venerdì 26 gennaio 2018

Ancora su Conscio e Inconscio, Razionale ed Irrazionale, Mente e Pancia…

di Alberto Medici

Per lavoro frequento persone (fra colleghi, fornitori e clienti) di formazione medio alta (ingegneri, matematici, economisti) con i quali un approccio razionale e sistematico alle situazioni dovrebbe rendere più facile la soluzione dei problemi.

Se, infatti, 3+3 fa 6, questo è vero
> d’inverno come d’estate
> al nord come al sud
> di giorno come di notte
e quindi, avendo e condividendo le stesse informazioni di base, si dovrebbe giungere alle stesse conclusioni finali. Facile no?
Invece no.

Mi rendo conto, senza riuscire mai ad abituarmi, che esistono dei “trigger” oscuri, degli elementi scatenanti di fronte ai quali l’animale torna a farsi padrone, ricacciando il raziocinio in un angolino. Così, lo zittisce senza dargli nessuna possibilità di replica – e la cosa ancora più incredibile (e questo mi stupisce ogni volta, nonostante siano anni che mi sono accorto di questa cosa) è che la formazione “scientifica“, “razionale“, “illuminista” di queste persone, che all’apparenza, in altre situazioni, è così arrogante, di fronte alle paure del subconscio si fa coniglio e scappa a gambe levate senza neanche provare a ribattere...


Come detto più volte in queste pagine, e come anche approfondito in 2 capitoli interi del corso Dimagrigione, questi meccanismi sono ben noti; o meglio, sulla carta sono ben noti, perché poi, nello specifico, se uno non riesce a scoprirli, continuerà per tutta la vita a:
· combattere contro il peso in eccesso,
· contro una situazione relazionale malata,
· contro qualche altra “malattia avversa“
senza rendersi conto di buttare energie contro i mulini a vento, cioè contro i nemici sbagliati.

Se non vi è chiaro il meccanismo, un paio di esempi possono aiutare.

Trupiano in un corso ci aveva fatto l’esempio della saliva. “Cos’è che fate tutto il giorno senza problemi? – Deglutire saliva. – Bene, se vi chiedesssi di riempire 2 dita di questo bicchiere della vostra saliva , e poi di berla, cosa direste? (faccia schifata di tutti). – Ma come, non vi ho mica chiesto di bere quella del vostro vicino di banco! La vostra – quella che fino ad un secondo fa avete deglutito senza problemi!

Ecco un ottimo esempio di contrapposizione razionale-animale: la menterazionale dice che è la stessa cosa (cosa può essere cambiato da dentro a fuori della bocca? Niente!); l’animale biologico identifica tutto ciò che esce dalla bocca come vomito, quindi veleno che il corpo ha espulso per salvarsi (fra parentesi: chi vince? L’animale, ovvio!)

Una donna vive con difficoltà che il suo uomo, una volta alla settimana, per due ore, vada a fare assistenza ad un vicino prossimo alla morte. Dal punto di vista razionale che problema c’è? Due ore non sono un granchè, e poi è per un’opera buona, no? Eppure questo causa litigi, incomprensioni, musi lunghi.Razionalmente, può questa donna chiedere al marito di non andare? No, e infatti non lo fa. Ma ci sta male.

Incomprensibile, se non si risale alla sua infanzia, e si scopre che, quando questa era ancora in età prescolare, la sorellina più piccola era stata in fin di vita, ricoverata in ospedale per oltre un mese e la mamma era scomparsa dalla famiglia per assistere la sorellina malata. A questo punto è chiaro: il marito, che per 2 ore alla settimana va ad assistere il vicino terminale, risveglia nel subcosciente di quella donna la paura dell’abbandono vissuto da piccola.Giustificabile razionalmente? No. Ma se si tiene in conto il contesto completo, tutto assume un significato diverso.

I colleghi razionali perché mi solleticano queste riflessioni?

Quando, per caso (Giuro! Ormai ho abbandonato da tempo la voglia di discutere o provare a convincere gli altri) capita il discorso ad esempio su Luna 1969, e io guardo il collega con la faccia divertita chiedendogli: “Ma tu ci credi veramente?” e la risposta, preoccupatissima, è “No, no, guarda lasciamo perdere per carità cambiamo discorso” neanche gli avessi detto che ho visto sua moglie nei bassifondi del porto di Genova, a che traumi pensare?


Io credo che il sistema di indottrinamento abbia lavorato molto bene nel convincere le persone che, se non sono allineate alla forma-pensiero generale, saranno tagliate fuori dalla collettività. E questa paura, irreale ma fatta percepire come molto concreta, riesce a spegnere anche le migliori e più sofisticate menti, che in altri ambiti sono invece capaci di ragionamenti, deduzioni e filosofeggiare di ben altro spessore.

Come ha detto David Icke: “La prigione più potente è la paura di quello che penseranno gli altri di noi“.

E, saputo questo e rivoltatolo di 180 gradi: “la più grande conquista di libertà è smettere di dare peso a quello che gli altri penseranno di noi!”



Fonte: www.ingannati.it

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Alcuni lo chiamano il “lupo mannaro” perché è indomabile, mette scompiglio, azzittisce la mente, annichilisce ogni reazione e ci trasforma in un animali selvaggi.

E’ l’inconscio che quando “scatta” prende il controllo del nostro corpo e della nostra mente consapevole e agisce per conto proprio riconsegnandoci le redini dopo aver scatenato la sua ira lasciandoci spesso con l’amaro in bocca, pentiti di ciò che abbiamo fatto senza essere riusciti a fermarci per tempo.

Perché succede questo? 
E’ normale? 

E’ anche questo un messaggio da cogliere e da accogliere per trasmutarlo in qualcosa di migliore?

E’ essenziale comprendere quando in noi si attiva il subconscio profondo che ci spiazza togliendoci il comando ed indagare sul perché lo fa, perché di solito ha le sue buone ragioni e finché non verrà compreso la sua furia non si placherà.

Comprendere i raptus e gli improvvisi “blocchi” subconsci ci permetterà di condurre la nostra vita verso una meta più serena, più amata, più umana.

Marcello Salas

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