Ben consapevole che non tutti abbiano la possibilità di realizzare una "utopia" del genere, credo sia importante tenere ben presente il concetto.
Catherine
di Mirco Mariucci
Licenziatevi, se potete! Vendete il vendibile, riducete al minimo le spese, comprate un pezzo di terra, mettete da parte una somma di denaro che vi consenta di vivere e lasciate al più presto il mondo del lavoro.
E se proprio non potete fare a meno del reddito derivante dalla vostra quotidiana schiavitù, chiedete un part-time.
Quando sarete vecchi o malati, e realizzerete di non avere più tempo o forze per vivere la vita, rimpiangerete amaramente di aver sprecato la maggior parte del vostro tempo per il lavoro.
E purtroppo non ci sarà più niente da fare, se non consigliare agli altri di non ripetere il vostro errore.
Solo allora, forse, comprenderete che sarebbe stato decisamente meglio vivere liberi e felici, piuttosto di ridurvi ad essere degli insignificanti e sostituibili schiavi al servizio del capitale...
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domenica 1 marzo 2026
Lavorate di meno e vivete la vita: darete il via ad una grande rivoluzione sociale.
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martedì 4 febbraio 2025
Tracce…indizi…(d’amor). L’impromettibile
“Si possono promettere azioni, ma non sentimenti. Chi promette a qualcuno di amarlo sempre…promette qualcosa che non è in suo potere”
(Friedrich Nietzsche, “Umano troppo umano”, aforisma 58)
L’amore, innescato da una forza emotiva profonda, ha quindi assai poco a che fare con un lucido sguardo.
Scaturisce da esigenze profonde, ma inconsce. Prende ed avvince, ma è confuso. Crede con forza, ma è esposto a molteplici rischi.
Perciò chiede sempre anche rassicurazione costante.
In un turbinio di pensieri, parole e discorsi, nella volontà di salvaguardare sé stesso cerca e invoca quindi costantemente segni appropriati che caccino i dubbi.
E’ qui che Amore si evolve: il necessario ancoraggio al reale diventa progetto di frequentazione con l’oggetto desiderato, nel rischio, ora reale, dell’apertura a conoscere, in cui è però avanzata anche richiesta di sincerità nella promessa di fedeltà alla cosa in cui esso consiste ...
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domenica 23 giugno 2024
HD 140283, la stella che sembra essere più vecchia dell’universo
Se l'universo ha 13,8 miliardi di anni, come può la stella HD 140283 ad avere più di 14 miliardi di anni? Che conseguenze ha ciò sulla teoria cosmologica e sulla costante di Hubble?
Per più di 100 anni, gli astronomi hanno osservato una stella situata a circa 190 anni luce dalla Terra nella costellazione della Bilancia. Attraversa rapidamente il cielo a 1,3 milioni di chilometri all’ora, ma la cosa interessante è che HD 140283 – o Methuselah come è comunemente nota – è anche una delle stelle più antiche dell’universo, forse la più antica.
Se potesse, HD 140283, ne avrebbe di cose da raccontare, dato che può essere considerata testimone di tutta la storia dell’universo, dalla sua formazione fino ai giorni nostri.
Nata in una galassia primordiale, poi disgregata e risucchiata dalla nostra Via Lattea, più di 12 miliardi di anni fa, HD 140283 porta nella sua traiettoria la memoria di questo ancestrale atto di cannibalismo cosmico ...
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sabato 19 marzo 2022
Paradosso dei buchi neri di Hawking: ecco la soluzione
Gli scienziati affermano di aver risolto il famigerato problema dimostrando che i buchi neri avrebbero una proprietà nota come “capelli quantici”. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
A sinistra: la prima immagine di un buco nero elaborata dall’Event Horizon Telescope nel 2019. (Credit: Event Horizon Telescope Collaboration/EPA)
Il paradosso dei buchi neri di Hawking tormenta gli scienziati da oltre mezzo secolo e ha portato molti di loro a mettere in discussione le leggi fondamentali della fisica. Adesso, però, potrebbero averlo risolto dimostrando una proprietà dei buchi neri nota come “capelli quantici”. Se corretta, questa soluzione segnerebbe un importante progresso nella fisica teorica.
Il paradosso dei buchi neri di Hawking
Stephen Hawking ha trascorso gran parte della sua vita a cercare di comprendere come funzionassero questi misteriosi oggetti cosmici. In sostanza egli si chiedeva: un corpo inghiottito da un buco nero sparirebbe del tutto? O un po’ delle sue informazioni verrebbero conservate?
In molti, nell’ambito scientifico, hanno sempre creduto che le caratteristiche di un oggetto caduto in un buco nero si conservassero, anche in minima parte ...
venerdì 17 gennaio 2020
Paradosso del cervello di Boltzmann
E se tutto quello che pensate di sapere non fosse altro che un’illusione simulata da un mega solitario cervello che fluttua casualmente nello spazio?
Un cervello sviluppatosi per combinazioni casuali di particelle, che nell’infinita dello spazio e del tempo si è originato e preso da un istinto di consapevolezza di inutilità d’esistenza ha dovuto elaborare una realtà che potesse rallegrare la sua triste situazione mentendo a stesso per preservare la propria integrità cognitiva?
Magari questo cervello ha modellato questo universo generando le regole che lo descrivono (leggi fisiche) e vi ha permesso di arrivare oggi alla conoscenza di questo post.
Per quanto vi è dato sapere voi potreste essere una fluttuazione casuale quantistica.
