Visualizzazione post con etichetta inconscio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inconscio. Mostra tutti i post

giovedì 6 agosto 2026

L'Ombra

 
L’intera creazione esiste in te, e tutto quello che è in te esiste anche nella creazione.
Non esistono confini fra te e un oggetto che è accanto a te, proprio come non esiste distanza fra te e oggetti molto lontani. Tutte le cose, le più piccole come le più grandi, sono presenti in te e uguali a te. Un unico atomo contiene tutti gli elementi della terra.
Un solo movimento dello spirito comprende tutte le leggi della vita. In un’unica goccia d’acqua si cela il segreto dell’oceano infinito. Un’unica tua manifestazione rivela tutte le manifestazioni della vita.
- Kahlil Gibran -


L’uomo dice ” Io ” e con questo termine intende un’infinità di diverse identificazioni:
”Io sono un essere di sesso maschile, di nazionalità tedesca, padre di famiglia, insegnante. Sono attivo, dinamico, tollerante, bravo, amante degli animali, amate della pace, bevo il tè, ho per hobby la cucina, ecc.“. Queste identificazioni sono state a un certo momento precedute da scelte: una possibilità è stata preferita ad un’altra, un polo è stato integrato nell’identificazione mentre l’altro è stato escluso.
Così l’identificazione: ” Io sono attivo e bravo ” esclude automaticamente:
”Io sono passivo e pigro“.

Da un’identificazione deriva per lo più molto rapidamente anche una valutazione: ” Bisogna essere attivi e bravi – non è bene essere passivi e pigri “. Indipendentemente dal fatto che una simile valutazione possa essere sostenuta da argomentazioni e teorie, si tratta in ogni caso di un punto di vista soggettivamente convincente ...

giovedì 23 aprile 2026

Bias di proiezione

C'è un errore di pensiero che commettiamo ogni giorno senza accorgercene: dare per scontato che gli altri vivano il mondo come lo viviamo noi. Che abbiano i nostri stessi gusti, le nostre stesse paure, i nostri stessi valori.

Questo errore si chiama bias di proiezione.

È un meccanismo automatico del cervello: per capire gli altri, la mente usa sé stessa come riferimento. Immagina come si sentirebbe lei in quella situazione, e poi attribuisce quella stessa sensazione all'altro. Un processo rapido, per lo più inconscio.

Quando abbiamo fame, tendiamo a pensare che anche gli altri abbiano fame. Quando siamo entusiasti di un'idea, ci stupisce che qualcun altro non lo sia. 
Quando siamo tristi, fatichiamo a credere che qualcuno intorno a noi possa star bene davvero ...

giovedì 8 maggio 2025

Vi siete mai chiesti perché non ricordiamo i sogni?

 
Siamo tutti sognatori a modo nostro…..

Ma a volte non ricordiamo i sogni. A chi non è mai capitato di svegliarsi al mattino con la sensazione di aver fatto un sogno ma di non riuscire a ricordarlo? O, al contrario, di restare per tutta la giornata con il ricordo vivido e quasi reale di un sogno senza riuscire a liberarsene?

Partiamo dal presupposto che tutti sogniamo.
Ma allora, perché alcuni di noi ricordano e altri no? 

La risposta ci rimanda al funzionamento del nostro cervello, che a volte “registra” i nostri sogni e altre non ne vuole proprio sapere. Forse perché ci sono i sognatori precisi e attenti che ricordano tutto e sognatori solo un po’ smemorati? 

