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lunedì 19 gennaio 2026

Le 3 [anzi 4] leggi della robotica di Asimov che oggi ci fanno riflettere

Le 3 leggi della robotica furono introdotte da Asimov, uno dei più celebri autori di fantascienza, nei suoi racconti e romanzi e rappresentano un concetto etico e di sicurezza per i robot e l’intelligenza artificiale. Ecco le tre leggi:

Prima Legge della Robotica: Un robot non può nuocere a un essere umano o, per inazione, permettere che un essere umano subisca danno.

Seconda Legge della Robotica: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non siano in conflitto con la Prima Legge.

Terza Legge della Robotica: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa protezione non sia in conflitto con la Prima o la Seconda Legge.

Isaac Asimov ha introdotto anche una “Legge Zero” successivamente, che precede le tre leggi originali...

lunedì 17 novembre 2025

Le tecniche di persuasione occulta della democrazia totalitaria

A partire dal quel fatidico 11 settembre 2001, l’umanità si è divisa in due parti: chi ha continuato a credere alla propaganda di regime e chi si è svegliato, mettendo in discussione le narrazioni ufficiali. 

Un vero e proprio "scisma ontologico" ha squarciato l’umanità, che si è ritrovata a “scegliere” da quale parte stare e se riscrivere o meno la propria storia. 

Come è nato questo scisma e quali conseguenze ha avuto fino ad oggi? 

Ma, soprattutto, come se ne esce? ...

sabato 12 ottobre 2024

Philip K. Dick - Fantascienza, Stati Uniti ... un po’ di storia

1977: Intervista a Philip K. Dick, un autore di Fantascienza che ha rivoluzionato il genere e che mi sta molto a cuore.
E' scomparso 42 anni fa..


(Video: Intervista del 1977 )
Trascrizione dell'intervista:

Molto apprezzato in Francia, Philip K. Dick spiega che negli Stati Uniti il suo statuto è molto diverso.

Per molto tempo negli Stati Uniti il genere Fantascienza era soprattutto destinato agli adolescenti o a lettori “un po’ perturbati”. Gli editori prediligono sempre i romanzi con contenuti morali irreprensibili, dai criteri molto stretti: niente sesso, niente violenza, etc .
Gli autori come lui sono quindi costretti a scrivere libri senza sesso, violenza, né tanto meno riflessioni profondi. Devono scrivere storie di avventura di tipo Space Opera, cioè western del futuro.

La pressione è molto forte. La fantascienza come genere letterario si trova così allo stesso livello dei "romanzi rosa", cioè nel gradino più basso della scala.
Spiega che ultimamente (1977) la situazione è un po’ migliorata in quanto anche nell’ambito universitario si sta scoprendo questo genere di letteratura (pubblicazioni universitarie e alcuni corsi sul tema).

Da l’esempio di uno dei suoi libri che viene citato in un corso sul romanzo moderno (non specificamente di SF), ma i pregiudizi rimangono comunque forti.
Come tutti gli scrittori di quel genere Dick ha cominciato nella Pulp Fiction, pubblicato nelle riviste di Amazing Stories, del resto non si aspettava di più e quindi i pregiudizi non lo infastidivano. Tutto ciò era normale.
Era allora commesso in un negozio e quindi abituato ad essere sgridato e comandato. Essere un autore sgridato e comandato era ugualmente normale! ...

sabato 5 ottobre 2024

Come nel 1899 immaginavano il 2000

Alcune vecchie illustrazioni raccontano "la vita nel futuro", vista da quei tempi: mondi sommersi, piccoli aerei e robot che fanno tutto ..

Tra il 1899 e il 1910 l’artista e illustratore francese Jean-Marc Côté produsse con alcuni suoi colleghi una serie di illustrazioni – dal titolo En l’an 2000 – che immaginavano e rappresentavano la vita nel futuro, e in particolare nell’anno 2000.

Queste diverse illustrazioni hanno l'ambizione principale di mostrare il progresso tecnico e scientifico così come si poteva immaginare all'epoca, sono la testimonianza di quell'epoca che è l'era industriale, dove la meccanizzazione era sempre più presente, e tendeva sempre più a sostituire l'Uomo nei suoi compiti. 
Possiamo anche identificare tra tutti questi disegni diversi temi cari a quel periodo. La conquista dell'aria e dei fondali marini sono ampiamente rappresentate.

Ecco come sognavamo, più di un secolo fa, il mondo che conosciamo oggi ...

giovedì 26 settembre 2024

Cos'è la fantascienza?

di Vittorio Piccirillo

La fantascienza è da sempre la mia più grande passione. Già, ma che cos’è esattamente la fantascienza? 

