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martedì 23 giugno 2026

Se l’informazione è Il quinto stato della materia, siamo in una simulazione


Il fisico Melvin Vopson vuole effettuare un esperimento che cambierebbe la nostra percezione di ogni informazione contenuta nell'universo.

Tutti siamo ormai immersi in un sovraccarico di informazioni, e per il fisico Melvin Vopson dell’Università di Portsmouth questo vale doppio. 
Il ricercatore inglese sta cercando infatti di dimostrare una tesi suggestiva: l’informazione avrebbe una sua presenza fisica. I dati digitali avrebbero un peso. È un’operazione difficile, che potrebbe fornirci nuove intuizioni su come conservare le informazioni in futuro, ma non è solo questo.

Potrebbe anche innescare un importante cambiamento di paradigma nel nostro modo di vedere l’intero universo.

Le informazioni hanno una massa misurabile?

Vopson, studioso di Teoria dell’informazione, cerca colleghi per effettuare un esperimento che, in caso di successo, produrrebbe effetti giganteschi...

domenica 7 giugno 2026

Viaggi nel tempo senza paradossi temporali? Per i matematici si può

Uno studio peer-reviewed dimostra che viaggiare nel tempo è teoricamente possibile senza creare contraddizioni logiche. I numeri tornano.

Immagina di tornare indietro e impedire al paziente zero del COVID di infettarsi. Risolvi la pandemia, salvi milioni di persone. Poi torni al presente e scopri che la pandemia c’è comunque, solo che stavolta il paziente zero sei tu. Sono paradossi temporali, quelli che per decenni hanno tenuto fisici e filosofi svegli la notte.

Germain Tobar dell’Università del Queensland ha fatto qualcosa di inaspettato: ha preso carta, penna e relatività generale, e ha dimostrato che i paradossi temporali non esistono. O meglio, che l’universo li sistema da solo.

Il lavoro, pubblicato su Classical and Quantum Gravity, non è un esercizio di stile: è matematica pura applicata alle curve temporali chiuse (CTC), quelle traiettorie nello spaziotempo che Einstein stesso aveva previsto e che, teoricamente, permetterebbero a un oggetto di tornare al proprio passato. 
La differenza è che questa volta qualcuno ha dimostrato come funzionerebbe davvero...

mercoledì 22 aprile 2026

Il sistema solare e la sezione aurea

Tutti i periodi del sistema solare si adattano alle serie di Fibonacci e la sezione aurea. 

Molte altre persone hanno notato i rapporti Phi del sistema solare in passato, a partire da Keplero, e ci sono diversi siti web che trattano questo argomento interessante. Ma fino ad ora, per quanto ne so, nessuno è stato in grado di trovare un unico schema semplice che collega tutti i pianeti e il Sole in un sistema tutto armonico descritto dalla serie di base di Fibonacci. Un paio di settimane fa, mentre ero in vacanza, ho avuto un paio di lunghe ‘sessioni’ di brainstorming con Tim Cullen, che ha deciso di arrotolarsi le maniche e tenere la calcolatrice calda per testare le mie idee. Quello che ho scoperto è presentato qui di seguito nello stile di un semplice ‘carta’.

Astratto
L’equazione lineare ricorrente: an = an-1 + an-2 con le condizioni di partenza: a1 = a2 = 1 genera la serie di Fibonacci familiare: 1,1,2,3,5,8,13 … Questo documento utilizza i primi 20 termini della sequenza per dimostrare una stretta corrispondenza tra la serie di Fibonacci e le relazioni dinamiche tra tutti i pianeti, e due pianeti nani del Sistema Solare. L’errore medio di tutti i 28 punti di dati è dimostrato essere sotto il 2,75%. L’implicazione scientifica del risultato è qui discussa ...

mercoledì 28 gennaio 2026

Il campo akashico


Dopo l’esperimento di Michelson-Morley (1887) la fisica ha definitivamente abbandonato la nozione di “etere”.

L’esperimento, basato sull’uso di un interferometro, mostrava che la velocità della luce non rispondeva ai principi della relatività classica-galileiana, era cioè indipendente dal sistema di riferimento; inoltre si doveva escludere, per le stesse ragioni, la teoria dell’ “etere luminifero” che ipotizzava quale mezzo di propagazione delle onde elettromagnetiche un ‘etere’, un fluido di cui si supponeva l’aderenza alle leggi della fluidodinamica (fatto questo sul quale si basavano i dati attesi dall’esperimento ideato da Michelson).