Uno studio condotto in collaborazione da un gruppo di ricercatori italiani delle Università “La Sapienza” di Roma, dell’Aquila e Bologna, ha individuato le cause del ricordo del sogno al risveglio nella frequenza delle oscillazioni elettriche della nostra corteccia cerebrale durante la fase REM del sonno. Affinché la persona possa ricordare quello che ha sognato le oscillazioni devono essere presenti nelle aree frontali medie con una frequenza compresa fra i 5 e i 7 Hz. Solo se la corteccia cerebrale presenterà delle oscillazioni elettriche lente durante la fase REM del sonno, le persone ricorderanno il sogno ..

sabato 24 agosto 2024

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung ha lasciato la sua forma terrena da più di qualche tempo (26 luglio 1875 - 6 giugno 1961) ma sarebbe stato interessante averlo fra noi in questi anni così complessi e articolati per avere una sua lettura di tante cose che accadono nell’oggi: ad esempio del Covid (forse lo avrebbe pensato come un prodotto dell’inconscio collettivo?) o dei numerosi personaggi contemporanei che si sono avvicendati sulle poltrone mondiali del potere (rappresentazioni dell’Ombra?).

La verità è che si sente la mancanza del suo approccio alla complessità e nelle nostre riflessioni Cactus spesso echeggia questa nostalgia, quindi abbiamo pensato di parlarvi un po’ di lui.

Parlarne solo “un po’” è un’impresa parecchio ardua: la sua teoria è estremamente complessa e affascinante perché contiene ancora tanti punti oscuri, ma ci faceva piacere mettervi curiosità e – perché no – invitarvi ad approfondirlo ...

giovedì 2 marzo 2023

Il male nascosto - l'utilità dell'ansia e i pericoli dell'inautenticità

Voglio vedere le persone stanche, stressate, che si lamentano, frustrate, voglio vedere quelle cosiddette ‘emozioni oscure’ all’opera perché so cosa sono, quelle emozioni oscure. Quelle emozioni oscure che odiate, e che credete siano ‘odio’, ‘rabbia’, ‘solitudine’ e ‘paura’, questi sono semplicemente termini che hanno bloccato il vostro Sé più elevato. 
Il Sé più elevato sta facendo gli straordinari per svegliarvi dal vostro delirio. 
Siete intrappolati nei ruoli, siete intrappolati in quegli scafandri, siete intrappolati nella gabbia della vita non-autentica.

(Michael Tsarion)

Siete distanti km dal vostro Dharma quando vivete le vostre vite inautentiche, tutti, dai vostri genitori ai vostri compagni e cosiddetti amici, insegnanti, politici e… e preti, e il mondo intero, hanno cancellato la vostra individualità. Quindi è chiaro che state urlando dentro, io non voglio medicarvi, non voglio creare un culto New Age tramite il quale liberarvi dalle vostre ansie, voglio introdurvi alle vostre ansie! Quelle ansie… cosa diceva Nietzsche? “Guardatevi dallo scacciare i vostri demoni, potreste scacciare la parte migliore di voi stessi”.

La gente pensava fosse satanico, pazzo? No, era un filosofo che comprendeva… Speriamo, piuttosto, che quelle forze oscure che stanno bussando alle vostre porte entrino.

E’ una forma di catarsi, una sorta di esorcismo. Potreste essere, individualmente, così traumatizzati da morire per lo shock, se effettivamente si manifestassero, beh, peccato, è il prezzo che dovreste essere disposti a pagare. Ma in realtà non vi stanno uccidendo, siete voi che state uccidendo voi stessi a causa della paura di un’ombra che non comprendete. Vedi, l’inconscio riflette sempre il volto che lo osserva. Ecco perché il simbolo più importante dell’inconscio è lo Specchio. Perché il volto che l’inconscio fa proprio… o meglio, più nello specifico, il volto che il contenuto dell’inconscio acquista, quando si manifesta nella coscienza, è profondamente connesso alle difese del vostro stesso Ego. Ovvero, ciò che osservate – è come la questione del livello atomico di cui discutevamo poco fa – questo volto che si affaccia sull’inconscio viene riflesso. Per cui, se il volto che sta osservando l’inconscio è timoroso, patologico, tossico, impaurito ecc.. il contenuto espresso dal volto assumerà questa forma.

