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martedì 23 giugno 2026

Se l’informazione è Il quinto stato della materia, siamo in una simulazione


Il fisico Melvin Vopson vuole effettuare un esperimento che cambierebbe la nostra percezione di ogni informazione contenuta nell'universo.

Tutti siamo ormai immersi in un sovraccarico di informazioni, e per il fisico Melvin Vopson dell’Università di Portsmouth questo vale doppio. 
Il ricercatore inglese sta cercando infatti di dimostrare una tesi suggestiva: l’informazione avrebbe una sua presenza fisica. I dati digitali avrebbero un peso. È un’operazione difficile, che potrebbe fornirci nuove intuizioni su come conservare le informazioni in futuro, ma non è solo questo.

Potrebbe anche innescare un importante cambiamento di paradigma nel nostro modo di vedere l’intero universo.

Le informazioni hanno una massa misurabile?

Vopson, studioso di Teoria dell’informazione, cerca colleghi per effettuare un esperimento che, in caso di successo, produrrebbe effetti giganteschi...

lunedì 27 aprile 2026

Il nuovo telescopio Roman della NASA verrà lanciato molto prima del previsto

 La NASA accelera i tempi: il telescopio spaziale, che sarà dedicato allo studio di energia oscura, galassie ed esopianeti, potrebbe partire con otto mesi di anticipo
 
Il prossimo telescopio della NASA, il Nancy Grace Roman Space Telescope, potrebbe essere lanciato prima del previsto e non a maggio 2027 come originariamente programmato, ha fatto sapere l'agenzia spaziale statunitense. 

Ora, il lancio è previsto all'inizio del prossimo settembre... 

venerdì 27 febbraio 2026

E se l'universo fosse un grande organismo vivente?

 
Dal microbo più piccolo al mammifero più grande, l’uomo è convinto di riuscire a riconoscere la vita.
Ma potrebbe esistere anche su scala molto più grande, diciamo a “livello cosmico”, in cui i pianeti fungono da cellule e i buchi neri da DNA dello spazio? I segreti del cosmo potrebbero risiedere nella biologia invece che nella fisica? Insomma, l’Universo è vivo?

Cosa rende vivo un organismo? Cosa ci rende diversi da un sasso o da un robot? È il battito del cuore? Sono i pensieri che abitano la nostra mente? O per il fatto che nasciamo, cresciamo e moriamo? Alcuni scienziati hanno pensato che potremmo condividere questi aspetti con qualcosa di molto più grande: è possibile che l’intero cosmo sia un unico organismo vivente, nel quale viviamo e ci muoviamo?

Tutta la vita può essere fatta risalire ai pochi organismi unicellulari che esistevano nell’Archeano. Oggi, dopo circa 4 miliardi di anni, ci troviamo a condividere il pianeta con elefanti, balene e altre 8 milioni di specie eucariotiche.
Chiaramente, tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta sono interconnessi, tanto da far pensare di essere tutti parte di un unico organismo vivente. Siamo come le centinaia di diversi tipi di cellule del nostro corpo che costantemente muoiono e si rinnovano? Facciamo parte di un organismo complesso più grande di noi? ...

venerdì 20 febbraio 2026

Alaknanda: la galassia impossibile che anticipa il futuro del cosmo

Il James Webb Space Telescope ha rivelato una galassia a spirale perfetta apparsa quando il cosmo aveva appena un decimo della sua età attuale. La sua esistenza sfida ogni previsione teorica e ci costringe a ripensare la nascita delle prime strutture galattiche.

Per anni abbiamo raccontato la storia dell’universo giovane come un tumulto ancora informe. Le prime galassie, secondo i modelli classici, erano piccoli agglomerati disordinati, dominati da instabilità, collisioni e turbolenze: tutt’altro che pronti a scolpire bracci a spirale netti e simmetrici. Le strutture eleganti - i dischi sottili, i bulge ben definiti, le spirali a grande disegno - venivano considerate il risultato di una lunga maturazione cosmica, il frutto di miliardi di anni in cui la gravità avrebbe lentamente ordinato il caos. Eppure, come spesso accade in cosmologia, la realtà osservata supera l’immaginazione. 

