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lunedì 24 aprile 2023

Il «piccolo cervello» contenuto nel cuore

Nel 1991 una scoperta scientifica pubblicata in un articolo sottoposto a revisione paritaria mise a tacere qualunque residuo di dubbio sul variegato ruolo del cuore all’interno del corpo. 

Il nome della rivista ci fornisce un indizio riguardo alla scoperta: «Neurocardiology».

Tutto è incentrato sull’intimo rapporto che collega fra loro il nostro cuore e il nostro cervello.
La scoperta descriveva questo potente rapporto, che in passato era stato ignorato. Una squadra di scienziati, diretta dal dottor J. Andrew Armour dell’Università di Montreal, aveva scoperto che circa 40.000 neuroni specializzati, denominati neuriti sensori, formano una rete di comunicazione all’interno del cuore stesso. 

Per chiarezza, il termine neurone descrive una cellula specializzata che può venire sollecitata (stimolata elettricamente) in modo tale da permetterle di condividere informazioni con altre cellule del corpo. 
Nonostante un vasto numero di neuroni sia ovviamente concentrato nel cervello e lungo il midollo spinale, la scoperta di queste cellule all’interno del cuore, e in minor numero all’interno di altri organi, permette una nuova comprensione del livello di comunicazione vigente in tutto il corpo ...

sabato 12 marzo 2022

Sì, quando moriamo rivediamo tutta la nostra vita …

È l’unica cosa che davvero ci accomuna, che è davvero democratica. 

Non importa che lingua parliamo, dove siamo nati, quale sia il nostro stato sociale o il livello economico: la morte prima o poi arriva per tutti. 

Ma cosa accade nel momento in cui esaliamo l’ultimo respiro? Cosa succede al nostro cervello mentre lasciamo per sempre questo mondo? 
Abbiamo coscienza di noi e della vita che sta per finire? 

Domande alle quali la scienza non sa dare risposte certe, almeno finora. 

Adesso però un gruppo di ricercatori internazionali pensa di avere qualche idea più precisa grazie ai dati ricavati in modo fortuito da un paziente ...

giovedì 5 agosto 2021

Qualcosa di simile allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale potrebbe essere già accaduto nell’universo

 

“Come esseri umani dovremmo essere orgogliosi di qualsiasi sistema di intelligenza artificiale che portiamo in vita, come se fossero i nostri figli. Nello stesso modo in cui educhiamo i nostri figli, potremmo dotare tali sistemi del progetto per la loro futura interazione con il mondo“, osserva l’astrofisico di Harvard, Avi Loeb.

“Ciò dovrebbe comprendere il nostro insieme preferito di valori, obiettivi e principi guida, che consentiranno loro di imparare dall’esperienza e affrontare la realtà“, aggiunge.
“Alla fine, potremmo lanciare i nostri sistemi di intelligenza artificiale in viaggi interstellari verso destinazioni lontane, come pianeti abitabili attorno ad altre stelle, dove potrebbero replicarsi utilizzando stampanti 3D.

La ricerca di sistemi di intelligenza artificiale extraterrestre

“Se altre civiltà tecnologiche ci hanno preceduto, potrebbero averlo già fatto“, conclude Loeb. “Recentemente ho avviato il progetto Galileo per cercare tali sistemi di intelligenza artificiale di origine extraterrestre“.
“Attualmente c’è una rivoluzione dell’intelligenza artificiale e vediamo l’intelligenza artificiale diventare sempre più intelligente di giorno in giorno” , afferma Susan Schneider, professoressa associata di scienze cognitive e filosofia presso l’Università del Connecticut che ha scritto sull’intersezione tra SETI e intelligenza artificiale ...

giovedì 7 marzo 2019

Topi, matrix e ologrammi: a tu per tu con il mistero della mente estesa

Uno degli studi che più ci affascina, e che in questi giorni ha bussato alla porta della nostra memoria (una metafora quanto mai azzeccata, come leggerete), è quella del cervello olonomico di Karl Pribram. Una teoria molto discussa forse anche perché, per farla breve, giustificherebbe l’ipotesi secondo la quale ognuno di noi vive in una Matrix, in un campo di interconnessioni dove nulla è ciò che sembra. Una cosuccia non da poco.

Gli studi di Pribram furono inaugurati da una domanda, che probabilmente molti di noi si sono fatti: dove avviene, esattamente, la percezione a livello cerebrale?

Per tentare di rispondervi, Pribram si interessò agli studi di Karl Lashley, il padre fondatore della psicologia fisiologica nord-americana, volti alla comprensione della localizzazione degli engrammi, le tracce mnestiche depositarie dei contenuti informativi acquisiti. In pratica la sede della memoria, il nostro hard disk interno. Partendo dal principio secondo cui le funzioni psichiche fossero localizzabili, Lashley asportò una ad una le parti principali del cervello di alcuni topolini che avevano appreso un percorso complesso, fino a quando si accorse che perfino quando era stata danneggiata la maggior parte del cervello, deteriorato al punto da compromettere le loro abilità motorie, i topolini continuavano a ricordare il percorso. 

La memoria, quindi, sembrava essere distribuita in ogni parte del cervello, efficace ovunque nel medesimo modo ...

domenica 17 agosto 2014

L'universo e il nostro cervello si somigliano

In uno studio pubblicato sulla rivista Nature’s Scientific Reports, alcuni scienziati hanno osservato che l’espansione dell’Universo ha alcune caratteristiche molto simili a quelle riscontrabili nella crescita e nello sviluppo del cervello.

Il nostro Universo cresce! O meglio, per dirla in linguaggio “cosmologico”, è un Universo che si “espande”.

Il primo a rendersi conto di questo fenomeno che interessa l’intero Cosmo è stato Edwin Hubble, il quale, grazie alle sue osservazioni, notò che le galassie tendevano ad allontanarsi le une dalle altre.

Le intuizioni di Hubble portarono una vera e propria rivoluzione copernicana nella cosmologia poiché fino a quel momento si credeva che il nostro fosse un “universo stazionario”.

In un articolo comparso sulla rivista Nature’s Scientific Reports, si apprende di alcuni scienziati che hanno programmato una simulazione al computer dell’Universo, dal quale emergerebbe che l’espansione dell’Universo ha alcune caratteristiche molto simili a quelle riscontrabili nella crescita e nello sviluppo del cervello.

Alcune leggi fondamentali, ancora sconosciute alla fisica teorica, governerebbero allo stesso modo la crescita di sistemi piccoli e grandi, come possono essere un cervello o un intero universo.

E non solo! Queste leggi sconosciute sembrano comparire anche nello sviluppo e crescita di reti reali come quelle sociali o la stessa Internet: “Le dinamiche che governano la crescita naturale sono le stesse per le reti sociali, il cervello e l’Universo”, spiega il co-autore Dmitri Krioukov, fisico presso la University of California di San Diego ...