sabato 24 settembre 2016

Cos'è la fantascienza?

Vittorio Piccirillo

La fantascienza è da sempre la mia più grande passione. Già, ma che cos’è esattamente la fantascienza? Sono in molti a pensare di saperlo, salvo poi scoprire, al momento di discuterne con gli addetti ai lavori, scrittori e giornalisti del settore, con i lettori o con gli appassionati, di non avere proprio le idee del tutto chiare (in realtà, questo genere di discorso si potrebbe applicare anche ad altri argomenti, ma sto divagando, scusate).

Dunque, che cos’è la fantascienza, nell’accezione con cui questo termine viene utilizzato in generale, oltre che in un contesto più specificamente letterario? Di solito essa viene associata alle immagini di grandi astronavi impegnate in epiche battaglie, alle vicende di creature singolari dalle forme stravaganti, che prosperano su mondi lontani ed esotici.

In effetti vi sono storie di fantascienza che pullulano di alieni pieni di viscidi tentacoli e altre propaggini curiose e improbabili. Queste bizzarre mostruosità sembrano spinte da un impulso irrefrenabile che le porta a voler ghermire fanciulle belle e indifese, in modo da consentire agli eroi del caso di mettersi in bella mostra salvando le suddette giovani dalle loro grinfie abominevoli. Ma vi sono anche storie, ugualmente di fantascienza, dove gli alieni sono molto diversi e hanno ben altre intenzioni, storie dove non si riesce a trovare un tentacolo neppure cercandolo nelle pietanze a base di pesce consumate dai protagonisti...


La fantascienza è molto di più 
L’esplorazione della vastità del cosmo è solo uno dei canali che questo genere letterario impiega per andare alla scoperta dell’infinito potenziale dell’umanità in ogni sua forma e manifestazione, in tutti i modi in cui esso ha la capacità di esprimersi. Ciascun viaggio attraverso le profondità dello spazio è anche e soprattutto un viaggio nei recessi più intimi dell’animo dell’uomo, il quale deve mostrare di essere in grado di sconfiggere le proprie paure e di superare i propri limiti per raggiungere traguardi sempre nuovi e ambiziosi.

L’idea di fondo della fantascienza è che l’avanzata degli esseri umani lungo il sentiero del progresso sia possibile grazie allo sviluppo costante della scienza e della tecnologia. Tutte le opere che rientrano in questo genere letterario, o perlomeno la maggior parte di esse, sfruttano questi due elementi. A volte essi sono predominanti all’interno della narrazione, a volte invece tendono a rimanere sullo sfondo, tuttavia le vicende non possono in nessun caso prescindere da essi. Il comune denominatore di queste storie è la convinzione che in futuro la scienza continuerà ad ampliare il nostro bagaglio di conoscenze e la tecnologia a migliorare.

Tralasciando le suddivisioni e le classificazioni di cui si sente parlare (space-opera, sociologica, fanta-politica, catastrofica o post-apocalittica, fanta-storia o ucronia, cyberpunk, steampunk, etc.), la fantascienza ha immaginato e continua a immaginare innumerevoli mondi possibili e futuri alternativi sempre nuovi. Tuttavia, dalla vasta produzione di questo genere letterario ricco e vivace emergono delle tematiche riconducibili sempre a due grandi filoni: una fantascienza negativa e una positiva.


La prima è pessimista: in futuro gli uomini affronteranno situazioni più grandi di loro e soccomberanno a causa della propria incapacità e inadeguatezza. Ciò che hanno capito o che credono di avere capito non li salverà dall’annientamento. La seconda è ottimista: gli esseri umani riusciranno a elevarsi al di sopra dei propri limiti e delle proprie meschinità, il che permetterà loro di superare ogni genere di avversità. Dovranno lottare contro difficoltà enormi che richiederanno sacrifici, impegno e dedizione, ma alla fine vedranno i propri sforzi coronati dal successo.

Entrambi i filoni hanno dato vita a opere godibili, di grande impatto e di notevole spessore, allo stesso modo profonde e interessanti. Ciò nondimeno io preferisco di gran lunga il filone positivo. Sono un ottimista di fondo e l’idea di un’umanità destinata all’autodistruzione non mi va giù. Sono convinto che diamo il meglio di noi stessi proprio nelle situazioni più drammatiche e disperate, che ogni difficoltà e ogni esperienza negativa siano importanti per mettere alla prova il nostro sistema di valori e la nostra determinazione a proseguire. Per quante volte potremo cadere, altrettante ci rialzeremo. Più forti di prima, più saggi. Migliori.

Sono un sognatore, un ingenuo, un illuso? Forse. Me lo dicono spesso. Io però guardo al passato e vedo gli enormi passi avanti che abbiamo fatto nell’arco dei secoli. Poi leggo articoli dove si spiega che una cosa davvero fantascientifica, come la purificazione di ogni tipo di liquami e acque reflue, compresa la totale decontaminazione di quelle radioattive presenti nelle centrali nucleari in disuso, da oggi è divenuta realtà ( www.corriere.it ). Di fronte a notizie del genere, quando mi interrogo sul futuro non mi viene da chiedermi cosa potremo fare ancora un domani, bensì cosa non potremo fare.

Esistono infinite opportunità da concretizzare e infinite meraviglie da scoprire. La fantascienza ce le mostra in continuazione. Sono là fuori e aspettano noi. Dobbiamo solo allungare la mano e coglierle. E sono certo che lo faremo.

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