Quando il James Webb Space Telescope ha osservato uno degli angoli più dinamici del cielo, l’ammasso di Pandora (Abell 2744), ha trovato qualcosa che ha lasciato perplessi anche i ricercatori più cauti: una spirale perfettamente formata, antica non nel contenuto ma giovanissima nell’epoca in cui è apparsa. L’hanno chiamata Alaknanda, un nome che evoca un fiume sacro, una sorgente luminosa, un ponte simbolico verso la Via Lattea. E forse non c’era scelta migliore ... 

martedì 24 giugno 2025

Mistero in Antartide: Segnali “impossibili” dal cuore della Terra sfidano la fisica.

Diversi anni fa un esperimento in Antartide ha captato segnali radio anomali che sembrano contraddire le attuali teorie della fisica delle particelle. 
Sono tutt'ora oggetti di studio.

L’ANITA (Antarctic Impulsive Transient Antenna), un progetto balistico condotto da un team internazionale inclusi ricercatori della Penn State, ha registrato impulsi radio che emergono dal ghiaccio a forti angoli ascendenti, un fenomeno inspiegabile con i modelli attuali basati su neutrini o raggi cosmici.

L'obiettivo dell'esperimento ANITA era di comprendere meglio eventi cosmici distanti analizzando i segnali che raggiungono la Terra. 
Normalmente, si attendono segnali da neutrini, particelle subatomiche elusive che attraversano la materia con scarsa interazione. 

I segnali rilevati provengono da angoli fino a 30 gradi sotto l’orizzonte, suggerendo che le particelle abbiano attraversato migliaia di chilometri di crosta terrestre prima di emergere, quindi queste particelle che hanno attraversato la Terra emettendo questo segnale ci si aspetterebbe che siano neutrini.

Infatti come sottolinea Stephanie Wissel, fisica della Penn State e membro del team ANITA, un segnale del genere dovrebbe essere assorbito durante il passaggio attraverso la Terra, se non fosse legato al passaggio di neutrini. Se non corrispondesse a questa particella genererebbe un problema di fisica e matematica difficilmente risolvibile ...

venerdì 15 novembre 2024

Se realmente esiste un Multiverso, cosa c'è nello spazio che divide gli Universi?


L'idea di un multiverso in cui esistono infiniti universi paralleli al nostro è uno dei concetti più affascinanti e al contempo misteriosi della fisica moderna. Ma se davvero il multiverso esiste, cosa c'è nello "spazio" che divide un universo dall’altro? 

Sebbene si tratti di una domanda ancora nel campo della speculazione scientifica, poiché l’esistenza stessa del multiverso non è stata dimostrata empiricamente, la fisica teorica e la cosmologia hanno elaborato una serie di ipotesi intriganti. 

Diverse di queste ipotesi sono pubblicate su riviste scientifiche di rilievo, come Physical Review D e Nature Physics, che cercano di esplorare le possibilità riguardanti l’esistenza del multiverso e ciò che potrebbe trovarsi al di fuori dei singoli universi ...

sabato 4 maggio 2024

Un fisico sostiene che l'intero universo in cui viviamo sia una simulazione: "Posso provarlo"

Un fisico sostiene che tutti noi viviamo all'interno di una simulazione creata al computer e che il suo studio dimostra questa teoria. 
Sarà davvero così?

Universo simulato, proprio come Matrix?

L'universo sarebbe nient'altro che una simulazione computerizzata. Il dottor Melvin Vopson, fisico dell’Università di Portsmouth, Regno Unito, ne è convinto, tanto da aver formulato una teoria supportata dalla pubblicazione di uno studio

In sostanza, il cosmo avrebbe lo stesso comportamento di un computer, schedulando e rimuovendo le informazioni in base alle necessità. 
Questa riflessione lo ha spinto a domandarsi se l'intero mondo in cui viviamo non sia altro che una simulazione della realtà ...

lunedì 7 agosto 2023

Ipotesi sul rapporto tra ufo e universi paralleli


In tale articolo prenderemo in considerazione la possibilità che esista un rapporto tra gli ufo e gli universi paralleli tenendo presente che oggi esiste un forte interesse sia per il fenomeno ufo sia per il mistero degli universi paralleli.