E cosa vedranno quando arriveranno fino in fondo? ..

mercoledì 22 febbraio 2023

Il falso mito del “volere è potere”. Non il volere, ma la consapevolezza è potere

 Volere è potere?

No, è la stupidità dell’uomo moderno nevrotico.

Qui si parlerà del falso mito tanto propagandato da noi in Occidente, in ogni ambito, anche quelli purtroppo della cura mentale, dove necessaria – ancor prima del volere – è una sana predisposizione psichica che include e bada l’inconscio.

“Volere è potere” – almeno come lo si intende generalmente – di certo taglia fuori dalla questione l’elemento “inconscio”, che invece esiste, agisce e opera.

Già, perché il motto nevrotico del “volere è potere” (che ammetterei soltanto in specifici contesti di ambiti lavorativi, dove può svolgere il suo ruolo determinante), spesso osannato da Life-Coach e pseudo psicologi, non tiene conto affatto della realtà fondante che possa permettere realmente, e soprattutto non conflittualmente, il reale volere/potere: l’inconscio...

sabato 7 gennaio 2023

Obbedienza?

 
 di Rita Riboni 

Condizionati all'obbedienza: perché spesso agiamo contro il nostro proprio sentire.

E’ possibile che, pur “in possesso delle capacità di intendere e volere” (cosa significa questa definizione? E tutti i condizionamenti e tutto il sub-conscio dove li mettiamo?) e forniti di una sana coscienza etica, potremmo, in seguito ad un ordine che ci viene impartito da qualcuno in cui crediamo o al quale ci conviene obbedire, prendere decisioni ed agire in modo contrario alla nostra naturale propensione?
La scomoda risposta è: sì… e ancora sì… e ancora sì.

Sì, potremmo assumere comportamenti contrari al nostro sentire, al nostro volere e alle nostre convinzioni, contrari persino a quella che crediamo essere la nostra morale, la nostra Coscienza.
Da più di un secolo e mezzo l’Umanità ha dovuto confrontarsi con l’idea che gli esseri umani (e non solo, perché è così anche nel caso di animali complessi) vivono, agiscono e progettano basandosi su una percentuale minima di consapevolezza di sé ...

lunedì 20 giugno 2022

L’autosabotaggio governa il mondo

In Psicologia si studia che il principale problema nella vita di una persona è l’autosabotaggio. 
Esiste una componente inconscia attivata da complessi irrisolti e da superficialità che porta l’individuo a compiere atti che gli recano danni.
Il meccanismo di difesa dell’autosabotaggio è scaricare la colpa su altri o su eventi esterni.

Ciò che avviene a livello individuale si riproduce a livello di sistema. 
Se si guardano le decisioni di chi governa e i loro effetti spesso si verifica che i danni provocati sono molto superiori rispetto ai benefici prodotti.

Spesso i problemi vengono affrontati da chi governa con superficialità, senza considerare tutti gli effetti provocati dalle proprie decisioni.

Per esempio, limitare l’accesso a dei luoghi aperti al pubblico per ragioni sanitarie determina soprattutto un danno ai gestori di tali locali che perdono clienti: li si porta ad andare contro la finalità economica della loro attività che consiste nel trovare e servire i clienti ...

mercoledì 30 giugno 2021

In che modo creiamo la nostra realtà

Ognuno di noi esercita un enorme potere nel corso di ogni giorno della nostra vita.
Noi controlliamo forze potenti di cui la maggior parte di noi è completamente all’oscuro. 
Il tuo potere può creare eventi futuri buoni o cattivi per te, per i tuoi amici, per la tua famiglia e per tutta l’umanità. 

Ecco il problema: noi creiamo involontariamente eventi futuri positivi e negativi capaci di generare la vita e potenzialmente anche di essere fatali. 

Senza conoscere questo potere, utilizzarlo è come giocare alla roulette russa con il motore dell’universo. 