Sono in molti a pensare di saperlo, salvo poi scoprire, al momento di discuterne con gli addetti ai lavori, scrittori e giornalisti del settore, con i lettori o con gli appassionati, di non avere proprio le idee del tutto chiare (in realtà, questo genere di discorso si potrebbe applicare anche ad altri argomenti, ma sto divagando, scusate).

Dunque, che cos’è la fantascienza, nell’accezione con cui questo termine viene utilizzato in generale, oltre che in un contesto più specificamente letterario? Di solito essa viene associata alle immagini di grandi astronavi impegnate in epiche battaglie, alle vicende di creature singolari dalle forme stravaganti, che prosperano su mondi lontani ed esotici.

In effetti vi sono storie di fantascienza che pullulano di alieni pieni di viscidi tentacoli e altre propaggini curiose e improbabili. Queste bizzarre mostruosità sembrano spinte da un impulso irrefrenabile che le porta a voler ghermire fanciulle belle e indifese, in modo da consentire agli eroi del caso di mettersi in bella mostra salvando le suddette giovani dalle loro grinfie abominevoli. 
Ma vi sono anche storie, ugualmente di fantascienza, dove gli alieni sono molto diversi e hanno ben altre intenzioni, storie dove non si riesce a trovare un tentacolo neppure cercandolo nelle pietanze a base di pesce consumate dai protagonisti ...

venerdì 19 luglio 2024

Fantascienza ... oppure no?

Un articolo molto interessante, anche se a tratti forse discutibile (secondo me), sorprendente nella sostanza, ma soprattutto per le vecchie fotografie che contiene.
La traduzione sarebbe stata da rivedere, ma lo ripropongo così come l'ho trovato (o quasi) nel sito www.nexusedizioni.it

Enjoy! 😁

Catherine

(foto: Elizabeth Street, Melbourne 1900)

Il diciannovesimo secolo è talmente ricco di segreti che i rispettabili scrittori di fantascienza del 20° secolo avrebbero dovuto piuttosto dare uno sguardo al passato. 
Ma questa conoscenza non era disponibile per l'uomo comune dell'epoca.


Fortunatamente è arrivata l'era digitale, che tra gli altri vantaggi offre quello di aver reso disponibili gli archivi digitali di documenti e di foto provenienti da tutti gli angoli della Terra.

Spulciando fra gli archivi di queste vecchie foto, ti ritrovi a pensare di voler scrivere un romanzo di fantascienza ..

Ma è davvero fantascienza? ..

lunedì 3 luglio 2023

Parigi nel XX secolo, opera profetica di Jules Verne

Cosa accomuna George Orwell, Aldous Huxley e Jules Verne? Gli autori di 1984, Il Mondo Nuovo e Il Giro del mondo in 80 giorni? Apparentemente nulla. 

Infatti i primi due appartengono al filone della narrativa utopistica, il terzo scrive ottanta romanzi di avventure e romanzi scientifici ai primordi della fantascienza. Verne scrive avventure esotiche con la presenza di macchine innovative dove la tecnica e la scienza assieme alla fiducia nel progresso appaiono centrali nella sua narrazione. 

Ma nel 1992 Jean Verne, pronipote di Jules, ritrova un romanzo rimasto nascosto per più di un secolo. Una cassaforte di famiglia, della quale si era perduta la chiave, passa da una generazione all’altra e solo nel 1989 la madre di Jean incarica una società specializzata di aprirla facendo saltare la serratura. 
Ma il contenuto non viene osservato attentamente e rimarrà in un sacchetto di supermercato ancora per qualche anno. La curiosità di Jean porta alla scoperta di un romanzo inedito del quale si sapeva l’esistenza, ma che nessuno aveva mai visto ...

mercoledì 21 giugno 2023

Entro pochi anni saremo immortali: parola di futurologo

 
Il tutto grazie allo sviluppo tecnologico, ovviamente. Ma vediamo nei dettagli ...

Secondo il futurologo Kurzweil entro pochi anni saremo immortali, grazie a genetica e nanotecnologia. Perché le macchine diventino più intelligenti di noi, invece, dovremo aspettare il 2045.

Tra le tematiche di discussione preferite dei futurologi vi sono l'immortalità umana e l'evoluzione dell'intelligenza artificiale: c'è chi immagina l'avvento dei postumani, esseri artificiali molto avanzati con i quali convivremo di qui a un milione di anni, e chi invece guarda a un futuro molto più prossimo, come Raymond Kurzweil, che ipotizza che la singolarità tecnologica arriverà già nel 2045. Ma di cosa si tratta, e come influenzerà le nostre vite?