Volendo schematizzare al massimo il contenuto di tale articolo possiamo dire che affronteremo in esso quattro questioni molto interessanti e controverse: in primo luogo esporremo e commenteremo alcuni dati di fatto che permettono, a nostro avviso di affermare che l'esistenza degli universi paralleli è probabile anche se non può essere ancora definita certa; in secondo luogo esporremo due interessanti teorie sull'origine degli universi paralleli; in terzo luogo prenderemo in considerazione la possibilità che esistano rapporti tra gli universi paralleli nonché tra gli abitanti di alcuni di questi universi paralleli; infine ci occuperemo della possibilità che esistano rapporti tra il fenomeno ufo e gli universi paralleli.

Premesso ciò cominceremo ora ad enunciare le argomentazioni formulate dai sostenitori dell'esistenza degli universi paralleli ...

lunedì 13 febbraio 2023

La Matrice: non vi è alcun “cucchiaio”

 «La Matrice è ovunque. È tutt’intorno a noi. Anche ora, in questa stanza.
Potete vederla quando guardate fuori dalla finestra o quando accendete il televisore. Potete sentirla quando andate al lavoro, quando andate in chiesa, quando pagate le tasse. È il mondo che vi è stato gettato sugli occhi per impedirvi di vedere la verità».
Morpheus 


Pensiamo di vivere in un “mondo”. In realtà viviamo in una gamma di frequenze. È tutto qui.

Siamo intrappolati in una gamma di frequenza e quindi intrappolati in un’illusione. Si tratta di ciò che il famoso film chiama “Matrice”. Il “mondo” che vediamo intorno a noi è solamente una minuscola frazione di un’infinità multidimensionale cui abbiamo accesso attraverso i nostri sensi fisici come la vista, l’udito, il tatto, l’odorato e il gusto. 

Il mondo materiale che percepiamo è come una stazione radiofonica e i nostri sensi fisici sono sintonizzati su quella frequenza.

Questo è tutto ciò che vediamo ...

domenica 26 dicembre 2021

Viviamo all'interno di un Universo alieno? Astrofisico suggerisce una incredibile teoria

Il nostro Universo potrebbe essere il risultato di una forma usata da alieni tecnologicamente avanzati per trasferire il loro mondo.

Benché ci siano migliaia di testimonianze di avvistamenti UFO, incontri ravvicinati e, nei casi più eclatanti, rapimenti e esperimenti su determinati soggetti, la scienza ufficiale afferma di non avere nessuna prova che razze aliene stiano visitando il nostro pianeta. 

Esistono protocolli ben definiti in caso di contatto alieno, fino ad ora però mai applicati perché il contatto “ufficiale” non è ancora avvenuto. 
Una nuova incredibile teoria viene proposta dall’astrofisico Caleb Scharf, direttore di astrobiologia della Columbia University di New York.

Perché ancora non abbiamo incontrato gli alieni? 

Scharf risponde a questa domanda dicendo che probabilmente l’Universo stesso è extraterrestre
Probabilmente, ipotizza l'astrofisico, l’universo rappresenta il “cervello” di una razza aliena iper-avanzata ...

giovedì 5 novembre 2020

Materia oscura? Teoricamente disordinata

 
Studiare la distribuzione nel cosmo di una sostanza impossibile da osservare è una sfida non da poco. La materia oscura, mistero per eccellenza dell’astronomia, secondo gli scienziati costituisce oltre l’85% della massa presente nell’universo. 
Ma ancora oggi nessuno è riuscito a dare un volto a questa signora indiscussa dell’oscurità del mondo fisico.

La materia oscura, dicevamo, non può in alcun modo essere osservata direttamente: non assorbe, non riflette e non emette luce. Eppure senza la materia oscura non potrebbe esistere l’universo come lo conosciamo. Ad esempio, questo ingrediente è essenziale per spiegare le forze gravitazionali che tengono insieme le galassie.

Ecco perché gli astronomi continuano a scontrarsi con l’enigma della famigerata dark matter, cercando di colmare con i dati teorici le lacune dei dati osservativi. In questo filone di ricerca si inserisce un team capitanato dall’Istituto di Astrofisica delle Canarie, che ha sviluppato una serie di simulazioni per provare a ricostruire la distribuzione della materia oscura nelle galassie

Secondo i risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics Letters, la materia oscura avrebbe un andamento sintetizzabile con l’espressione ‘massima entropia’. 