E le nostre singole realtà e la realtà di ognuno a cui pensiamo sono il risultato diretto del nostro controllo, o della mancanza di controllo, dell’uso o abuso di questi nostri straordinari poteri individuali. Tuttavia, una volta che abbiamo capito il nostro potere, tendiamo naturalmente a usarlo per il nostro bene e per il bene comune. 

Quindi, esamina seriamente il tuo potere e impara a usarlo per aiutare te stesso e tutti quelli che ami a diventare il meglio che potete essere ...

sabato 28 novembre 2020

Homo Nosce Te Ipsum: Uomo conosci te stesso

Conosci te stesso .. Poche persone hanno saputo interpretare correttamente questa massima di Talo di Mileto, iscritta nel frontespizio del “Tempio dell’Oracolo di Delfo”. Chi è questo “sé stesso” che dobbiamo conoscere? Ci sono per caso, aspetti del nostro essere che ignoriamo?
Ci si riferisce, in questa massima, forse alla personalità, al carattere? Evidentemente no. 

La conoscenza della personalità e delle sue tendenze è importante, questo è ovvio, ma se conoscersi fosse unicamente questo, non si sarebbe posto questo precetto sul frontespizio del Tempio.

Conoscere sé stesso, vuol dire riconoscere il nostro “Vero Essere”, quello che siamo realmente, oltre qualsiasi speculazione intellettuale o razionale, oltre qualsiasi supposizione. E’ conoscere la radice della nostra esistenza, il proposito fondamentale e la nostra eredità cosmica. E di tutto questo, ovviamente, ne sappiamo veramente poco o nulla.

Conoscere sé stesso, è ritrovare tutte le potenzialità e possibilità, che come “Figli di Dio” abbiamo ereditato dal nostro Creatore. Frugare nelle nostre parti più profonde ed intime, per vedere chi e che cosa siamo realmente. Questo è il nostro primo dovere come uomini. 

La tripla interrogazione "Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?" costituisce il principio filosofico della vita e la primordiale affermazione che l’essere umano possiede alcune profondità, attecchite in suoli di immortalità, e un anelito altissimo, che esige di scoprirle e manifestarle ...

mercoledì 27 maggio 2020

Effetto placebo e nocebo

di Marcello Padmio
tratto dalla dispensa "Pensiero che cura"

Il termine ‘Placebo’ è il futuro del verbo latino ‘placere’, e significa letteralmente ‘piacerò’. 

Si tratta di una sostanza inerte, priva di qualsiasi principio attivo terapeutico, o di un provvedimento non farmacologico (consiglio, conforto, atto chirurgico non invasivo, ecc.) che provoca un effetto positivo su un sintomo o addirittura su una malattia. 

Studi in ‘cieco’ (dove il paziente non sa cosa sta prendendo) hanno dimostrato in patologie con una rilevante componente psicosomatica (come emicrania, insonnia, ecc.) un effetto placebo fino all’80%. Studi in ‘doppio cieco’ (sia il paziente che il medico che somministra non sono a conoscenza) hanno dimostrato che raddoppiando la dose di placebo si ottengono risultati terapeutici migliori di quelli con dose normale.

Questo incredibile fenomeno, che non è psicologico, è conosciuto da moltissimo tempo, ma oggi si ritiene che fino al 60% dei progressi ottenuti con un trattamento (qualsiasi esso sia) possano essere dovuti a una risposta placebo!

Il biologo molecolare Bruce Lipton, autore del best seller “ La Biologia delle credenze: come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula” chiama l’effetto placebo, ’effetto credenza’ per sottolineare come le nostre percezioni, vere o false che siano, hanno lo stesso impatto sul nostro comportamento e sul nostro corpo. Egli è totalmente a favore dell’effetto credenza (placebo) perché costituisce una prova sorprendente della capacità di autoguarigione dell’essere umano ...

mercoledì 25 marzo 2020

Tecniche di manipolazione mentale

di Marco Della Luna e Paolo Cioni
(articolo già pubblicato qui il 1.02.2012)

Cercare di spiegare cosa sono e come vengono praticate le cosiddette “tecniche di manipolazione mentale”, in una società quasi completamente controllata e manipolata come la nostra, non è compito facile. Per fortuna il libro scritto dall’avvocato e psicologo Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni ci viene in aiuto.