SINGOLARITÀ 

In futurologia si parla di singolarità per indicare il momento in cui il progresso tecnologico accelererà oltre la capacità di comprensione e previsione degli esseri umani, dando vita a esseri artificiali "indipendenti". «La data nella mia mente è molto chiara: la singolarità trasformerà in modo profondo e rivoluzionario le capacità umane nel 2045», dichiara Kurzweil ...

lunedì 12 settembre 2022

Il paradosso del nonno non rende impossibile il viaggio nel tempo

 
È un classico tropo della fantascienza: un viaggiatore del tempo torna indietro nel tempo e provoca un cambiamento nella storia che ha effetti disastrosi sul presente o addirittura minaccia la sua stessa esistenza.

Se questi cambiamenti mettono a repentaglio la sua capacità di viaggiare indietro nel tempo, allora sicuramente il viaggiatore non può apportare quel cambiamento al tempo, giusto? 
Ma, in quel caso, potrebbe tornare indietro nel tempo, quindi, potrebbe apportare di nuovo quei cambiamenti… e così via.

Questa è l’essenza di una trappola chiamata “paradosso del nonno“, un’idea che è stata utilizzata con grande efficacia in libri, film e programmi TV, dal racconto di Ray Bradbury “A Sound of Thunder” a Futurama, fino a Ritorno al futuro. 

E per quanto questo concetto sia divertente nella fantascienza, è anche qualcosa a cui i fisici e i filosofi reali stanno riflettendo intensamente ...

domenica 6 marzo 2022

Sogno dentro sogno

di Nestor Halak

Qualcosa è cambiato, a partire dal 2020 qualcosa è cambiato. 

Si ha un bel dire che nel passato c’erano già molti aspetti del presente. Sicuramente c’erano, è sempre così. Tuttavia ci sono delle date nella storia in cui la misura si colma e la quantità aumenta di quel poco che basta per arrivare ad una discontinuità, ad un salto di qualità. 
Da due anni a questa parte il mondo occidentale ha cambiato pelle, possono ora succedere cose che non potevano accadere prima: tutto sembra essere possibile, le persone sembrano non vedere più la realtà, essere prigioniere di sogni, passando dall’uno all’altro con sconcertante disinvoltura, senza mai riuscire a svegliarsi davvero.

Situazione da fine impero. L’informazione e l’intrattenimento sono ormai totalmente propaganda, e molto ben fatta. Gli americani sono maestri di teatro, è la loro vera specialità. Creano sogni e la gente ci crede, gli pare di viverci dentro, non riescono a districarsene, gli si appiccicano alla pelle, ai vestiti. Tra non molto, noi ancora desti, saremo costretti ad ascoltare di notte, di nascosto, radio Mosca per avere un’idea di cosa sta succedendo al mondo, tutto il resto sarà fiction. Come in altri tempi accadeva con radio Londra ...

sabato 17 luglio 2021

Gli Stati Uniti sono in possesso di dispositivi “Stargate” per viaggi “Spazio-Temporali”?

 
 di Massimo Frattini

I portali spazio-temporali sono una realtà e vengono attestati da numerose fonti. 
Sono considerati come Stargate che portano a luoghi lontani nel cosmo, sia in questa dimensione che in un’altra, in questo regno terreno o qualche milione di anni luce. 

La maggior parte delle persone crede che questi gateway o portali esistano solo nella fantascienza, ma ci sono molti ricercatori che credono fermamente che i portali sono stati aperti nei tempi antichi e nei giorni nostri.

Secondo due informatori della sicurezza nazionale, il Dipartimento della Difesa avrebbe sviluppato circa 45 anni fa, la tecnologia dei viaggi nel tempo. 

Già nel 1967, il governo degli Stati Uniti aveva un dispositivo di viaggio temporale completamente operativo basato sull’accesso quantistico precedentemente documentato da Tesla ...

domenica 11 luglio 2021

Biglino: Uap, sta emergendo la vera storia dell’umanità?

 

Alla fine, la montagna ha partorito il topolino: sono appena 144 gli avvistamenti di “Uap” nel clamoroso, strombazzatissimo dossier che il Pentagono ha presentato al Congresso statunitense. 

Una svolta comunque epocale, anche secondo la “Reuters”: per la prima volta, infatti, si ammette ufficialmente che gli Ufo esistono. 

