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venerdì 22 settembre 2023

"Il Big Bang? Non è l’inizio di tutto. Vi racconto la storia di quel che è avvenuto prima”

Gian Francesco Giudice, capo dei fisici teorici del Cern, riassume in un libro le ultime teorie scientifiche sull’origine dell’universo.“All’inizio c’era il vuoto. Ma un vuoto pieno di energia. Lo spazio cominciò a espandersi furiosamente. Poi arrivò la materia” 

Immagine: Spettacolo pirotecnico dedicato al Big Bang al Cern

E solo alla fine arrivò il Big Bang. L’esplosione iniziale, la materia concentrata in un punto infinitamente piccolo che si espande in un istante, l’evento fatidico prima del quale non esisteva nulla: non è così che è cominciata la nostra storia. 
Anzi, non è nemmeno così che si è svolta la vera storia.

Esiste un capitolo precedente al Big Bang che la scienza inizia ad arredare di dettagli e che Gian  Francesco Giudice, direttore del dipartimento di fisica teorica del Cern di Ginevra e accademico dei Lincei, racconta in “Prima del Big Bang. Come è iniziato l’universo e cosa è avvenuto prima” (Rizzoli, 252 pagine, 19 euro) ...

sabato 19 marzo 2022

Paradosso dei buchi neri di Hawking: ecco la soluzione


Gli scienziati affermano di aver risolto il famigerato problema dimostrando che i buchi neri avrebbero una proprietà nota come “capelli quantici”. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

A sinistra: la prima immagine di un buco nero elaborata dall’Event Horizon Telescope nel 2019. (Credit: Event Horizon Telescope Collaboration/EPA)

Il paradosso dei buchi neri di Hawking tormenta gli scienziati da oltre mezzo secolo e ha portato molti di loro a mettere in discussione le leggi fondamentali della fisica. Adesso, però, potrebbero averlo risolto dimostrando una proprietà dei buchi neri nota come “capelli quantici”. Se corretta, questa soluzione segnerebbe un importante progresso nella fisica teorica.

Il paradosso dei buchi neri di Hawking

Stephen Hawking ha trascorso gran parte della sua vita a cercare di comprendere come funzionassero questi misteriosi oggetti cosmici. In sostanza egli si chiedeva: un corpo inghiottito da un buco nero sparirebbe del tutto? O un po’ delle sue informazioni verrebbero conservate? 
In molti, nell’ambito scientifico, hanno sempre creduto che le caratteristiche di un oggetto caduto in un buco nero si conservassero, anche in minima parte ...

martedì 30 marzo 2021

Stephen Hawking: come costruire una macchina del tempo

Tutto ciò che serve è un wormhole, il Large Hadron Collider o un razzo che va molto, molto veloce ..

Salve. Il mio nome è Stephen Hawking. Fisico, cosmologo e una specie di sognatore. Anche se non posso muovermi e sono costretto a parlare attraverso un computer, la mia mente è libera. Libera di esplorare l’universo e porsi grandi domande, come: è possibile viaggiare nel tempo? Possiamo aprire un portale verso il passato o una scorciatoia per il futuro? Possiamo piegare le leggi della natura per diventare assoluti padroni del tempo?

Un tempo il viaggio nel tempo era considerato dalla scienza come un’eresia. Evitavo di parlarne per evitare di essere etichettato come uno “strambo”. Ma oggigiorno non sono più così cauto. Infatti, oggi somiglio di più alle persone che costruirono Stonehenge. Sono ossessionato dal tempo. Se avessi una macchina del tempo farei visita a Marilyn Monroe al suo apice oppure mi catapulterei da Galileo nel momento in cui puntò il suo telescopio verso il firmamento. Magari, volerei alla fine dei tempi per vedere com'è la fine di tutto.
Per capire come tutto questo possa essere possibile, dobbiamo concepire il tempo come lo fanno i fisici – in quarta dimensione. Non è difficile come sembra. Qualsiasi studente diligente sa, anche io su questa sedia, che esistono tre dimensioni. Ogni cosa ha un’altezza, una larghezza ed una profondità.

Ma esiste un altro genere di lunghezza, quella del tempo. Anche se un essere umano può vivere all’incirca 80 anni, le pietre di Stonehenge, per esempio, hanno resistito migliaia di anni. Ed il nostro sistema solare esisterà per miliardi di anni. Ogni cosa ha una lunghezza misurabile nel tempo. 
Viaggiare nel tempo vuol dire viaggiare lungo questa dimensione...

giovedì 18 aprile 2019

L’informazione resta anche nei buchi neri

Secondo Anshul Saini e Dejan Stojkovic, l'informazione contenuta in un buco nero potrebbe non essere persa per sempre. 
I risultati del loro studio implicano che per un osservatore che si trovi al di fuori dell’orizzonte degli eventi è ancora possibile recuperare l’informazione e rappresentano un passo significativo verso la soluzione dell'ormai famoso “paradosso dell’informazione dei buchi neri”

di Corrado Ruscica

L’informazione contenuta in un buco nero potrebbe non essere persa per sempre. 

E’ quanto emerge da uno studio (2015) pubblicato su Physical Review Letters secondo cui per un osservatore che si trova al di fuori dell’orizzonte degli eventi è ancora possibile recuperare in qualche modo l’informazione.

I risultati rappresentano un passo significativo verso la soluzione dell’ormai famoso “paradosso dell’informazione dei buchi neri”, un problema teorico che ha impegnato i fisici per quasi 40 anni ...