Questa pensiero molto contorto che a prima vista può sembrare parafrasata dai diari di un pazzo sclerato con problemi depressivi e sociopatici è in realtà postulato da Ludwig Boltzmann (che per essere sinceri anche lui soffriva di qualche stato psichico alterato ma posso confermare che non lo hanno deviato dal magnifico lavoro scientifico sviluppato in vita).
Questo suo pensiero prendere il nome di Paradosso del cervello di Boltzmann ...
Un cervello sviluppatosi per combinazioni casuali di particelle, che nell’infinita dello spazio e del tempo si è originato e preso da un istinto di consapevolezza di inutilità d’esistenza ha dovuto elaborare una realtà che potesse rallegrare la sua triste situazione mentendo a stesso per preservare la propria integrità cognitiva?
Magari questo cervello ha modellato questo universo generando le regole che lo descrivono (leggi fisiche) e vi ha permesso di arrivare oggi alla conoscenza di questo post.
Per quanto vi è dato sapere voi potreste essere una fluttuazione casuale quantistica.
Questa pensiero molto contorto che a prima vista può sembrare parafrasata dai diari di un pazzo sclerato con problemi depressivi e sociopatici è in realtà postulato da Ludwig Boltzmann (che per essere sinceri anche lui soffriva di qualche stato psichico alterato ma posso confermare che non lo hanno deviato dal magnifico lavoro scientifico sviluppato in vita).
Questo suo pensiero prendere il nome di Paradosso del cervello di Boltzmann ...
giovedì 18 aprile 2019
L’informazione resta anche nei buchi neri
Secondo Anshul Saini e Dejan Stojkovic, l'informazione contenuta in un buco nero potrebbe non essere persa per sempre.
I risultati del loro studio implicano che per un osservatore che si trovi al di fuori dell’orizzonte degli eventi è ancora possibile recuperare l’informazione e rappresentano un passo significativo verso la soluzione dell'ormai famoso “paradosso dell’informazione dei buchi neri”
E’ quanto emerge da uno studio (2015) pubblicato su Physical Review Letters secondo cui per un osservatore che si trova al di fuori dell’orizzonte degli eventi è ancora possibile recuperare in qualche modo l’informazione.
I risultati rappresentano un passo significativo verso la soluzione dell’ormai famoso “paradosso dell’informazione dei buchi neri”, un problema teorico che ha impegnato i fisici per quasi 40 anni ...
di Corrado Ruscica
L’informazione contenuta in un buco nero potrebbe non essere persa per sempre.
L’informazione contenuta in un buco nero potrebbe non essere persa per sempre.
E’ quanto emerge da uno studio (2015) pubblicato su Physical Review Letters secondo cui per un osservatore che si trova al di fuori dell’orizzonte degli eventi è ancora possibile recuperare in qualche modo l’informazione.
I risultati rappresentano un passo significativo verso la soluzione dell’ormai famoso “paradosso dell’informazione dei buchi neri”, un problema teorico che ha impegnato i fisici per quasi 40 anni ...
martedì 2 aprile 2019
Il paradosso della nave di Teseo
Si narra che la nave in legno sulla quale viaggiò il mitico eroe greco Teseo fosse conservata intatta nel corso degli anni, sostituendone le parti che via via si deterioravano. Giunse quindi un momento in cui tutte le parti usate in origine per costruirla erano state sostituite, benché la nave stessa conservasse esattamente la sua forma originaria.
La nave dunque è stata completamente sostituita, ma allo stesso tempo la nave è rimasta la nave di Teseo, la questione che ci si può porre è: la nave di Teseo si è conservata oppure no? Ovvero: l’entità (la nave), modificata nella sostanza ma senza variazioni nella forma, è ancora proprio la stessa entità? O le somiglia soltanto?
Il paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell’effettiva persistenza dell’identità originaria, per un’entità le cui parti cambiano nel tempo; in altre parole, se un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili). (Fonte: paradossabile.wordpress.com) ...
Il paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell’effettiva persistenza dell’identità originaria, per un’entità le cui parti cambiano nel tempo; in altre parole, se un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che, col passare del tempo, tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili). (Fonte: paradossabile.wordpress.com) ...
venerdì 4 gennaio 2019
Chi meno sa più crede di sapere: “Il paradosso dell’ignoranza” e l’effetto Dunning-Kruger
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Dunning e Kruger hanno scoperto che, per effetto di una distorsione cognitiva, tendiamo a sovrastimare le nostre abilità.
Il famoso detto che, prima o poi, sarà sfuggito, o sfuggirà, di bocca a ciascuno di noi, trova un’evidenza scientifica.
Dunning e Kruger hanno scoperto che, per effetto di una distorsione cognitiva, tendiamo a sovrastimare le nostre abilità.
Il famoso detto che, prima o poi, sarà sfuggito, o sfuggirà, di bocca a ciascuno di noi, trova un’evidenza scientifica.
Entrando a contatto con persone poco istruite, si notano immediatamente delle differenze sia nei modi di fare, che di approcciarsi ai problemi, che di rispondervi in una maniera adeguata. Detta in parole povere, poca istruzione e poca flessibilità mentale sono direttamente proporzionali alla forza dell’ostinazione della persona e alla sovrastimazione delle sue stesse competenze.
Dunning e Kruger, affascinati dal fenomeno, hanno deciso di osservarlo da un punto di vista scientifico, riscontrando un’evidenza empirica tra questi due fattori che prese, poi, il nome di “Effetto Dunning-Kruger”.
Successivamente, Antonio Sgobba riprese l’esperimento trasponendolo ad una riflessione critica sul mondo e su quanto l’ignoranza possa essere considerata un male, o meno ...
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