Affermazione sulla quale si sofferma Mauro Biglino, abile nel rivelare l’affollamento di oggetti volanti nei cieli della Bibbia. 
Come dire: finalmente si cominciano ad ammettere verità considerate tali dagli antichi (non solo gli autori biblici, ma un’infinità di fonti letterarie del periodo greco-romano, per limitarsi alla sola area mediterranea). 

Tutti noi, però – dice Biglino – sappiamo che gli avvistamenti degli ultimi decenni sono molti di più: si parla di milioni di segnalazioni. Ora, restando anche solo a quei primi 144 casi ufficializzati, dobbiamo conlcudere che da 70 anni, nei nostri cieli, accadono cose che non hanno spiegazione.

«Quindi: chi detiene quella tecnologia strabiliante? E perché non l’ha mai utilizzata per imporre il suo potere, su un pianeta dove le grandi potenze non hanno mai fatto altro che combattersi?». Per Biglino, oggi si sta delimitando uno spartiacque di portata storica: stiamo entrando in un’epoca in cui diventa lecito, anzi doveroso, farsi certe domande ...

giovedì 24 dicembre 2020

Il Pianeta delle Scimmie - Il romanzo

 
Il romanzo Il pianeta delle scimmie (La Planète des singes), in Italia conosciuto anche col titolo Viaggio a Soror, uscì nel 1963 scritto dal francese Pierre Boulle

L’autore era alla prima esperienza con la fantascienza ma godeva già di fama soprattutto per il romanzo Il ponte sul fiume Kwai (Le Pont de la Rivière Kwai, 1952) da cui nel 1957 fu tratto un famoso film diretto da David Lean.

La trama, come vedremo, è abbastanza diversa dalla riduzione su schermo nel film che Franklin J. Schaffner girò nel 1968.

Nel prologo, una coppia di viaggiatori spaziali rinviene nello spazio una bottiglia alla deriva contenente un manoscritto. 

Nel manoscritto l’io narrante è Ulisse Mérou, un giornalista francese del XXVI secolo che, insieme all’equipaggio di un’astronave scientifica, raggiunge il pianeta Soror (sorella), nel sistema di Betelgeuse. 

Sul pianeta trovano una società dominata da scimmie antropomorfe che parlano una loro lingua e possiedono tecnologia avanzata con automobili, aerei e città simili a quelle della Terra. L’essere umano è invece ridotto allo stato selvaggio, poco più che un animale da cacciare o da utilizzare come cavia per esperimenti scientifici e medici ...

sabato 19 dicembre 2020

Philip K. Dick e l'Impero Segreto

"Quando credo, sono pazzo. Quando non credo,
soffro di depressione psicotica."
Philip K. Dick


di S. Critchley

Philip K. Dick è probabilmente lo scrittore di fantascienza più importante degli ultimi 50 anni. Nella sua breve e folgorante carriera scrisse 121 racconti e 45 romanzi. Le sue opere riscossero un ottimo successo quando era ancora in vita, tuttavia fu dopo la sua scomparsa - nel 1982 - che la fama di Dick crebbe in misura esponenziale.

Molti avranno conosciuto il suo lavoro grazie ad una serie di fortunati adattamenti cinematografici come Blade Runner (tratto dal racconto Do Androids Dream of Electric Sheeps?), Total Recall, Minority Report, A Scanner Darkly e il più recente The Adjustment Bureau. Alcuni potrebbero considerarlo un comune narratore. Ma sbaglierebbero.

Con il passare degli anni la vita di Dick ha infatti assunto i connotati di una leggenda, condita da innumerevoli aneddoti di follia ed allucinazioni dovute ai suoi stati alterati di coscienza. 

Alcuni ritengono quest'aura leggendaria del tutto avulsa dalla brillantezza letteraria di Dick. Jonathan Lethem scrive - a mio parere giustamente - "Dick non fu una leggenda e non era pazzo. Visse tra noi e fu un genio." 
Eppure la vita privata di Dick continua ad influenzare sensibilmente qualsiasi valutazione del suo lavoro...

mercoledì 20 maggio 2020

ISS e fantascienza

Fare di tutta l'erba un fascio è oggi una pratica molto diffusa ...
Pochi giorni fa ho letto, per l'ennesima volta, che siccome il portellone della Stazione Orbitale Internazionale era "palesemente" fatto di cartone - i filmati della NASA ne sono la prova - significa che l'ISS stessa non esiste, che si tratta di una montatura cinematografica e, di conseguenza e com'è ovvio per qualcuno, che la Terra non può che essere piatta. Sembra un'idiozia ma è proprio così.
Naturalmente non tutto ciò che ci viene narrato è necessariamente vero, ed è altamente probabile che NASA e simili non ci raccontano tutto, ma non vuol dire nemmeno che tutto sia complessivamente falso.
La verità, bisogna sempre cercarla, ma bisogna indagare con grande attenzione, non fermandosi all'apparenza, a ciò che ci fa comodo e abboccando senza discernimento a tutto o al contrario di tutto.
Intanto risolviamo il mistero del famigerato"portellone pieghevole" ..
Catherine