 L’accettazione dell’idea che le onde elettromagnetiche si propaghino nel “vuoto”, senza un mezzo, è fra i presupposti che hanno portato alla relatività ristretta di Einstein. 

A noi interessa tuttavia questo passaggio per il fatto che – per un certo tempo – la fisica moderna ha utilizzato il concetto di “etere”, termine di derivazione antica ed aristotelica, sebbene con un’accezione diversa e rivisitata. 

Il fatto che questa nozione sia stata esclusa deriva tuttavia dal fraintendimento circa la natura “materiale” dell’etere, confusione che non può essere attribuita ad Aristotele, dato che come ho mostrato in altri articoli e come spiegherò ancora in futuro, anche quando gli Antichi elaboravano una “fisica” non si riferivano al mondo materiale, così quando parlavano dei quattro o cinque elementi si riferivano a realtà sottili e non certo agli elementi grossolani che oggi designano le parole “fuoco” o “aria”....

mercoledì 3 settembre 2025

Cancella il tempo e capiremo


Venti secoli fa un uomo che viveva in una città greca sulla costa dell’odierna Turchia ebbe un’idea prodigiosa e stupefacente: e se il cielo sopra la nostra testa continuasse anche sotto i nostri piedi? E se la Terra non fosse che un grosso sasso che galleggia nello spazio, sospesa sul nulla? L’uomo si chiamava Anassimandro, la città era Mileto.

L’idea, nuova nella storia del mondo, era, come ben sappiamo oggi, oltre due millenni e mezzo più tardi, giusta. Il filosofo della scienza Karl Popper ha definito quest’idea «una delle più audaci, più rivoluzionarie e più portentose della storia del pensiero umano».

Ma Anassimandro ci ha lasciato un’eredità ancora più importante. Ha mostrato che la realtà non è come ci appare, che possiamo avere idee sbagliate sul mondo e che, se partiamo da una serena consapevolezza della nostra ignoranza, attenta osservazione e intelligente riflessione possono permetterci di liberarci da qualcuno degli innumerevoli pregiudizi che impastoiano i pensieri: possiamo vedere più lontano. 

Così facendo, Anassimandro ha iniziato un’immensa e affascinante avventura: la strada della conoscenza scientifica...

domenica 29 giugno 2025

Richard Feynman: Il Metodo Scientifico

Richard Phillips Feynman (New York, 11 maggio 1918 – Los Angeles, 15 febbraio 1988) è stato un fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica. ( it.wikipedia.org )

Come Albert Einstein, inizia a parlare tardi. Già da bambino dimostra però un’intelligenza brillante. Il padre, venditore di uniformi, gli insegna a guardare il mondo in modo originale, rifiutando le verità già confezionate. Gli fa leggere riviste scientifiche e lo invita a mettere tutto in discussione. Ed è proprio grazie al padre che capisce la differenza tra imparare una cosa e capirla

Inizia così ad appassionarsi di scienza e adotta quella curiosità che lo contraddistingue per tutta la vita. (La storia di Richard Feynman)

Per chi non la conosce già, ecco una sua brillante lezione sul metodo scientifico:

mercoledì 15 gennaio 2025

Cosa c’è “fuori” dall’Universo e cosa prima del Big Bang?

Rispondiamo a queste domande che causano molta confusione: andiamo alla scoperta dell’Universo volando a miliardi di anni luce.

Se l’Universo è definito come tutto ciò che esiste, allora chiedersi cosa ci sia fuori rappresenta una forte contraddizione: il fuori semplicemente non esiste. 

Se invece parliamo dell’Universo osservabile, quella sfera delimitata dalla radiazione cosmica di fondo, allora ha senso dire cosa ci sia oltre questa impenetrabile barriera spaziotemporale, ma probabilmente non lo scopriremo mai, semplicemente perché da quelle regioni non arriva alcuna informazione ...

venerdì 29 novembre 2024

Per la prima volta vediamo la forma di un singolo fotone


I ricercatori dell'Università di Birmingham hanno sviluppato una tecnica matematica che ha permesso per la prima volta di calcolare la "forma" di un fotone.

