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giovedì 5 febbraio 2026

Mi stai dicendo che viviamo dentro a un computer?

 
Secondo questo scienziato della NASA, forse sì.

Anni or sono (l'articolo è del 2012. N d C), Rich Terrile è comparso a Through the Wormhole, il programma di Science Channel sui misteri della vita e dell’universo.

È stato invitato alla trasmissione per discutere della sua teoria secondo la quale l’esperienza umana può essere ricondotta a qualcosa di simile a una versione incredibilmente avanzata e metafisica di The Sims.
È un’idea che ogni studente universitario che possieda un bong autoprodotto e un DVD di Matrix ha accarezzato, ma Rich è uno scienziato molto stimato, direttore del Centro di Computazione Evolutiva e Design Automatizzato del Jet Propulsion Laboratory della NASA, e attualmente sta scrivendo un libro, ancora senza titolo, sull’argomento, quindi procediamo e prendiamolo sul serio.

L’essenza della teoria di Rich è che un “programmatore” del futuro abbia creato la nostra realtà per simulare il corso di ciò che considera storia antica—per qualche ragione che non sappiamo, forse perché si annoia. 

Secondo la legge di Moore, che afferma che la forza computazionale raddoppia all’incirca ogni due anni, teoricamente tutto ciò sarà possibile, nel futuro. 
Prima o poi, arriveremo al punto in cui simulare qualche miliardo di persone—facendo loro credere di essere creature senzienti con la capacità di controllare i propri destini— sarà facile come mandare a uno sconosciuto una foto dei tuoi genitali con il cellulare...

martedì 27 gennaio 2026

Vogliono far sparire i Pc per farci andare sul cloud

 

di Marcello Pamio

Una recente dichiarazione del pelato di Amazon, Jeff Bezos è molto interessante. Secondo uno degli uomini più ricchi del mondo i computer locali sono "un relitto del passato", mentre il futuro sapete dov'è ? Nel cloud. I suoi cloud of course.

Bezos parlava di data center aziendali: le grandi aziende, le università e i centri di ricerca dovrebbero rinunciare ai propri server a favore del cloud computing AWS. Ma il suddito dove lo mettiamo?

Si tratta di un cambiamento fondamentale: dal possesso all'affitto.

Nel 2025 c'è stato casualmente un aumento esplosivo dei prezzi della memoria RAM, delle schede grafiche e degli hard disk SSD ad alta capacità.
In pratica, i prezzi della memoria di consumo sono aumentati del 300-400%. 
Gli analisti prevedono che la quota di memoria RAM potrebbe arrivare al 30% del costo di uno smartphone...

mercoledì 18 giugno 2025

Sarà possibile creare un computer consapevole?

 
di Federico Faggin

Dopo aver elucidato i concetti fondamentali di coscienza, computer, e cellule viventi, questo articolo considera la differenza cruciale tra una cellula e un computer, concludendo che una cellula è un nanosistema dinamico basato sulle leggi della meccanica quantistica, mentre il computer è un sistema “statico” che usa le leggi riduttive della meccanica classica.


L’essenza della coscienza è la sua capacità di percepire e conoscere attraverso sensazioni e sentimenti. Però non c’è nessun fenomeno fisico noto che ci permetta di tradurre segnali elettrici, sia nel computer come nel cervello, in sentimenti: si tratta di due classi di fenomeni incommensurabili. 

Per spiegare la natura della coscienza, quindi, l’autore introduce un modello della realtà basato su principi cognitivi anziché materialistici. Secondo questo modello, la coscienza è una proprietà olistica irriducibile dell’energia primordiale di cui tutto è costituito (spazio, tempo e materia). 

Come tale, la coscienza può crescere soltanto se i componenti di un sistema si aggregano olisticamente, come avviene in una cellula. Essendo il computer un sistema riduttivo, la sua “coscienza” non può aumentare con il numero dei suoi componenti elementari (i transistor), e pertanto non può superare quella di un transistor ...

sabato 4 maggio 2024

Un fisico sostiene che l'intero universo in cui viviamo sia una simulazione: "Posso provarlo"

Un fisico sostiene che tutti noi viviamo all'interno di una simulazione creata al computer e che il suo studio dimostra questa teoria. 
Sarà davvero così?

Universo simulato, proprio come Matrix?