Affermare che la nostra società - com’è strutturata - è una vera e propria gabbia mentale, fa subito aizzare i paladini e i difensori dei diritti civili, che sbandierando ai quattro venti termini come “libertà” e “democrazia”, cercano immediatamente di tranquillizzarci tutti, soprattutto le loro coscienze.

Forse non capiscono. Forse fanno finta di non capire, che parole bellissime come “libertà” e “democrazia” primo non significano granché e secondo vengono sfruttate e amplificate proprio dall’establishment economico-finanziaria (cioè i veri e propri Burattinai), proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.

“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero 
senza esserlo” 
- Johann Wolfgang von Goethe -

Dire alle persone che esse sono prigioniere di un sistema è pericoloso e controproducente perché può scatenare rivolte e ribellioni, mentre convincere gli stessi prigionieri di essere liberi e in democrazia, elimina ogni forma avversa e ogni tentativo di evasione.....

sabato 8 febbraio 2020

La strada perduta per lo spazio interiore

Pensatori come J. G. Ballard hanno avuto un’intuizione fondamentale: è necessario riportare al centro del discorso scientifico la constatazione che l’Io, per esistere, ha sempre bisogno di un Altro. Noi siamo, in altre parole, sempre, anche il nostro fantasma.

(Opere di Paul Delvaux e Brigid Marlin - a sinistra un ritratto di James Graham Ballard)

di Gianluca Didino

Il rinnovato interesse per l’opera di J.G. Ballard seguito alla pubblicazione in Italia di Ballardismo applicato di Simon Sellars (NOT, 2019) può essere facilmente spiegato con quanto scritto da Simon Reynolds: Ballard, soprattutto quello degli anni Settanta (quello, cioè, dei lavori che seguono il grande spartiacque costituito dalla Mostra delle atrocità del 1969) è stato un profeta dei nostri tempi ossessionati dal controllo, in cui la distinzione tra umano e macchina è diventata tanto sottile da essersi persa e il soggetto alienato è sempre sul punto di scatenare una violenza apocalittica.

Nel suo libro Sellars esplora ampiamente questi aspetti della poetica ballardiana, e lo fa con una miscela unica di drug memoir alla Burroughs, theory-fiction e scrittura di viaggio allucinata che lo rendono uno dei testi più originali pubblicati in Italia nel 2019.

C’è però un tema su cui il libro di Sellars continua a tornare, sia nella forma che nel contenuto, e che si colloca in maniera più problematica nel quadro della nostra ipermodernità: il fatto che al centro della poetica di Ballard ci fosse una dimensione, quella dell’“inner space”, lo “spazio interiore”, che con i nostri tempi estroversi sembra aver poco a che vedere ...

martedì 29 ottobre 2019

Conoscere e gestire i filtri dell'ego

Siamo una macchina biologica progettata per sopravvivere in un mondo duro e selvaggio, per cui gli organi di senso "scannerizzano" il mondo in maniera "neutrale" col compito di trasmettere al cervello informazioni (input) per permettere al meglio la sopravvivenza con meno errori possibili.

Gli organi di senso nascono già limitati (per cause genetiche, anatomiche, fisiologiche, eccetera), quindi ciò che esiste "là fuori", ciò che percepiamo come "reale" è un'interpretazione di ciò che ci arriva limitato a causa del limitato range di funzionamento.