Arriva dall’Università di Birmingham una svolta nel campo della fotonica. I risultati ottenuti consentirebbero la visualizzazione dei fotoni e potrebbero rivoluzionare alcune tecnologie come quelle legate alla comunicazione, al rilevamento dei patogeni e al controllo molecolare nelle reazioni chimiche.

Una teoria quantistica molto avanzata ha permesso ai ricercatori di definire per la prima volta la "forma" esatta di un singolo fotone. Le virgolette sono obbligatorie perché è bene sottolineare che l'immagine creata dai ricercatori non ritrae direttamente un fotone: essendo una particella quantistica, un fotone può essere infatti descritto solo in termini probabilistici ..

mercoledì 18 settembre 2024

Universo elettrico


 di Massimo Teodorani (Astrofisico)

Tratto dal libro Tesla lampo di genio (Macro Edizioni, 2018)

Il lavoro di Tesla sull’etere è stato purtroppo strumentalizzato da innumerevoli gruppuscoli “new age” senza alcun costrutto scientifico, che hanno contribuito a screditare la sua opera. Ecco come l’opera di un genio entra nel dimenticatoio. 

Fino a che qualcun altro non ha il fegato di prendere in mano le sue teorie e ricomincia da dove Tesla si era fermato.

E infatti qualcuno ci sta provando tuttora, in modo particolare il fisico-matematico e ingegnere Thomas Bearden, il quale oltre a progettare tutta una serie di esperimenti per tentare l’estrazione della cosiddetta “energia libera”, ha elaborato un modello teorico che spiegherebbe l’energia scaturita dall’etere come la manifestazionone di “onde scalari”. 

Definendo come “etere” tre cose indistintamente, il vuoto, lo spaziotempo e la carica elettrica senza massa, secondo Bearden le onde di Tesla non sarebbero altro che onde scalari in un flusso di cariche senza massa facenti parte della natura intrinseca dell’etere ...

giovedì 5 settembre 2024

Spazio e tempo? Solo un'illusione

Il libro di Carlo Rovelli è onesto: già dal titolo ci fa sapere che è meglio rassegnarci perché “La realtà non è come ci appare

Rovelli, fisico teorico che insegna all’università di Aix-Marsiglia, ci porta a spasso lungo 25 secoli per spiegarci come è cambiata la nostra immagine del mondo grazie ad alcuni grandi visionari della storia. 

Aiutato da un’ottima capacità narrativa, ci fa arrampicare sulle vette del pensiero di Democrito e Lucrezio, di Galileo e Newton, ci fa digerire cose complesse come la meccanica quantistica e la relatività di Einstein e ci costringe addirittura a prendere seriamente in esame alcune idee estremiste emerse dai recenti studi sulla gravità quantistica, come quella secondo cui il tempo non esiste. 

“A livello fondamentale il tempo non c’è. (....) ci sono processi elementari in cui quanti di spazio e materia interagiscono tra loro in continuazione. L’illusione dello spazio e del tempo continui intorno a noi è la visione sfocata di questo fitto pullulare di processi” ...

mercoledì 10 luglio 2024

Il Tempo e la Relatività

 
Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi.
…è una successione di istanti.


In fisica, il tempo è definito come distanza tra gli eventi calcolata nelle coordinate spaziotemporali quadridimensionali.

S.Agostino:"Se non mi chiedono cosa sia il tempo lo so, ma se me lo chiedono non lo so".

Per Platone:"l'immagine mobile dell'eternità".

Per Aristotele è la misura del movimento secondo il "prima" e il "poi" .

Secondo Einstein il tempo non è assoluto, ma dipende dalla velocità (quella della luce è una costante universale: c= circa 299.792,458 Km/s).

Tutti i livelli dimensionali di questo mondo sono adesso presenti e intrecciati reciprocamente.
La sola differenza tra i mondi dimensionali è la loro lunghezza d’onda (f x λ= c).
Questa è la chiave dell’intero universo.