L'universo sarebbe nient'altro che una simulazione computerizzata. Il dottor Melvin Vopson, fisico dell’Università di Portsmouth, Regno Unito, ne è convinto, tanto da aver formulato una teoria supportata dalla pubblicazione di uno studio

In sostanza, il cosmo avrebbe lo stesso comportamento di un computer, schedulando e rimuovendo le informazioni in base alle necessità. 
Questa riflessione lo ha spinto a domandarsi se l'intero mondo in cui viviamo non sia altro che una simulazione della realtà ...

sabato 27 maggio 2023

Civiltà perduta: il Sanscrito, la lingua perfetta che assomiglia ad un “linguaggio macchina”…

 
di Enrico Baccarini

Negli ultimi venti anni sono state impiegate molte risorse, tempo e fondi nella progettazione di una rappresentazione chiara delle lingue naturali per renderle accessibili all’elaborazione attraverso i computer.

Il linguaggio naturale, ovvero quello parlato dagli esseri umani nella vita quotidiana, contrapposto ai linguaggi di programmazione informatica, presenta numerose ambiguità soprattutto di tipo semantico e si presta facilmente a fraintendimenti, nel caso in cui debba essere compreso da un computer.

Secondo molti studiosi il linguaggio naturale non sarebbe adatto a relazionarsi correttamente con la rigorosa e matematica logica di un computer. 

Tuttavia, esiste almeno un’eccezione: il Sanscrito ...

sabato 5 febbraio 2022

Perché è più probabile che l'intelligenza extraterrestre sia artificiale che biologica

Sul sito The Conversation il professore di cosmologia e astrofisica a Cambridge Martin Rees ha approfondito il tema da un punto di vista meno battuto, affermando che è più probabile incontrare vita aliena artificiale che biologica come la nostra.

C’è vita intelligente altrove nell’universo?

È una domanda dibattuta da secoli, se non da millenni. Ma è solo di recente che abbiamo avuto una reale possibilità di scoprirlo, con iniziative come il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) che utilizzano radiotelescopi per ascoltare attivamente i messaggi radio di civiltà aliene.
Cosa dovremmo aspettarci di rilevare se queste ricerche avessero successo?

Il sospetto è che è molto improbabile che si tratti di omini verdi.

Supponiamo che ci siano altri pianeti dove la vita è iniziata e che abbia seguito qualcosa come un’evoluzione darwiniana. Anche allora, è altamente improbabile che la progressione dell’intelligenza e della tecnologia avvenga esattamente allo stesso ritmo che sulla Terra. 
Se rimanesse significativamente indietro, allora quel pianeta non rivelerebbe chiaramente alcuna prova di vita extraterrestre ai nostri radiotelescopi. 
Ma intorno a una stella più vecchia del Sole, la vita potrebbe aver avuto un vantaggio di un miliardo di anni o più ...

mercoledì 14 luglio 2021

Il concetto di tempo in fisica non esiste

 
Il tempo – come concetto valido in fisica – non esiste. 

Questi articoli intendono chiarire e mostrare come ciò aiuti a comprendere vari altri concetti della fisica.
Il principio sottostante è il positivismo.

Questo chiarisce i “potenziali elettromagnetici avanzati”, l’equilibrio nell’uso delle trasformazioni covarianti, la natura dei buchi neri e il Big Bang. 
Si discuterà anche della natura di Dio e se ne mostrerà la coerenza con l’idea che il tempo non esista. Saranno anche aggiunti commenti su scienza e religione. Infine, una discussione sulla natura della scienza e sulla funzione d’onda dell’universo, dimostrerà che tutta la nostra conoscenza fino ad ora è necessariamente incompleta.

Una delle idee fondamentali della fisica è il positivismo logico. Una dichiarazione ha senso se, e solo se, può essere dimostrata vera o falsa, almeno in linea di principio, attraverso l’esperienza. Una teoria della fisica è un sistema matematico, i cui concetti possono essere misurati o osservati sperimentalmente. Un concetto che non può essere osservato, per principio non esiste ...

giovedì 16 luglio 2020

Storia del Personal Computer - da ENIAC al primo Macintosh -

Tutti ormai abbiamo un PC, desktop oppure portatile, che utilizziamo a casa o per lavoro. Ma sapete qual è la sua origine? Qual è stato il primo Personal Computer della storia? Ve lo raccontiamo noi.

Fin dall’antichità, l’uomo ha avuto necessità di contare e svolgere operazioni numeriche nelle sue attività quotidiane. Per questo motivo, nel corso degli anni, ha ideato e sviluppato strumenti sempre più funzionali e precisi che lo aiutassero in questo bisogno primario. 

Basti pensare all’abaco (usato fin dal XXI secolo a.C. in Cina) che può essere considerato il primo vero e proprio strumento di calcolo, anzi, addirittura l’antenato del PC. 

Infatti, cosa vuol dire la parola computer? Il termine deriva dal verbo latino "computare" e significa "fare di conto". Il computer nasce proprio come macchina in grado di ricevere dati, elaborarli sulla base di istruzioni (ad esempio, calcoli matematici), per poi restituire un risultato.

