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domenica 29 giugno 2025

Richard Feynman: Il Metodo Scientifico

Richard Phillips Feynman (New York, 11 maggio 1918 – Los Angeles, 15 febbraio 1988) è stato un fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica. ( it.wikipedia.org )

Come Albert Einstein, inizia a parlare tardi. Già da bambino dimostra però un’intelligenza brillante. Il padre, venditore di uniformi, gli insegna a guardare il mondo in modo originale, rifiutando le verità già confezionate. Gli fa leggere riviste scientifiche e lo invita a mettere tutto in discussione. Ed è proprio grazie al padre che capisce la differenza tra imparare una cosa e capirla

Inizia così ad appassionarsi di scienza e adotta quella curiosità che lo contraddistingue per tutta la vita. (La storia di Richard Feynman)

Per chi non la conosce già, ecco una sua brillante lezione sul metodo scientifico:

domenica 18 aprile 2021

Bigliniani, antibigliniani e terrapiattisti

di Massimo Paparella

Visto che, a quanto pare, si è sdoganata l'ironia e la libertà di critica, mi sono lasciato andare ad alcune riflessioni.

Ultimamente noto che esiste una vera e propria ossessione per Mauro Biglino, sia in positivo che in negativo. Ci sono le fazioni che "credono/non credono" a tutto ciò che lui afferma. 

Poi ci sono quelli come noi, ci piace analizzare e capire, e poco ci importa credere e non credere.
Quello che mi lascia a dir poco perplesso è constatare quanta ossessione ci sia al punto di diventare monotematici, noiosi e spesso antipatici.

Perché tirare in ballo i terrapiattisti allora?

Sembrerà strano, ma lo stesso meccanismo che noto, specialmente nei contestatori di Biglino, è esattamente quello dei terrapiattisti ...

sabato 27 giugno 2020

Quante bufale nei laboratori scientifici

In tutto il mondo vengono sempre più spesso pubblicate ricerche false o basate su esperimenti mai compiuti. Dalla medicina alla fisica. Un danno non solo d'immagine ma anche economico.

di Sandro Iannacone

Napoli, 1783. Un giovane cavaliere dell’Ordine di Malta, Giuseppe Gioeni d’Angiò, fresco di nomina a professore di zoologia all’Università di Catania, pubblica un libello in cui descrive per filo e per segno una strana specie di mollusco marino, mai vista prima.

Una trattazione accuratissima, che comprende, tra le altre cose, diverse tavole che raffigurano l’animale in tutte le sue parti, corredate da dettagliate informazioni su modo di camminare, traccia lasciata sulla sabbia e resistenza del guscio.

È una scoperta importante, tanto da guadagnarsi una menzione nell’Encyclopédie francese. Dal canto suo, l’autore non reclama che il diritto di battezzare la specie con il nome di Gioenia sicula, così da perpetuare il ricordo della sua famiglia.

C’è un piccolo particolare, però: l’animale non esiste. 
L’accademico - ci vorranno sedici anni per scoprirlo - ha inventato tutto di sana pianta, assemblando parti anatomiche di molluschi esistenti per inventare una creatura di fantasia nel tentativo di sbalordire i colleghi e guadagnare fama e carriera ...

domenica 24 maggio 2020

Che cos’è la vita? La scienza non riesce ancora a definirla

di Giorgio Masiero

Gli scienziati non sanno come sia comparsa la vita.

Se qualche lettore non è d’accordo con me (e pensa di avere almeno uno schema di soluzione) può candidarsi per il premio di un milione di dollari messo in palio dalla Origin-of-Life Foundation (USA).

Dalle evidenze fossili sappiamo che forme elementari di vita simili a batteri erano già presenti nel nostro pianeta 3,5 miliardi di anni fa, ma come si siano originate ci è del tutto oscuro.

A priori, sul piano logico, ci sono 5 possibilità:

1)      Quelle cellule sono comparse per leggi naturali, attraverso una successione di aggregazioni e trasformazioni chimiche, a partire da semplici composti organici (“abiogenesi”);
2)      il problema è indecidibile;
3)      la vita terrestre proviene dallo spazio (“panspermia”);
4)      è stata creata da Dio;
5)      è comparsa per caso.

Solo le prime due assunzioni sono ipotesi di lavoro scientifiche, la terza rinvia alle altre, la quarta e la quinta appartengono alla filosofia e al credo personale di ciascuno.

Un ottimista sulla potenza esplicativa della scienza sperimentale può trovare strana l’opzione n. 2: come? esistono anche questioni scientificamente indecidibili?

Ebbene sì, e ciò è dimostrato scientificamente! Dei limiti della ragione umana messi in luce dai teoremi d’incompletezza di Gödel (1931) ho parlato in un altro articolo.
Molti scienziati propendono per l’indecidibilità del problema dell’origine della vita ...

venerdì 23 novembre 2018

Cosa significa la parola scienza?

  Cosa significa la parola scienza? Il rapporto tra scienza e scienziati come è cambiato nel corso dei secoli? In questo entusiasmante estratto dal libro Fenomeni impossibili di Dean I. Radin capiamo il vero significato della parola scienza
Redazione Scienza e Conoscenza - 14/11/2018

Tratto dal libro Fenomeni impossibili di Dean I. Radin

La scienza può essere definita come un corpo di fatti diffusamente accettato e un metodo per procurarsi tali fatti. Gli scienziati sono pronti a discordare, tuttavia, su che cosa significhi “diffusamente accettato”, quali “fatti” e quali “metodi” si intendano, che cosa si intenda con “intendere”, e addirittura a volte che cosa “significhi”.

Ne risulta che la definizione di scienza dipende in gran parte dalla persona a cui la si chiede. 
Non siamo troppo lontani dal vero se ripetiamo la definizione concisa “la scienza è ciò che fanno gli scienziati”. 

In ogni caso, la maggior parte degli scienziati sarebbe probabilmente d’accordo sul fatto che ciò che ha reso grande la scienza è stato il metodo scientifico ... 

giovedì 25 gennaio 2018

Il bluff della genetica e dello “scientificamente provato”

Tullio Simoncini

Ogni problema clinico è o dovrebbe essere prima di tutto un problema teorico, su cui costruire un percorso che porti alla risoluzione di una determinata entità morbosa, cioè ad un’idonea terapia.

Una volta individuata la causa della malattia, l’atteggiamento terapeutico, cioè pratico, dovrebbe discendere da questa.

Ahimè, nell’oncologia odierna questo non accade, in quanto nessuno, né in campo ufficiale né nelle cosiddette medicine alternative, si dà pena di concepire un soggetto logico specifico che sia all’origine delle malattie neoplastiche.

Nonostante questa carenza fondamentale nella valutazione di una teoria o di un sistema terapeutico riguardante i tumori, oncologi e ricercatori mettono al primo posto il concetto di “scientificamente provato”, l’unico e imprescindibile lasciapassare che consenta di accettare o scartare qualsiasi proposta di studio o di terapia...