Visualizzazione post con etichetta macchine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta macchine. Mostra tutti i post

lunedì 30 dicembre 2024

Medicando: macchina, farmaco, corpo.


Se condizione affinché la vita possa dispiegarsi in una qualsiasi forma specifica è innanzitutto – banalmente – il suo dover esserci, essa deve perciò, prima di tutto, perpetuarsi, fronteggiando tutto ciò che la può negare.

La vita richiede, perciò, cura. E quando, nonostante tutte le accortezze che la cura dispone, una minaccia rischia di farla soccombere, le strategie di salvezza dispongono azioni che, nel combattere il male, si configurano quali terapeutiche.

La nostra vita quotidiana, ma anche tutta la vita sociale, si organizzano, in tal modo, in gran parte attorno alla fondamentale e preliminare esigenza di mantener(si) in vita. Tutte le civiltà organizzano perciò dispositivi per salvaguardarsi, potenziando ciò che serve alla loro difesa e, quando i mali irrompono, alla guarigione da essi, per ripristinare quella salute in cui la salvezza consiste.

Abbagliati dalla volontà di vivere, e perciò innanzitutto di sopravvivere, fronteggianti perciò tutto ciò che minaccia di morte, i mortali agognano (tendenzialmente in tutti i modi, per cui anche e persino somministrando morte a ciò che può loro portare la morte) salvezza e, quando il male ha trovato un suo varco, cercano la guarigione ...

giovedì 26 agosto 2021

Dall’umano al postumano

Il transumanesimo è un movimento intellettuale e culturale che promuove l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive dell’essere umano e migliorare quegli aspetti ritenuti indesiderabili come la malattia e l’invecchiamento.

Demiurghi di se stessi

I transumanisti  praticano stili di vita che migliorano le loro condizioni fisiche e cognitive; ma integrano questa cura di sé utilizzando tecnologie che sostengano e amplifichino le prestazioni fisiche e mentali.
L’obiettivo è di protrarre l’esistenza sino ai limiti dell’umano consentiti (circa 120/130 anni), giungendo all’ambito traguardo perfettamente “sani”.

Dall’umano al post umano

Molti transumanisti sono convinti di potersi trasformare in postumani individuando in questo nuovo tipo di essere una tappa dell’evoluzione della specie.
Per raggiungere questo obiettivo utilizzano gli strumenti più sofisticati messi a disposizione dalla tecnica; per esempio, le nanotecnologie che aprono possibilità di “riparazione” dell’essere umano davvero straordinarie.
I transumanisti più estremi non escludono la sospensione crionica (ovvero sottoporsi a congelamento) in attesa di uno sviluppo tecnologico che permetta “riparazioni” cibernetiche inattuabili nel presente, ma che al momento del risveglio/disgelo possano traghettarli in salute nel postumanesimo ...

giovedì 5 agosto 2021

Qualcosa di simile allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale potrebbe essere già accaduto nell’universo

 

“Come esseri umani dovremmo essere orgogliosi di qualsiasi sistema di intelligenza artificiale che portiamo in vita, come se fossero i nostri figli. Nello stesso modo in cui educhiamo i nostri figli, potremmo dotare tali sistemi del progetto per la loro futura interazione con il mondo“, osserva l’astrofisico di Harvard, Avi Loeb.

“Ciò dovrebbe comprendere il nostro insieme preferito di valori, obiettivi e principi guida, che consentiranno loro di imparare dall’esperienza e affrontare la realtà“, aggiunge.
“Alla fine, potremmo lanciare i nostri sistemi di intelligenza artificiale in viaggi interstellari verso destinazioni lontane, come pianeti abitabili attorno ad altre stelle, dove potrebbero replicarsi utilizzando stampanti 3D.

La ricerca di sistemi di intelligenza artificiale extraterrestre

“Se altre civiltà tecnologiche ci hanno preceduto, potrebbero averlo già fatto“, conclude Loeb. “Recentemente ho avviato il progetto Galileo per cercare tali sistemi di intelligenza artificiale di origine extraterrestre“.
“Attualmente c’è una rivoluzione dell’intelligenza artificiale e vediamo l’intelligenza artificiale diventare sempre più intelligente di giorno in giorno” , afferma Susan Schneider, professoressa associata di scienze cognitive e filosofia presso l’Università del Connecticut che ha scritto sull’intersezione tra SETI e intelligenza artificiale ...

domenica 25 luglio 2021

Kurzweil: il corpo umano è un software

 

Come un qualsiasi programma per computer può essere aggiornato. 

(l'articolo è del 2008)

Ma non bisogna avere paura della tecnologia. Semmai bisogna montare sulle spalle del progresso per guardare più in là di quanto si faccia oggi

Non ci sarà nessuna differenza tra uomini e macchine nel 2029 : “Non sarà possibile entrare in una stanza e dire: Ok, umani a sinistra e macchine a destra . 

Sarà tutto mescolato: ci saranno esseri biologici con macchine elaboratrici nel cervello, e la parte sintetica potrebbe essere molto più complessa della porzione organica. Non ci sarà una distinzione chiara tra dove finiscono gli esseri umani o le intelligenze biologiche e dove iniziano quelle artificiali” ...

lunedì 10 novembre 2014

Dominare le macchine con il pensiero?

di Alessandro Provenzano

Da diciotto anni all’università di Princeton si studia la misteriosa "interfaccia" attraverso al quale la nostra mente è in grado di agire sul mondo fisico.

"Avanti, bella, puoi farcela. Lo so che puoi. Avanti così, fammi vedere come sei brava… Ancora uno sforzo… Centro!" La gentildonna in camice bianco che pronuncia questi incitamenti, prima a voce bassa, poi in toni sempre più alti fino all’esclamazione finale, non si sta rivolgendo a un essere umano. Parla a una macchina, una specie di contatore elettronico con un display digitale che brilla di cifre rosse. Brenda Dunne è una delle "teste pensanti" del PEARLab: Laboratorio per la ricerca delle anomalie ingegneristiche, a Princeton, uno degli istituti scientifici più prestigiosi d’America (ci andò a lavorare Einstein quando si rifugiò negli USA). La strana macchina che ha di fronte è un "generatore di numeri a caso", che lei sta cercando di persuadere a usare in maggior misura le cifre alte che le cifre basse: vale a dire utilizzare più 0, 1, 2, 3 e 4 che 5, 6, 7, 8 e 9. Non lo fa manipolando il programma della macchina: cerca di convincerla parlando, incitandola, incoraggiandola, lodandola o rimproverandola. E - se per caso ve lo state chiedendo - ci riesce.

Brenda Dunne è psicologa, specialista nell’analisi del comportamento. Nel PEARLab, è una delle persone incaricate di determinare scientificamente se la volontà umana è in grado di influenzare il comportamento delle macchine. O (se preferite) di cercare di capire se la mente può agire sulla materia.

Fino ad oggi, la risposta è positiva ...