Viviamo in una realtà creata unicamente dalle lunghezze d’onda ...

giovedì 8 febbraio 2024

La realtà fisica come un tutto indivisibile

Negli anni cinquanta del Novecento il fisico David Bohm propose un'affascinante interpretazione olistica della meccanica quantistica, che faceva da contraltare alla visione ortodossa, la cosiddetta Interpretazione di Copenhagen. Basil Hiley, assistente e collaboratore di Bohm, racconta perché non si può fare a meno di confrontarsi con questa teoria.

di George Musser

Una notte del 1952 – come racconta Louisa Gilder nel suo brillante volume sulla storia della meccanica quantisticaRichard Feynman e David Bohm stavano girando per i bar di Belo Horizonte, in Brasile. Feynman era a Rio per un anno sabbatico e, esuberante come sempre, commentava entusiasta le birre locali, le lezioni di batteria che stava prendendo e le ragazze brasiliane. Bohm, che insegnava all'Università di San Paolo, invece non si adattò mai al Brasile. La caccia alle streghe maccartista l'aveva appena buttato fuori dalla Princeton University e dagli Stati Uniti. Si sentiva in esilio non solo dal suo paese, ma dalla fisica che contava. Bohm si rianimò solo quando Feynman espresse interesse per il suo originale modo di concepire la meccanica quantistica.

Bohm aveva sviluppato la prima alternativa globale alla “ortodossia” quantistica, nota come Interpretazione di Copenaghen. Basandosi sul precedente lavoro di Einstein e de Broglie, Bohm aveva dimostrato che non è necessario concepire la casualità quantistica come intrinseca alla natura per compiere una riflessione sul nostro modo indagare il mondo microscopico. Nella formulazione originaria di Bohm, le particelle hanno sempre posizioni ben definite e sono spinte da un “potenziale quantistico”, simile, nelle sue linee generali, alle forze elettriche e gravitazionali. Poiché questo potenziale opera istantaneamente, collegando tra loro tutti gli elementi dell'universo, anche quando sono a grande distanza, Bohm arrivò poi a concepire la fisica quantistica come un'apparizione fenomenica superficiale di una realtà olistica più profonda...

domenica 28 gennaio 2024

L’atmosfera terrestre, cos'è? Isaac Asimov, l'uomo che amava spiegare le cose


Il libro di fisica (The Intelligent Man’s Guide to Science) è un saggio di Isaac Asimov pubblicato per la prima volta nel 1960. 
Ha avuto varie riedizioni, nelle quali il contenuto è stato rivisto. Venne ripubblicato nel 1964 come The New Intelligent Man’s Guide to Science, nel 1972 come Asimov’s Guide to Science e nel 1984 come Asimov’s New Guide to Science
È diventato un libro scolastico negli Stati Uniti, per la sua qualità di esposizione.

Il libro è strutturato in dieci capitoli e analizza diverse branche della fisica, in particolare l’astrofisica e la fisica nucleare.

Vi propongo il capitolo: L’ATMOSFERA.

Asimov non solo spiega gli strati dell’involucro vivente della Terra, ma racconta anche uno degli esperimenti più incredibili fatti negli anni Cinquanta, ovvero quello di creare un anello di aghi intorno al pianeta. Asimov tocca anche il tema della manipolazione meteorologica.

È un capitolo fondamentale che non può mancare nell’archivio di questo blog ...

sabato 25 novembre 2023

Intervenendo sulle dimensioni dello spaziotempo, potremmo raggiungere la velocità di curvatura


Il segreto per andare più veloce della luce potrebbe essere quello di raddoppiare il numero delle dimensioni, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Classical and Quantum Gravity.

Il segreto per andare più veloce della luce potrebbe essere quello di raddoppiare il numero delle dimensioni, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Classical and Quantum Gravity. Nello specifico, la soluzione potrebbe risiedere nelle tre dimensioni del tempo, di cui una sola rappresenta lo spazio. I conti sono profondi e complicati, ma dopo tutto le idee potrebbero essere alla nostra portata. E c’è un trucco matematico.

L’idea chiave è quella di un “osservatore superluminale”, dove “Superluminale” significa più veloce della luce. L’osservatore superluminale è un qualcosa di ipotetico che osserva l’universo viaggiando più veloce della luce ...

venerdì 22 settembre 2023

"Il Big Bang? Non è l’inizio di tutto. Vi racconto la storia di quel che è avvenuto prima”

Gian Francesco Giudice, capo dei fisici teorici del Cern, riassume in un libro le ultime teorie scientifiche sull’origine dell’universo.“All’inizio c’era il vuoto. Ma un vuoto pieno di energia. Lo spazio cominciò a espandersi furiosamente. Poi arrivò la materia” 

Immagine: Spettacolo pirotecnico dedicato al Big Bang al Cern

E solo alla fine arrivò il Big Bang. L’esplosione iniziale, la materia concentrata in un punto infinitamente piccolo che si espande in un istante, l’evento fatidico prima del quale non esisteva nulla: non è così che è cominciata la nostra storia. 
Anzi, non è nemmeno così che si è svolta la vera storia.

