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lunedì 24 aprile 2023

Il «piccolo cervello» contenuto nel cuore

Nel 1991 una scoperta scientifica pubblicata in un articolo sottoposto a revisione paritaria mise a tacere qualunque residuo di dubbio sul variegato ruolo del cuore all’interno del corpo. 

Il nome della rivista ci fornisce un indizio riguardo alla scoperta: «Neurocardiology».

Tutto è incentrato sull’intimo rapporto che collega fra loro il nostro cuore e il nostro cervello.
La scoperta descriveva questo potente rapporto, che in passato era stato ignorato. Una squadra di scienziati, diretta dal dottor J. Andrew Armour dell’Università di Montreal, aveva scoperto che circa 40.000 neuroni specializzati, denominati neuriti sensori, formano una rete di comunicazione all’interno del cuore stesso. 

Per chiarezza, il termine neurone descrive una cellula specializzata che può venire sollecitata (stimolata elettricamente) in modo tale da permetterle di condividere informazioni con altre cellule del corpo. 
Nonostante un vasto numero di neuroni sia ovviamente concentrato nel cervello e lungo il midollo spinale, la scoperta di queste cellule all’interno del cuore, e in minor numero all’interno di altri organi, permette una nuova comprensione del livello di comunicazione vigente in tutto il corpo ...

domenica 9 aprile 2023

Di chi è Internet?

 
È libera?
Ovviamente è degli USA, ma non statale: militare.
E questa è un altro esempio di cosa sia la Globalizzazione, cioè il controllo militare dei mari da parte degli USA, per poi far passare le merci sotto il loro controllo, e il controllo militare dell'informazione globale.

di Vincenzo Mucciaccio

E questo è un altro post per quelli che non capiscono nulla nel dire che sono un putiniano o altre fesserie, mentre essere consapevoli di cosa succede realmente, e quindi di avere una visione più equidistante, è quello che faccio da sempre.

Canto americano, mangio anche americano, mi vesto, in parte, seguendo mode americane, come tutti voi, ma sono, prima di tutto, romano, italiano ed europeo; non russo, che se russo ...

giovedì 2 dicembre 2021

“La grande marcia della distruzione intellettuale”: il primato della persona contro l’omologazione

 

Un' analisi della dott.ssa Maria Cristina Arpaia, psicoterapeuta

Porre domande, verificare quanto le viene imposto come definizione non è un atto di disobbedienza, bensì il modo normale di funzionare della mente umana, è il modo sano di procedere della ragione. 

La mente è in un certo senso eretica, ha una connaturata funzione di deiezione della impostura. Il vero fascismo è questa omologazione che può potenzialmente distruggere la singolarità dell’identità personale. 
Ciò che conta è il primato della persona rispetto alle categorie (società, stato, ecologia, ecc.)

“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo”, così scriveva G. K. Chesterton in uno dei suoi articoli per il Daily News, raccolti poi, nel 1905, nel saggio “Eretici” (Piemme, 1998). 

Nel leggere le pagine dei quotidiani negli ultimi mesi, forse in maniera ancor più evidente nell’ultimo anno e mezzo di pandemia Covid, colpisce la confusione nella comunicazione, la divisione ed esacerbazione degli animi, la distorsione cognitiva sui significati da attribuire alle informazioni ...

giovedì 29 aprile 2021

La “serendipity” e internet

La serendipity è una vocabolo inglese che è quasi impossibile tradurre in italiano perché non è facile darne una definizione, ma nello stesso tempo è affascinante e merita sicuramente un posto nella nostra lingua come neologismo.

Ma allora come possiamo spiegare e tradurre in poche parole questo termine? 

Non è il titolo di un film del 2001 diretto da Peter Chelsom, scritto da Marc Klein, ma è l’arte di trovare qualcosa quando non la si sta cercando, (sì avete letto bene), è un regalo inaspettato, quindi inatteso, mai cercato ma trovato per caso.