(leggi anche: LA MAPPA E IL TERRITORIO: una via flessibile al "dialogo")

Per di più, ciò che arriva al cervello - per poter avere un senso - deve prima essere interpretato dal "cervello ricevente" al fine di ricostruire un'immagine o un suono; gli input devono essere contestualizzati (nel tempo, nello spazio, rispetto a chi sono, eccetera) prima che il "cervello ricevente" spedisca il pacchetto completo dei dati al "cervello reagente" o "operativo".

Potete vederlo a tutti gli effetti come l'invio di dati via email, a cui viene necessariamente - per completare il significato - allegata (attachment) un'emozione.

Solo così le cose che accadono "fuori" acquisiscono un significato "dentro".
Ecco come facciamo a pensare che ciò che viviamo come reale è reale...

..Ma anche no! ...

sabato 9 marzo 2019

Jung, Leonardo e le immagini dell’inconscio

Leonardo suggeriva ai suoi allievi di guardare le macchie sui muri, le venature dei marmi, le nuvole, la cenere, per scorgervi paesaggi ed animali, cose inusitate e mostruose, com'era solito fare lui stesso, abbandonandosi alla potenza evocatrice delle “cose confuse”, perché “nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni”.

Nel tedesco corrente gelassenheit significa “calma”, “tranquillità”. La pregnanza storica del termine ha le sue origini nella tradizione mistica (da Meister Eckhart, il mistico domenicano vissuto tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo), in cui indicava il sich lassen, la dedizione e il completo abbandono a Dio.

L’esistenzialismo ricondusse il verbo alla radice di lassen, “lasciare”, “lasciar essere”, alludendo ad un rapporto con le cose che le rispetta nel loro disvelarsi. Jung arrivò ad intendere tale abbandono come l’attingere del singolo alla forza o volontà “superiore” che è possibile scoprire attraverso la funzione trascendente.

Nella weltanshaung junghiana infatti, l’abbandono insito nel geshehenlassen (“lasciar accadere”) assume una valenza-chiave: lasciare che tutto avvenga e tuttavia conservare intatta una vigilanza etica ed intellettuale sono le condizioni dell’individuazione, di una prova totale di sé stessi ...

lunedì 11 febbraio 2019

Il significato degli archetipi per la nostra vita

Jung ha sempre parlato di dominanti dell’inconscio collettivo e di immagini primordiali. Con questi termini Jung intendeva indicare motivi tipici che si ripetono spesso nei miti, nelle leggende, nelle favole ma anche, a livello personale, nei sogni, nelle fantasie e nelle visioni (più tipiche dei deliri di soggetti gravemente ammalati).

Secondo Jung tutto ciò esprime un modo tipico e universale che governa il comportamento degli essere umani in ogni tempo e luogo.

In seguito Jung, per esprimere quanto sopra cominciò ad usare il termine archetipo (dal greco antico ὰρχέτυπος col significato di immagine: tipos (“modello”, “marchio”, “esemplare”) e arché (“originale”); in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l’idea platonica); in psicoanalisi da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell’inconscio umano.

In seguito Jung fece altre distinzioni distinguendo tra l’archetipo in sé (come idea non percepibile ma presente solo in potenza) e la rappresentazione archetipica (cioè la sua manifestazione espressa in materiale psichico cosciente divenuto immagine ...

venerdì 26 gennaio 2018

Ancora su Conscio e Inconscio, Razionale ed Irrazionale, Mente e Pancia…

di Alberto Medici

Per lavoro frequento persone (fra colleghi, fornitori e clienti) di formazione medio alta (ingegneri, matematici, economisti) con i quali un approccio razionale e sistematico alle situazioni dovrebbe rendere più facile la soluzione dei problemi.

Se, infatti, 3+3 fa 6, questo è vero
> d’inverno come d’estate
> al nord come al sud
> di giorno come di notte
e quindi, avendo e condividendo le stesse informazioni di base, si dovrebbe giungere alle stesse conclusioni finali. Facile no?
Invece no.