Esiste un capitolo precedente al Big Bang che la scienza inizia ad arredare di dettagli e che Gian  Francesco Giudice, direttore del dipartimento di fisica teorica del Cern di Ginevra e accademico dei Lincei, racconta in “Prima del Big Bang. Come è iniziato l’universo e cosa è avvenuto prima” (Rizzoli, 252 pagine, 19 euro) ...

sabato 19 agosto 2023

McDonald: uno scienziato coraggioso che cercava la verità sugli UFO

Questa è la traduzione italiana di un commento presente sul sito di Amazon al libro “Firestorm” (letteralmente “tempesta di fuoco”) di Ann Druffel, che descrive in maniera dettagliata la storia di questo illustre fisico e ricercatore sulla questione UFO.
Altre informazioni sul coraggioso studioso potete trovarle a questo link.

(Immagine: un avvistamento nel New Jersey - 1952)
 
Da notare che le tecniche dei disinformatori sono le stesse, oggi, come ieri, e che di scienziati coraggiosi (in particolare meteorologi) come McDonald ce ne sono purtroppo pochi ai giorni d’oggi. Fanno eccezione il meteorologo Scott Stevens, la dottoressa Staninger, e pochi altri.

Per quanto riguarda il suo supposto suicidio ecco quanto ho reperito e tradotto dal sito rense.com:
“Di McDonald si riporta che sia stato depresso [ed in effetti di motivi per non essere allegro come abbiamo visto ce n’erano abbastanza N.d.T.], e che si sia sparato alla testa. Ma, ahimè, non morì. Fu costretto alla sedia a rotelle ma in qualche modo, diversi mesi dopo il suo primo tentativo, sarebbe ugualmente salito su un’automobile, avrebbe guidato fino ad un monte di pietà, acquistato un’altra pistola coi soldi ricavati dalla vendita della sedia a rotelle, guidato fino ad addentrarsi nel deserto e suicidarsi; il tutto da solo. Che morte conveniente, verrebbe da pensare, per i suoi avversari ...

mercoledì 16 agosto 2023

BIOSTENE: una storia cancellata dalla Storia

di Tom Bosco 

Premessa

Quanto state per leggere ha dell'incredibile, tuttavia dopo essere rimasto custodito nel mio archivio per ormai quasi diciassette anni, credo sia giunto il momento di renderlo pubblico. 

Nell'ormai lontano 2006, fui avvicinato da una persona che mi consegnò il seguente materiale e mi raccontò della rinuncia, da parte di un'importante casa editrice italiana (della quale, per ovvi motivi, non farò il nome), alla pubblicazione e distribuzione nel novembre del 2005 di un libro incentrato sulla figura di un autentico “genio dimenticato” dell'antichità, racconto Biostene di Atene, il quale avrebbe arricchito una collana dedicata ai classici greci e latini. 

Definito con buona ragione “l'Einstein del mondo antico”, Biostene anticipò concetti avanzatissimi e affascinanti quali i viaggi nel tempo, la teoria dei gravi, i buchi neri, la robotica, la magnetofonia, la microscopia e financo la resurrezione dei morti. 

Sembra che tale pubblicazione sia stata osteggiata sia in forma ufficiale (si parla del Medical Journal of Medicine del New England, ma non ho conferma di questo) che in forma più “ufficiosa” ma evidentemente forte di argomenti estremamente convincenti ...

mercoledì 18 gennaio 2023

Clima, parla il superfisico: "Emissioni zero? La morte della civiltà"

Le parole di uno dei fisici più stimati al mondo: l’obiettivo emissioni zero sarebbe la fine della civiltà moderna

Abbiamo un nuovo negazionista del clima, almeno per quella frangia politica radical e progressista, che ritiene l’uomo la causa principale del cambiamento climatico in corso. Questa volta è il caso di un fisico, Wallace Manheimer, il quale ha allertato circa la propaganda green, allarmistica e spargipanico, che vede una morte imminente del pianeta Terra.