Questo è un concetto che possiamo trasferire benissimo anche alla società di oggi nel mondo della lettura, dei libri, della ricerca, quando ci troviamo in una biblioteca, quando stiamo navigando sul Web che ci permette di far incontrare persone che vogliono parlare della loro esperienza particolare, esperienza che ha cambiato loro la vita oppure di esperienze in campo sentimentale o in altri settori...

martedì 29 ottobre 2019

Conoscere e gestire i filtri dell'ego

Siamo una macchina biologica progettata per sopravvivere in un mondo duro e selvaggio, per cui gli organi di senso "scannerizzano" il mondo in maniera "neutrale" col compito di trasmettere al cervello informazioni (input) per permettere al meglio la sopravvivenza con meno errori possibili.

Gli organi di senso nascono già limitati (per cause genetiche, anatomiche, fisiologiche, eccetera), quindi ciò che esiste "là fuori", ciò che percepiamo come "reale" è un'interpretazione di ciò che ci arriva limitato a causa del limitato range di funzionamento.

(leggi anche: LA MAPPA E IL TERRITORIO: una via flessibile al "dialogo")

Per di più, ciò che arriva al cervello - per poter avere un senso - deve prima essere interpretato dal "cervello ricevente" al fine di ricostruire un'immagine o un suono; gli input devono essere contestualizzati (nel tempo, nello spazio, rispetto a chi sono, eccetera) prima che il "cervello ricevente" spedisca il pacchetto completo dei dati al "cervello reagente" o "operativo".

Potete vederlo a tutti gli effetti come l'invio di dati via email, a cui viene necessariamente - per completare il significato - allegata (attachment) un'emozione.

Solo così le cose che accadono "fuori" acquisiscono un significato "dentro".
Ecco come facciamo a pensare che ciò che viviamo come reale è reale...

..Ma anche no! ...

sabato 9 febbraio 2019

Il Mondo ha un Padrone… e non lo sa!

 
Il mondo ha un padrone ma non lo sa. Esistono gli “stati uniti della terra”, anche se non c’è un cartografo che si sia ancora avventurato a certificarne l’esistenza.

di Francesco Maria Del Vigo

Perché questo Stato immaginario non si può toccare, non ha confini né parlamenti e non conosce democrazia. Non ha neppure una bandiera, ma se dovesse averla, probabilmente sarebbe un pollicione bianco su sfondo blu, che si staglia su uno sfondo bianco. Un gigantesco “mi piace”, un like. Bandiera e simbolo di uno Stato, in cui il dissenso, il “non mi piace”, è un’ipotesi non concepita dal programmatore.

Parliamo di facebook e del suo fondatore Mark Zuckerberg che, nei giorni scorsi, ha preso carta e penna per scrivere una lettera al Wall Street Journal, in Italia pubblicata da La Repubblica. 

Sua altezza digitale ha voluto festeggiare con i suoi sudditi i quindici anni di regno assoluto della sua creatura, sfiorando appena argomenti spinosi come la privacy e il trattamento dei nostri dati ...

venerdì 1 febbraio 2019

“Effetto Google”: la dipendenza che riporta indietro di decenni


In un mondo in cui la tecnologia la fa da padrona, ogni giorno siamo sommersi da una mole di informazioni che ci consente di sopravvivere. Dalle rubriche sul telefono, alle chat, passando per le notifiche di Facebook, le nostre vite sono scandite da costante suono del “bip” di una qualche applicazione che ci ricorda qualcosa. 



L’assuefazione a questa forma di aiuto, però, ha effetti sulla neurologia degli individui e, più precisamente, sull’aspetto mnemonico. 

Molti studiosi hanno notato che la facilità con cui gli internauti giungono alle informazioni con un semplice “clic” ha portato molti di loro ad una perdita progressiva della memoria, a causa della “pigrizia” nel memorizzare informazioni. 

Tale sindrome è stata ribattezzata “effetto Google”. 


Una ricerca condotta dal Kaspersky Lab ha evidenziato dati preoccupanti su questo fenomeno. Il 90% degli utenti di dispositivi tecnologici soffre, infatti, di una qualche forma di amnesia digitale.
Oltre il 70% non conosce a memoria il numero di telefono dei figli e il 49% quello del partner. 
Diversamente, chi ha vissuto l’era del telefono con cornetta ha una facilità maggiore nel ricordare i suddetti numeri.