Sarebbe quindi una dark matter teoricamente disordinata, quella immaginata dal team di ricerca a guida spagnola. ‘Teoricamente’, perché come affermano gli stessi autori dello studio si tratta di una stima basata sulle probabilità. Secondo gli scienziati, per raggiungere lo stato di ‘massimo disordine’ la materia oscura dovrebbe collidere al suo interno, proprio come avviene alle molecole di gas. In questo modo raggiungerebbe uno stato – detto equilibro termodinamico – in cui densità, pressione e temperatura sono in relazione ...

martedì 8 agosto 2017

La gravità, la materia oscura, esistono o non esistono?

Recentemente si discute molto sul tema della gravità, della materia oscura (esistono o non esistono?), sulle conseguenze delle scoperte del C.E.R.N. (bosone di Higgs) e sulla gravità... 

Se chiedete a un fisico «Cos’è rimasto da scoprire, ora che avete trovato anche il bosone di Higgs?» quello quasi certamente vi risponderà: praticamente tutto.

Già, perché la materia ordinaria (dai quark fino al bosone di Higgs, appunto) rappresenta appena il 5 per cento del nostro Universo. Il resto sarebbe costituito da energia oscura (68 per cento) e materia oscura (27 per cento). Quest’ultima rappresenterebbe quasi il 90 per cento della massa totale: insomma per ogni grammo di materia ordinaria, ce ne sarebbero, da qualche parte intorno a noi, 9 di materia oscura.

Eppure non riusciamo a vederla, perché, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazioni elettromagnetiche e si manifesterebbe solo attraverso effetti gravitazionali.

La sua ipotetica esistenza permette tuttavia agli scienziati di risolvere un problema che li affligge dagli anni Settanta, quando si scoprì che le stelle più lontane dai centri delle galassie ruotano con una velocità molto più alta di quella che dovrebbero avere se ad attrarle ci fosse solo la materia ordinaria.

Trovare la dark matter è dunque come mettere le mani sul Santo Graal della fisica moderna. Ad Amsterdam, sotto la guida di Bertone, ci provano ricercatori di tutto il mondo, dal tedesco Christoph Weniger all’iraniana Nassim Bozorgnia. 

Perché proprio qui? «L’Olanda ha una grande tradizione astronomica» risponde Bertone. Christiaan Huygens, Willem de Sitter, Jan Oort, Gerard Peter Kuiper, uomini che hanno dato in epoche diverse contributi fondamentali alla comprensione dell’Universo, sono tutti nati da queste parti...

giovedì 27 dicembre 2012

Keshe Foundation - The Universal Order of Creation of Matter - per saperne di più

INTRODUZIONE AI CONCETTI DI KESHE.
ORDINE UNIVERSALE DELLA CREAZIONE DELLA MATERIA
STRUTTURA DELLA LUCE / definizioni
MODELLO DELLA CREAZIONE
ATLANTIDE
METODO KESHE PER LA CURA DELLE MALATTIE
METODO DI CURA DELLA MALATTIA CINESE
PORTALE
CAMPO UNIFICATO


INTRODUZIONE

Nonostante la quantità di materiale disponibile in rete sulle teorie pubblicate dall’ing Keshe, risulta difficile per chi approccia la cosa capire veramente di che cosa si stà parlando .
La novità dei concetti esposti, unita a un modo fumoso di esprimersi e alle difficoltà di reperire materiale in italiano può allontanare l’interesse sull’argomento. Cercherò di mettere a disposizione la mia esperienza fatta di anni di ricerca nel campo della fisica classica, e della fisica di frontiera, e nel campo della divulgazione per cercare di aiutare la comprensione delle teorie esposte da Keshe in modo acritico, con il solo scopo di rendere comprensibile quanto detto nel sito e nei libri sull’argomento

L’approccio alla tecnologia Keshe, si può dividere in due aspetti:
- Aspetto teorico
- Aspetto pratico ingegneristico.
Inizialmente non è possibile separare completamente le due cose.
Didatticamente quando iniziamo lo studio di un nuovo argomento la prima cosa da fare è metterci d’accordo sul significato dei termini.
Keshe suppone che ci siano tre tipi di manifestazioni che creano questa realtà:

La materia, l’antimateria e la materia oscura...