Il problema è che non si tratta di un fisico qualsiasi, ma di uno scienziato nucleare tra i più importanti e stimati al mondo. Stiamo parlando di un curriculum infinito, in cui spicca un dottorato di ricerca in fisica presso il Mit, una carriera di 50 anni nella ricerca nucleare ed il lavoro presso la Plasma Physics Division dello U.S. Naval Research Laboratory. A ciò, si aggiungono gli oltre 150 articoli scientifici pubblicati.

Dal lato della sua professionalità e competenza, le ultime parole di Manheimer sono state trancianti: l’obiettivo emissioni zero di Co2 sarebbe “la fine della civiltà moderna”, quella che noi oggi stiamo conoscendo. “Ciò che gli storici si chiederanno sicuramente nei secoli futuri è come una logica profondamente errata, oscurata da una propaganda astuta e incessante, abbia effettivamente consentito a una coalizione di potenti interessi speciali di convincere quasi tutti nel mondo che la Co2 dell’industria umana era una pericolosa tossina che distrugge il pianeta”, ha affermato lo stimato fisico, che conclude: “Sarà ricordata come la più grande illusione di massa nella storia del mondo: che la Co2, la vita delle piante, sia stata considerata per un certo periodo un veleno mortale” ...

lunedì 12 settembre 2022

Il paradosso del nonno non rende impossibile il viaggio nel tempo

 
È un classico tropo della fantascienza: un viaggiatore del tempo torna indietro nel tempo e provoca un cambiamento nella storia che ha effetti disastrosi sul presente o addirittura minaccia la sua stessa esistenza.

Se questi cambiamenti mettono a repentaglio la sua capacità di viaggiare indietro nel tempo, allora sicuramente il viaggiatore non può apportare quel cambiamento al tempo, giusto? 
Ma, in quel caso, potrebbe tornare indietro nel tempo, quindi, potrebbe apportare di nuovo quei cambiamenti… e così via.

Questa è l’essenza di una trappola chiamata “paradosso del nonno“, un’idea che è stata utilizzata con grande efficacia in libri, film e programmi TV, dal racconto di Ray Bradbury “A Sound of Thunder” a Futurama, fino a Ritorno al futuro. 

E per quanto questo concetto sia divertente nella fantascienza, è anche qualcosa a cui i fisici e i filosofi reali stanno riflettendo intensamente ...

domenica 20 marzo 2022

Cronaca di un’onda gravitazionale annunciata

Sappiamo che esistono, ma sono decenni che gli scienziati inseguono il sogno di rivelare direttamente queste increspature dello spazio-tempo. L’attesa è così spasmodica che ogni sussurro, amplificato a dismisura dalla rete, diventa un colpo di cannone

Foto: Simulazione 3D di onda gravitazionale prodotta da due buchi neri orbitanti. 
Crediti: Henze, NASA

di Patrizia Caraveo

Le onde gravitazionali sono un argomento particolarmente caldo perché rappresentano la nuova frontiera della ricerca in fisica e astronomia.
Sappiamo che esistono, ma sono decenni che gli scienziati inseguono il sogno di rivelare direttamente queste increspature dello spazio-tempo attraverso la misurazione della minuscola variazione di lunghezza che il loro passaggio provocherebbe nel braccio di un rivelatore. 

Ha iniziato negli anni ’60 Joseph Weber, il mitico Gravity Joe, che ha ben presto scoperto che rivelare un’onda che ritmicamente stira e comprime di quantità infinitesimali lo spazio è una misura delicatissima perché qualsiasi vibrazione terrestre (un motore su una lontana autostrada, un treno, le onde dell’oceano distante chilometri) ha un effetto più grande di quello causato dal passaggio di un’onda gravitazionale. 
Isolare da ogni disturbo esterno i rivelatori è una sfida al limite del possibile. Gli sforzi di Gravity Joe non sono andati perduti perché hanno ispirato la nuova generazione di rivelatori di onde gravitazionali, pensati per avere dimensioni molto più grandi, quindi molto più sensibili (cioè capaci di rivelare segnali molto più deboli) ma molto più difficili da isolare dall’ambiente circostante. 

La sfida si può vincere solo combinando i risultati di rivelatori in angoli diversi della terra. Mentre i disturbi saranno diversi, un eventuale segnale reale verrà registrato da tutti in una ordinata sequenza temporale. In effetti, vedendo quale è il rivelatore che registra prima il segnale, sarà possibile avere un’idea, grossolana ma sempre utile, sulla direzione di provenienza dell’onda gravitazionale...