Mi rendo conto, senza riuscire mai ad abituarmi, che esistono dei “trigger” oscuri, degli elementi scatenanti di fronte ai quali l’animale torna a farsi padrone, ricacciando il raziocinio in un angolino. Così, lo zittisce senza dargli nessuna possibilità di replica – e la cosa ancora più incredibile (e questo mi stupisce ogni volta, nonostante siano anni che mi sono accorto di questa cosa) è che la formazione “scientifica“, “razionale“, “illuminista” di queste persone, che all’apparenza, in altre situazioni, è così arrogante, di fronte alle paure del subconscio si fa coniglio e scappa a gambe levate senza neanche provare a ribattere...

sabato 29 aprile 2017

Freddo psicosomatico, quando l’inconscio ha bisogno di calore

Se ti è capitato di avere freddo, mentre tutti intorno a te si stanno sbracciando per il caldo, allora soffrirai di freddo psicosomatico!

Gli indicatori del freddo psicosomatico sono molteplici, si va dalle mani e dai piedi freddi fino alla classica necessità di coprirsi sempre di notte, anche quando è estate.

In fisiologia il freddo è un segnale che manda il nostro corpo, un segnale che ci invita a vestirci e nutrirci in modo adeguato. Analogamente, anche nella psicosomatica, il freddo è un “segnale”, questa volta, però, non è inviato dal nostro corpo ma dal nostro inconscio.

Il freddo psicosomatico è la manifestazione di un bisogno di protezione, è indicatore di insicurezza e talvolta di nostalgia delle proprie origini.

Il simbolismo è chiaro: il nostro corpo trasduce la sensazione di freddo perché il nostro “io più profondo” ha bisogno di protezione.

Il freddo psicosomatico si manifesta soprattutto nelle persone insicure che soffrono di bassa autostima...

lunedì 2 maggio 2016

Televisione, deprogrammazione e autoriprogrammazione

 Andrea Bizzocchi

Il punto di partenza è molto semplice. Il 98% dei nostri pensieri non sono consci bensì inconsci (e di conseguenza il 98% dei nostri comportamenti e azioni lo sono altrettanto perché dipendono da questi pensieri inconsci). 

In altre parole non siamo consapevoli dei pensieri che pensiamo, tanto è vero che non possiamo anticiparli. Ne diventiamo consapevoli solamente dopo averli pensati.

I pensieri inconsci esistono perché esistono naturalmente, ma negli ultimi decenni, grazie (si fa per dire) alla scienza della manipolazione mentale, di questi pensieri inconsci siamo meno consci che mai. 
In breve le nostre menti sono controllate.

Non è un modo di dire. Lo sono nel senso più autentico del termine. I nostri pensieri non sono nostri ma indotti. E lo sono praticamente sempre...

lunedì 27 luglio 2015

Le coincidenze secondo la fisica quantistica

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Ai confini della realtà: Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Quando si verificano coincidenze sorprendenti, ci sembra di essere connessi con il mondo intorno a noi in modo misterioso. Ad esempio, mentre pensi a una canzone che non senti da anni, in quel preciso istante passano quella canzone alla radio. In questo caso, la tua mente sembra connessa con il mondo che ti circonda; la coincidenza si verifica tra uno stato mentale e uno stato fisico.

Le coincidenze si verificano anche tra la psiche di due persone. Ad esempio, tu e un tuo amico comprate nello stesso momento involontariamente la stessa maglia.

«I fenomeni di sincronismo sono caratterizzati da una coincidenza significativa che si verifica tra uno stato mentale (soggettivo) e un evento del mondo esterno (oggettivo)», spiegano il dottorando Francois Martin, del Laboratorio di fisica teoretica dell’Università di Parigi e Federico Carminati, dottorando in Fisica dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (Cern), in un articolo intitolato Syncronicity, Quantum Information and the Psyche (Il sincronismo non può essere spiegato dalla fisica classica. Sincronismo, informazione quantistica e la psiche), pubblicato sul Journal of Cosmology nel 2009....