Dall’abaco ai computer moderni, ne è stata fatta di strada. Una strada, costellata di invenzioni geniali e di insuccessi, che è stata segnata dalla nascita dei primi ingombranti elaboratori creati per esigenze militari durante la Seconda Guerra Mondiale e che ha portato, attraverso una serie di vicissitudini, alle grandi innovazioni informatiche degli anni Settanta, nate in alcuni garage americani, come quello di Steve Jobs e Bill Gates.
Oggi vi vogliamo raccontare l’evoluzione del computer, dalle origini ai giorni nostri, attraverso i PC che hanno fatto la storia dell’informatica ...

lunedì 17 dicembre 2018

Mind Uploading: è possibile trasferire la propria coscienza in un computer?

Fresco della visione di Altered Carbon, la nuova serie fantascientifica che sta spopolando su Netflix, mi sono chiesto se in linea teorica e con riscontri pratici fosse possibile trasferire la propria coscienza o comunque il proprio cervello in un computer o in un altro corpo, come in effetti viene descritto nella serie.

Pensavo fosse fantascienza ma in realtà non lo è poi così tanto: questo processo ha un nome e si chiama: ”mind uploading”. 

Ovviamente è un tema complesso lontano “anni luce” dalla nostra dimensione temporale e dall’idea di poter trasferire il nostro cervello in un computer ma stando alle prospettive di alcuni scienziati e sostenitori di questa teoria non saremmo poi così lontani dalla realizzazione pratica di questo processo ed in un futuro prossimo potremmo davvero trasferire il nostro cervello in un altro corpo o in una macchina ...

lunedì 10 novembre 2014

Dominare le macchine con il pensiero?

di Alessandro Provenzano

Da diciotto anni all’università di Princeton si studia la misteriosa "interfaccia" attraverso al quale la nostra mente è in grado di agire sul mondo fisico.

"Avanti, bella, puoi farcela. Lo so che puoi. Avanti così, fammi vedere come sei brava… Ancora uno sforzo… Centro!" La gentildonna in camice bianco che pronuncia questi incitamenti, prima a voce bassa, poi in toni sempre più alti fino all’esclamazione finale, non si sta rivolgendo a un essere umano. Parla a una macchina, una specie di contatore elettronico con un display digitale che brilla di cifre rosse. Brenda Dunne è una delle "teste pensanti" del PEARLab: Laboratorio per la ricerca delle anomalie ingegneristiche, a Princeton, uno degli istituti scientifici più prestigiosi d’America (ci andò a lavorare Einstein quando si rifugiò negli USA). La strana macchina che ha di fronte è un "generatore di numeri a caso", che lei sta cercando di persuadere a usare in maggior misura le cifre alte che le cifre basse: vale a dire utilizzare più 0, 1, 2, 3 e 4 che 5, 6, 7, 8 e 9. Non lo fa manipolando il programma della macchina: cerca di convincerla parlando, incitandola, incoraggiandola, lodandola o rimproverandola. E - se per caso ve lo state chiedendo - ci riesce.

Brenda Dunne è psicologa, specialista nell’analisi del comportamento. Nel PEARLab, è una delle persone incaricate di determinare scientificamente se la volontà umana è in grado di influenzare il comportamento delle macchine. O (se preferite) di cercare di capire se la mente può agire sulla materia.

Fino ad oggi, la risposta è positiva ...

giovedì 7 luglio 2011

Il DNA per calcolare la radice quadrata di un numero

Un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech), tra cui Lulu Qian e Erik Winfree, è riuscito a realizzare un “computer a DNA”, ossia un insieme di 130 frammenti di DNA che costituiscono dei circuiti logici funzionanti, in grado di eseguire le operazioni logiche NOT, AND e OR, alla base appunto del funzionamento dei computer.

Questo computer è stato così in grado, ad esempio, di estrarre radici quadrate di numeri a 4 bit, pur impiegando molte ore, anche se gli autori stessi della ricerca non sanno dire, negli sviluppi futuri, quale velocità potrebbe raggiungere questo “apparato”; quanto alle applicazioni pratiche, dispositivi organici di questo tipo potrebbero trovare in futuro utilizzi nel campo della medicina, ad esempio per compiere analisi di sangue o tessuti con estrema precisione (a prescindere dalla velocità).

“Stiamo cercando di prendere in prestito le idee che hanno avuto tanto successo nel mondo dell’elettronica, come la rappresentazione astratta delle operazioni di calcolo, i linguaggi di programmazione, i compilatori, e applicarle al mondo biomolecolare”, ha detto la ricercatrice Lulu Qian.

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