Guardando i video FE (Flat-Earthers) che si occupano di smentire l'esistenza della Stazione Spaziale Internazionale (o ISS), ci si può accorgere di quanto la produzione cinematografica, nello specifico quella fantascientifica, sia stata pesantemente fuorviante per la cultura di massa. Gli errori marchiani nei film hollywoodiani e non, come ad esempio l'aggiunta di effetti sonori nel vuoto spaziale, non si contano. Nonostante tutto, la cinematografia sci-fi è quella che ha forgiato l'immaginario collettivo, facendo passare per plausibile anche ciò che non lo è.
Ad esempio, molta gente è convinta che le missioni Apollo sono finte perché, per compiere gli allunaggi, le navette spaziali avrebbero dovuto usare motori di propulsione per tutto il tempo e quindi avrebbero dovuto imbarcare non si sa quanti galloni di carburante in più ...

sabato 8 febbraio 2020

La strada perduta per lo spazio interiore

Pensatori come J. G. Ballard hanno avuto un’intuizione fondamentale: è necessario riportare al centro del discorso scientifico la constatazione che l’Io, per esistere, ha sempre bisogno di un Altro. Noi siamo, in altre parole, sempre, anche il nostro fantasma.

(Opere di Paul Delvaux e Brigid Marlin - a sinistra un ritratto di James Graham Ballard)

di Gianluca Didino

Il rinnovato interesse per l’opera di J.G. Ballard seguito alla pubblicazione in Italia di Ballardismo applicato di Simon Sellars (NOT, 2019) può essere facilmente spiegato con quanto scritto da Simon Reynolds: Ballard, soprattutto quello degli anni Settanta (quello, cioè, dei lavori che seguono il grande spartiacque costituito dalla Mostra delle atrocità del 1969) è stato un profeta dei nostri tempi ossessionati dal controllo, in cui la distinzione tra umano e macchina è diventata tanto sottile da essersi persa e il soggetto alienato è sempre sul punto di scatenare una violenza apocalittica.

Nel suo libro Sellars esplora ampiamente questi aspetti della poetica ballardiana, e lo fa con una miscela unica di drug memoir alla Burroughs, theory-fiction e scrittura di viaggio allucinata che lo rendono uno dei testi più originali pubblicati in Italia nel 2019.

C’è però un tema su cui il libro di Sellars continua a tornare, sia nella forma che nel contenuto, e che si colloca in maniera più problematica nel quadro della nostra ipermodernità: il fatto che al centro della poetica di Ballard ci fosse una dimensione, quella dell’“inner space”, lo “spazio interiore”, che con i nostri tempi estroversi sembra aver poco a che vedere ...

giovedì 27 giugno 2019

Vita di Dick, scrittore di fantascienza paranoico

“A uno scrittore di fantascienza non è consentito credere a quello che racconta, altrimenti pensate un po’ che confusione”
 Philip Dick.

Philip Kendred Dick è autore de “La svastica sul sole”, “Un oscuro scrutare”, “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” (da cui il film-capolavoro di Ridley Scott, “Blade Runner”) e molti altri titoli (quarantaquattro sono i romanzi e oltre un centinaio i racconti) che hanno fatto di lui una figura centrale del nostro tempo, capace di dare voce a una realtà il cui senso viene percepito in costante erosione, spostamento e falsificazione.

Tutti noi viviamo dei dejà vu, momenti di scollamento totale e astensione dalla realtà.
Dick sosteneva che quei momenti erano “la prova tangibile” che la nostra vita, in realtà, sarebbe programmata. Come se fosse criptata su un nastro che ogni tanto (quel momento di dejà vu, appunto) si inceppa, lasciandoci per qualche secondo in balìa del nulla.
Se ci pensate è il tema portante di “Matrix“.

“Molti sostengono di ricordare una vita passata, ma io sostengo di ricordare un’altra, diversissima, vita presente”, disse durante un discorso pronunciato a Metz nel 1977, lui che, come pochissimi altri, riuscì a tramutare le proprie ossessioni e nevrosi in un universo letterario sicuramente complesso ma affascinante ...