e fatti che ieri erano assolutamente vietati, domani saranno più che plausibilmente socialmente condivisi. “Magari un giorno incesto e pedofilia saranno accettati dalla società e non saranno più tabù, proprio come è successo con le unioni gay”, ha dichiarato il giudice. “Una giuria potrebbe non vedere nulla di deplorevole nel rapporto di un fratello con sua sorella una volta che lei fosse maturata sessualmente, avesse avuto relazioni sessuali con altri uomini e fosse diventata ‘disponibile’, senza un partner fisso”.
Secondo il giudice il tabù legato all’incesto sarebbe dovuto esclusivamente al timore di anormalità genetiche in caso di prole, ma anche quel problema potrebbe essere spazzato via dagli “ottimi metodi contraccettivi e dal libero accesso all’aborto”. A parte l’abominevole tesi, alla luce di quanto abbiamo visto fin qui, mi chiedo: che c’è che non va dal punto di vista della sequenza logica del suo discorso?..